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22 Febbraio 2026 13:47

Abodi: “Non comprendo scelta Figc su Kalulu, ci vuole coraggio”. E l’indagato Gravina tace…

Anche il ministro dello Sport si è espresso sulla richiesta di 'grazia' presentata dalla Juve e respinta dal solito Gravina
di Antonello de Gennaro

La scelta del presidente Figc Gabriele Gravina di confermare la squalifica al difensore della Juventus Pierre Kalulu, la rispetto, ma non la comprendo, perché nel momento in cui diventa evidente che c’è stato un errore, che è stato giàpagato dal giocatore perché è stato espulso, io mi permetto di dire che forse un po’ di coraggio in più sarebbe stato opportuno”. Lo ha detto il ministro dello Sport Andrea Abodi, parlando a Casa Italia a Milano a margine della festa per le medaglie dello short track.

La richiesta della Juve e il no della Figc

La Juventus aveva fatto ricorso in merito alla sanzione di una giornata comminata al difensore dopo la contestata ed ingiusta espulsione nella sfida contro l’Inter provocata dalla plateale simulazione del nerazzurro Alessandro Bastoni. Le tesi portate avanti nel ricorso dalla Juventus non hanno scalfito le resistenze. Il club bianconero, muovendosi in linea con il clima simbolico dei giorni legati a Milano-Cortina 2026, aveva provato a richiamare una pronuncia del Collegio di Garanzia dello Sport che evocava i valori fondanti dello sport olimpico di Pierre de Coubertin. Un richiamo più ideale che giuridico, affiancato però da argomenti molto più concreti.

Da un lato, la presa di posizione del designatore arbitrale Gianluca Rocchi, che subito dopo la partita aveva ammesso l’errore tecnico dell’arbitro La Penna nella valutazione dell’episodio. Dall’altro, un elemento ancora più raro nel panorama calcistico: il riconoscimento di responsabilità da parte del diretto interessato. Alessandro Bastoni, seppur a distanza di tempo, ha ammesso la simulazione e si è (più o meno) scusato. Un’ammissione che in altri contesti avrebbe potuto pesare come attenuante sostanziale, ma che non è bastata a far cambiare linea ad una Federazione sempre più discutibile.

Kalulu, il presidente FIG Gabriele Gravina, il ministro dello Sport Andrea Abodi e Bastoni

Il ricorso del club bianconero è stato respinto, ma la società torinese ‘per riparare al torto acclarato’ nei confronti del francese aveva richiesto la grazia al presidente della Figc Gabriele Gravina contestando i due gialli inflitti da La Penna al difensore, in particolare il secondo per la presunta trattenuta ai danni di Bastoni. Ma il presidente della Federcalcio manifestando la sua nota anti-juvenità ha respinto la richiesta.Kalulu

La decisione della Federazione sul reclamo formale bianconero è arrivata in una nota: “La Corte Sportiva D’Appello Nazionale a Sezioni Unite ha respinto il reclamo della Juventus, confermando la squalifica per una giornata di gara inflitta a Pierre Kalulu”, si legge sul sito della FIGC, “il difensore bianconero era stato sanzionato dal giudice sportivo dopo essere stato espulso in occasione di Inter-Juventus, gara disputata lo scorso 14 febbraio e valevole per la 25ª giornata del campionato di Serie A”.

Ma Gravina ha dimenticato un precedente. Quello che nel 2023 portò alla grazia per Romelu Lukaku che guard caso giocava nell’ Inter, società molto cara e nel cuore di Gravina. Ma, secondo il vertice federale, i due casi non sono sovrapponibili. Allora la Procura Federale aveva sottolineato come il comportamento dell’ex attaccante dell’Inter fosse maturato in risposta a ripetuti e gravi episodi di discriminazione razziale provenienti dagli spalti. Un contesto che aveva spinto la Federazione a intervenire in chiave quasi “eccezionale”, allargando l’interpretazione delle norme in nome di un principio superiore, quello della lotta al razzismo.

Cos’era successo nel 2023?

Una richiesta straordinaria quella dell’ Inter era stata avallata solo tre anni fa da Gravina, quando il presidente federale, usando l’articolo 43 del Codice di Giustizia Sporitva revocò il secondo cartellino giallo (il primo restò) a Romelu Lukaku che aveva reagito agli insulti razzisti arrivati da un settore occupato da tifosi bianconeri proprio in un match – era l’andata della semifinale di Coppa Italia – contro la Juventus. Questo il comunicato del 22 aprile 2023: “Considerato che è emerso in maniera inequivocabile dalla relazione della Procura Federale che il suddetto calciatore è stato fatto oggetto, in più occasioni, di gravi, ripetute e deprecabili manifestazioni di odio e discriminazione razziale tali da poter giustificare comportamenti formalmente non regolamentari e come tali valutati dal direttore di gara – scrisse Gravina nel provvedimento -; ritenuto che il principio della lotta a ogni forma di razzismo costituisce uno dei principi fondanti dell’ordinamento sportivo, nella sua dimensione internazionale e nazionale; ritenuto pertanto, alla stregua della applicabilità in via generale a tutte le fattispecie sanzionatorie dell’art. 43 del Codice di Giustizia Sportiva, che sussistono gravi ragioni per concedere in via eccezionale e straordinaria la grazia in relazione alla squalifica inflitta per il provvedimento di espulsione conseguente alla seconda ammonizione concede la grazia in relazione alla squalifica irrogata dagli organi di Giustizia Sportiva al calciatore Romelu Lukaku“.

Due pesi e due misure inaccettabili dinnanzi ad un’evidente ingiustizia che non ha nulla a che fare con i principi etici e sportivi che Gravina dimostra di non avere. Ma cosa aspettarsi dal presidente della Figc, che nonostante la sua imbarazzante situazione giudiziaria non ha mai fatto un passo indietro ? La procura di Roma, titolare del fascicolo d’indagine è il procuratore aggiunto Giuseppe Cascini, ha chiuso il procedimento che lo vede indagato per l’accusa di autoriciclaggio, con la conseguente richiesta di rinvio a giudizio. L’indagine venne avviata nel marzo del 2023 a piazzale Clodio su impulso della Procura nazionale Antimafia, per presunti illeciti emersi dall’inchiesta di Perugia su attività di dossieraggio.

Così scrivevano i colleghi del Fatto Quotidiano:così il velo di ipocrisia con cui il n.1 del pallone aveva avvolto la sua possibile ricandidatura, parlando per settimane di “riserva da sciogliere”, quando in realtà tutti sapevano ciò che voleva fare. Una retorica stucchevole almeno quanto quella con cui ha ufficializzato la scelta: una “decisione sofferta”, presa solo per “senso di responsabilità” nei confronti delle componenti del mondo del calcio che glielo chiedono, denunciando il complotto di cui è stato vittima (vero: l’inchiesta che lo riguarda sulla presunta provvigioni sui diritti tv e la compravendita di libri antichi origina da alcuni accessi abusivi a suo carico), ma dimenticando di ricordare che gli inquirenti hanno trovato riscontri oggettivi alle accuse, e il giudice del Riesame parla ormai di “operazione evidentemente orchestrata” da Gravina.

Continuava così il Fatto Quotidiano: “l’ inchiesta a suo carico rimane l’unico vero ostacolo alla rielezione, anche se pure su quello il presidente ha già messo le mani avanti: alla fine le norme non lo obbligherebbero a dimettersi nemmeno in caso di eventuale rinvio a giudizio, che tra l’altro a questo punto potrebbe arrivare anche dopo il voto. Comunque, nella peggiore delle ipotesi, sarebbe già pronto il vecchio Abete a prendere il suo posto, per tutelare il “sistema Gravina”. Lo stesso che ha portato ad anni di immobilismo totale, amministrazione opaca del potere, fallimenti di ogni tipo sportivi e gestionali. E che i padroni del pallone sono pronti a scegliere ancora. Questo è il calcio italiano“.

l’immagine che dimostra l’antisportività di Bastoni che non ammetta la propria simulazione

L’interista Alessandro Bastoni dovrà convivere con un marchio da qui a fine stagione. È il messaggio arrivato ieri sera dal pubblico leccese dello stadio di Via del Mare, che hanno fischiato il giocatore nerazzurro ad ogni suo tocco di palla. Gli strascichi di quanto avvenuto in Inter-Juventus, con Kalulu sanzionato col secondo giallo per un inesistente fallo sul difensore – ed esultanza annessa di Bastoni per il rosso al francese – hanno avuto una nuova evidenza in Salento. Col pubblico di casa che sportivmente ha così manifestato il proprio dissenso per il comportamento della scorsa settimana e una sinfonia di fischi rivolti verso l’azzurro. Una situazione inaspettata per Bastoni che dovrebbe far riflettere il Ct Gattuso nelle prossime convocazioni.

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