Rischio processo per Maria Rosaria Boccia ed il giornalista Carlo Tarallo per la diffusione della registrazione di una conversazione privata tra Gennaro Sangiuliano e la moglie sui canali social Facebook e Instagram della testata giornalistica ‘Anteprima 24’ e sul sito online. L’accusa contestata dalla procura di Roma che ha chiuso le indagini, notificando il 415 bis, è di “interferenze illecite nella vita privata”, per fatti avvenuti lo scorso agosto. Il gip di Roma nei mesi scorsi aveva disposto il sequestro preventivo del file audio, eseguito dai Carabinieri del nucleo investigativo di Roma, nell’ambito della nuova inchiesta aperta dai pm di piazzale Clodio a seguito dell’esposto presentato dall’ex ministro.

L’audio al centro delle indagini
Secondo l’accusa, contestata nell’inchiesta delle pm Barbara Trotta e Giulia Guccione, la Boccia in concorso con il giornalista Carlo Tarallo, difeso dall’avvocato Maurizio Capozzo, “diffondevano frammenti della registrazione intrattenuta” tra l’ex ministro e la moglie, che la “Boccia si era procurata indebitamente avendo imposto a Sangiuliano di tenere aperta la conversazione telefonica con lei mentre parlava con la moglie sotto la minaccia di recarsi a casa loro, pubblicandoli sui canali social Facebook e Instagram della testata giornalistica ‘Anteprima 24’ e sul sito online della stessa”. Nel procedimento risultano parti offese Sangiuliano e la moglie.

Boccia: “Io estranea a ogni condotta illecita”
“Non avendo ancora visionato gli atti di indagine, ogni commento nel merito sarebbe superfluo e fuori luogo. Quello che posso ribadire con certezza è la mia estraneità ad ogni condotta contraria alla legge che ritengo verrà assolutamente confermata nelle opportune sedi giudiziarie, auspicando un’archiviazione“, il commento della Boccia. “In merito alla notifica della chiusura delle indagini per ‘diffusione di informazioni relative alla vita privata’, la stessa è intervenuta ieri sera presso il mio difensore di fiducia, avvocato Francesco Di Deco” conclude la Boccia.

Stalking e lesioni, udienza il 9 per Boccia
Intanto per la Boccia è stata fissata l’udienza preliminare per domani 9 febbraio sul procedimento nato dall’esposto-denuncia presentato dall’ex ministro in cui vengono contestati alla donna i reati di stalking aggravato, lesioni, interferenze illecite nella vita privata, diffamazione e una contestazione relativa a false dichiarazioni nel curriculum in relazione all’organizzazione di eventi.

Il legale del giornalista: “Vicenda sconcertante, su sito stralci già diffusi da Report”
“Continuo a trovare sconcertante questa vicenda”, commenta l’avvocato Maurizio Capozzo, che difende il giornalista Carlo Tarallo accusato dalla Procura di Roma, insieme a Maria Rosaria Boccia, di aver diffuso l’audio privato tra l’ex ministro e la moglie. L’audio pubblicato sulla pagina Facebook del sito di informazione Anteprima24, secondo quanto sostenuto dalla difesa, sarebbe stato tratto dalla trasmissione Report, che lo aveva già mandato in onda precedentemente. Peccato però che manchi qualsiasi riferimento-credito all’origine dell’audio pubblicato da Anteprima24.it
“Fin dal primo momento era stato chiarito in maniera inequivocabile – sostiene l’avvocato Capozzo – che il giornalista Tarallo non aveva alcuna responsabilità sul confezionamento del servizio all’interno del quale era stato diffuso il file audio, essendosi occupato esclusivamente dell’intervista a Maria Rosaria Boccia. Tra l’altro – prosegue il legale – questa vicenda è già stata esaminata in tutti i suoi aspetti e si è chiarito che lo stesso sito per il quale lavora il mio rappresentato non aveva fatto altro che riportare stralci di questo file audio che erano stati già da altri diffusi e per i quali l’indagine si è chiusa con una archiviazione“. Il riferimento è alla vicenda giudiziaria che ha riguardato Sigfrido Ranucci.
Adesso, però, Tarallo e Boccia rischiano il processo, dopo la notifica dell’avviso di chiusura indagini da parte dei pm romani. Meraviglia non poco il mancato coinvolgimento del direttore responsabile del quotidiano online che per legge è responsabile ditutto qwuello che viene pubblicato. E non è Tarallo.







