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7 Luglio 2026 12:44

Bari calcio, false comunicazioni sociali e bancarotta fraudolenta: indagati Aurelio e Luigi De Laurentiis

Perquisizioni in corso nelle sedi delle società sportive del Bari e del Napoli e della società Filmauro della famiglia De Laurentis: tra le accuse anche l'operazione Caprile, la Procura chiede il fallimento del club pugliese

Aurelio e Luigi De Laurentiis sono stati iscritti nel registro degli indagati dalla Procura di Bari per i reati ipotizzati di “false comunicazioni sociali” ( (bilancio dell’esercizio 2024 del Bari) e di “bancarotta fraudolenta” connessa alla richiesta di apertura della procedura di liquidazione giudiziale, presentata per l’insolvenza della SSC Bari . Sono in corso perquisizioni della Guardia di Finanza nelle sedi della società barese, del Napoli e della Filmauro nell’ambito di un’indagine scaturita da approfondimenti su bilanci, note integrative e relazioni sulla gestione della società barese. Da questi, sarebbe emerso che il Bari risulta in perdita sistemica (circa 30 milioni di euro nel periodo 2019-2025) ed inoltre “risulta gravata da rilevante deficit patrimoniale e da consistente esposizione debitoria, in assenza di un concreto piano di riequilibrio“.

Luigi ed il padre Aurelio De Laurentis

Tra le contestazioni avanzate dalla Procura di Bari a Luigi e Aurelio De Laurentiis figura in particolare, anche l’operazione che ha portato al trasferimento del portiere Elia Caprile (oggi in forza al Cagliari calcio). Le perquisizioni in corso coinvolgono inoltre tre direttori sportivi e un procuratore, i quali al momento non risultano indagati, che vengono però ritenuti coinvolti a vario titolo nella cessione del giocatore tra Bari e Napoli. Secondo quanto riferito dalla Guardia di Finanza, nel bilancio del club pugliese sarebbero stati “esposti fatti materiali rilevanti non rispondenti al vero, ovvero omesse informazioni la cui esposizione era necessaria ai fini di una corretta valutazione della situazione economica, patrimoniale e finanziaria della società”. 

Per Aurelio De Laurentiis si tratta della seconda indagine relativa a cessioni sospette di calciatori. In particolare, il suo nome è al centro di un’inchiesta della Procura di Roma che lo vede indagato per falso in bilancio in relazione all’acquisto del calciatore Victor Osimhen dai francesi del Lille, nel 2020per una cifra che superava i 70 milioni di euro prevedendo più 10 milioni di bonus.

Il Bari aveva acquistato il cartellino di Caprile dal Leeds, riconoscendo al club inglese premi legati a un’eventuale futura rivendita. Nel luglio 2023 il portiere è stato poi ceduto al Napoli per 2,2 milioni di euro, ma, secondo gli investigatori, “in assenza di qualsivoglia clausola di partecipazione al futuro plusvalore”. Un plusvalore che però si sarebbe successivamente concretizzato con la cessione di Caprile al Cagliari per circa 8 milioni di euro. Per questa vicenda i destinatari delle perquisizioni, pur non essendo indagati, sono gli ex direttori sportivi di Bari e Napoli, Ciro Polito, Cristiano Giuntoli (in carica al Napoli fino al giugno 2023 e oggi ds dell’ Atalanta) e Mauro Meluso (direttore sportivo azzurro da luglio 2023 a maggio 2024), oltre a Graziano Battistini procuratore del calciatore.

Dalla consulenza tecnica disposta dalla Procura di Bari emerge che, nel luglio 2023, la società del Bari – che secondo gli inquirenti “versava in uno stato di erosione totale del capitale sociale in ragione di perdite sistemiche dal 2019 al 2024″ – ha ceduto il portiere Elia Caprile al Napoli. Come ricostruito negli atti dalle Fiamme Gialle, dopo una stagione con la maglia biancorossa il trasferimento è stato perfezionato per 2,2 milioni di euro, determinando il passaggio integrale al Napoli anche del potenziale plusvalore futuro legato al calciatore. Secondo la Procura, il Napoli avrebbe poi utilizzato Caprile in maniera “del tutto marginale” in prima squadra, limitandone la presenza in campo nell’arco di due stagioni, soltanto in quattro presenze ufficiali per poi valorizzarlo attraverso il prestito all’Empoli. Una scelta che, si legge negli atti, “ha consentito a Caprile di maturare esperienza, visibilità e valore di mercato”, fino alla successiva cessione a titolo definitivo al Cagliari per una cifra stimata di circa 8 milioni di euro. Un’operazione che avrebbe generato una plusvalenza di circa 7 milioni di euro, “totalmente sottratta al Bari”, secondo la ricostruzione degli inquirenti.

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