MENU
3 Febbraio 2023 05:50
3 Febbraio 2023 05:50

Di Pietro perde la causa con il quotidiano Libero: niente soldi e dovrà pagare le spese legali

(dal quotidiano LIBERO)

Richiesta di risarcimento danni respinta. E condanna a pagare le spese di giudizio. Libero batte Di Pietro 2-0. Così la sentenza di primo grado del Tribunale di Roma (giudice Filomena Albano) ha deciso sulle pretese dell’ex pm che aveva ritenuto diffamante l’articolo pubblicato il 4 febbraio del 2012 a pagina 3, «Italia dei doppi valori. Tonino contro i rimborsi elettorale (che prende dal 1988)», a firma Filippo Facci.  Tanto per fare un esempio. L’ex leader dell’Italia dei Valori riteneva che alcuni stralci fossero lesivi della sua onorabilità.

Schermata 2015-09-04 alle 23.50.28«Si dice che non c’è più vergogna anche se nel suo caso non c’è mai stata», si legge nell’articolo. «È sempre la stessa storia: da una vita Di Pietro si batte ufficialmente contro i soldi della politica – anche quelli regolari – e poi ufficiosamente li incassa, come ha sempre fatto con la trasparenza di una notte antartica…Quando battezzò la prima versione dell’Italia dei Valori, il 20 marzo 1988, in Senato si stava discutendo una nuova legge sul famigerato finanziamento pubblico ai partiti e lui prese la parola…Una settimana dopo Di Pietro incassò senza problemi 164 milioni e 348.215 lire per le spese elettorali sostenute al Mugello…».

Richiesta? Duecentomila euro come risarcimento danni e 50 mila euro a titolo di pena pecuniaria in conseguenza della portata diffamatoria di alcune affermazioni. Ma il giudice ha respinto la domanda. «L’articolo – si legge nella sentenza – si pone, senza dubbio, con un taglio di critica nei confronti di Antonio Di Pietro, coerentemente con la linea editoriale del quotidiano, mettendo in discussione la coerenza politica e la credibilità dell’attore. Ma sotto questo profilo l’articolo in questione è scriminato dall’esercizio del diritto di critica politica, trattandosi di un caso di libera manifestazione del pensiero. Come tale il diritto di critica non si concreta, come quello di cronaca, nella narrazione dei fatti, ma si esprime in un giudizio o un’opinione, che, come tale non può essere rigorosamente obiettiva (Cassazione 13.6.2006 n. 13646)».

Così alla fine Antonio Di Pietro è stato condannato anche alla «rifusione in favore dei convenuti delle spese di lite, liquidate in euro 4.500 per compensi, oltre spese generali e accessori di legge».

TAGS

Sostieni ilcorrieredelgiorno.it: il tuo contributo è fondamentale

Il tuo sostegno ci aiuta a garantire la nostra informazione libera ed indipendente e ci consente di continuare a fornire un giornalismo online al servizio dei lettori, senza padroni e padrini. Il tuo contributo è fondamentale per la nostra libertà.

Grazie, Antonello de Gennaro

È possibile sostenere ilcorrieredelgiorno.it donando tramite bonifico al seguente IBAN: IT46E0306903248100000007883

Articoli Correlati

Roberto Saviano a processo: definì Giorgia Meloni "bastarda"
“La signorina Lucarelli, che due palle !”
Le accuse alla società della Santanchè: bancarotta e false comunicazioni. Ed un conflitto d'interesse imbarazzante
A Bari hanno lo stesso Codice Penale di Perugia ?
Renzi che va dai suoi giudici a dire, non mi fido di voi: un bel passo verso la normalità
Diritto all'oblio. La Corte di Cassazione detta nuove regole
Archivi
Ecco chi è Alfredo Cospito(dagli attentati al 41 bis) difeso dal PD ed i suoi alleati
Il guardasigilli Nordio smentisce la sinistra: “Donzelli non ha svelato atti segreti o classificati”
Arrestato in Francia il latitante della ’Ndrangheta Edgardo Greco ricercato da 17 anni
Arriva in aula il processo Mark Caltagirone: imputate le due agenti della showgirl Pamela Prati
Perquisito l’ufficio anagrafe del Comune ad Alcamo, caccia ai complici di Messina Denaro

Cerca nel sito