Una società di promozione di eventi nei locali della movida, con sede a Cinisello Balsano alle porte di Milano, proponeva nei suoi «pacchetti» anche serate con escort di lusso, a cui avrebbero partecipato diversi calciatori di Serie A, anche del le squadre del Milan e dell’ Inter. Un’attività finita nel mirino dei finanzieri del Comando provinciale di Milano, che hanno eseguito quattro arresti domiciliari disposti dalla giudice per le indagini preliminari di Milano Chiara Valori . Secondo l’impianto accusatorio, il gruppo “ha promosso un’attività finalizzata al favoreggiamento e allo sfruttamento della prostituzione, con conseguente auto riciclaggio dei relativi proventi“.
Il gruppo di “promoters” organizzava anche spedizioni di ragazze immagine ed escort nelle più attraenti località di vacanza dove i giocatori si recavano a fine campionato. Nel corso delle serate, in particolar modo quelle organizzate per calciatori di serie A, a quanto risulta agli atti veniva fatto uso di gas esilarante, la cosiddetta droga del palloncino, una sostanza chimica che rende euforici senza lasciare traccia e, per questo motivo, non classificata come dopante in modo da non essere rilevata in caso di controlli negli atleti.

La reale attività della società era quello del “reclutamento di donne, tra cui anche escort di professione, disponibili a partecipare agli eventi organizzati dal sodalizio e pronte a rendere anche prestazioni di natura sessuale, successivamente remunerate, a favore di una clientela particolarmente facoltosa e disposta a spendere importanti cifre”, si legge nel comunicato stampa firmato dal procuratore capo Marcello Viola. Secondo quanto emerso dall’inchiesta, infatti, ai giocatori veniva offerto loro un vero e proprio pacchetto “servizio dopopartita“che costava alcune migliaia di euro e comprendeva serate in locali di lusso, poi camere in alberghi altrettanti costosi ed escort.

Le indagini, coordinate dalla procuratrice aggiunta Bruna Albertini della Procura di Milano , e delegate dal Nucleo PEF (Polizia economico-finanziaria) delle Fiamme Gialle di Milano, hanno consentito di acquisire un “numero considerevole di elementi di prova” nei confronti degli indagati, i quali avrebbero agito in concorso con altri partecipi dell’associazione, tra cui escort e addetti alle pubbliche relazioni, si legge nel comunicato della Procura di Milano. In particolare, secondo l’accusa, gli indagati “avevano incentrato il proprio business sul reclutamento di donne, tra cui anche escort di professione, disponibili a partecipare agli eventi organizzati e pronte a rendere anche prestazioni di natura sessuale, successivamente remunerate, a favore di una clientela particolarmente facoltosa e disposta a spendere importanti cifre“, tra cui – spiega una fonte – “personaggi molto noti” fra i quali imprenditori e calciatori di Serie A, il cui numero sarebbe nutrito e “consistente“. Si tratta di giocatori non solo residenti in Lombardia, ma anche di calciatori che dopo le partite giocate in trasferta a Milano si concedevano serate bollenti a luci rosse.
L’attività della Guardia di Finanza, che ha riguardato la ricostruzione dei patrimoni illecitamente accumulati dall’organizzazione criminale, ha in particolar modo permesso di rilevare come le fonti reddituali degli indagati, del tutto sproporzionate rispetto a quelle dichiarate, siano di fatto esclusivamente riconducibili al business legato all’organizzazione di eventi. Durante le indagini, come spiega una nota della procura, sono state raccolte molte prove sul ‘modus operandi’ dei quattro indagati, che avrebbero agito insieme ad altre persone, tra cui escort, ragazze immagine ed addetti alle pubbliche relazioni di locali della Milano by night.
Oltre agli arresti è scattato il sequestro preventivo finalizzato alla confisca del profitto del reato di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, per un valore di oltre 1,2 milioni di euro. La società metteva a disposizione pacchetti “all inclusive” con serate in locali della movida e poi camere in alberghi di lusso. Una possibilità concessa dietro il pagamento di “migliaia di euro”. Nell’ordinanza della giudice per le indagini preliminari di Milano Chiara Valori sarebbero riportati i nomi dei clienti noti.





