Giornalismo libero o servile ?

Giornalismo libero o servile ?

di Antonello de Gennaro

Schermata 2016-02-19 alle 08.34.25La rabbia redazionale di aver preso un “buco” giornalistico, cioè non aver pubblicato una notizia è una delle manifestazioni più diffuse della pochezza umana e giornalistica sopratutto nelle città di provincia, dove i giornalisti vivono di rapporti personali, frustrazioni, “markettine” giornalistiche e deliri di inesistente onnipotenza. Non c’è niente di peggio poi di quei giornalisti che si sentono dispensatori del “verbo” sulla base del nulla.

Il risultato è poi sotto gli occhi di tutti. Quotidiani, emittenti televisivi che chiudono e tanti colleghi o presunti tali che rimangono a spasso senza lavoro, grazie anche all’inconsistenza di un sindacato giornalistico che serve solo e soltanto a qualcuno a fare carriera o salvare il proprio posto di lavoro, per farsi ogni tanto qualche “scampagnata” sindacale romana a spese degli altri.

Schermata 2016-02-19 alle 07.56.41Come i nostri lettori sanno bene, il nostro giornale online, è abituato a fare nomi e cognomi, e quindi lo farà anche in questo caso, trattandosi di un giornale (stampato) diffuso in Puglia, edito come noi da una società romana. Con la differenza che mentre noi siamo una cooperativa giornalistica, il Nuovo Quotidiano di Puglia  è di proprietà del Gruppo Caltagirone, proprietario di altri giornali (Il Gazzettino, Il Messaggero, Il Mattino, il Corriere Adriatico) editi nelle regioni in cui sono molto attive guarda caso….le attività edili ed imprenditoriali del Gruppo Caltagirone. Ecco spiegato perchè ad esempio sul Quotidiano non troverete mai notizie o inchieste sui problemi ambientali o occupazionali della Cementir a Taranto : hanno lo stesso “padrone”. E quindi i colleghi del Quotidiano preferiscono girarsi dall’altra parte pur di portare a casa il proprio stipendio.

 A causa del nostro successo in termini di lettori, questo quotidiano online che state leggendo è da tempo sotto “attacco” diffamatorio da parte di alcuni “pennivendoli” locali che vanno in giro a cercare di vendere pubblicità nei bar e ristoranti per siti internet semi-clendestini, o che cercano qualche doppio lavoretto pur di “arrotondare”, e da parte anche di qualche esponente sindacale (che percepisce lo stipendio grazie ai contratti solidarietà e da un editore siciliano sotto inchiesta – leggi QUI ) che abbiamo peraltro denunciato alla Procura della Repubblica di Roma il quale vorrebbe mettere il naso nelle nostre attività editoriali, dubitando sulla nostra correttezza lavorativa, ignorando il “poverino” che i quotidiani online non sono tenuti ad applicare i contratti nazionali di lavoro giornalistico, che è previsto ed obbligatorio soltanto per i quotidiani e periodici stampati, radio e televisioni. Non esiste infatti alcun contratto nazionale per i quotidiani online. E con suo sommo dispiacere…dopo circa 1 anno e mezzo, abbiamo la fila di collaboratori che si offrono per scrivere e lavorare con noi, e non abbiamo mai ricevuto una lettera da un avvocato o una causa di lavoro.

Alla “macchina del fango” specialista in propagazione del Falso Quotidiano, dedicheremo molto presto un’inchiesta giornalistica attualmente in corso, da cui uscirà fuori la verità, tutte le documentazioni, e cioè il mancato rispetto delle principali norme deontologiche da parte di diversi giornalisti tarantini, gli strani “affarucci“, consulenze varie e “markette“, prostituzione professionale pagata con la pubblicità, che in Parlamento chiamano le “mancette” !

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Due giorni fa una nostra amica e lettrice ci ha segnalato il caso di Greta, una giovane ragazza disabile diplomatasi con successo al Liceo Vittorino da Feltre, che ambiva a poter continuare i suoi studi presso l’ Università cattolica romana LUMSA che ha una propria sede distaccata a Taranto, diretta da un sacerdote, don Antonio Panico, di cui ci siamo occupati spesso, in quanto più che di fede e di anime, si occupa molto di politica ed altro…Ebbene i dati parlano chiaro: 1.200 condivisioni dirette dal nostro sito e 290 dalla nostra pagina Facebook  (cioè più dei lettori in tutta Taranto e provincia del Nuovo Quotidiano) , articolo che è stato letto da 18.700 lettori, cioè tre volte la somma di tutti i lettori di tutti i quotidiani nazionali e pugliesi messi insieme a Taranto e provincia ogni giorno.

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La nostra attenzione per la giovane Greta è stata così apprezzata dai lettori che anche la madre Maria Grieco ha pensato di ringraziarci pubblicamente sulla sua pagina Facebook. Ma tutto ciò deve essere andato di traverso a qualcuno del “Nuovo Quotidiano“, nella cui redazione lavorano soltanto 4 giornalisti con articolo 1 (cioè contratto a tempo indeterminato) ed una girandola di collaboratori sottopagati, su cui però qualche sindacalista che non capisce una “mazza” tace senza mai proferire parola, preferendo chiedere il voto sindacale, per potersi fregiare di una carica pressochè  inutile.

Infatti è bene ricordare che nessun bravo giornalista in Italia , e ce ne sono molti, ha bisogno di essere difeso o rappresentato dal sindacato, ed infatti non a caso nessun sindacalista ha mai fatto carriera per meriti giornalistici.

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Ebbene, 24 ore dopo il nostro articolo (firmato) , la redazione tarantina del Nuovo Quotidiano di Puglia ha aperto le sue pagine di cronaca locale, con un articolo in aperta difesa in favore di don Antonio Panico e della Lumsa, sostenendo che “Si sgonfia il caso aperto ieri mattina” ignorando ed omettendo di raccontare per dovuta completezza d’informazione che non si è chiuso proprio nulla, in quanto la famiglia di Greta invece ha deciso di procedere legalmente, proprio a seguito  del comunicato mendace della Lumsa e delle dichiarazioni contrarie al vero di don Panico. Il giornalista “anonimo” si è ben guardato dal citare la fonte, e cioè il nostro quotidiano che ha rivelato e pubblicato  per primo ed unico la vicenda, e dimostrando di non avere alcun minimo coraggio e correttezza professionale  ha aggiunto che “c’è stato chi, pur non avendo sentito l’altra campana, ha preso la palla al balzo per attaccare la Chiesa“, cioè noi, e chi “invece ha manifestato solidarietà al sacerdote ed all’ Università, restando in attesa di conoscere l’esposizione dei fatti anche da parte della realtà accademica” cioè di una decina scarsa di persone che gravitano intorno alla Lumsa ed a don Antonio Panico.

In realtà cari lettori non c’è da meravigliarsi quando a scrivere certe fandonie è un giornale come il Nuovo Quotidiano di Puglia noto per le proprie diffamazioni denunciate apertamente e pubblicamente da Martino Tamburrano, Presidente della Provincia di Taranto e dalla CISA di Massafra, come potrete vedere con i vostri occhi ed ascoltare integralmente di seguito grazie a questo video pubblicato su YouTube dal sito ViviMassafra (noi al contrario del Quotidiano, le fonti le citiamo sempre).

Accuse pesanti e giuste che non sono mai state denunciate nè dal disinformato giornalista Montemurro,   nè dal Quotidiano che pubblica i suo articoli, tantomeno dal presente/assente sindacato pugliese dei giornalisti

 

 


Ma l’aspetto più squallido e sopratutto comico
è che il Nuovo Quotidiano di Puglia ci accusa di non aver ascoltato la versione dei fatti della Lumsa, senza saperlo o avercelo chiesto, ma nello stesso tempo in realtà sono proprio loro che non hanno mai parlato nè con Greta, nè con la sua famiglia !

E l’assurdo è che questi signori si sentono anche giornalisti e paladini portatori della verità con l’arroganza di voler dare lezioni di giornalismo a chi per propria fortuna e capacità professionale non ne ha alcun bisogno. Le rispettive carriere professionali parlano da sè, e non sarà questa la sede in cui esibire e manifestare le rispettive carriere. Sarebbe come vincere facile per noi. Ben sapendo che altrove… hanno ben poco da esibire e di cui bearsi. Solo storie di ordinario squallore provinciale.

Schermata 2016-02-19 alle 07.56.16Per certi giornalisti purtroppo non ci sono corsi di aggiornamento professionale, o magari delle scuole serali dove imparare a cercare una notizia, approfondirla, magari andando a scoprire anche un precedente processo penale a carico proprio dello stesso sacerdote e della stessa Università, i quali hanno preferito pagare pur di  non rischiare di venire condannati dal Tribunale di Taranto, fatti di di cui ci siamo occupati ieri (leggi QUI). Il tempo, cari giornalisti di Taranto del Nuovo Quotidiano è il miglior giudice. Basta quindi saper aspettare. Chi mi conosce sa molto bene che ho una grande pazienza. Ecco perchè preferisco non scendere ad un   livello così basso e squallido.

Basta leggere l’articolo del Nuovo Quotidiano di Puglia, sviluppato su 6 colonne (cioè l’intera pagina) di cui 5 colonne contengono ed ospitano solo il comunicato stampa della LUMSA, per capire la supina posizione in ginocchio nei confronti della Chiesa tarantina dell’anonimo giornalista e quindi del responsabile della redazione tarantina che ha autorizzato ( o forse scritto ?) l’articolo in questione. Non una sola parola invece, non una sola dichiarazione  di Greta e di sua madre, le quali conoscono la realtà dei fatti sicuramente meglio di altri e sopratutto di chi ha scritto sotto dettatura…

Questo comportamenti, secondo il Nuovo Quotidiano di Puglia, sarebbe giornalismo….Ecco spiegato il perchè, cari lettori, al Quotidiano sono già falliti una volta.

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