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2 Dicembre 2022 16:40
2 Dicembre 2022 16:40

Forza Italia, Berlusconi attacca Fitto: “Sei figlio di un vecchio democristiano, vai via”

Dopo Mastella, casini, Fini ed Alfano questa volta è il turno di Fittoc? Così sembra dopo il comitato di presidenza dove ex premier attacca il leader pugliese del partito. E scoppia la lite: "Se continui ti deferisco ai probiviri. Non mi costringere, vattene e fatti il tuo partito"

Dopo le forti polemiche interne a Forza Italia sulla linea da tenere nei confronti del governo Renzi, Silvio Berlusconi, parlando all’ufficio di presidenza, ha chiarito ancora una volta qual è la posizione del partito nei confronti dell’esecutivo:  si collabora sulle riforme ma per tutto il resto Forza Italia resta all’opposizione. Il documento sottoposto al voto del ‘parlamentino’ di Forza Italia ha però ricevuto il voto contrario di  Fitto e Capezzone

Berlusconi ha dettato la sua linea politica ed anticipato che da parte di Forza Italia vi sarà una netta opposizione al Governo Renzi, in particolare sui temi dell’economia, dell’immigrazione e del lavoro, evidenziando proprio sul Jobs Act la propria delusione per le misure decise dal premier.

Ma non tutti erano d’accordo.  Per primo  Fitto ,  secondo i racconti,  il battibecco fra i due è stato violento. “Tu non devi andare in tv, basta con dichiarazioni che danneggiano il partito e ci fanno calare nei consensi. Si discute dentro Forza Italia ma poi ti devi allineare a quello che decide la maggioranza” avrebbe detto Berlusconi a Raffaele Fitto rivolgendosi con tono molto alterato.

Fitto aveva chiesto di poter intervenire durante il  Comitato di Presidenza, ma l’ormai ‘ex-Cavaliere lo ha interrotto e zittito più volte, addirittura  allontanandosi dalla sua scrivania per dirigendosi verso lo scranno di Fitto che rivendicava il fatto ed il diritto democratico di porre questioni politiche. La tensione è salita quando l’ex premier si sarebbe rivolto a Fitto dicendogli: “tu sei figlio di un vecchio democristiano, qui non c’è spazio per certe cose“. Fitto ha però replicato che stava soltanto rispondendo e reagendo a delle provocazioni di Maria Rosaria Rossi in una sua intervista. Ed è stato questo il motivo per cui il leader di Forza Italia avrebbe alzato il tono della voce dicendogli : “Ce n’è stato un altro che si è comportato così. Se continui ti deferisco ai probiviri. Non mi costringere, se vuoi vattene e fatti il tuo partito con i tuoi 300 mila voti. Smetti di radunare i tuoi senatori e di fare dichiarazioni alle agenzie su sciocchezze come le primarie e l’articolo 18“.

Ma quello tra Berlusconi e Fitto non è stato l’unico scontro, infatti, c’è stato anche un acceso diverbio tra Denis Verdini e Daniele Capezzone.  Il presidente della commissione Finanze ha preso la parola per sostenere che Forza Italia sta perdendo consensi perché non fa opposizione. A quel punto, però, è stato interrotto  Verdini che, come noto, è tra i “custodi” del patto del Nazareno.”Oltre a parlare con il cuore – avrebbe detto – cerca di parlare con il cervello“. “Io ce l’ho il cervello” ha risposto Capezzone . “E allora se ce l’hai – avrebbe replicato il sanguigno  Verdinidovresti capire che questo governo ha fatto tutto quello che poteva fare che ci andasse bene, come la legge elettorale. Se dovesse passare il matterellum per colpa delle vostre posizioni, voi sarete responsabili e io vi impicco a un albero”. “E tu – è stata la risposta piccata di Capezzonesei responsabile se siamo passati dal 20 al 13%“.

Le primarie nel centrodestra. L’ex premier, pregiudicato, è anche tornato a bocciare lo strumento della consultazione popolare: “Sono contrario alle primarie“, avrebbe detto secondo quanto riportato da alcuni presenti. Con una sola eccezione: se ci fosse un’impasse sull’individuazione del candidato e la coalizione di centrodestra non riesciusse a mettersi d’accordo, allora per l’ex premier si potrebbe ricorrere alle primarie. Per il resto le sue perplessità e contrarietà restano intatte: le primarie non vanno bene sempre, ha spiegato, perché si possono prestare a manipolazioni. Berlusconi ha citato come esempi i casi scoppiati proprio all’interno del Pd e della coalizione di centrosinistra, ad esempio per Napoli con De Magistris, per Milano con Pisapia e per Roma con Marino. Ma ha dimenticato che in ogni competizione elettorale  successiva a queste, il centrodestra ha sempre perso….

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