L’ex finanziere Piero Stabile, calabrese 60 anni è stato arrestato a Madrid dalla polizia nell’ambito di un’indagine coordinata. Era destinatario di un mandato di arresto europeo per l’esecuzione di pene in carcere, dovrà dovrà scontare 9 anni e 4 mesi di reclusione, residuo di una condanna complessiva di 13 anni e 9 mesi, per essersi reso responsabile di gravi reati commessi tra il 2015 e il 2017 fra i quali estorsione aggravata, incendio, danneggiamento seguito da incendio, atti persecutori, truffa e furto aggravati. Noi avevamo scoperto ancora prima del suo arresto a Taranto il comportamento delinquenziale di Stabile ed avevamo segnalato le sue attività delinquenziali al suo comando di appartenenza, il cui comandante provinciale non aveva dato seguito alla nostra segnalazione, e ne sono prova i nostri articoli sulle sue malefatte e condanne.

Ex sottufficiale della Guardia di Finanza, che lo aveva espulso dal corpo e destituito, Piero Stabile aveva estorto ingenti somme a un noto commerciante tarantino Daniele Nunziata con la scusa di proteggerlo da presunte minacce della n’drangheta a suo dire sbarcata a Taranto ed aveva messo in atto intimidazioni e gravi minacce per giustificare le richieste, tra cui colpi d’arma da fuoco sparati contro il furgone delle consegne del commerciante, in seguito incendiato, e spari contro le serrande dell’attività commerciale.
L’uomo era stato successivamente arrestato dalla squadra mobile di Taranto della Polizia di Stato in flagranza di reato mentre incassava cinquemila euro nel salone dell’ufficio centrale delle Poste sul lungomare del capoluogo jonico, soldi che avrebbe dovuto soddisfare le richieste dei millantati delinquenti appartenenti alla ‘ndrangheta calabrese. Processato e condannato nel giugno 2017 a 18 mesi di carcere, oltre alle spese legali e processuali, per il reato di “stalking” sempre nei confronti del commerciante Daniele Nunziata . Lo Stabile infatti, una volta ottenuti gli arresti domiciliari dal Tribunale di Taranto, aveva continuato a minacciare e perseguitare il commerciante tarantino, il quale assisitito dall’ avv. Gaetano Vitale lo aveva denunciato facendolo arrestare e posto ai domiciliari, e quindi l’ ormai ex finanziere (a sinistra nella foto) venne arrestato per la seconda volta ma questa volta spedito in carcere.

Come è stato accertato dagli uomini della Squadra Mobile di Taranto guidati a suo tempo dal dr. Carlo Pagano, si scoprì addirittura un’ipotesi di omicidio nei confronti del Nunziata che avrebbe dovuto essere ucciso il giorno in cui il commerciante avrebbe compiuto i suoi 50 anni. “Li abbiamo fermati prima che si commettesse un omicidio“, aveva spiegato detto il procuratore capo all’epoca dei fatti Carlo Capristo che ha firmato insieme al sostituto procuratore Lucia Isceri i decreti di fermo , aggiungendo “La vittima è stata vessata in maniera feroce per anni e ha dimostrato grande coraggio e fiducia nelle istituzioni , mentre dall’altra parte c’era un militare che con grande arroganza e pervicacia criminale ha insistito per distruggere la vittima ed ha oltremodo offeso la divisa che portava “.
Vennero arrestati anche avvocato del foro di Taranto Massimiliano Cagnetta legale del maresciallo Piero Stabile della Guardia di Finanza, e due pregiudicati Cataldo La Neve e Salvatore Stasolla, Infatti proprio grazie alle intercettazioni si è potuto accertare infatti come il maresciallo Stabile avesse commissionato a terzi l’esecuzione del delitto, rivolgendosi in prima battuta ad un noto pregiudicato, il quale a sua volta, dato anche lo spessore criminale, preferiva non eseguire i misfatti in prima persona, bensì delegarli ad altri due complici, cioè La Neve e Stasolla. Gli episodi continui di danneggiamento (così come già verificatosi in passato) avevano lo scopo di incutere terrore nella vittima, per poi offrire alla stessa la soluzione alla serie delittuosa, attraverso il pagamento estorsivo.
Il coinvolgimento degli arrestati fermati negli episodi consumati in danno del commerciante, in particolare quello del 19 marzo (con l’incendio del negozio sito in questa via Cavallotti) e del 4 aprile scorso (con l’incendio del furgone), è provato dalle nitide immagini e dai percorsi ed incontri ricostruiti in maniera accurata e con precisione chirurgica, nonché dai contenuti delle conversazioni registrate, da cui si colgono i momenti salienti in cui il maresciallo Stabile “conferiva” ai due pregiudicati il compito di porre in essere l’ atto delittuosi.

Intercettato in strada a Madrid, a pochi metri dall’abitazione dove viveva e si nascondeva, in inizialmente ha fornito false generalità agli agenti, per poi ammettere e confessare la propria identità. L’arresto del latitante rientra nel progetto “Wanted” della Direzione centrale anticrimine ed è stata eseguita in collaborazione con il servizio per la cooperazione internazionale della Polizia, lo Sco e la Policia a Nacional spagnola, attraverso il gruppo Fugitivos dell’Udyco.
La storia giudiziaria di Stabile, raccontata dai nostri articoli












