G20, ROMA HA VINTO LA PROVA SICUREZZA : SODDISFAZIONE PER PREFETTURA E FORZE DELL’ORDINE

G20, ROMA HA VINTO LA PROVA SICUREZZA : SODDISFAZIONE PER PREFETTURA E FORZE DELL’ORDINE

Il dispositivo sulla sicurezza del G20 è stato pianificato attraverso un aggiornamento costante sulle misure da adottare nelle ultime due settimane e ben 13 riunioni del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica da marzo scorso, secondo una strategia condivisa anche in comitato nazionale

di REDAZIONE CRONACHE

Roma esce vincitrice dalla prova del summit dei capi di Stato e di governo e viene promossa dal G20, non solo a livello politico, ma anche dal punto di vista della gestione della sicurezza. E, mentre le 32 delegazioni cominciano a rientrare nei rispettivi Paesi, negli uffici di Prefettura e Questura, trapela una pacata soddisfazione per il soddisfacente risultato raggiunto dall’efficiente dispositivo attuato per assicurare una cornice di massima sicurezza all’evento. Anche nei giorni scorsi a Palazzo Valentini e San Vitale, si era lavorato in tranquillità nella consapevolezza di poter fare affidamento su un’adeguato flusso info-investigativo.

Il dispiegamento di forze dell’ordine è stato al massimo livello. La Polizia ha messo in campo il Nocs e le Uopi (Unità operative di pronto intervento), i Carabinieri il Gis, le Api (Aliquote di pronto intervento) e le Sos (Squadre operative di supporto), la Guardia di Finanza i “baschi verdi” dell’Atpi (Anti terrorismo – pronto impiego). Operatori del Nocs e del Gis sono stati impiegati nelle scorte più importanti, altre unità erano pronte all’intervento . Le Api e le Uopi sono addestrate per fornire una prima risposta in caso di attacco terroristico, le Sos dipendono dal Comando generale dell’Arma che le assegna provvisoriamente al Comando provinciale che ne ha bisogno. Tiratori scelti erano disseminati un po’ ovunque. A questi reparti specializzati si sono aggiunti chiaramente anche quelli territoriali e la Polizia Locale di Roma che ha ben gestito il traffico intorno all’area blindata del G20, allestendo posti di blocco in alcune zone sensibili.

Il dispositivo sulla sicurezza del G20 è stato pianificato attraverso un aggiornamento costante sulle misure da adottare nelle ultime due settimane e ben 13 riunioni del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica da marzo scorso, secondo una strategia condivisa anche in comitato nazionale. Tra palazzo Valentini, la Struttura di missione della Presidenza del Consiglio, l’Ufficio del Cerimoniale di Palazzo Chigi e tutti gli altri attori istituzionali coinvolti si è instaurata sin da subito una stretta collaborazione.

Un’attenzione particolare inoltre è stata riservata anche ai cittadini di Roma e ai turisti per i quali sono stati limitati al massimo possibile i disagi e le ricadute sulla loro vita quotidiana e libertà.

Un lungo lavoro di pianificazione e una accorta regia nel coordinare l’imponente dispiegamento di uomini e mezzi hanno consentito di ricevere i capi di Stato e di Governo sia nel centro della Capitale, dove si sono svolti molti degli eventi collaterali, dal lancio della monetina a Fontana di Trevi fino alla visita al Colosseo delle first ladies, sia all’Eur, dove ha avuto luogo il summit. Tutto ciò non era scontato se si considera che nel 2017 ad Amburgo la città venne messa a ferro e fuoco e che i capi di Stato e di governo si ritrovarono letteralmente in stato d’assedio.

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