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27 Giugno 2026 13:22

Mattarella: “Serve uno sforzo corale sia pubblico che privato contro la droga”

Quello di Matarella è solo l'ultimo di un lungo elenco di interventi, serviti a dare voce, oltre che alle istituzioni presenti, agli operatori e agli ospiti di alcune Comunità terapeutiche, nonché alle loro famiglie e al mondo della ricerca.

Il presidente della Repubblica  Sergio Mattarella ha rivolto al pubblico, un appello senza esclusioni, al privato e alle istituzioni della società nelle sue varie componenti: “Il pericolo della droga, nelle percentuali e nelle rilevazioni fra i giovani, è talmente grande che richiede uno sforzo corale del Paese”. Un pensiero che il capo di Stato ha esternato ieri con gli ospiti al Quirinale che hanno partecipato alle celebrazioni della Giornata mondiale contro le droghe. Sono intervenuti: il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Alfredo Mantovano; Marco Dalfovo, già ospite della Comunità terapeutica di San Patrignano; Luciano Giammarino, operatore della Comunità terapeutica “Nuovi orizzonti”; Serena Baldassarre e Amos Giovannini, genitori di Riccardo, ospite della Comunità terapeutica “Il Ponte”; Gianni Giuli, Direttore del Dipartimento delle dipendenze patologiche dell’AST Macerata; Aurora Verona, ospite della Comunità terapeutica “Pars“.

Quello di Matarella è solo l’ultimo di un lungo elenco di interventi, serviti a dare voce, oltre che alle istituzioni presenti, agli operatori e agli ospiti di alcune Comunità terapeutiche, nonché alle loro famiglie e al mondo della ricerca. Racconti uniti tutti dallo stesso filo conduttore: “Queste esperienze, da punti di osservazione differenti, sono diverse tra di loro – ragiona Mattarellama hanno un punto in comune, quello del valore della persona nella sua integralità: non vi è nulla che si possa fare se non si affronta complessivamente l’integrale persona, nel cui ambito nascono problemi, difficoltà, sovente non viste e non conosciute“. Ai più giovani presenti alla manifestazione che aveva raccontato prima del suo intervento la loro esperienza di recupero dalla tossicodipendenza, il capo di Stato ha rivolge un personale elogio: “È un percorso comune per tutti, ragazzi, quello di cercare se stessi, ritrovare se stessi, la strada che si ha davanti. Ci sono condizioni, purtroppo, che l’incontro con la droga moltiplica, nelle difficoltà, negli impacci, nei freni, negli abbassamenti di tensione e di vita. Quindi è molto più meritorio quello che voi fate uscendone, ritrovando il futuro. Per questo il ringraziamento è molto alto“.

La richiesta di un impegno collettivo contro le droghe è stato fatto dal presidente della Repubblica guardando proprio sulle giovani generazioni: “Il patrimonio principale di cui il nostro, come ogni altro Paese, dispone è dato dalla generazione che sale: bambini, ragazzi, giovani. Ne vorremmo anche di più. Ma curarli, averne cura, dar loro prospettive che li rassicurino ed escludano condizioni insidiose come quelle della droga, è un fronte decisivo“.

il sottosegretario di Stato, Alfredo Mantovano

In un passaggio del suo intervento, i ringraziamento al sottosegretario di Stato, Alfredo Mantovano per “l’opera propulsiva, di sollecitazione e raccordo su questo fronte che è decisivo per il futuro del Paese”. Mantovano, prendendo parola, ha sottolineato l’emersione di un “vero e proprio modello italiano, osservato con crescente interesse anche all’estero”: dall’insediamento del governo nell’ottobre 2022, ha spiegato Mantovano, il sistema nazionale contro le dipendenze è diventato sempre più capace di funzionare in modo corale, integrando l’azione di Comuni, Regioni, amministrazioni dello Stato, servizi socio-sanitari, scuole e Terzo settore.

L’intervento integrale del presidente Mattarella

Prendendo un po’ in contropiede la nostra conduttrice – che ringrazio molto per la conduzione così efficace di questo bell’appuntamento – desidero esprimere, brevemente, qualche considerazione. Anzitutto benvenute e benvenuti al Quirinale. È davvero un piacere accogliervi in questo Salone dei Corazzieri e in questa sede, che è la casa comune per tutti noi cittadini italiani.

Quando il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Mantovano, mi ha proposto di svolgere qui, al Quirinale, la Giornata mondiale della lotta alle droghe, ho accettato con convinzione. Per sottolineare, non soltanto quanto sia fondamentale l’impegno su questo fronte, ma anche la riconoscenza della Repubblica nei confronti di chi se ne occupa e vi si impegna.

Abbiamo, questa mattina, ascoltato alcune manifestazioni di riflessione, di esperienza. Una vera e propria carrellata di esperienze diverse, tra chi è impegnato nel servizio pubblico; chi è impegnato nelle comunità; chi è impegnato nelle società scientifiche che si occupano di ricerca e di esame e analisi degli strumenti; chi è impegnato nella ricerca di sé stesso, nel volere amare la vita – come ha detto Aurora – nella ricerca del futuro e nella conquista del futuro; i familiari che accompagnano, spesso con sofferenza, questi percorsi.

Ecco, tutte queste esperienze, da punti di osservazione differenti, diverse tra di loro, con specifiche condizioni e riflessioni, hanno un punto in comune, tutte quante, che le accomuna: quello del valore della persona nella sua integralità. Che non vi è nulla che si possa fare se non si affronta complessivamente, l’integrale persona, da cui, come capita sempre nella vita, per chiunque, nel cui ambito nascono problemi, difficoltà, sovente non viste, sovente non conosciute.

È un percorso comune per tutti, ragazzi, quello di cercare sé stessi, di trovare sé stessi, la strada che si ha davanti. Naturalmente vi sono condizioni, purtroppo, che l’incontro con la droga moltiplica, nelle difficoltà, moltiplica negli impacci, nei freni, negli abbassamenti di tensione e di vita. E quindi è molto più meritorio quanto voi fate uscendone e ritrovando, conquistando il futuro. Per questo il ringraziamento è molto alto.

Il patrimonio principale di cui il nostro, come ogni altro Paese, dispone è dato dalla generazione che sale, dai bambini, dai ragazzi, dai giovani. Ne vorremmo anche di più! Ma ecco, curarli, averne cura, dar loro le prospettive che li rassicurino e li escludano da condizioni insidiose come quella della droga, è un fronte decisivo. Il pericolo, che è stato così ben descritto, poc’anzi, dal Sottosegretario Mantovano, nelle percentuali, nelle rilevazioni sui giovani, è talmente grande che richiede uno sforzo corale del Paese. Pubblico e privato: delle istituzioni, della società, delle sue varie componenti.

Per questo il ringraziamento che intendo esprimere a chi, su questo fronte, è impegnato con generosità, nelle comunità, nella ricerca, nelle strutture pubbliche, è un ringraziamento convinto e molto alto. È un’opera straordinaria.Anche soltanto il recupero di una persona, per il valore incommensurabile che ha ciascuna persona, è un successo straordinario, inestimabile.

Il recupero e il ritrovamento della vita e del futuro, di una quantità di giovani che, grazie al lavoro che svolgono le comunità, le strutture e tanti volontari impegnati, è un patrimonio che arricchisce il nostro Paese. Per questo il ringraziamento è convinto e molto alto. E vorrei anche ringraziare il Sottosegretario Mantovano per l’opera propulsiva, di sollecitazione, anche di coordinamento e raccordo, che svolge su questo fronte, che è un fronte, ripeto, per il nostro Paese e per il suo futuro, decisivo. Grazie per quanto fate e auguri per i vostri impegni.

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