Continuano i “veleni” al CSM e riecheggia il silenzio assordante di Mattarella….

Continuano i “veleni” al CSM e riecheggia il silenzio assordante di Mattarella….

Il 15 maggio scorso il capo di gabinetto del ministro Bonafede Fulvio Baldi, magistrato della corrente di Unicost (la stessa di Palamara e Fazzi) era stato costretto alle dimissioni, anche se sue conversazioni intercettate non erano rilevanti penalmente , ma sicuramente molto imbarazzanti politicamente. Appena due settimane fa Baldi aveva perso la sua “pesante” ed autorevole poltrona al ministero di via Arenula per alcune sue affermazioni.

ROMA – Il Ministero di Giustizia continua ad essere sotto i riflettori, ed adesso c’è un altro problema che agita le poltrone e gli occupanti del ministero via Arenula. Dopo la vicenda che ha portato alle dimissioni l’ormai ex capo di gabinetto del guardasigilli Alfonso Bonafede, adesso c’è anche un altro magistrato della corrente Unicost che ricopre in questo momento un ruolo importante del ministero della Giustizia.

Fulvio Baldi e Alfonso Bonafede

Il 15 maggio scorso il capo di gabinetto del ministro Bonafede Fulvio Baldi, magistrato della corrente di Unicost (la stessa di Palamara e Fazzi) era stato costretto alle dimissioni, anche se sue conversazioni intercettate non erano rilevanti penalmente , ma sicuramente molto imbarazzanti politicamente.  Appena due settimane fa Baldi aveva perso la sua “pesante” ed autorevole poltrona al ministero di via Arenula per alcune sue affermazioni.

Palamara contattava «Fulvietto» (come lo chiamava) per ottenere favori al ministero per suggerirgli delle magistrate da “piazzare” negli staff nei ministeri. “Fulvietto” Baldi gli rispondeva: “Te la porto qua, stai tranquillo, perché è una considerazione che ho per te, un affetto che ho per te e lo meriti tutto” rassicurando Palamara perplesso: “Se no che cazzo li piazziamo a fare i nostri?“. Inutile precisare che per “nostri“, si riferiva a magistrati della corrente di Unicost.

il pm Palamara magistrato sospeso dalle funzioni e stipendio si reca al Csm

Adesso si tratta del magistrato Liborio Fazzi, che intratteneva rapporti strettissimi con il pubblico ministero Luca Palamara, attualmente sospeso dal CSM dalle funzioni e dallo stipendio. Fazzi è attualmente il reggente dell’ispettorato generale , cioè il capo degli investigatori del ministero, ufficio che, per legge, promuove l’azione disciplinare nei confronti di pm e giudici . Un delicato ruolo ricoperto che oggi lo pone in una condizione estremamente imbarazzante e sopratutto conflittuale.

La procedura ministeriale prevede che l’Ispettore Generale al termine delle sue attività ispettive comunichi al Ministro guardasigilli le proprie determinazioni, ed è il ministro poi a decidere se promuovere la richiesta di sanzioni in seno al Csm.

Paradossalmente in questi giorni Fazzi, e il suo gruppo di collaboratori stanno, analizzando le carte dell’inchiesta di Perugia per valutare le azioni da intraprendere eventualmente a carico di magistrati coinvolti nelle intercettazioni con Palamara.

Il vero problema adesso per il Guardasigilli e non solo…è che in quelle chat vi sono delle imbarazzanti conversazioni confidenziali tra Palamara ed il capo degli ispettori Liborio Fazzi

Ecco cosa diceva Fazzi al pm Palamara il 22 novembre del 2017: “Luca ben fatto. Adesso chiudi il cerchio con Reggio ( Calabria n.d.r.) e diventi il mio riferimento assoluto” Fazzi sembrava essere molto interessato e coinvolto, dal contenuto delle conversazioni, alla logica della “guerra” tra le correnti della magistratura. Con un sms del 24 novembre del 2017, il reggente l’ispettorato generale del Ministero di Giustizia rimproverava Palamara: “Luca, a Messina si sta spargendo la voce della possibilità che si perda in comparazione con la Tarsia, sta succedendo un casino qui rischiamo di perderci Messina perché già Ardita sta cavalcando questo cavallo“. Immediata la risposta di Palamara: “Tranquilizza” ed allora Fazzi si tranquillizza “Ok”. Palamara lo rassicurava “Ci ho parlato, non molliamo la situazione“.

Il magistrato Liborio Fazzi, a capo dell’ Ispettorato del ministero di Giustizia

Ma l’attuale ispettore generale Fazzi alcune ore più tardi evidentemente non tranquillizzatosi, torna di nuovo a chattare proponendo un accordo su alcune nomine al collega Palamara, leader della stessa corrente centrista : “Luca, Mi ( Magistratura Indipendente n.d.r.) pronta a votare Samperi se proposto e sostenuto da Unicost. Perché non portare sia Tommasina che Samperi con Mi. Capisco che per il primo grado potranno esserci tre proposte. Ma può finire come per Palmi, perché a favore di Unicost. Perché non ci provi?».

“Certo che ci provo” gli risponde Palamara, ma dopo appena 48 ore giorni dopo Fazzi è a dir poco fuori di sè, imbestialito con il pm romano e gli scrive: “Caro Luca giusto per comunicarti che a Messina grazie alle scellerate ed irresponsabili scelte di questo Csm scompariremo, evidentemente doveva andare così. Quando sono arrivato in consiglio ho lasciato un distretto di 80 voti. Oggi arriva a poco meno di 30. Dopo la trombata di Samperi finirà tutto. Complimenti!“. 

Passa un mese e l’arrabbiatura fra Fazzi e Palamara sembra essere dimenticata. E sempre l’attuale ispettore generale a mandare un messaggio, augurando un buon Natale e facendo i propri complimenti per un’altra operazione del pm in seno al Csm, e scrive: “Carissimo tanti auguri di un sereno Natale e felice inizio anno. P.S. : l’operazione Fuzio mi è piaciuta, se è opera tua complimenti”.

Palamara gli risponde: “Buon Natale caro Liborio, ricambio con affetto. Sì Liborio, è stato il mio grande successo, che però condivido con tutti voi“. Fazzi soddisfatto chiosa: “Ottimo“. 

Il 21 giugno 2018 Palamara si congratula con Fazzi per la sua nomina a vicecapo dell’ispettorato del Ministero di Giustizia: “Ciccio sono contento per tè. Come vedi le rivincite arrivano per tutti”. La risposta di Fazzi è abbastanza acida: “Carissimo ti ringrazio del pensiero. Le rivincite però le aspetto dalla mia corrente, per la quale da oltre 20 anni mi spendo con lealtà e onestà intellettuale. Questo è un riconoscimento arrivato dalla sorte o meglio da canali che paradossalmente non ho mai coltivato, ma che hanno visto in me coerenza e affidabilità“.

Due settimane dopo, il 4 luglio 2018 Palamara manda i dati di Katia Marino, pm a Modena, a Fazzi per un posto al ministero. Il reggente capo dell’ispettorato si mostra disponibile: “Luca fammi chiamare”. Palamara chiede se la sua amica- candidata abbia i requisiti, “in astratto“. Fazzi gli risponde con toni ottimisti: “Dovrebbe avere la terza (valutazíone, n.d.r) quindi rientra“. A questo punto Luca Palamara sembra essere contento: “Grazie Ciccio“.

Soltanto qualche mese prima Palamara, aveva cercato il sostegno di Baldi e del capo dell’ufficio legislativo Mauro Vitiello sempre per sostenere la Marino, ma con scarsi risultati, visto che la magistrata è ancora in servizio ad Emilia.


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