MENU
28 Settembre 2026 20:18

Canfora e gli insulti spacciati per libertà

"Giorgia Meloni è neo-nazista nell'animo", disse sicuro Luciano Canfora durante una lezione tenuta il 12 aprile 2022 agli studenti del liceo Fermi di Bari
di Alessandro Sallusti*

“Giorgia Meloni è neo-nazista nell’animo”, disse sicuro Luciano Canfora durante una lezione tenuta il 12 aprile 2022 agli studenti del liceo Fermi di Bari. A distanza di due anni l’anziano professore si ritrova a dover rispondere penalmente di quell’affermazione falsa e offensiva davanti a un tribunale. Non essendo nazista, Giorgia Meloni lo ha lasciato in vita, non gli ha scatenato contro squadre di picchiatori, si è limitata a querelarlo come da diritto costituzionale. Il 16 aprile Canfora si dovrà presentare in aula e già si sta scaldando il tribunale del popolo in servizio permanente per intimorire la corte legittima: trenta associazioni di sinistra e 250 intellettuali d’area hanno firmato un documento in difesa sua e della “libertà di espressione”.

Più che a un caso politico siamo di fronte a un caso umano, quello di un ultra-comunista ultra-ottantenne sconfitto dalla storia, trombato alle uniche elezioni in cui si è presentato, che sta scaricando a terra le ultime gocce di bile che gli sono rimaste in corpo. La vera notizia è che, purtroppo, uno storico e filologo (lo studio linguistico dei testi) che travisa la storia e la lingua può restare, come è, professore emerito di un’università italiana (quella di Bari) e membro della commissione scientifica dell’Enciclopedia Treccani, cofondata da Giovanni Gentile e ancora oggi una delle massime istituzioni culturali del mondo.

Senilità a parte, come si fa ad affiancare Giorgia Meloni non dico al fascismo, che già sarebbe una bestemmia, ma addirittura al nazismo? Con che coraggio lui e i suoi accoliti possono sostenere che la frase “Meloni neo-nazista nell’animo“, pronunciata per di più in luogo accademico, debba essere tutelata dalla “libertà di espressione“, diritto sacrosanto che deve però contemplare verità e rispetto ?

Provo pena per questo vecchio signore, non per chi oggi scommetto – sosterrà che nella querela della Meloni c’è la prova del suo non essere democratica. No, non dovrebbe fare parte della democrazia tenere uno come Canfora in luoghi l’università, la Treccani il cui compito è trasmettere e tramandare cultura, onestà e rispetto. Canfora è un disonesto e chi firmerà l’appello in sua difesa si metterà sul suo stesso piano.

*direttore del quotidiano IL GIORNALE

TAGS

Sostieni ilcorrieredelgiorno.it: il tuo contributo è fondamentale

Il tuo sostegno ci aiuta a garantire la nostra informazione libera ed indipendente e ci consente di continuare a fornire un giornalismo online al servizio dei lettori, senza padroni e padrini. Il tuo contributo è fondamentale per la nostra libertà.

Grazie, Antonello de Gennaro

Articoli Correlati

Da Conte a Vannacci, le forze anti-sistema sanno che partita si gioca sulla geopolitica
Fine vita, un Parlamento immobile fa scandalo, politica si misuri con realtà
Ue: "Evaporati 'poteri forti', in scena 'poteri vili'"
Demonizzazione reciproca si rivela boomerang, riflettere sul linguaggio della politica
Una lezione di stile ed etica a Marco Travaglio
Video Vannacci ennesimo passo verso inciviltà politica, non merita sfida Renzi
Cerca
Archivi
Elezioni suppletive, vittoria di Roscioli a Reggio Calabria. Meloni: "Centrodestra si conferma unito"
David Rossi: "Aggredito da almeno due persone". Oggi la simulazione della defenestrazione
Autunno "caldo" in tutta Italia. Ottobre nero per trasporti, scuola e due stop generali
Fiera del Levante, si chiude la settimana per la Regione Puglia : 150 temi, oltre 500 interventi e quasi 3000 partecipanti
Da Conte a Vannacci, le forze anti-sistema sanno che partita si gioca sulla geopolitica

Cerca nel sito