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24 Ottobre 2026 19:18

Manifestazioni in tutta Italia, tensioni a Torino, identificati in 200 a Roma

Giornata di tensione in tutta Italia oggi sabato 24 ottobre per le manifestazioni in tutta Italia: da Milano a Roma, passando per Napoli, Bari, Palermo e Torino.  Da questa mattina, con le piazze blindate e i negozi che corrono ai ripari in vista di possibili disordini, ci sono state oltre 150 perquisizioni da parte della Polizia di Stato tra Milano e Monza e in altre 20 città, principalmente in Lombardia, dopo gli episodi di violenza del fine settimana scorso. Le perquisizioni hanno riguardato in particolare universitari, ma anche liceali, giovani e giovanissimi.

A Roma, manifestanti in zona Colosseo: forze ordine sbarrano strada verso Circo Massimo

Il corteo di giovani e giovanissimi, arrivati su via Cavour quando la manifestazione ‘Fuori l’Italia dalla guerra‘ era già terminata, dopo aver percorso via dei Fori Imperiali ha imboccato via di San Gregorio, ma un cordone di forze dell’ordine in tenuta antisommossa hanno sbarrato lo la strada verso il Circo Massimo. Al corteo partecipano centinaia di ragazzi che hanno intonano cori contro le forze dell’ordine e il governo Meloni. Complessivamente sono 63 le persone accompagnate in Questura d’intesa con la procura di Roma, poichè trovate in possesso di materiale compatibile con le indicazioni operative veicolate sul web.

Momenti di tensione al corteo a Roma tra manifestanti e forze dell’ordine nell’area archeologica del Colosseo. È qui che i giovani, che in gruppo si sono staccati dal corteo contro la guerra che nelle prime ore del pomeriggio ha attraversato il centro, hanno effettuato una deviazione raggiungendo l’arco di Costantino, area tradizionalmente piena di turisti. Li è intervenuta anche la Polizia in tenuta anti-sommossa. Sono seguiti momenti di tensione, ma nessuno scontro. Alcuni manifestanti sono entrati al Colosseo. Il corteo prosegue senza avere una direzione chiara.

Si è concluso invece senza disordini, , il corteo ‘Fuori l’Italia dalla guerra’, organizzata da ‘Asse antimperialista’, a cui hanno partecipato poche centinaia di persone con bandiere della Palestina, di Cuba, del Libano ma sono tante anche le bandiere italiane. Il corteo è terminato prima delle 17 dopo aver attraversato via Cavour, dove la maggior parte dei negozi sono rimasti aperti, e i bar e i ristoranti affollati di turisti.

Nella Capitale ha funzionato il piano sicurezza illustrato ieri mattina nel corso di un tavolo tecnico svoltosi presso la Questura. che prevede vaun rafforzamento dei controlli sul territorio, con particolare attenzione al centro storico e ai siti che si prestano ad aggregazioni massive di persone. Intensificato da giorni anche il monitoraggio degli ambienti sint, in particolare connessi alle piattaforme social, al fine di captare eventuali contenuti utili alla lettura delle dinamiche dell’ordine pubblico. Nel dettaglio, secondo quanto riferisce la Questura “l’attenzione è rivolta anche ad ambienti – tra cui anche quelli ‘sportivi’ – idonei a catalizzare forme di ‘contro-mobilitazioni’. Il tutto integrato con il supporto aereo garantito dai droni e velivoli che concorreranno, dall’alto, all’intercettazione di eventuali gruppi di persone potenzialmente controindicati ai fini della gestione dell’ordine e della sicurezza pubblica”.

Manifestanti a Torino cercano di forzare blocco: cariche della Polizia

Nuove tensioni in Piazzetta Reale a Torino, dopo che i manifestanti hanno tentato prima di procedere verso via Pietro Micca e poi verso via Garibaldi, incontrando sempre blocchi di reparti schierati. Alcuni hanno, quindi, raggiunto il sagrato del Duomo nel tentativo di aggirare i blocchi e andare verso il centro città, che è interamente presidiato, ma sono stati allontanati con cariche di alleggerimento dalle forze dell’ordine contro cui è partito un lancio di oggetti, tra cui bottiglie di vetro, pietre e bastoni. Poco prima avevano cercato di forzare il blocco delle forze dell’ordine, mentre il corteo si dirigeva da piazza Castello a via Po. Il corteo si è quindi incamminato verso i Giardini Reali, per poi marciare verso la periferia nord del capoluogo piemontese.

Un manifesto in bianco e nero che ritraeva il premier Giorgia Meloni è stata bruciata poco fa da un manifestante incappucciato, che salito sul monumento al Duca d’Aosta, in piazza Castello a Torino. Un gesto accompagnato da cori di insulti e richieste di dimissioni e applausi al rogo dei presenti nella piazza.

Milano, il corteo spontaneo

In una Milano “blindata” da un apparato di sicurezza straordinario delle Forze dell’ Ordine affiancate dai parà della Folgore , un corteo spontaneo si è mosso dalla zona di Cairoli: un centinaio i manifestanti pacifici, giovanissimi e studenti, che hanno intanto cori contro il governo o ripetendo ‘siamo tutti antifascisti’. Il corteo è stato bloccato dai reparti mobili della Polizia e della Guardia di Finanza, in assetto antisommossa, a Lanza, a pochi passi dal Piccolo Teatro. “Fateci passare”, la richiesta inutile dei manifestanti, tra cui anche famiglie con bambini. “Siamo tutti antifascisti, no alle armi, soldi alla sanità”, gli slogan del corteo con bandiere della Palestina e della Pace.

Controlli e perquisizioni in piazza Oberdan, a pochi passi da corso Buenos Aires una delle strade principali dello shopping. A una ventina di ragazzi le forze dell’ordine hanno chiesto i documenti, ad alcuni sono stati controllati giubbotti e zaini. Imponente la presenza di Polizia e Carabinieri.

Tensione a Milano, dove alcune migliaia di manifestanti, in gran parte studenti universitari, si sono fronteggiati con le forze dell’ordine all’altezza di corso Venezia, dove si sono uniti i due cortei (il primo partito da piazza Castello, il secondo da piazza Leonardo da Vinci). In marcia con loro anche il candidato sindaco di Milano, Pierfrancesco Majorino. C’è stato un contatto tra i manifestanti e gli agenti in tenuta antisommossa, con alcune manganellate. Il corteo è stato bloccato in via Borghetto. Per timore di nuovi disordini, diversi negozi della zona hanno abbassato le saracinesche. In uno dei due cortei in corso a Milano (confluiti all’altezza di corso Venezia in un’unica grande marcia) un ragazzo si è arrampicato su un palo della luce e ha bruciato, tra gli applausi, uno striscione della Lega. È accaduto in piazza Repubblica dove sono stati imbrattati altri cartelli della Lega, affissi in occasione del Congresso federale in corso oggi e domani proprio a Milano. 

Bologna, denuncia e foglio di via per ragazza con passamontagna e pistola giocattolo

Prima il fermo preventivo, poi la denuncia e il foglio di via per una ragazza di 27 anni. E’ questo il bilancio dei controlli preventivi della Polizia in vista delle manifestazioni di oggi a Bologna. La giovane era stata individuata in mattinata all’interno del parco della Montagnola con il volto coperto da un passamontagna. Sottoposta a perquisizione personale le è stata trovata addosso una pistola giocattolo priva del tappo rosso, elemento che ne consente la riconoscibilità come riproduzione di un’arma. La giovane ha riferito agli agenti di essere diretta in un’altra città per partecipare a una manifestazione. I successivi accertamenti, svolti dall’antiterrorismo, della Digos, hanno consentito di rilevare un collegamento della ragazza con la manifestazione dello scorso sabato e, in considerazione delle circostanze, è stata applicata la recente normativa con l’accompagnamento della giovane presso gli uffici di Polizia e il trattenimento preventivo.

Al termine degli accertamenti, la ragazza è stata denunciata all’autorità giudiziaria per le ipotesi di reato in materia di armi e oggetti atti a offendere e per il travisamento del volto in luogo pubblico, con particolare riferimento al contesto delle manifestazioni pubbliche. Nei suoi confronti il questore di Bologna ha emesso la misura di prevenzione del foglio di via obbligatorio con indicazioni di lasciare immediatamente la città di Bologna. In zona stazione sono stati fermati e portati in Questura tre giovani che avevano negli zaini catene, bastoni e passamontagna.

Nella città delle due torri, sale la tensione in piazza dei Martiri, con la Polizia che sta respingendo i manifestanti con fumogeni, idranti e cariche verso in via Marconi rincorrendoli dopo averli caricati. Poco prima i manifestanti avevano lanciato bottiglie verso le forze dell’ordine. Il corteo, fino ad ora assolutamente pacifico, era partito ore fa da piazza del Nettuno.

Firenze, fermati 10 con passamontagna portati in Questura

Nel corso di controlli effettuati a Firenze dalle forze dell’ordine, una decina di persone sorprese con il passamontagna sono state fermate e trasportate in Questura per l’identificazione. Le loro posizioni saranno valutate al termine del corteo. Nel frattempo, il corteo della manifestazione è giunto in piazza Santo Spirito. Da alcune centinaia di persone il corteo si è progressivamente ingrossato, tanto da riempire interamente la piazza. La manifestazione ha poi ripreso a muoversi e potrebbe tornare in piazza Santa Maria Novella.

Momenti di tensione nel centro di Firenze durante la manifestazione contro il governo e l’aumento del costo della vita, alla quale hanno partecipato circa duemila persone. Dopo aver raggiunto piazza Santo Spirito, individuata come punto conclusivo del corteo, una parte dei manifestanti ha scelto di continuare la mobilitazione in direzione del centro cittadino. L’obiettivo del gruppo era raggiungere via Tornabuoni, nota strada dello shopping di lusso. Il percorso è stato però interrotto all’altezza di ponte Santa Trinità, dove le forze dell’ordine, schierate in assetto antisommossa, hanno sbarrato il passaggio.

Bari, studenti in piazza contro carovita: “Non c’entriamo con il 17 ottobre”

Una cinquantina di studenti e studentesse si è riunita vicino al Borgo Antico di Bari in piazza del Ferrarese, a pochi metri dalla Prefettura per manifestare, come ha spiegato ai giornalisti una giovane residente in città ma originaria di Taranto, contro i rincari delle spese alimentari, della sanità, degli affitti e dei trasporti. Molti di loro hanno riferito che non sono in piazza in risposta all’appello dei gruppi del 17 ottobre, ribadendo più volte di avere avuto sempre intenzioni pacifiche.

Dopo aver ricevuto il diniego della Polizia di Stato, è partito un corteo non autorizzato degli studenti che si erano radunati da questo pomeriggio. Il corteo, di un centinaio di persone. è entrato nella Città vecchia. dirigendosi nelle strade del quartiere Murat seguito a distanza da moto della Digos e da altri agenti delle Forze dell’ Ordine . “Noi le guerre non le vogliamo”. Il corteo lungo il tragitto si è ingrossato percorrendo via Sparano, cuore del centro cittadino, dove si è anche temporaneamente fermato vicino a una postazione dove c’erano musicisti che hanno suonato alcuni brani, per poi riprendere la marcia. “Siamo tutti antifascisti”, urlano i manifestanti. Non si sono registrati disordini o tensioni.

Era stato intercettato e bloccato ieri sera a Bari un gruppo di giovanissimi, di età compresa tra i 15 e 18 anni, che stava raggiungendo il centro della città e che, secondo gli inquirenti, avrebbe potuto dar vita a danneggiamenti e saccheggi ai danni di negozi nel contesto delle proteste di questi ultimi giorni e sull’onda di quanto accaduto nello scorso fine settimana a Milano. È stata eseguita un’ulteriore perquisizione, rispetto a quelle effettuate ieri mattina, e sono stati sequestrati 3 passamontagna e artifici pirotecnici, oltre ai cellulari di alcuni di loro. Al termine tutti i minori sono stati affidati ai genitori. Dopo le perquisizioni e i sequestri di ieri mattina, eseguiti dagli agenti della Polizia e disposti dalla Direzione Distrettuale Antimafia e dalla Procura della Repubblica per i Minori di Bari, in tutta la provincia barese, per l’intera giornata sono proseguiti gli accertamenti volti a identificare i membri del gruppo di giovani e giovanissimi che, secondo l’ipotesi investigativa, erano pronti a colpire e saccheggiare i negozi del centro cittadino, di via Sparano, via Melo, via Argiro e Corso Vittorio Emanuele.

La Digos dela Questura di Bari, per l’intera giornata, ha eseguito gli interrogatori delle persone fermate e iniziato a esaminare i contenuti dei cellulari sequestrati. Questa mattina, sulla base degli accertamenti svolti, sono in corso altre perquisizioni e sequestri. I reati ipotizzati dalla Procura di Bari – Direzione Distrettuale Antimafia e dalla Procura per i Minorenni di Bari sono istigazione a delinquere finalizzata alla devastazione e saccheggio, con finalità di terrorismo, in concorso, la detenzione di armi, munizioni ed esplosivi e il travisamento. “Per prevenire possibili azioni illecite nell’ambito delle manifestazioni estemporanee di protesta da parte di singoli o gruppo intenzionati a realizzare iniziative sotto lo slogan Rivolta per Bari contro lo Stato o Movimento 17/10 – spiega la questura – anche per la giornata di oggi sono stati previsti dal Questore di Bari adeguati servizi di prevenzione in tutto il capoluogo, con l’impiego di equipaggi specializzati delle forze dell’ordine in grado di assicurare un adeguato controllo delle strade anche al fine di prevenire e contrastare ogni possibile azione criminosa in danno di persone o cose“.

Napoli, sciolto corteo a Piazza Municipio

E’ terminato a Piazza Municipio il corteo contro il carovita dei manifestanti – in diverse centinaia – partiti da Piazza Garibaldi. I manifestanti, dopo aver invitato i poliziotti della Digos a togliersi il caschetto, hanno dato appuntamento alla manifestazione di sabato 31 ottobre. In precedenza era esplosa una bomba carta e con un coro “scemo, scemo“, partito dal corteo. Palazzo San Giacomo, sede del Comune, è stata blindata, con i portoni chiusi e polizia schierata all’ingresso. Al Corso Umberto, dove è passato il corteo, i commercianti hanno chiuso diversi negozi, ma gli stessi manifestanti li avevano invitati a non farlo, perché il corteo era – ed è stato – pacifico. Intanto, davanti allo stadio Maradona, dove a breve il Napoli gioca con la Roma, gli ultrà della squadra campana hanno piazzato uno striscione lungo diversi metri con scritto: “Negate il futuro a una intera generazione tra rincari e tagli all’istruzione. La vera devastazione sono le vostre costose poltrone!”.

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