Dopo settimane di crescita impetuosa, Futuro Nazionale vede concretizzarsi, nella Supermedia, il sorpasso sulla Lega, partito di provenienza del leader di FN Roberto Vannacci. È questa la principale (anche se non l’unica) novità della Supermedia di oggi. Diversamente da quanto si è visto nell’ultimo periodo, infatti, quasi tutti i partiti (con le dovute eccezioni) mostrano scostamenti minimi. Le due eccezioni sono, ovviamente, da un lato FN (+ 0,9% in due settimane) e dall’altro la Lega, che perde quasi mezzo punto e scende sotto il 6%, soglia sopra la quale il partito di Salvini si era sempre tenuto praticamente senza interruzioni dal 2014 ad oggi.

Fratelli d’Italia si mantiene al primo posto (anche se il 27,5% odierno costituisce un nuovo record negativo da quando si è insediato il Governo Meloni), con un vantaggio ci circa 6 punti sul Partito Democratico (21,5%) e con il Movimento 5 Stelle in terza posizione (13%). Alleanza Verdi-Sinistra, dopo il sorpasso “in retromarcia” sulla Lega, sembra ora il prossimo partito destinato a essere superato da FN che, se dovesse proseguire a crescere con i ritmi visti finora, potrebbe facilmente sopravanzare la lista rosso-verde nel giro di una o due settimane.
Sono numerosi, più di dieci, i sondaggi realizzati e pubblicati negli ultimi quindici giorni, ma questa volta il Partito Liberaldemocratico di Marattin compare soltanto in due di questi; per questa ragione, questa settimana non mostriamo il dato del PLD, ma non è da escludere che possa tornare a fare capolino nei prossimi appuntamenti. Ma, nonostante sia “invisibile”, il dato del PLD insieme a quello di Azione contribuisce a farci stimare l’area centrista liberale virtualmente ancora al di sopra del 4%.

A proposito di coalizioni, qui emergono degli ulteriori elementi di interesse, e non certo di poco conto. Il primo è l’allargarsi della forbice tra campo largo e centrodestra: anche se gli scostamenti dei singoli partiti, come abbiamo visto, sono perlopiù estremamente contenuti, nel complesso la coalizione di governo perde per strada comunque quasi un punto, in misura (non a caso) identica alla crescita di Futuro Nazionale. Questo implica che ad oggi il centrodestra accusa poco più di 2,5 punti di ritardo da quello che, sulla carta, sarebbe ad oggi lo schieramento più competitivo in caso di elezioni politiche: proprio quel campo largo i cui confini sono tutt’altro che definiti (così come il nome del leader e il programma politico) ma che ad oggi sarebbe la prima coalizione con il 44,7% dei consensi.
La seconda novità è che il calo del centrodestra avvicina pericolosamente la coalizione di maggioranza alla soglia minima indicata dalla proposta di riforma elettorale (promossa, ironia della sorte, dal centrodestra stesso) nota come “Stabilicum”, e che prevede l’assegnazione di un premio di maggioranza alla lista o coalizione che ottiene almeno il 42% dei voti validi in entrambe le Camere.
L’esame in Assemblea della riforma elettorale inizierà solo la settimana prossima, alla Camera. Ma intanto i nuovi equilibri che stanno emergendo nelle ultime settimane mettono seriamente in discussione la possibilità che la legislatura duri fino alla sua scadenza naturale, cioè ottobre 2027. Secondo diversi osservatori, infatti, è probabile che per vari motivi sarà il centrodestra stesso a spingere per andare al voto qualche mese prima, ossia nella primavera del prossimo anno. Su questo tema, però, gli auspici degli italiani sembrano divergere dalle previsioni, tanto quelle degli esperti quanto quelle degli stessi elettori interpellati. Secondo il recente sondaggio di Youtrend, le preferenze sono divise piuttosto equamente: il 43% vorrebbe che si andasse a votare a scadenza naturale, il 41% invece vorrebbe che ciò accadesse prima. Numeri simili a quelli rilevati pochi mesi fa da un sondaggio di Piepoli (in quel caso: 47% contro 40%).
📊 #Sondaggio Youtrend per @SkyTG24: il 16% degli italiani vorrebbe votare entro la fine del 2026, il 25% nella prossima primavera (14% insieme alle comunali e 11% in date separate) e il 43% nell’autunno 2027, ossia alla scadenza naturale della legislatura. pic.twitter.com/pBFluBzaSy
— Youtrend (@you_trend) July 3, 2026
Diversa è però la previsione, sempre fatta dagli italiani: ad aprile, secondo Noto, oltre 7 intervistati su 10 indicavano come esito più probabile proprio il voto a scadenza naturale. Anche nelle indagini di Only Numbers, nello stesso periodo, a prevalere era questa previsione, fatta dal 62% degli italiani. In altre parole, a differenza di molti osservatori, la netta maggioranza degli italiani appare convinta che si voterà nell’autunno del prossimo anno. Ma quando si tratta di indicare una preferenza, i numeri sono molto più equilibrati, anche a causa dei tanti elettori dei partiti di opposizione che (complici evidentemente le difficoltà del centrodestra) vorrebbero che la legislatura si interrompesse in anticipo.
NOTA: La Supermedia Youtrend/Agi è una media ponderata dei sondaggi nazionali sulle intenzioni di voto. La ponderazione odierna, che include sondaggi realizzati dal 25 giugno all’8 luglio, è stata effettuata il giorno 9 luglio sulla base della consistenza campionaria, della data di realizzazione e del metodo di raccolta dei dati. I sondaggi considerati sono stati realizzati dagli istituti Demopolis (data di pubblicazione: 26 giugno e 1° luglio), Ipsos (27 giugno), Ixè (7 luglio), Piepoli (3 luglio), SWG (29 giugno e 6 luglio), Tecnè (27, 29 giugno, 4 luglio) e Youtrend (3 luglio). La nota metodologica dettagliata di ciascun sondaggio considerato è disponibile sul sito ufficiale www.sondaggipoliticoelettorali.it.





