Stefano Boeri e altri 6 fra costruttori, architetti e funzionari del Comune di Milano dovranno affrontare un processo per abusi edilizi per la costruzione del BoscoNavigli, il progetto immobiliare di lusso di Scalo San Cristoforo a Milano finito coinvolto nelle inchieste sull’urbanistica della Procura di Milano. La giudice Giovanna Taricco della decima sezione penale del Tribunale di Milano dopo 2 ore di discussione degli avvocati e del pubblico ministero Paolo Filippini, intervenuto brevemente in aula, secondo il quale c’è stata una “violazione di norme primarie nei due reati” contestati, e su questo ha depositato una memoria con ampia giurisprudenza. La termine dell’udienza predibattimentale la giudice Taricco ha deciso di rinviare a giudizio il presidente della Triennale, l’ingegner Marco Nolli, l’ex direttore dello Sportello unico edilizia, Giovanni Oggioni, il co-progettista Giovanni Da Pozzo, il costruttore Cristoforo Giorgi, il dirigente del Comune di Milano, Andrea Viaroli.
La decisione di mandare a processo tutti gli imputati durante l’udienza pre-dibattimentale è stata adottata dalla giudice non appena gli avvocati della difesa ( i legali Giuseppe Iannaccone, Francesco Mucciarelli,Stefano Solida, Davide Steccannella, Francesco Moramarco) hanno terminata di parlare in aula. Respinta la tesi dell’avvocato Francesco Mucciarelli il quale ha sostenuto che “Boeri non ha fatto altro che il progettista e questo dagli atti risulta. Possiamo fare il processo a Boeri ma è un processo inutile per questo chiedo il non luogo a procedere perché il fatto non sussiste“. Respinto anche il teorema difensivo dell’ avvocato Giuseppe Iannaccone che ha sostenuto ripetutamente la buonafede dell’ingegnere Nolli radicata sul “permesso a costruire concesso dal Comune di Milano“ e dalle circolari amministrative che lo rassicuravano sul procedere nel progetto immobiliare. “Lo Stato non può autorizzare BoscoNavigli e poi contestare che ha sbagliato, i cittadini che rispettano i provvedimento della Pubblica amministrazione non possono essere processati”.

Tutti sono chiamati a rispondere delle accuse di cooperazione colposa in lottizzazione abusiva e in abusi edilizi per aver realizzato su un lotto libero di 8mila metri quadrati il palazzo, alto nel punto massimo oltre 40 metri per 12 piani, in assenza di un piano attuativo e in un’area in cui “l’altezza massima dei nuovi edifici non può superare l’altezza degli edifici preesistenti e circostanti”, e di averlo fatto attraverso una convenzione urbanistica mai votata da consiglio e giunta del Comune di Milano.
Tra le imputazioni anche l’utilizzo scorretto del permesso di costruire convenzionato come titolo edilizio e presunti oneri di urbanizzazione sottostimati. Il processo inizierà il prossimo 16 marzo alle 12.30. La discussione dei difensori è stata per tutti incentrata sul cosiddetto «elemento soggettivo» e cioè la consapevolezza di costruttori, progettisti, funzionari pubblici di violare eventualmente delle norme molte complesse in materia edilizio-urbanistica e con diversi orientamenti giurisprudenziali.
Per Boeri, e l’architetto Cino Zucci e altri sei è stata fissata per il prossimo 16 gennaio l’udienza preliminare sul caso della nuova Beic, con le accuse di turbativa d’asta e false dichiarazioni.





