Voto di scambio: la Procura ha concluso le indagini su Michele Mazzarano chiedendo il suo rinvio a giudizio

Voto di scambio: la Procura ha concluso le indagini su Michele Mazzarano chiedendo il suo rinvio a giudizio

Le indagini partirono dopo i servizi di “STRISCIA LA NOTIZIA” e del CORRIERE DEL GIORNO . Piccolo particolare che sfugge ai giornalisti locali, è che “l’indagato” per cui la Procura di Taranto ha richiesto il rinvio a giudizio è soltanto nei confronti di Mazzarano, e che quindi la sua strumentale contro querela di fatto non ha sortito alcun effetto

TARANTO – La Procura di Taranto ha notificato un avviso di conclusione delle indagini ( ex art. 415 bis) per voto di scambio, atto siglato dal procuratore capo, Carlo Maria Capristo e dall’aggiunto Maurizio Carbone , nei confronti di Michele Mazzarano (Pd) l’ex assessore regionale della Regione Puglia, richiedendone il suo rinvio a giudizio, a seguito delle indagini svolte conseguenti all’inchiesta di “Striscia la notizia” ed ai servizi del CORRIERE DEL GIORNO.

Emiliano e Mazzarano

Mazzarano attuale semplice consigliere regionale, ed ex capogruppo del Pd,  si era dimesso dalla giunta guidata da Michele Emiliano lo scorso 22 marzo in seguito al servizio di “Striscia la notizia” in cui un testimone, Emilio Pastore, lo aveva accusato di avergli promesso di assumere i suoi due figli in cambio della concessione gratuita di un locale per la campagna elettorale delle regionali del 2015.

Con una dichiarazione all’ ANSA Mazzarano ha confermato di aver “ ricevuto nei giorni scorsi  l’avviso di conclusione delle indagini da parte della Procura di Taranto in merito alla presunta vicenda risalente alla campagna elettorale regionale del 2015 secondo cui avrei promesso posti di lavoro in cambio di un comitato elettorale. La Procura ha fatto le sue verifiche e io ho contribuito, anche con una mia denuncia, all’accertamento della verità. Sono pronto a fornire ulteriori spiegazioni al fine di ottenere l’archiviazione e sono fiducioso nel lavoro e nel rigore dei magistrati”. Sembra di rileggere le stesse dichiarazioni dei precedenti procedimenti penali da cui Mazzarano si è salvato solo grazie alla prescrizione.

Piccolo particolare che sfugge ai giornalisti locali, è che “l’indagato” per cui la Procura di Taranto ha richiesto il rinvio a giudizio è Mazzarano, e che quindi la sua denuncia strumentale nei confronti di Emilio Pastore, colui che con le sue dichiarazioni a “Striscia” fece venire a galla la torbida vicenda e le squallide dichiarazioni del consigliere regionale massafrese non ha sortito alcun effetto.

Infatti Mazzarano nella sua dichiarazione all’ ANSA non la dice tutta, omettendo di raccontare che è stato  interrogato dalla Procura proprio qualche giorno prima dell’ avviso di conclusione delle indagini ma evidentemente la sua versione non ha convinto il procuratore aggiunto Maurizio Carbone, che ha firmato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari insieme col procuratore della Repubblica, Carlo Maria Capristo.   Alla loro attenzione è finita anche la denuncia di Mazzarano nei confronti coloro che avevano fatto scoppiare il caso. Gli accertamenti delegati agli investigatori Digos della Questura di Taranto, fino a ora sembrano aver riscontrato quanto denunciato dall’ex guardia giurata Emilio Pastore, che non soltanto raccontò la sua storia in tv, ma firmò anche due esposti, diventando di fatto il teste “principale” dell’inchiesta.

A proposito dove sono finiti i “garantisti a gettone” (in particolare un giornalista “esperto” di mazzette ) che sostenevano che Striscia la Notizia cercasse soltanto audience televisivo con la sua inchiesta ?

 

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