GOVERNO: IL DIBATTITO ALLA CAMERA. IL PREMIER CONTE CERCA ALLEATI CON IL CAPPELLO IN MANO

GOVERNO: IL DIBATTITO ALLA CAMERA. IL PREMIER CONTE CERCA ALLEATI CON IL CAPPELLO IN MANO

ALL’INTERNO LA DIRETTA VIDEO DALLA CAMERA DEI DEPUTATI
“Conte dice che ha fiducia nei parlamentari e negli italiani? Bene, auguri”, ha tagliato corto Matteo Salvini quest’oggi lasciando la Camera, commentando le parole del presidente del Consiglio. “Conte ha detto che deve rimanere al governo per fare le cose che chiedono gli italiani, a partire da una legge elettorale proporzionale. La legge elettorale… Vabbè, è ufficiale, ormai costui vive su Marte”, ha detto ancora il senatore Salvini.

di REDAZIONE POLITICA

Nell’aula della Camera in corso la discussione sulle comunicazioni del premier Giuseppe Conte che ha concluso il suo intervento, in vista della fiducia al suo governo. Il presidente del Consiglio è stato messo all’angolo dopo la mossa di Renzi, che ha ritirato la delegazione composta dai ministri Bellanova e Bonetti e dal sottosegretario Scalfarotto: l’avvocato del popolo ( a 5 Stelle…) è convinto di avere i numeri per proseguire l’esperienza giallorossa fino al 2023 grazie al voto dei responsabili, a cui però andrà illustrato un progetto di ampio respiro per i prossimi anni.

Arrivando all’Aula di Montecitorio, Conte non ha nascosto la preoccupazione per la fase che l’Italia sta attraversando: “C’è una crisi in corso, la situazione non è affatto semplice“. Fa comunque affidamento ai parlamentari: “Ho fiducia in loro e nel Paese“. I numeri sono ballerini e i timori sono concentrati soprattutto sulla giornata di domani, quando Conte si recherà nell’ aula del Senato per le comunicazioni sulla situazione politica con conseguente voto. Se non dovesse avere i voti necessari, allora la palla passerà nelle mani del capo dello Stato Sergio Mattarella che deciderà come risolvere la fase di stallo che si è venuta a creare.

Alla Camera si sono iscritti a parlare sinora 26 deputati. “Conte ha detto che deve rimanere al governo per fare le cose che chiedono gli italiani, a partire da una legge elettorale proporzionale. La legge elettorale….. Vabbè, è ufficiale, ormai costui vive su Marte”, ha commentato il leader della Lega Matteo Salvini.

“Il centrodestra ha ribadito la sua compattezza in vista delle comunicazioni del presidente del consiglio Giuseppe Conte e del voto alla Camera dei deputati. Le forze politiche presenteranno una risoluzione unitaria con la quale si sottolinea l’assoluta inadeguatezza del governo nell’affrontare sia gli effetti sanitari che gli effetti economici della pandemia“, questo si legge nella nota diramata al termine del vertice tra i leader del centrodestra. Presenti Matteo Salvini, Giorgia Meloni, Antonio Tajani, Maurizio Lupi (NcI), Gaetano Quagliariello, Giorgio Silli (Cambiamo) e Lorenzo Cesa (Udc). Non è voluto mancare nemmeno Silvio Berlusconi, che ha presenziato alla riunione in videocollegamento dalla Francia

Durante il summit, i presenti hanno sottolineato cheun Governo con una maggioranza risicata o inesistente non è ciò di cui ha bisogno l’Italia per affrontare le difficili sfide dei prossimi mesi“. Una presa di posizione netta e irremovibile: “Premesso che le comunicazioni del presidente del Consiglio sono insufficienti, chiediamo al governo di rassegnare le dimissioni. Questo è il testo della risoluzione unitaria che verrà presentato alle comunicazioni di Giuseppe Conte da parte de centrodestra. In serata, dopo le comunicazioni alla Camera e il voto parlamentare, il centrodestra si riunirà nuovamente per stabilire la linea da tenere anche nei prossimi giorni.

“A partire da luglio partirà una riforma epocale: l’assegno unico mensile per ogni figlio fino a 21 anni”. Lo ha annunciato Giuseppe Conte, intervenuto alla Camera per convincere quanti più voltagabbana possibili a votare la fiducia per evitare che la crisi di governo possa portare alle elezioni anticipate. “Confidiamo ancora in una stagione riformista. Ancora oggi c’è una visione. Stiamo affrontando una sfida di portata epocale“, ha dichiarato aprendo il suo discorso. E ha parlato di una “solida vocazione europeista” e di un “disegno riformatore ampio e coraggioso“.

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Inevitabile il passaggio sull’emergenza Coronavirus, che ha costretto l’esecutivo giallorosso a compiere scelte sulle libertà delle persone. Il premier ha pertanto parlato della gestione e dell’operato della sua squadra: “Se io oggi a voi che siete in Aula e ai cittadini posso parlare a nome di tutto il governo a testa alta è per la consapevolezza di chi ha impiegato tutte le energie possibili per la comunità nazionale“. Successivamente ha elencato tutte le misure economiche messe in campo, dai ristori per le attività colpite dalle restrizioni alla no tax area per gli universitari.

L’appello di Conte per un nuovo Governo

Conte infine è passato all’appello rivolto ai deputati presenti, a coloro che volessero farsi costruttori: “Sappiate che questo è il momento giusto per contribuire alla prospettiva di governo, declinata in senso europeista e anti-sovranista. Adesso si volta pagina. Il governo ha bisogno di massimo consenso possibile e il più ampio consenso in Parlamento. Servono un governo e forze parlamentari volenterose e consapevoli delle difficoltà che stiamo attraversando e della sua delicatezza“.

Un’impresa difficile per il Presidente del Consiglio, che si è appellato ai singoli deputati per ottenere il loro sostegno. Il clima in Aula non era disteso, anzi. Al termine della comunicazione di Giuseppe Conte sono stati alzati alcuni cartelli che invitavano il premier alle dimissioni. Ma è stato soprattutto un coro a infastidire in maniera evidente il presidente del Consiglio, che ha dovuto interrompere il suo discorso per dar modo al presidente Roberto Fico di richiamare l’ordine.

Conte esposto senza interruzioni quasi tutto il suo discorso ma, arrivato alla fine, quando si è rivolto ai parlamentari, invitando i singoli deputati a “dare il proprio contributo” per sostenere l’esecutivo, ora che Italia viva ha deciso di passare all’opposizione, dai banchi del centrodestra si è sollevato un coro rumoroso: “Mastella! Mastella!”.

La discussione alla Camera dei Deputati

Secondo il segretario del Pd Nicola Zingaretti: “Un appello ad andare avanti per cambiare. Patto di legislatura, apertura al coinvolgimento del Paese, priorità allo sviluppo per creare lavoro, alla difesa della salute, al rafforzamento del protagonismo europeo a cominciare da Next Generation Eu. Non fermiamoci ora. Dobbiamo ricostruire la fiducia. L’Italia ha diritto alla speranza, c’è una prospettiva da perseguire per il futuro


“Se c’è da creare un governo migliore e non abbiamo nessuna pregiudiziale sui nomi, figuriamoci se mettiamo un veto su di lei che ha governato con la Lega poco prima di questo governo. Ma chiediamo di muoversi, di darci risposte, una visione e una strategia. Se questo c’è, noi ci siamo” ha detto Ivan Scalfarotto, deputato di Italia Viva e sottosegretario agli Esteri che si è dimesso, intervenendo in Aula dopo le comunicazioni del premier Conte. E ha ribadito: “Se ci sarà la possibilità di dare un governo vero a questo Paese, Iv non mancherà“, sottolineando che il Conte bis è stato “un governo dei tempi ordinari, è il suo limite

Italia Viva va verso la conferma dell’astensione alla Camera ma più di qualcuno tra i deputati si sarebbe detto tentato dal No alle comunicazioni del premier. E’ quanto emerge dalle fila di Iv, dopo il discorso di Giuseppe Conte in Aula. A quanto si apprende, il dibattito sarebbe emerso anche nella chat dei parlamentari renziani ma ad ora sarebbe prevalente – e dovrebbe essere confermata – la linea dell’astensione, mentre nessuno si sarebbe ad ora apertamente smarcato annunciando il Sì. Matteo Renzi sarebbe intervenuto personalmente nella chat, scrivendo: “Ragazzi, non reagire alle provocazioni: manteniamoci compatti“. Dalle 15 è in corso una riunione del gruppo.

“Ci troviamo a smentire, per l’ennesima volta, ricostruzioni fantasiose riportate da alcuni organi di stampa oggi. L’Udc voterà compattamente NO alla fiducia del Governo Conte bis”. E’ quanto si legge in una nota diffusa dall’Ufficio stampa nazionale dello Scudo crociato, guidato da Lorenzo Cesa.

“Noi di Azione e +Europa non voteremo la fiducia al Governo e anche qualora trovasse una maggioranza noi saremo all’opposizione” ha detto Enrico Costa intervenendo in Aula alla Camera sulle comunicazioni del premier, Giuseppe Conte, sulla crisi di Governo.

La seduta dell’ Aula è stata interrotta alle 15:45 e riprenderà alle 17:15

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