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16 Gennaio 2026 01:03

50 mila euro per chi sogna di aprire un’impresa al Sud

Da settembre parte il conto alla rovescia per i giovani del Sud che sognano di aprire un'impresa. Disponibili 1,25 miliardi fino al 2025 dal Fondo sviluppo e coesione

ROMA –  Subito dopo l’estate, se il Governo manterrà gli impegni rispettando i tempi, chi ha un progetto imprenditoriale nel cassetto  e meno di 35 anni e potrà bussare a Invitalia per chiedere un contributo fino a 50mila euro per coprire le spese per avviare la propria azienda, che in caso di più soci possono diventare 200mila euro .

Dopo lo sblocco nei giorni scorsi delle risorse fino al 2019 da parte del Cipe ed a seguito dell’avvenuta pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto per il rilancio del Mezzogiorno e  il Governo ha ora un mese per approvare il decreto attuativo, adesso è compito del Ministero della Coesione territoriale in concertazione con Mise e Mef  ,  rendere note le modalità per accedere a questo incentivo chiamato volutamente  “Resto al Sud”. La misura se procederà per il verso giusto  diventerà operativa già dal prossimo settembre.

Sarà Invitalia a gestire le domande e valutare la sostenibilità tecnico-economica dei progetti presentati,  dovendo rispondere entro sessanta giorni dalla presentazione del progetto da parte dei nuovi imprenditori under 35 che non dispongano di capitali propri per avviare un’attività. Il capitale offerto arriva fino a 40mila euro, di cui il 35% a fondo perduto ed il resto erogato dalle banche a tasso zero, con il beneficio della garanzia pubblica del Fondo di garanzia per le Pmi . Invitalia dovrà anche stipulare una convenzione con l’Abi – l’associazione bancaria italiana – per le condizioni di concessione dei mutui .

I settori: dall’artigianato al turismo. L’agevolazione riguarda tutte le iniziative imprenditoriali legate all’artigianato, all’industria,  alla pesca, ai servizi (ma restano escluse professioni e commercio) ed  al turismo. I beneficiari non devono risultare già titolari di attività di impresa in esercizio e non devono risultare titolari di un contratto di lavoro a tempo indeterminato presso un altro soggetto,  fino al rimborso del finanziamento pubblico. L’iniziativa mira anche a far rientrare in Italia i meridionali residenti all’estero, i quali possono accedere ai benefici se entro 120 giorni dall’accoglimento della domanda ricollocando la residenza in una regione tra Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Sono previste, inoltre, azioni di accompagnamento da parte di enti pubblici, Università e associazioni del terzo settore.

L’obiettivo è quello di raggiungere una platea di 100mila possibili nuovi imprenditori:1,25 miliardi disponibili fino al 2025 dal Fondo sviluppo e coesione, di cui una prima parte sono stati già sbloccati dal Cipe nella riunione dello scorso 7 agosto.

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