Con una nota ufficiale la terza commissione del Consiglio Superiore della Magistratura presieduta dal magistrato Marcello Basilico ha rigettato anche la seconda versione predisposta dagli uiffici della Regione Puglia contenente la richiesta di autorizzazione dall’ ex presidente della regione Michele Emiliano ad assumere l’incarico di consigliere giuridico del presidente in carica, Antonio Decaro. Adesso sarà il Plenum del Csm chiamato ad esprimersi per mettere la parola fine al “teatrino” politico. Il problema ostativo è legato ad una norma, prevista dalla legge Severino, che vieta espressamente ai magistrati ordinari di ricevere degli incarichi di consulenza giuridica.
Emiliano al termine del suo mandato di presidente aspirava ad un incarico da assessore esterno nella Giunta Decaro , ma il nuovo governatore pugliese gli ha preferito Eugenio Di Sciascio. A seguito di questa amara decisione subita, Michele Emiliano aveva chiesto un prolungamento dell’aspettativa di cui gode dal 2003,, aveva chiesto precedentemente di essere collocato fuori ruolo dal Csm, ma anche questa richiesta gli è stata rifiutata in quanto la collocazione fuori ruolo, può essere concessa soltanbto nel caso in cui l’incarico esterno possa portare dei benefici sulla futura attività da magistrato.
Qualora non si dovesse arrivare ad una soluzione, all’ex pm Emiliano, che a luglio compirà 67 anni, rimarrebbero due opzioni: optare per la pensione anticipata o il collocamento in un tribunale fuori dalla Puglia e dalle regioni confinanti. Il Pd ha promosso un seggio parlamentare alle prossime elezioni politiche del 2027, e quindi si tratterebbe per Emiliano della reale necessità di ottenere una soluzione ponte per non tornare più ad indossare la toga e continuare nella sua attività politica che dura interrottamente da 23 anni.






