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3 Luglio 2026 15:01

Attentato Monaco, identificata attentatrice. E’ transitata in Italia per raggiungere la Svizzera

La sofisticatezza dell'ordigno esplosivo e il modus operandi sembrano indicare che la persona che ha piazzato l'ordigno non abbia agito da sola.

Identificata e ricercata l’ucraina 39enne Anastasia Berezovska, che si troverebbe al momento in Germania, dove risiede. La donna ucraina sospettata dell’attentato che ha colpito l’uomo d’affari ucraino Vadim Ermolaev, la sua compagna Anna Nasobina,e suo figlio a Monaco, è transitata la sera stessa in auto da Ventimiglia dirigendosi verso il confine svizzero. La donna è nota “per i suoi legami con la criminalità organizzata“. L’ Interpol l’ha identificata diffondendo sul suo sito una ‘red notice’ con richiesta d’arresto. avrebbe compiuto lo spostamento senza mai fermarsi sul territorio italiano, vive a Francoforte in Germania, ma al suo domicilio non risulta presente. Secondo le fonti degli inquirenti, l’ucraina non è ricercata soltanto in Italia, ma nei suoi confronti è scattata un’operazione a livello “mondiale“. L’inchiesta giudiziaria si è concentrata anche sull’esistenza di complici.

Sono bastate 48 ore agli inquirenti per identificare la principale sospettata dell’esplosione, ha dichiarato in una conferenza stampa il procuratore aggiunto monegasco Morgan Raymond, secondo il quale la donna aveva dei complici e sarebbe già arrivata in Germania, dove risiede. Secondo la procura – scrive lil quotidiano francese Le Figaro la donna ucrainanon avrebbe agito da sola“. La relativa sofisticatezza dell’ordigno esplosivo e il modus operandi sembrano indicare che la persona che ha piazzato l’ordigno non abbia agito da sola. “Altre due persone di sesso maschile – ha aggiunto il procuratore monegasco – sono state fermate nei giorni scorsi, ma nulla permette di stabilire la loro complicità. La loro custodia cautelare è stata revocata”.

Secondo gli elementi in mano agli inquirenti, la famiglia colpita, quella dell’oligarca ucraino Vadim Ermolaev, al momento dei fatti stava tornando da una cena in riva al mare . La sospettata avrebbe “estratto un pacco nascosto in una borsa”, prima di recarsi sulla soglia dell’edificio per verificare l’identità delle vittime. L’ordigno sarebbe stato poi azionato tramite “un telecomando”, ha precisato il procuratore Raymond. La sospettata, una donna bruna con i capelli lunghi fino alle spalle, compare in due foto diffuse insieme al comunicato della procura, dove indossa una maglietta a maniche corte a righe bretoni che lascia intravedere un tatuaggio sulla parte superiore del braccio destro, “forse un serpente“, secondo quanto riportato nell’avviso di ricerca.

Le prime immagini di videosorveglianza mostravano quello che a prima vista sembrava “un uomo”, che indossava un berretto nero e abiti larghi. Un'”analisi più approfondita delle registrazioni ha permesso di individuare diversi passaggi della stessa sagoma, vestita con un abbigliamento identico e con la stessa borsa, alcuni giorni prima nel principato. Questa identificazione ha anche permesso di risalire a un veicolo immatricolato in Germania, un’auto a noleggio individuata a Monaco. Il tracciamento del suo percorso ha permesso di ricostruire il suo viaggio verso l’Italia, poi attraverso diversi paesi europei, fino al suo ritorno a casa in Germania”, ha aggiunto il procuratore.

La polizia monegasca e quella francese hanno potuto ricostruire con precisione il percorso di fuga della donna dopo l’esplosione grazie a numerose registrazioni delle videocamere di sorveglianza nel Principato di Monacodi luoghi pubblici e privati. In Francia, è stata ritrovato un’auto che era stata noleggiata in Germania e parcheggiata a Beausoleil, località francese della Costa Azzurra, al confine con il Principato. Con quel veicolo, con targa tedesca, la fuggitiva si è diretta verso il confine con l’Italia, probabilmente nella zona di Mentone.

Nel dicembre 2023 Ermolaev è stato colpito dalle sanzioni decise dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky per colpire i suoi affari con la Russia tramite il territorio occupato della Crimea, dove l’oligarca ha fondato l’azienda Alef che commercia in vini e alcolici. Permane però anche l’ipotesi di un regolamento di conti legato alla truffa dei call center architettata dalla famiglia Ermolaev, o allo scandalo della banca estone Versobank, di proprietà degli Ermolaev, chiusa per riciclaggio.

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