Ferrovie Sud-Est. Anche la Procura di Roma apre tre filoni d’ inchiesta

Ferrovie Sud-Est. Anche la Procura di Roma apre tre filoni d’ inchiesta

I “filoni” investigativi individuati dai magistrati romani sono relativi a delle responsabilità radicate nella Capitale ed in particolare oltre ai rapporti intercorsi tra le Sud-Est e i ministeri competenti e le decisioni assunte negli anni per i quali si indaga, ma anche le eventuali responsabilità del collegio sindacale dell’azienda ferroviario

Il fascicolo-bis della  Procura della Repubblica di Roma sulla seconda linea ferroviaria italiana gestita dalle Ferrovie Sud Est, aperto a seguito del ricevimento da parte del ministro Graziano Delrio della relazione commissariale, è stato assegnato al pm Erminio Amelio che ha delegato le indagini alla Guardia di Finanza. Ma all’interno dell’inchiesta si sono aperti  tre filoni di indagine in relazione  alla sfascio economico-gestionale delle Ferrovie Sud-Est e nei giorni precedenti il “ponte” festivo ha ascoltato in veste testimoni i due sub-commissari  Angelo Mautone e Domenico Mariani .

CdG procura romaI magistrati della procura romana  in settimana  dovrebbero formalizzare  la richiesta di  una riunione di interscambio informativo e coordinamento con i magistrati della Procura di Bari, in precedenza titolari dell’inchiesta aperta lo scorso gennaio. I “filoni” investigativi  individuati dai magistrati romani  sono relativi a delle responsabilità radicate nella Capitale ed in particolare oltre ai rapporti intercorsi tra le Sud-Est e i ministeri competenti e le decisioni assunte negli anni per i quali si indaga, ma anche le eventuali responsabilità del collegio sindacale dell’azienda ferroviario. Un altro filone investigativo è quello relativo ai dirigenti, e in particolare all’ex direttore amministrativo in quante responsabile dell’utilizzo e destinazione dei fondi pubblici.

nella foto Luigi Fiorillo

Le Ferrovie Sud-Est hanno sede legale a Bari, e dunque sulle eventuali responsabilità penali degli amministratori procede per competenza territoriale la Procura barese che ha affidato le deleghe d’indagine a un “pool” di magistrati costituito “ad hoc”. La Procura di Roma invece ha intenzione di procedere su questioni connesse, relative ad atti compiuti nella Capitale, a partire del procedimento di nomina ministeriale dell’ex amministratore unico, l’avvocato tarantino Luigi Fiorillo (a sinistra nella foto) che nel 2012  venne riconfermato al vertice delle Ferrovie Sud-Est nonostante la presenza del parere contrario degli uffici ministeriali competenti ritenuto inoltre responsabile di cattiva gestione a causa dei precedenti bilanci già molto indebitati.

CdG Ministero Infrastrutture targaInoltre, è questa l’eccezione della Procura di Roma, le assemblee dei soci  sono svolte a Roma, così come una parte delle riunioni del collegio sindacale che era ed è attualmente composto da funzionari ministeriali e da magistrati della Corte dei Conti, in quanto la società ferroviaria fino al prossimo 31 dicembre, è partecipata e controllata dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti.

E’ questa la ragione per cui la Procura di Roma, dopo aver aperto il fascicolo ed aver ascoltato i commissari sui contenuti della relazione già resa nota a marzo, intende valutare una riunione di coordinamento con i magistrati della Procura di Bari, gli aspetti sulle rispettive competenze territoriali. Nel caso contrario in cui Roma dovesse dichiararsi incompetente,  trasferirebbe le tre deleghe di indagine già individuate, in maniera tale che sia la Procura di Bari a portare a termine le indagini avviate dalla Guardia di Finanza.

CdG procuratore giuseppe volpeNel frattempo il “pool” messo in piedi dal procuratore capo di Bari dr.  Giuseppe Volpe ( a sinistra nella foto) prosegue il proprio lavoro sulle cause del dissesto economico-finanziario-gestionale delle Ferrovie Sud-Est, indagini che sono state affidate anche in questo caso alla Guardia di Finanza . Sarebbero attualmente 14 gli indagati, a carico dei quali pendono accuse a vario titolo di abuso d’ufficio, di peculato in relazione all’utilizzo dei fondi pubblici e di truffa allo Stato. In prima fila oltre all’ex amministratore Luigi Fiorillo, anche l’ingegnere salentino Vito Prato e l’avvocato romano Angelo Schiano, alcuni dirigenti ed ex dirigenti dell’azienda pubblica, insieme a tutti i professionisti ed imprenditori e  che negli anni hanno beneficiato di appalti e consulenze dalle Ferrovie Sud-Est . All’interno del fascicolo pendente in procura a Bari sono stati inseriti i 13 esposti da gennaio a oggi ,riportanti la firma dell’attuale commissario Andrea Viero e dei suoi due subcommissari, contenenti ulteriori dettagli su degli episodi emersi di sottrazione di denaro pubblico sui quali cui i finanzieri stanno effettuando tutti gli accertamenti del caso.

CdF sede ferrovie dello stato

Il prossimo venerdì 18 novembre è prevista a Bari l’udienza per la dichiarazione di fallimento presentata dalla Procura, mentre la scorsa settimana, come abbiamo già dato notizia, il consiglio di amministrazione della holding del  Gruppo Ferrovie dello Stato ha deliberato il parere favorevole alle procedere per l’acquisizione delle Ferrovie Sud-Est, assumendosi l’onere della necessaria  ricapitalizzazione dell’azienda secondo quanto previsto dalle norme del Codice civile. Proprio venerdì 18  il commissario Viero dovrebbe consegnare questa documentazione al giudice Pino Rana del tribunale fallimentare barese, per comprovare che con l’acquisione le Ferrovie Sud-Est sono di fatto salve del pressochè certo fallimento.

Su questa soluzione però non sono d’accordo i sostituti procuratori della repubblica di Bari Francesco Bretone e Luciana Silvestris  i quali sostengono ed osservano che incredibilmente tra i creditori dell’azienda figurano anche alcuni dei “professionisti” sospettati di averla messa in ginocchio con prestazioni inutili o fittizie, motivo per cui  i legali del Gruppo Ferrovie dello Stato per ovviare a questo conflitto d’interesse, stanno valutando l’eventualità ed opportunità di ricorrere al concordato preventivo, che comporta una dichiarazione di dissesto e permetterebbe nello stesso ai magistrati inquirenti ipotizzare anche il reato di “bancarotta fraudolenta”.

Una cosa è certa: se l’inchiesta non troverà ostacoli di natura procedurale o “politica” saranno molte le teste anche istituzionali a dover cadere e rispondere per aver consentito lo “sfascio” dell’azienda ferroviaria pugliese lasciando fare a Fiorillo e “compagni di merende” praticamente quello che volevano.

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