"VaticanoGate": ecco le carte riservate che rivelano nuovi indizi

"VaticanoGate": ecco le carte riservate che rivelano nuovi indizi

Lo tsunami giudiziario che fa tremare il Vaticano parte da alcune operazioni finanziarie del 2011. Quando la Segreteria di Stato decide di entrare in affari con il raider italo-londinese Raffaele Mincione. Indagini dei pm del papa su una Sicav del Vaticano nel Granducato, che ha comprato immobili a Londra per centinaia di milioni di euro. Indaga anche l’antiriciclaggio. L’ex procuratore capo di Roma di Giuseppe Pignatone nominato presidente del Tribunale di prima istanza del Vaticano.

ROMA – All’indomani del terremoto giudiziario scoppiato in Vaticano, che vede coinvolto monsignor Mauro Carlino, originario di Lecce che da poche settimane era stato nominato a capo dell’Ufficio Informazione e Documentazione della Santa sede, (e per lungo tempo segretario particolare del cardinale Becciu, già nr. 2 della Segreteria di Stato) , intercettato per settimane, tra i nomi coinvolti dell’ ennesimo scandalo in Vaticano relativo ad una serie di operazioni finanziarie milionarie, negli ambienti vaticani nessuno vuole parlare, commentare.

Unico commento “ufficiale” quello affidato ad  un editoriale diffuso sugli organi di informazione della Santa Sede: “Quanto accaduto sta a testimoniare concretamente che i processi avviati da Benedetto XVI e portati avanti dal suo successore funzionano“.   Circostanza curiosa quella, che fanno notare gli addetti ai lavori, che il decreto non fosse firmato anche dall’altro procuratore di Giustizia da poco promosso dal pontefice, Roberto Zannotti).

La rivelazione dello scandalo  scoperto dal collega Emiliano Fittipaldi del settimanale l’Espresso, riguarda, appunto, un’indagine sulle finanze della Santa Sede, in relazione a delle compravendite immobiliari milionarie effettuate all’estero, un affare da 200 milioni di euro  che riguarderebbe l’acquisto di un immobile alla periferia di Londra, gravato da ipoteche, e spregiudicate operazioni finanziarie compiute nel tempo ed oggetto di denunce depositate dallo Ior e dall’Ufficio del Revisore generale all’ inizio della scorsa estate .

Il settimanale L’Espresso, ha rivelato chenuovi documenti riservati spiegano la genesi dello scandalo. Che potrebbe portare a conseguenze devastanti per dipendenti laici e monsignori di primissima fila. I pm del Papa indagano ora non solo su eventuali irregolarità dell’operazione immobiliare londinese e di quelle della Sicav ma pure su ipotetici giri di denaro che avrebbero arricchito alcuni mediatori e dipendenti vaticani: sono al setaccio trust e depositi sia in Lussemburgo sia in Svizzera, ma è presto per dire se siano stati o meno trovati illeciti“.

I quattro dirigenti sospesi in Vaticano, oltre a monsignor Carlino, sono Vincenzo Mauriello, minutante dell’Ufficio Protocollo, e Fabrizio Tirabassi, minutante dell’Ufficio Amministrativo (due funzionari della Segreteria di Stato)  l’ addetta all’amministrazione Caterina Sansone ed il direttore dell’Aif Tommaso Di Ruzza . Il Corpo della  Gendarmeria di Stato Vaticana guidato da Domenico Giani ha sequestrato documenti e computers per effettuare degli accertamenti sui finanziamenti milionari avallati dall’autorità di vigilanza Aif e dalla Segreteria di Stato, il dicastero della Curia che collabora più da vicino con il Papa e che da agosto 2018 è guidato dall’arcivescovo venezuelano Edgar Peña Parra.

monsignor Mauro Carlino

Monsignor Mauro Carlino, capo dell’Ufficio informazione e Documentazione dell’organismo che ha sede nel Palazzo Apostolico, e Tommaso Di Ruzza  il direttore dell’Aif  come si legge nella nota firmata da Gianipotranno accedere nello Stato esclusivamente per recarsi presso la Direzione Sanità ed Igiene per i servizi connessi, ovvero se autorizzati dalla magistratura vaticana. Monsignor Mauro Carlino continuerà a risiedere presso la Domus Sanctae Marthae“.

In passato prima dell’arcivescovo venezuelano come sostituto per gli Affari Generali, c’era il cardinale Giovanni Angelo Becciu, nominato in quel ruolo il 10 maggio 2011 da Benedetto XVI e diventato pochi mesi fa prefetto per la Congregazione delle Cause dei Santi. Papa Francesco secondo a quanto riporta l’Espresso  è stato avvertito all’inizio dell’estate dai vertici dello Ior e dal Revisore generale di possibili crimini finanziari avvenuti negli ultimi anni” ed è per questo che disposto un’approfondita indagine senza riguardi per alcuno che al momento vede coinvolte cinque persone, tra le quali figura anche monsignor Carlino.

Per la cronaca, non è la prima volta che qualcuno vuole vederci chiaro in Vaticano sul fondo segreto della Segreteria di Stato: tra il 2013 e il 2014 i commissari della Cosea, la commissione voluta dal Papa per mettere ordine tra gli enti economici del vaticano, e in particolare membri come la “papessa” Francesca Immacolata Chaoqui e Jean-Baptiste de Franssu, oggi presidente dello Ior, avevano chiesto le carte riservate dell’operazione immobiliare. Senza mai riuscire, sembra, ad ottenere alcunchè.

Nel capoluogo salentino, la notizia dell’indagine che vede coinvolto monsignor Carlino, ha destato scalpore Ieri alcuni amici leccesi hanno cercato inutilmente di mettersi in contatto con don Mauro, per dimostrargli vicinanza e affetto. Persino l’arcivescovo monsignor Michele Seccia con una nota  ha manifestato “vicinanza a don Mauro e alla sua famiglia“.

Questo autentico “terremoto” giudiziario in Vaticano è stato suggellato dalla nomina di Giuseppe Pignatone    a presidente del Tribunale di prima istanza del Vaticano. L’ex procuratore capo della Procura di Roma sarà quindi chiamato ad occuparsi anche sul fascicolo prodotto dall’inchiesta in corso affidata al promotore di giustizia Gian Piero Milano e all’aggiunto Alessandro Diddi  se e quando gli elementi acquisiti sfoceranno un processo.

Gli inquirenti del Vaticano dovranno accertare e chiarire è se qualcuno ha operato in proprio o se lo faceva sotto  la copertura di personalità ancora più in alto. Già ora si può dire però che l’avere scoperto, come riferisce il collega Emiliano Fittipaldi  dell’ Espresso, che in Inghilterra esiste una società denominata London 60 Sa Limited costituita nel marzo 2019, il cui amministratore è mons. Carlino e la cui direttrice è Caterina Sansone, facente parte dell’amministrazione della Segreteria di Stato ed egualmente nel mirino delle indagini vaticane, esula totalmente dalle funzioni ecclesiastiche di entrambi .

Se qualcuno li ha autorizzati a fare operazioni milionarie sul mercato immobiliare britannico, è pressochè certo che altre teste più importanti dovranno cadere. La prima sensazione è quella che ancora oggi dentro le mora di  Città del Vaticano esistano feudi finanziari indipendenti che non hanno imparato nulla dai disastri del passato. Circostanza questa che ripropone la questione se il famoso Segretariato per l’Economia, un tempo diretto dal cardinale Pell, non debba avere sul serio un controllo preciso sui bilanci e le finanze di tutte le amministrazioni della Santa Sede.

Una nomina come quella di Pignatone non si decide in poche ore, mette in rilievo la decisione rigorosa adottata da Papa Francesco indica la volontà del pontefice argentino di riorganizzare al massimo l’amministrazione della giustizia nello Stato vaticano, improntandola ad un rigore estremo nei confronti di corruzione e malversazioni. Che un protagonista di primo piano della lotta alla mafia e alla ‘ndrangheta, come Giuseppe Pignatone magistrato che conosce molto bene i tentacoli dell’ambiente mafioso-politico di una Capitale così contigua allo stato d’Oltretevere, diventi “giudice papale” è un segnale di indubbia rilevanza.

Pignatone che da procuratore capo di Roma si è già occupato di inchieste che hanno coinvolto il Vaticano, come quelle sullo Ior e sulla scomparsa di Emanuela Orlandi potrebbe essere il presidente della Corte ed in ogni caso sarà lui a decidere chi condurrà il processo. “È un’esperienza del tutto nuova e straordinaria. Ringrazio il Santo Padre per la fiducia che mi onora e mi commuove” ha commentato Pignatone alla notizia della nomina.

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