Nuova svolta nelle indagini per omicidio colposo sulla morte di Domenico Caliendo, il bambino deceduto all’Ospedale Monaldi di Napoli dopo il trapianto di cuore fallito.Due dei sette medici già iscritti nel registro degli indagati ora dovranno rispondere anche del reato di falso per alcune incongruenze emerse nella cartella clinica. Si tratta del cardiochirurgo Guido Oppido e e la sua collega Emma Bergonzoni secondo operatore dell’équipe che ha operato il piccolo Domenico morto dopo il trapianto di cuore fallito. La Procura di Napoli ha richiesto nei loro confronti la misura interdittiva della sospensione dell’esercizio dalla professione medica.
La compilazione della cartella clinica risulterebbe anomala rispetto a tutta la vicenda e in rapporto alle testimonianze e alla documentazione medica acquisita dai Carabinieri del Nas di Napoli, guidato dal colonnello Alessandro Cisternino.

Gli orari sfalsati di dodici minuti
Secondo quanto emerso dalle indagini , il falso sarebbe contestato sui dodici minuti che intercorrono tra la manovra di clampaggio, che dà l’avvio all’espianto del cuore dal piccolo Domenico, e l’arrivo del nuovo organo, poi risultato parzialmente congelato, lesionato e dunque inutilizzabile. Nella cartella clinica redatta dai due indagati, risulterebbe coincidente l’orario di clampaggio e l’arrivo del nuovo cuoricino in sala operatoria, mentre dalle testimonianze raccolte dagli investigatori e dagli altri atti acquisiti dai Carabinieri del Nas, gli orari sarebbero sfalsati di dodici minuti. Il clampaggio sarebbe stato avviato alle 14.18, mentre l’arrivo del cuore del donatore sarebbe attestato almeno alle 14.30. Su questi aspetti, il chirurgo Oppido (difeso dagli avvocati Alfredo Sorge e Vittorio Manes) e la dottoressa Emma Bergonzoni (difesa dall’ avvocato Vincenzo Maiello) potranno difendersi nel corso dell’interrogatorio preventivo in programma entro fine marzo.
Per i due indagati l’interrogatorio preventivo è fissato a fine mese. Il reato ipotizzato è quello di falso. Il provvedimento è stato richiesto dal procuratore aggiunto Antonio Ricci e dal sostituto Giuseppe Tittaferrante nell’ambito dell’inchiesta sulla morte del piccolo Domenico Caliendo, il bambino deceduto il 21 febbraio dopo sessanta giorni di ricovero in terapia intensiva in seguito ad un trapianto di cuore fallito.
Sequestrato cellulare a infermiera
Nell’ambito delle indagini sulla morte di Domenico, i carabinieri del Nas di Napoli hanno sequestrato un altro cellulare: si tratta del telefono della seconda infermiera perfusionista della sala operatoria del Monaldi, che avrebbe registrato foto e video durante l’intervento di trapianto del 23 dicembre scorso. Il 26 marzo sarà effettuata la copia forense del telefonino della donna, ascoltata come persona informata sui fatti e non indagata. Il contenuto del suo cellulare, però, è ritenuto di interesse investigativo
Due giorni fa la Regione Campania ha reso noto che “l’istruttoria condotta nelle scorse settimane dalla Direzione Generale per la Tutela della Salute ha accertato un quadro di criticità più grave di quanto inizialmente emerso: protocolli di trasporto e conservazione degli organi non aggiornati, mancato utilizzo di dispositivi di conservazione disponibili in Azienda, formazione del personale inadeguata, un clima relazionale interno gravemente deteriorato e preesistente all’evento del 23 dicembre 2025, significativi ritardi nelle comunicazioni alle autorità sanitarie regionali e nazionali. L’insieme di questi elementi configura una problematicità organizzativa sistemica preesistente“.
“Il Presidente ha, quindi, disposto la riattivazione del Servizio Ispettivo Sanitario regionale previsto dalla legge regionale n. 20 del 2015 dando mandato di condurre un’ispezione straordinaria sull’AORN dei Colli. La struttura ispettiva, che si avvarrà anche di professionalità esterne alla Direzione generale della Salute, avrà il mandato di verificare l’organizzazione e l’operato dell’azienda, con l’obiettivo di accertare se le condizioni che hanno reso possibile il tragico evento fossero note o conoscibili e siano state poi adottate le misure necessarie più opportune“.





