Sono state ben 11 le scosse di terremoto, superiori a un magnitudo di 2.0, rilevate finora dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia a partire dalle 19.46 di ieri sera fino alle 2.07 di questa mattina nella zona dei Campi Flegrei, in provincia di Napoli. Dalla prima, la più forte da 40 anni, di magnitudo 4.7, a quella di 3.8 delle 22. La più bassa è stata quella dell’1.01: magnitudo 2.0. Un vero e proprio «sciame sismico»., ha spiegato l’Istituto-
Stamattinassi è tenuta una nuova riunione del Centro coordinamento soccorsi, che il prefetto di Napoli Michele di Bari ha riunito ieri subito dopo la violenta scossa di terremoto nei Campi Flegrei. I sindaci, le forze dell’ordine, la protezione civile e tutti gli altri soggetti coinvolti nell’emergenza hanno fatto il punto della situazione, mentre proseguono in queste ore le verifiche strutturali degli edifici: la scorsa notte i Vigili del fuoco hanno proceduto allo sgombero di 18 nuclei familiari in via Sannino e di altri quattro in via San Vitagliano. Il porto di Pozzuoli resterà chiuso e l’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Centrale sta predisponendo una ordinanza di interdizione delle aree demaniali marittime sottostanti ai costoni rocciosi.
Tantissimi, a Pozzuoli e nella periferia occidentale di Napoli, hanno scelto di trascorrere la notte fuori casa dopo la scossa di magnitudo 4.7 che ha seminato danni e paura nei Campi Flegrei. Il Comune di Napoli e quello di Pozzuoli hanno attivato le aree di accoglienza di via Terracina e del Palatrincone cui si sono rivolte decine di famiglie; molti invece hanno preferito dormire nelle proprie auto o presso familiari e amici. “Impossibile trascorrere la notte in casa dopo il terrore di ieri – racconta un residente nella zona di Agnano – la scossa è stata fortissima e interminabile, non riuscivo nemmeno ad aprire la porta dell’appartamento che si era incastrata. Siamo abituati da anni a convivere con il bradisismo, ma non a questi livelli e con questo rischio. C’è davvero da chiedersi quanto possano resistere le nostre case a sollecitazioni di questo tipo“.
Sono tre le strade di Pozzuoli ad essere state dichiarate inagibili a seguito della scossa di ieri. Si tratta di di via Ciliano, via Fasano e per pericolo crollo di un campanile via Sacchini. Gli sfollati sono 250 ma il numero è destinato purtroppo ad aumentare mano mano che le verifiche sugli edifici saranno ultimate. I fabbricati dichiarati inagibili sono già 9 I feriti sono 21, venti quelli soccorsi all’ospedale di Pozzuoli ed uno a Giugliano.
I residenti dei Campi Flegrei hanno paura soprattutto, dopo l’ennesima scossa che ha fermato le loro vite, vogliono risposte. “Ci devono dire se dobbiamo restare qui in sicurezza oppure se dobbiamo andare via, ma con una sistemazione definitiva”, è la loro legittima richiesta. Nelle testimonianze raccolte emerge soprattutto la richiesta di indicazioni chiare sul futuro: “Sono due anni che viviamo così, non possiamo continuare a vivere nell’incertezza“. Numeroseo le critiche sulla gestione dell’emergenza. Molti raccontano di aver trascorso la notte in automobile dopo la scossa di terremoto, preferendo restare vicino alle proprie abitazioni piuttosto che raggiungere il Palatrincone, struttura individuata per l’accoglienza: “Dormire in macchina non è agevole, ma almeno restiamo vicini a casa”.
Alcuni proprietari di abitazioni nell’area dei Campi Flegrei interessate dagli interventi di adeguamento raccontano che “le pratiche sono state approvate, i fondi ripartiti, ma i soldi non arrivano e i lavori non possono partire. Abbiamo già anticipato le spese che potevamo sostenere, le imprese erano pronte a iniziare”, denunciano i residenti, che chiedono lo sblocco dei finanziamenti. Ma, anche questa volta, non mancano le critiche per la gestione dell’emergenza successiva alla scossa di terremoto. Secondo le testimonianze raccolte, “le prime pattuglie della Protezione civile sono arrivate circa due ore dopo“, mentre nelle aree interessate “sono state allestite poche tende”. I cittadini vista la persistenza del fenomeno bradisismico chiedono giustamente una macchina organizzativa “immediatamente operativa . Se ci dicono che con gli interventi si può convivere con il bradisismo, vogliamo restare. Se invece non è più possibile vivere qui, ce lo dicano chiaramente”, è l’accorato appello di tutti.





