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8 Maggio 2026 01:18

Supermedia AGI/Youtrend: il centro destra flette, il Campo largo allunga

Netta flessione della coalizione di maggioranza, mentre cresce di mezzo punto il campo progressista

Le avvisaglie delle scorse settimane sono infine “deflagrate” nella Supermedia di oggi. Se infatti nell’ultimo mese abbiamo avuto a che fare con scostamenti nell’ordine dei due o tre decimali, questa settimana ci troviamo di fronte a un dato piuttosto clamoroso: una flessione netta del centrodestra. A perdere terreno sono tutti e tre i principali partiti della coalizione, anche se il calo riguarda in particolare due partiti: Fratelli d’Italia e, ancora di più, la Lega.

Il partito di Giorgia Meloni arretra di quasi mezzo punto, scendendo al di sotto del 28%. Va ancora peggio alla Lega: nelle ultime due settimane il Carroccio perde ben 7 decimali e scende al 6,6%, ritrovandosi nuovamente appaiato (di fatto) ad Alleanza Verdi-Sinistra. Cosa ci sia dietro questo calo così brusco del partito di Matteo Salvini non è chiarissimo. Sappiamo però che la Lega nell’ultimo sondaggio Ipsos (da sempre uno degli istituti meno “teneri” con questo partito) è stimata al 5,8%, e anche per altri istituti inclusi nel “paniere” di questa settimana (come SWG e Ixè) si trova sulla soglia del 6% o solo leggermente al di sopra. Non si tratta quindi di un segnale isolato o casuale, ma di qualcosa di alquanto robusto.

Sull’altro fronte, crescono i partiti di opposizione, in particolare quelli sul versante sinistro dello spettro politico. Il Movimento 5 Stelle risale al 13,2% (+0,4) che equivale a uno dei suoi dati più alti registrati dalle Europee di due anni fa, mentre AVS si ritrova – come detto – a un’incollatura dalla Lega. Nel complesso, questo fa sì che le forze del “campo largo” valgano in totale il 45,8% dei consensi. Ma soprattutto, ci ritroviamo con il dato peggiore per il centrodestra da quando si è insediato il Governo Meloni. Il distacco dalla coalizione progressista, che fino alla scorsa settimana difficilmente ammontava a un punto percentuale, oggi si è ampliato fin quasi a due punti.


Fin qui la “notizia”, anche se dobbiamo tenere sempre conto dell’aleatorietà di questi dati. La tendenza che abbiamo appena descritto, infatti, potrebbe irrobustirsi nelle prossime settimane oppure potrebbe invertirsi e far tornare il quadro ad assomigliare a quello di un mese fa, o persino a quello che si aveva prima del referendum costituzionale. Anche il distacco di due punti può significare tanto o poco: tanto, se dovesse essere introdotta una legge elettorale con premio di maggioranza alla coalizione che ottenga anche un solo voto più degli avversari; poco, se si considera che al momento stiamo parlando di sondaggi, soggetti a un margine d’errore che in media si aggira attorno ai 3 punti. Come dire che il rapporto di forza potrebbe tanto essere un 49-41 a favore del centrosinistra, quanto un 47-43 a favore del centrodestra. Ma c’è un altro fattore che rende il quadro ancora meno lineare rispetto allo scenario che abbiamo appena descritto.

Possiamo definire questo fattore la “variabile coalizione”. Quando si fanno i sondaggi, di norma, si chiede agli intervistati quale partito voterebbero “sic et simpliciter“. La riaggregazione in coalizioni, per capire ad esempio “quanto vale il campo largo” con o senza un certo partito, viene fatta ex post sommando semplicemente il dato delle diverse forze politiche che si sceglie di considerare.


Ma in politica, com’è noto, difficilmente 2 + 2 dà come risultato 4.
Lo dimostra una recente analisi di Youtrend, che ha confrontato le intenzioni di voto “pure” degli italiani con quelle ottenute aggiungendo una serie di informazioni, e cioè l’appartenenza del partito scelto a una determinata coalizione. Incrociando le risposte ottenute confrontando una serie di scenari, si scopre infatti che gli elettori dei partiti del campo largo sono decisamente meno “compatibili” tra loro rispetto a quelli di centrodestra. Quando si aggiunge l’informazione che il partito scelto in caso di elezioni apparterrebbe a quella coalizione, infatti, il campo largo perde per strada ben un punto e mezzo, passando (nello scenario ipotizzato) dal 45,5% al 44%. Non molto, ma abbastanza da consentire il sorpasso al centrodestra, i cui elettori sono evidentemente molto più abituati a considerare il proprio partito di riferimento come parte di una coalizione ben definita e verso la quale non emergono segnali di insofferenza.

L’analisi non si ferma qui: gli scenari successivi, infatti, mostrano cosa cambierebbe, nello specifico, se il Movimento 5 Stelle si presentasse da solo oppure in coalizione con il campo largo, e se uno tra Azione e Futuro Nazionale – alternativamente – andassero in coalizione con il centrodestra oppure scegliessero la corsa solitaria. Scopriamo così che gli elettori del M5S sono i più “riluttanti”: la percentuale del partito di Conte scenderebbe di oltre due punti (passando dal 13,8% all’11,7%) in caso di coalizione esplicita con il centrosinistra; ma anche gli elettori di Azione non sembrano apprezzare l’ipotesi di un’alleanza con il centrodestra: in questo caso, il partito di Calenda passerebbe da un ipotetico 3,4% nello scenario base a un misero 1,9% – perdendo un punto e mezzo che andrebbe a rifugiarsi nel voto a uno dei partiti della coalizione progressista.

L’esperimento appena descritto vale come promemoria: il monitoraggio delle intenzioni di voto è certamente importante, ma altrettanto importanti sono variabili al momento non ancora pienamente definite (né tantomeno fatte proprie dagli italiani quando esprimono un orientamento di voto) come la legge elettorale e, soprattutto, il perimetro delle coalizioni.

NOTA: La Supermedia Youtrend/Agi è una media ponderata dei sondaggi nazionali sulle intenzioni di voto. La ponderazione odierna, che include sondaggi realizzati dal 23 aprile al 6 maggio, è stata effettuata il giorno 7 maggio sulla base della consistenza campionaria, della data di realizzazione e del metodo di raccolta dei dati. I sondaggi considerati sono stati realizzati dagli istituti EMG (data di pubblicazione: 1° maggio), Ipsos (1° maggio), Ixè (27 aprile), SWG (27 aprile e 4 maggio), Tecnè (25 aprile) e Youtrend (30 aprile). La nota metodologica dettagliata di ciascun sondaggio considerato è disponibile sul sito ufficiale www.sondaggipoliticoelettorali.it.

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