Ecco cosa succede facendo giornalismo investigativo: morta Daphne Caruana Galizia, la reporter che indagò sui “Malta Files”

Ecco cosa succede facendo giornalismo investigativo: morta Daphne Caruana Galizia, la reporter che indagò sui “Malta Files”

L’autovettura Peugeot 108 della blogger è saltata in aria a pochi passi dalla sua abitazione. Nota per le sue inchieste, fu la prima a dare la notizia del coinvolgimento di stretti collaboratori del premier Muscat nei “Panama Papers”. In ultimo, aveva sostenuto che la società panamense Egrant era di proprietà della moglie del primo ministro Muscat

MALTA – La giornalista e blogger Daphne Caruana Galizia che quindici giorni fa aveva presentato denuncia alla Polizia dopo aver ricevuto minacce di morte,  è stata uccisa a Bidnija, nella parte centro-settentrionale dell’isola di Malta a causa dell’esplosione di una  bomba sistemata nella sua auto, una Peugeot 108 esplosa quando lei vi è entrata a bordo. È deceduta sul colpo.

L’esplosione è avvenuta in una strada adiacente alla sua abitazione, subito dopo che la reporter era salita a bordo della propria autovettura. Uno dei suoi figli avendo udito il forte boato causato dall’esplosione Fonti riferite dal quotidiano Times of Malta e dall’emittente televisiva TVM, si è precipitato fuori casa per capire cosa fosse successo, ed ha dato l’allarme l’allarme.

L’auto distrutta e scaraventata fuori dalla strada dall’esplosione

Sul luogo dell’esplosione sono intervenuti il magistrato Duty Consuelo Scerri Herrera,   la Polizia Scientifica, i Vigili del fuoco del Dipartimento della Protezione Civile, ed esperti di esplosivi, oltre a numerosi investigatori della Polizia maltese.

Daphne Caruana Galizia Galizia aveva lavorato ai MaltaFiles, ed era stata titolare di una inchiesta internazionale indipendente, secondo la quale Malta sarebbe “lo Stato nel Mediterraneo che fa da base pirata per l’evasione fiscale nell’Unione europea”.

Era stata denominata “una donna Wikileaks” dalla testata Politico.eu   che l’aveva inserita tra le 28 personalità che “stanno agitando l’Europa“.

Caruana Galizia stava indagando su scandali di corruzione che coinvolgerebbero, tra gli altri, la moglie di Muscat, che sarebbe implicata nel caso dei Panama Paper.

Il premier laburista ha sempre respinto le accuse a carico suo e dei propri familiari. La blogger era nota perchè, in passato, aveva fatto luce su altri scandali dell’isola.

Caruana Galizia aveva iniziato la sua carriera nel 1987 per l’edizione domenicale del Times of Malta, per poi diventare condirettore del Malta Independent, nel quale successivamente era passata al ruolo di editorialista. Aveva anche diretto la rivista Taste&Flair. È stato però il suo blog Running Commentary a proiettarla al centro dell’attenzione del pubblico. Il suo ultimo post, pubblicato pochi minuti prima di morire, alle 14.35 di oggi riguardava la sua testimonianza resa in Tribunale.  

La giornalista maltese fu la prima a dare la notizia del coinvolgimento di Konrad Mizzi e Keith Schembrì, rispettivamente capo dello staff di Muscat e ministro dell’Energia e della Salute, nei “Panama Papers“. Quest’anno, la giornalista attraverso il suo blog aveva sostenuto che la società panamense Egrant era di proprietà di Michelle Muscat, moglie dell’attuale primo ministro maltese. Lo scandalo aveva portato alle elezioni anticipate di giugno, che sono state vinte nuovamente dai Laburisti di Muscat.

Il primo ministro di Malta, Joseph Muscat, turbato dall’ accaduto ha dichiarato che si è trattato di un “barbaro attacco” aggiugendo che “non riposerò fino a che giustizia non sia stata fatta. Tutti sanno che Caruana Galizia mi ha criticato fortemente sia a livello politico che personale. Ma  – ha aggiunto il premier maltese –nessuna rivalità giustifica una morte del genere”.

“Il mio cuore va alla famiglia Caruana Galizia, non ci sono parole che posso pensare che li consoleranno“, ha scritto l’ex primo ministro Lawrence Gonzi,  poiché ha affermato che “il modo migliore per la gente di onorare la sua memoria è stato rafforzare la propria decisione di difendere libera parola e combattere la corruzione “.

Il leader del partito nazionalista Adrian Delia in una conferenza stampa tenutasi alle 18.00 di oggi, ha condannato quello che ha definito “il peggior assassinio politico da quello di Raymond Caruana” aggiungendo “Questo è il giorno più oscuro della politica maltese, la conseguenza diretta del crollo totale dello Stato di diritto nel nostro paese”

Muscat ha invitato all’unità nazionale, concludendo che “ognuno ha il diritto di scrivere e dire quello che vogliono in questo Paese“. In una nota la presidente maltese Marie-Louise Coleiro Preca ha espresso solidarietà al marito e ai figli della giornalista uccisa.

 

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