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5 Aprile 2026 03:47

E’ ufficiale: annullati per la guerra in Medio Oriente i Gp di F1 nel Bahrain ed Arabia Saudita

Lo ha annunciato la Fia: "Daremo sempre la priorità alla sicurezza e al benessere della nostra comunità professionale"
di Veronica Ursida

Sono stati cancellati a causa della guerra in corso in Medio Oriente i Gran Premi di Formula 1 del Bahrain e di Jeddah, in Arabia Saudita, previsti per metà aprile, : lo ha annunciato la Fia. “Abbiamo confermato oggi che, a seguito di attente valutazioni, a causa della situazione in corso in Medio Oriente, i Gran Premi del Bahrein e dell’Arabia Saudita non si terranno ad aprile”, ha dichiarato in un comunicato l’organo di governo mondiale degli sport motoristici, inclusa la Formula 1. I test, le qualifiche e le gare di Formula 1 in questi due stati arabi del Golfo, regolarmente bersaglio di raid aerei iraniani dalla fine di febbraio, erano in programma dal 10 al 12 aprile e dal 17 al 19 aprile e non saranno sostituiti da altri Gran Premi. “La Fia darà sempre la priorità alla sicurezza e al benessere della nostra comunità professionale”, ha assicurato il presidente dell’organizzazione, Mohammed bin Sulayem, in una dichiarazione.

Il leader della FIA ha affermato di sperare nella calma, nella sicurezza e in un rapido ritorno alla stabilità nella regione”, dove le monarchie e gli Emirati Arabi sono stati presi di mira dal 28 febbraio da droni e missili provenienti dal vicino iraniano, in rappresaglia per l’offensiva militare di Stati Uniti e Israele. Il Regno del Bahrein, sede della Quinta Flotta statunitense, e la monarchia saudita, alleata degli Stati Uniti, sono “incredibilmente importanti per l’ecosistema della nostra stagione di Formula 1“, ha sostenuto il capo emiratino della FIA, senza fornire alcuna valutazione finanziaria di tale cancellazione. I media britannici, come la BBC e The Independent, hanno riportato sabato che il costo totale si aggirerebbe sulle decine di milioni di dollari.

A commentare la notizia è stato il Presidente della Formula 1 Stefano Domenicali:Anche se è stata una decisione difficile da prendere, purtroppo è quella giusta in questo momento considerando l’attuale situazione in Medio Oriente. Colgo l’occasione per ringraziare la FIA e i nostri incredibili promotori per il loro supporto e la totale comprensione, dato che non vedevano l’ora di ospitarci con la loro consueta energia e passione. Non vediamo l’ora di tornare da loro non appena le circostanze lo permetteranno”.

Oltre al circuito di Sakhir in Bahrain, situato al centro di questa piccola isola di fronte all’Iran, e al circuito di Jeddah sulla costa del Mar Rosso, anche il Qatar e Abu Dhabi (Emirati Arabi Uniti) ospitano gli ultimi due Gran Premi della stagione tra fine novembre e inizio dicembre. La cancellazione o il rinvio dei Gran Premi del Bahrain e dell’Arabia Saudita, che ogni anno attraggono centinaia di migliaia di spettatori, era stata presa in considerazione fin dall’inizio della guerra. La stagione 2026 sarà quindi composta da soli 22 Gran Premi, con il secondo in programma domenica a Shanghai in Cina, e il successivo il 29 marzo a Suzuka, in Giappone.

Le tappe del Mondiale scendono così a quota 22 ma un eventuale cambio di scenario in Medio Oriente nei prossimi mesi potrebbe far rientrare almeno una delle due gare nel calendario nella seconda parte della stagione, nonostante il programma sia già particolarmente fitto. Ricordando che la Formula 1 ha in programma di tornare comunque in Medio Oriente per i due appuntamenti finali del campionato in Qatar e ad Abu Dhabi. In caso non si riuscisse a reinserire uno o entrambi i GP, le gare saranno ufficialmente cancellati ma non verranno comunque sostituiti – un’ipotesi vagliata in un primo momento – da tappe europee extra, a causa della mancanza di tempo necessaria per l’organizzazione, la vendita dei biglietti e gli spostamenti logistici.

La lunga pausa che si prospetta improvvisamente ad aprile, con lo stop tra il GP del Giappone del 29 marzo e quello di Miami del 3 maggio, sarà di grande aiuto alle squadre della massima serie per lavorare in fabbrica agli aggiornamenti delle monoposto, in un momento cruciale di questa nuova era regolamentare, nel tentativo di colmare il divario tecnico prima della pausa estiva soprattutto nei confronti di Mercedes, candidata al dominio di questo 2026 in pista. Lo stop potrebbe servire anche alla stessa Fia, che dopo il weekend cinese incontrerà i team per valutare eventuali cambiamenti da apportare all’attuale regolamento appena entrato in vigore e soggetto a molte critiche da parte dei protagonisti del circus

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