Secondo indiscrezioni sarebbe stato formalmente fermato Youssef Siher ritenuto il promotore del Movimento 17 ottobre, che al momento, si trova ancora in Questura a Milano, dove da questa mattina è stato sottoposto al “fermo preventivo” di 12 ore, previsto dal decreto sicurezza. Il trentenne sarebbe stato individuato grazie al lavoro della Polizia Postale, che lo ha monitorato per giorni. D’intesa con l’Antiterrorismo è stata avviata l’attività di intercettazione e grazie alla collaborazione giudiziaria con Meta è stato acquisito l’indirizzo Ip collegato al profilo Instagram del Movimento 17 ottobre. Siher era un nome noto anche dagli 007 dell’Aisi (i nostri servizi segreti), che su di lui avevano già un focus: nel 2024 era entrato sotto la loro osservazione per la costituzione dell’organizzazione “Alba nascente”, che nelle comunità musulmane europee veicolava propaganda riconducibile ad Hamas e al Fronte Popolare per la liberazione della Palestina.
“Non hanno detto niente ancora?”, “Non c’era nessun piano di contingenza?”. Lo smarrimento e confusione nella galassia antagonista nei minuti immediatamente successivi alla perquisizione sul presunto “regista” del fantomatico Movimento 17 ottobre, che aveva chiamato le piazze per la giornata di oggi. La sensazione è che con l’identificazione ed il fermo di Youssef Siher l’organizzazione sia stata decapitata e che non ci fosse nessuno che, in sua assenza, capce di dare l’annuncio. Infatti, proprio ieri sera sono state annullate tutte le chiamate per le piazze con l’obiettivo di annunciarle a ridosso dei concentramenti, tre per ogni città, con l’obiettivo di complicare la vita alle forze dell’ordine per rendere la gestione dell’ordine pubblico più complicata. Ma questo proposito è stato vanificato dagli inquirenti.
Cortei in Italia, quasi 5mila identificati: 371 fermati, 110 sono minori
Nel corso delle manifestazioni che si sono svolte oggi in diverse province di Italia sono state arrestate 9 persone, denunciate 87 persone, accompagnate e fermate presso gli uffici 371 persone, dei quali 110 minorenni e 69 stranieri. Le persone identificate sono state 4.292. A renderlo noto è il Dipartimento della Pubblica Sicurezza.
Quasi la metà degli identificati, a Milano
A Milano, una delle città in cui più intensi sono stati i controlli 2.885 sono state le persone identificate, 3 arrestate, 41 denunciate e 167 trattenute in questura con fermo preventivo, 56 i minorenni e 43 gli stranieri. A Roma, 200 le identificazioni, 11 le denunce, 96 i fermi preventivi, fra cui sei under 18. A Torino una persona è stata arrestata, 22 denunciate, 27 trattenute in questura con fermo preventivo, fra cui 8 minorenni e 4 stranieri, 421 identificate. A Napoli si contano un arresto, 4 denunce, 12 fermi preventivi, fra cui 6 minorenni e 6 stranieri e 129 identificazioni. A Bergamo sono state denunciate 3 persone, 37 accompagnate e fermate presso gli uffici, fra cui 27 minorenni e 10 stranieri, 485 identificate.
A Padova 4 le persone arrestate e 4 quelle denunciate, mentre sono 9 i fermi preventivi che hanno colpito anche 4 minorenni, 147 le identificazioni. A Firenze una persona è stata denunciata, 14 trattenute in questura, 14 quelle identificate. A Bologna 1 persona denunciata, 9 le persone accompagnate di cui 2 minorenni e 2 stranieri; 11 le persone identificate.
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, da Treviso, ha sottolineato: “Abbiamo pianificato tutto quello che era pianificabile; abbiamo rinforzato tutti i dispositivi, non solo a Milano ma ci sono attenzioni anche in altre città in cui potrebbero essere preannunciate iniziative, Roma in primis”. “Siamo pronti a fronteggiare qualunque manifestazione”, ha aggiusto il ministro alla guida del Viminale.
Meloni: “La sicurezza va garantita a tutti: a chi vuole manifestare pacificamente, a chi lavora e a chi vuole vivere la propria città senza paura”
“Voglio ringraziare le donne e gli uomini delle Forze dell’Ordine che anche oggi, nelle piazze italiane, hanno lavorato per garantire la sicurezza dei cittadini e il diritto di manifestare pacificamente, nonostante i tentativi di alcuni violenti di provocare scontri e disordini”. Così la premier Giorgia Meloni in un post sui social dopo la giornata di manifestazioni in tutta Italia. “Un ringraziamento al Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, ai prefetti, ai questori e a tutti coloro che hanno coordinato e gestito le operazioni di ordine pubblico – aggiunge – Il diritto di manifestare va sempre garantito, così come il diritto dei cittadini di vivere le proprie città in sicurezza. È in questa direzione che vanno anche le misure approvate nei giorni scorsi dal Consiglio dei Ministri: dare allo Stato strumenti più efficaci per prevenire le violenze e impedire che delinquenti e facinorosi possano mettere a ferro e fuoco intere città”. “La sicurezza va garantita a tutti – conclude la premier – A chi vuole manifestare pacificamente, a chi lavora e a chi vuole vivere la propria città senza paura. Senza lasciare spazio a chi cerca soltanto lo scontro e la violenza“.






