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8 Luglio 2026 20:04

Caso arbitri, il designatore Rocchi intercettato su Torino-Inter del 26 aprile 2026

I pm: "C'era un accordo con esponenti nerazzurri in rapporti con Gravina". Le partite nel mirino ora comprendono una gara dell'ultimo campionato, di appena due mesi e mezzo fa

Nell’inchiesta della procura di Milano sulle ipotizzate interferenze dell’Inter sul designatore degli arbitri del campionato di calcio di serie A , Gianluca Rocchi dimessosi a causa del procedimento a suo carico vi sono stati dei tempi supplementari di intercettazioni , che sono riattivate nuovamente tre mesi fa. Non a caso l’ invito a comparire, è nuovo e ben differente rispetto a quello precedente dello scorso 24 aprile. Le partite coinvolte nella nuova indagine non sono più tre e soltanto della stagione scorsa (Inter-Verona del 3 maggio 2025, Bologna-Inter del 20 aprile 2025 e Inter-Milan di Coppa Italia il 23 aprile 2025), ma bensì quattro, e l’ultima è una partita del campionato in corso, di soltanto due mesi e mezzo fa. Stiamo parlando di “Torino-Inter del 26 aprile 2026, in cui — la Procura contesta che — Rocchi designava come direttore di gara Maurizio Mariani soltanto dopo il previo consenso della società nerazzurra, siccome arbitro da questa non gradito“. E proprio in quel prepartita Marotta presidente dell’Inter aveva dato una versione totalmente differente.

Beppe Marotta ai microfoni di Sky Sport aveva detto: “Noi apprendiamo tutto dalla stampa e infatti questi comunicati e dichiarazioni fatte ci meravigliano. Non abbiamo arbitri graditi e non graditi. Abbiamo agito nella massima correttezza e questo deve tranquillizzare tutti, questo è il dato più importante”.”L’anno scorso è stata un’annata in cui abbiamo avuto decisioni avverse e successivamente acclarate dai vertici arbitrali, come il rigore in Inter-Roma – aveva aggiunto Marotta -. Oggi siamo qua pensando a questa partita, a questo campionato e questo scudetto. Sono tranquillo, l’Inter è estranea e sarà estranea anche in futuro”. 

Nel corso dell’intervista a Sky, dallo studio avevano chiesto a Marotta se avesse ricordi delle giornate che sono state citate dall’indagine della Procura di Milano, in cui vengono tirati fuori i nomi degli arbitri Colombo e Doveri. Il presidente dell’Inter aveva risposto: “Sono sorpreso perché assolutamente… Non dico che non ricordo… Non trovo un collegamento con questo. Abbiamo appreso tutte queste notizie dalla stampa, abbiamo risposto in modo esaustivo e non voglio dire di più”.

Il presidente nerazzurro si era poi concentrato sulla stagione in corso: I complimenti vanno riservati all’allenatore e alla squadra. Dobbiamo ancora arrivare a questo doppio traguardo, oggi la squadra è molto concentrata su questo esame. Domenica affronteremo un altro avversario e poi penseremo alla Coppa Italia, che è un altro bel trofeo che vorremmo vincere. Per noi sarebbe la decima volta”. L’Inter quello scudetto e quella Coppa Italia le ha vinte, ma ancora tutti ricordano la risposta che aveva dato Marotta sul caso Rocchi e i nomi degli arbitri che sarebbero stati graditi all’Inter in determinate giornate citate dall’inchiesta…

Il presidente dell’Inter era poi intervenuto anche ai microfoni di Dazn: “Abbiamo visto questi commenti dalla stampa e siamo abbastanza meravigliati. Non abbiamo un elenco di arbitri graditi. La stagione scorsa abbiamo avuto decisioni avverse, anche acclarate dai vertici del CAN, come il rigore negato in Inter-Roma. Noi siamo forti della nostra correttezza e tranquillità, oggi siamo qui per affrontare un esame importante, per portare a casa questo Scudetto il più velocemente possibile per poi poterci concentrare sulla Coppa Italia. Ci potrebbero essere ripercussioni sull’Inter? No, assolutamente. Siamo molto tranquilli e vogliamo tranquillizzare tutti“.

Escluso un arbitro poco gradito

Nella partita Inter-Verona del 3 maggio 2025, secondo l’accusa nelle nuove imputazioni contestate all’ex designatore Gianluca Rocchi nell’inchiesta milanese sul sistema arbitrale, quest’ultimo avrebbe scelto come fischietto un arbitro, Gianluca Manganiello, per evitare che in campo ce ne fosse un altro, ossia Simone Sozza, poco gradito ai nerazzurri. Lo si evince in relazione al nuovo invito a comparire notificato a Rocchi, per l’interrogatorio della settimana scorsa, nel quale vengono contestate ipotesi di concorso in frode sportiva, come presunte “combine”, su due nuovi match, oltre a Bologna-Inter del 20 aprile 2025 e Inter-Milan di Coppa Italia del 23 aprile dello stesso anno. Ossia quell’Inter-Verona della stagione 2024/2025 e Torino-Inter del 26 aprile 2026.

L’impianto accusatorio della procura milanese rispetto alla prima stesura, è cambiato ipotizzando di avere “fraudolentemente accettato interferenze al fine di alterare il corretto coinvolgimento della competizione”: perché nell’attuale ipotesi di frode sportiva Rocchi viene collocato dagli inquirenti della procura di Milano “in concorso con esponenti della società sportiva Inter e previo concerto con costoro, agendo questi ultimi per effetto dei rapporti preferenziali con Gabriele Gravina, presidente della Figc-Federazione italiana gioco calcio” . Al momento Gravina ed i dirigenti interisti non risultano indagati. Ma questa volta Rocchi, contrariamente alla sua facoltà di non rispondere esercitata lo scorso 30 aprile, ha accettato alcuni giorni fa di farsi interrogare assistito dal suo legale Antonio D’Avirro con il nuovo codifensore Antonio Banain gran segreto dinnanzi al pm Maurizio Ascione affiancato dal nuovo (un rientro in Procura) procuratore aggiunto Paolo Ielo.

Sinora si era pensato che l’iniziale accusa a Rocchi si basasse sulle intercettazioni disposte intorno al 2 aprile 2025 dall’allora gip Anna Calabi , per le quali in quell’estate la gip aveva negato al pm Ascione la proroga, sostenendo che non potessero produrre ulteriori esiti significativi. Adesso si deduce che, a cavallo dell’emergere ad aprile 2026 dell’indagine su Rocchi, la nuova gip Giulia Marozzi subentrata alla collega Calabi aveva autorizzato la riattivazione di un segmento di intercettazioni chieste dal pm. Rocchi si è autosospeso il 25 aprile scorso da designatore arbitrale, ed è in quei pochi giorni, probabilmente il “21 aprile” indicato dai pm come data finale del reato ipotizzato, che deve essere stato intercettato un colloquio nel quale un dirigente dell’Aia riportava a Rocchi i pesanti malumori dell’Inter per la designazione di Mariani in Torino-Inter del 26 aprile: designazione (che è stata per ironia della sorte l’ultima di Rocchi e da lui confermata) di cui l’ex designatore arbitrale ha spiegato ai pm di aver rivendicato la bontà di fronte alle contestazioni riferitegli dall’interlocutore come provenienti dal mondo Inter

Rocchi adesso confida sull’archiviazione della propria posizione, a seguito di una buona notizia, in quanto: nel nuovo invito a comparire della Procura e nel corso dell’interrogatorio è completamente scomparso sparito il capitolo accusatorio che in precedenza era stato contestato anche come reato, delle cosiddette “bussate” alla sala Var di Lissone per far cambiare in diretta le decisioni e i suggerimenti dei «varisti» agli arbitri in campo. Resta comunque aperto il filone principale dell’inchiesta, sul quale la Procura di Milano continua ad approfondire i presunti rapporti tra il mondo arbitrale e alcuni ambienti del calcio professionistico. Saranno i prossimi sviluppi investigativi a chiarire se gli elementi raccolti saranno ritenuti sufficienti per sostenere le accuse formulate finora.


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