Sarebbe stata individuata dalla Polizia Postale guidata da Ivano Gabrielli, la mente della pagina “Movimento 17 ottobre” sul socialmedia Instagram. Lo ha reso noto il Tg1. Si tratterrebbe di un trentenne italiano di seconda generazione, di origini marocchine. Sarebbe Youssef Siher, giornalista free-lance che ha collaborato anche con il FATTO QUOTIDIANO curando un blog, ed il FOGLIO ed è un Research Trainee presso l’Osservatorio sul Medio Oriente e Nord Africa dell’ ISPI . Il giovane attivista dei movimenti Pro-Pal , e formalmente residente in provincia di Brescia, si trova in quest’ora in Questura a Milano per essere interrogato. Perquisizioni in corso in un’abitazione alla periferia del capoluogo bresciano. Il Giornale di Brescia, scrive che nell’abitazione dei genitori di Youssef Siher che vive tra Mazzano e Gavardo, la Digos di Brescia ha bussato alla porta della sua famiglia, trovando materiale informativo ritenuto “interessante”.

Secondo quanto apprende l’Adnkronos, il 30enne è stato stagista del ‘Fatto Quotidiano’ per il quale ha scritto due articoli nel 2025 (l’ultimo a dicembre) e cinque nel 2024, mentre negli anni precedenti aveva collaborato con una certa continuità. Tra gli argomenti dei suoi pezzi la Tunisia, il Sudan, il Mar Rosso e saltuariamente anche la Palestina, che come tema non compare negli ultimi articoli dell’attivista pro Pal. Youssef Siher, per il ‘Foglio’ ha scritto un articolo solo una volta quattro anni fa nel 2022 . L’argomento in quel caso, era il Pakistan.

Per una settimana da sinistra hanno sostenuto che non c’era nessuno. Nessun capo, nessuna sede, nessuna sigla. “Non siamo una sigla, siamo un processo”, scrivevano. Una frase che sembra un manifesto politico e a l’inizio di una rischiosa sommossa civile. Mentre Milano oggi abbassava le saracinesche ed il centro si riempiva di divise e di parà della Folgore, l’organizzatore di queste manifestazioni ha avuto una faccia, un’età e una residenza in provincia di Brescia.

Uno studioso di geopolitica, con un dottorato di ricerca e qualche articolo firmato anche sul FATTO QUOTIDIANO. Un soggetto che le rivolte le aveva studiate, prima di provare a gestirle ed organizzarle. Gli investigatori lo hanno rintracciato a Milano, ospite di un’amica in periferia in un appartamento che è stato sequestrato e perquisito, ed il giovane rivoltoso è stato portato presso la Questura di Milano in via Fatebenefratelli per essere interrogato. Nello stesso momento gli investigatori della Digos della Questura di Brescia hanno bussato alla porta della famiglia, che vive tra Mazzano e Gavardo in provincia del capoluogo bresciano. In passato ha lavorato come assistente di biblioteca presso l’ Università Statale di Milano e persino come “rider” per la società Glovo e vendeva lezioni di lingue a 15 euro l’ora.


Il sito dell’Ispi, l’istituto per gli studi di politica internazionale, presenta così Youssef Siher in una pagina dedicata al suo profilo: «È Research Trainee presso l’Osservatorio sul Medio Oriente e Nord Africa dell’Ispi. I suoi interessi di ricerca si concentrano sull’Islam politico, sui movimenti politici islamici e sul rapporto tra Islam e nazionalismo arabo. Ha conseguito una laurea in Comunicazione e un master in Scienze politiche presso l’Università degli Studi di Milano». Ed aggiunge: “Durante i suoi studi ha analizzato i legami tra le ideologie politiche islamiche del XX secolo e le prime esperienze politiche dell’Islam e, nella sua tesi magistrale, ha svolto uno studio approfondito sui movimenti islamici in Marocco e i loro rapporti con il potere monarchico. È bilingue, essendo madrelingua arabo e italiano, e parla fluentemente inglese e spagnolo”.


Per lui è stato ordinato il fermo preventivo, per evitare il pericolo per ordine pubblico, in un’operazione congiunta tra la Digos, la Polizia Postale e la Procura di Milano: durante le perquisizioni sono state trovate le indicazioni con le tre piazze di Milano in cui dare appuntamento ai manifestanti. Si tratta Duomo- Vittorio Emanuela, San Babila e Cordusio via Orefici. Non ha opposto resistenza e avrebbe detto per giustificarsi: “Io sono un giornalista”. In realtà a seguito di una nostra una ricerca effettuato sul sito dell’ Ordine Nazionale dei Giornalisti , Youssef Siher, non risulta essere giornalista.
Pisani: “Prevenzione importante per evitare che manifestazione pubblica degeneri”
“Sicuramente il lavoro della prevenzione, un lavoro silenzioso fatto da migliaia di donne e di uomini”, per “evitare che una minaccia si concretizzi realmente e per evitare che una manifestazione pubblica possa degenerare”. Lo ha detto Vittorio Pisani capo della Polizia e direttore Generale della Pubblica Sicurezza, , intervistato da Virman Cusenza per il programma ‘Gli Invisibili – Il potere che non si vede’, il nuovo spazio di Sky Tg24 all’interno di ‘Agenda’, l’approfondimento settimanale della testata condotto da Lavinia Spingardi, in onda il sabato dalle 11.30 alle 12, rispondendo a una domanda sull’aspetto del suo lavoro che i cittadini non vedono e che ritiene importante che gli stessi conoscano meglio.
“Confidavo e confido molto sul lavoro che stanno svolgendo le forze dell’ordine, la Polizia di Stato in particolare in questo caso specifico per quello che riguarda entrare dentro un po’ le dinamiche dei fatti che sono successi e che si preannunciavano potessero riaccadere. C’è questa novità molto importante di questa persona che è stata individuata come possibile autore di quel manifesto che in qualche modo lancia queste iniziative, adesso è ancora prematuro parlarne, è una persona che è sotto perquisizione credo in questo momento, bisogna vedere poi le risultanze giudiziarie, però questo deve dare fiducia sulla capacità del nostro sistema, delle forze dell’ordine di venire a capo un po’ di questi fenomeni anche quando sono così complicati e così insidiosi”, ha commentato da Napoli il ministro dell’interno, Matteo Piantedosi, dopo l’inviduazione della presunta ‘mente‘ del manifesto del 17 ottobre, aggiungendo .
Sarebbe, dunque, lui l’organizzatore dietro la chat che ha dato vita al Movimento 17 ottobre, che proprio ieri aveva affermato che per oggi avrebbe comunicato solo alle 14:30 i luoghi di concentramento per dare il via ai cortei nelle varie città , a partire proprio da Milano, perché il governo “martedì 20 ottobre ha approvato un nuovo decreto-legge sulla sicurezza, con un nuovo reato di violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche, fino a 5 anni di carcere, l’estensione del fermo preventivo e 500 militari in più per Milano. In meno di due giorni è stato scritto, approvato ed è entrato in vigore un provvedimento che per noi ha un solo significato: un pugno autoritario contro chi dissente, di una durezza che non si vedeva dall’epoca del fascismo”.

Siamo sicuri che abbia agito da solo ? Noi abbiamo più di qualche dubbio. Basta leggere questo post presente sulla pagina Instagram del Movimento 17 ottobre per porsi qualche dubbio e qualche domanda. Come poteva attivare e gestire persino un hub legale da solo ?





