Ecco quando il M5S attaccava la “favoletta del ponte che sta per crollare” pur di bloccare la variante

Ecco quando il M5S attaccava la “favoletta del ponte che sta per crollare” pur di bloccare la variante

Esce fuori un documento del 2013 del Movimento 5Stelle di Genova. E il ministro dei Traporti Danilo Toninelli aveva messo la “gronda” tra le opere da sospendere. Ed oggi guarda caso lo hanno fatto sparire dalla rete Internet dopo il crollo del ponte

ROMA – Dopo qualche ora dal crollo del Ponte Morandi di Genova, che ha causato oltre 35 vittime, è ritornato a circolare sui “social” un vecchio comunicato-post del 2013 dei Comitati No Gronda .

Nel comunicato, ospitato sul sito del Movimento 5 Stelle, venivano spiegati i motivi della contrarietà alla Gronda di Ponente, una bretella autostradale progettata a Genova. Il comunicato, ad un certo punto,  citava espressamente il Ponte Morandi, crollato questa mattina.

“Ci viene poi raccontata, a turno – si legge nel documento – la favoletta dell’imminente crollo del Ponte Morandi, come ha fatto per ultimo anche l’ex presidente della Provincia, il quale dimostra chiaramente di non avere letto la Relazione conclusiva del dibattito pubblico, presentata da Autostrade nel 2009. In tale relazione si legge infatti che il Ponte “...potrebbe star su altri cento anni” a fronte di “…una manutenzione ordinaria con costi standard(queste considerazioni sono inoltre apparse anche più volte sul Bollettino degli Ingegneri di Genova)“.

All’improvviso  quel link alla pagina web che ospitava il comunicato, risulta irraggiungibile, dopo essere stato rimosso dalla solita manina innocente “grillina”… ma degli utenti su Twitter avevano realizzato screenshot, oltre a  potervi risalire su Internet Web Archive. Quello delle grandi opere è un punto sul quale è destinata con molta probabilità ad accendersi un’altra, violenta, polemica, come  la doppia rimozione del post dei No Gronda sul blog di Beppe Grillo e del tweet del deputato M5S Massimo Baroni, in cui si sosteneva la battaglia contro il progetto della nuova autostrada: “No alle grandi opere inutili quando c’è da mettere in sicurezza le opere già esistenti“…

 

Ieri il Ministro Toninelli dopo il crollo del ponte sull’A10 preferiva versare lacrime di coccodrillo: “Sto seguendo con la massima apprensione cio’ che è accaduto a Genova e che si profila come immane tragedia. Siamo in stretto contatto con autostrade e stiamo andando sul luogo con il viceministro Rixi. La mia totale vicinanza in queste ore alla citta“.

Ma proprio il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli aveva inserito pochi giorni fa la “Gronda” tra le infrastrutture destinate “a una revisione, che contempli anche l’abbandono del progetto“.  Toninelli durante un’audizione alla Camera il 1 agosto scorso  aveva dichiarato: “Il governo intende sottoporre ad una analisi ‘costi-benefici’ non solo la linea ad Alta velocità Torino-Lione ma anche la Gronda autostradale di Genova, l’Aeroporto di Firenze e la Pedemontana Lombarda” aggiungendo “Per le maggiori opere figlie della ‘legge obiettivo’ l’intendimento del Governo è quello di sottoporle ad una attenta ‘analisi costi-benefici’, intendimento sul quale c’è piena condivisione all’interno della maggioranza e che rappresenta, ancora una volta, l’esito razionale dell’accertato fallimento del passato, più che uno stravolgimento inatteso e imprevedibile dell’azione del Governo“.

Toninelli e Di Maio

Sottoporre un progetto ad una revisione complessiva – aveva concluso Toninelliche contempli anche l’abbandono del progetto laddove sia dimostrato che il complesso dei costi è superiore a quello dei benefici, avviene già comunemente per tutte le opere pubbliche ed è assolutamente doveroso, oltre che razionale, quando si tratta di opere di grande portata, per realizzare le quali occorrono decenni“.

Oggi Toninelli quando  gli si contestano le sue posizioni  su “La Gronda” va su tutte le furie: “Delle polemiche me ne frego altamente. Chi le sta fomentando, in momenti così drammatici, è uno sciacallo”  ed  insieme al suo compagno di partito Luigi Di Maio chiede le dimissioni dei vertici di Autostrade, dimenticando che è una società privata . In realtà Toninelli se avesse una dignità politica e come uomo dovrebbe dimettersi  lui. E cosa dire, come commentare quando Di Maio   ministro del Mise e del Lavoro  afferma pubblicamente che “Autostrade Spa ha sede in Lussemburgo per non pagare tasse in Italia” ? In realtà Autostrade ha sede in Italia e quindi il ministro “grillino” ha affermato il falso e potrebbe essere querelato per diffamazione.

Il progetto della Gronda di Genova

 

Report 2011, intenso degrado per traffico. In una relazione di Autostrade per l’Italia del maggio 2011 sull’adeguamento del sistema autostradale A7-A10-A12 si leggeva che Il tratto autostradale A10 a Genova e l’innesto sull’autostrada per Serravalle producono “quotidianamente, nelle ore di punta, code di autoveicoli ed il volume raggiunto dal traffico provoca un intenso degrado della struttura del viadotto ‘Morandi’, in quanto sottoposta ad ingenti sollecitazioni. Il viadotto è quindi da anni oggetto di una manutenzione continua”.

Nel 2009 si studiò ipotesi demolizione Da 8 a 12 mesi: questo il tempo, che nel 2009, era stato calcolato per la demolizione controllata del viadotto Polcevera, con lo smontaggio della “struttura con un ordine inverso rispetto alle fasi della costruzione dell’opera. In tal modo sarà sufficiente evacuare provvisoriamente le abitazioni che attualmente insistono nell’impronta e negli immediati dintorni del viadotto, senza procedere ad alcun abbattimento dei fabbricati“.

Lo si leggeva  nello studio “La Gronda di Genova. Presentazione sintetica delle ipotesi di tracciato” che Autostrade per l’Italia aveva realizzato assieme alla società d’ingegneria SPEA e pubblicato nel febbraio 2009 come base per un dibattito pubblico. Il documento, nel capitolo dedicato ad una delle ipotesi di varianti di tracciato studiate da Autostrade per l’Italia (quella definita Gronda Bassa’ che “affianca l’esistente viadotto Morandi, di cui è prevista la dismissione, ad una distanza di circa 150 m verso nord”), spiega: “Una volta demolita la struttura del Ponte Morandi, i proprietari delle abitazioni potranno rientrare nei rispettivi alloggi”.

 

Cos’era esattamente la Gronda di Ponente, lo illustra con dovizia di particolari ancora oggi  online il sito di Autostrade per l’Italia:

Questa demolizione controllata del viadotto Morandi, precisavano gli autori, “richiede di smantellare circa 80.000 mc di calcestruzzo”. Autostrade per l’Italia aveva sottolineato in più punti la criticità della situazione: nel documento si legge, tra l’altro, che “Il tratto più trafficato è il viadotto Polcevera (Ponte Morandi) con 25,5 milioni di transiti l’anno, caratterizzato da un quadruplicamento del traffico negli ultimi 30 anni e destinato a crescere, anche in assenza di intervento, di un ulteriore 30% nei prossimi 30 anni”.

La relazione, redatta 9 anni fa, metteva in guardia sui potenziali rischi:Il ponte Morandi si legge – costituisce di fatto l’unico collegamento che connette l’Italia peninsulare ad est, la Francia meridionale e la Spagna ad ovest, ed é il principale asse stradale tra Genova, le aree residenziali periferiche, il porto di Voltri, l’aeroporto e le aree industriali di ponente. Lo svincolo di innesto sull’autostrada per Serravalle, all’estremità est del viadotto, produce quotidianamente, nelle ore di punta, code di autoveicoli ed il volume raggiunto dal traffico provoca un intenso degrado della struttura sottoposta ad ingenti sollecitazioni. Il viadotto è quindi da anni oggetto di una manutenzione continua“. E proseguiva: “La sua eventuale dismissione per inagibilità o per situazioni temporanee di blocco dovute ad incidenti stradali, costituiscono dunque un grave rischio per il traffico automobilistico regionale“.

Successivamente il 4 dicembre 2012 fece scalpore una dichiarazione dell’allora Presidente degli industriali di Genova, Giovanni Calvini, a proposito della Gronda. Ecco le sue testuali parole : “Voglio essere chiaro. Questa giunta non può pensare che la realizzazione dell’opera non sia un problema suo. Perché guardi, quando tra dieci anni il Ponte Morandi crollerà, e tutti dovremo stare in coda nel traffico per delle ore, ci ricorderemo il nome di chi adesso ha detto “no“.

Verbale M5S comune di genova

A stretto giro gli rispose Paolo Putti, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle. Anche lui testualmente da pagina 28 del verbale del Consiglio comunale del 4 dicembre 2012, :  “Io allora colgo l’occasione per manifestare il mio sentimento di rabbia rispetto a questa affermazione e devo dire anche un po’ di stupore e poi, per facilitare la cosa, indicando il mio nome e cognome: Paolo Putti, consigliere del Movimento 5 Stelle, uomo libero che non ha voglia di fare carriera politica, non è questa la mia ambizione, che non ha interessi personali o di bottega, ma il solo interesse di fare il bene della comunità in cui vive e tra le persone che vivono nella mia comunità ci sono anche quegl’imprenditori che io, credo, fra 10 anni,andranno a chiedere come mai si sono sperperati 5 miliardi di euro che si potevano utilizzare per fare delle cose importanti per l’industria. Aggiungo. Magari questa persona dovrebbe, prima di utilizzare questo tono, un po’ minaccioso (diciamo così) perché testualmente dice “Ci ricorderemo il nome di chi adesso ha detto no!”, informarsi perché dice che il Ponte Morandi crollerà fra 10 anni. A noi Autostrade, in quest’aula, ha detto che per altri 100 anni può stare in piedi...”

Dopo quattro anni , un articolo del Secolo XIX del 27 maggio 2016 dal titolo “Doria sulla Gronda: ora non serve più” descriveva alla perfezione il dibattito pubblico a Genova sul tema infrastrutturale a cominciare, appunto, dalla posizione contraria dell’allora sindaco Marco Doria. Al suo contrario la pensava sulla “Gronda”  l’ attuale presidente della Regione Liguria Giovanni Toti (Forza Italia): “Si tratta di un’opera importante e necessaria. Avere rinviato ogni decisione sulla realizzazione della cosiddetta Gronda autostradale di quasi vent’anni è frutto di una serie grave di errori e omissioni da parte delle amministrazioni che si sono succedute in questi anni. Anzi, mi verrebbe da affermare che certi ritardi sfiorano ormai il dolo. L’opera non solo è importante, ma è necessaria”.

 

Ecco qual’ era la posizione di Alice Salvatore Portavoce M5S in Liguria:Come un pugile suonato, il sindaco Doria prende atto a distanza di 5 anni di come la Gronda sia un progetto inutile, dannoso e non necessario, come il Movimento 5 Stelle ripete da sempre. È l’ennesimo voltafaccia di un sindaco che ormai la faccia l’ha persa davanti ai cittadini. Nel 2012 era stato eletto a Tursi grazie anche ai voti dei contrari alla Gronda, salvo tradirli platealmente votando a favore dell’opera. Oggi arriva, come un fulmine a ciel sereno, l’improvvisa quanto tardiva retromarcia, agli sgoccioli di un mandato fallimentare. Caro Doria, ora è troppo tardi. Avrebbe dovuto pensarci prima, in aula, quando aveva davvero la possibilità di fare gli interessi dei cittadini. Le parole le porta via il vento, ma i genovesi non dimenticano” .

Dopo la tragedia di ieri del crollo del Ponte Morandi di Genova neanche gli italiani dimenticheranno la “cecità” politica del M5S, che si manifesta sempre di più con una propria caratteristica: quella di dire “NO“. A tutto ed a tutti. Tranne al proprio “padrone” assoluto: la Casaleggio di Milano. Altro che “uno vale uno” …Vi hanno preso tutti per i fondelli !!!

 

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