Taranto. Ambiente, democrazia e dintorni...

Taranto. Ambiente, democrazia e dintorni...

Molti dimenticano che dal 2013 l’ ILVA in amministrazione straordinaria ha speso 500 milioni di euro per bonifiche e ristrutturazioni ambientali per lo stabilimento di Taranto, a cui andranno ad aggiungersi i circa 300 milioni di euro per la copertura dei parchi minerari, i cui lavori sono partiti con un anticipo di due anni sulle date prefissate grazie alla oculatezza dell’ ex-ministro Carlo Calenda.

di Antonello de Gennaro

Come tutti i nostri lettori ben sanno, questo giornale non ha mai pubblicato la valanga di comunicati stampa diffusi dalle pseudo-associazioni ambientaliste di Taranto, animate e popolate da squallidi anonimi personaggi, privi di alcuna competenza e sopratutto alla ricerca di protagonismo ed esibizionismo mediatico. Qualcuno anche con problemi con la giustizia. Lo abbiamo fatto soltanto per garantire ai nostri lettori un’informazione equilibrata, seria ed attendibile, documentata e fondata sulla base di studi e ricerche scientifiche comprovate, come ad esempio dell’ Istituto Superiore di Sanità del Ministero della Salute che l’anno scorso attestò che Taranto è addirittura meno inquinata del centro di Roma o di Milano !

Abbiano preferito lasciare “sguazzare” questi squallidi personaggi sulle pagine di giornaletti e siti locali a caccia di encomi del nulla, o di donazioni  online pur di sopravvivere. Abbiamo letto dei “falsificatori” del voto elettorale (con tanto di sentenza di condanna del tribunale di Taranto) atteggiarsi ad ambientalisti e far diventare “protagonisti” qualche magistrato di campagna , o ancor peggio quale giudice che aveva un parente che lavorava come fornitore per l’ ILVA, fino a poco tempo prima delle sentenze (tutte annullate dalla Suprema Corte di Cassazione)  del proprio illustre…parente.

Abbiamo visto diversi giornalisti nascondersi grazie al segreto istruttorio dalle intercettazioni della Guardia di Finanza che comprovavano di essere stati sul libro paga di Girolamo Archinà, il grande “corruttore” e manipolatore dell’informazione locale di Taranto. E soltanto qualcuno di loro ha “pagato” disciplinarmente, mentre uno di loro, e parlo di Michele Mascellaro ex direttore di Taranto Buona Sera, il quale si è sinora nascosto sfuggendo al previsto (dalla Legge) giudizio disciplinare dell’ Ordine dei Giornalisti di Puglia,  si è salvato con l’imminente prescrizione, con sostegno e l’aiuto dei soliti quattro “sindacalisti del quartierino”… baresi ed aggregato di campagna.

La stragrande maggioranza degli “ignoranti”  tarantini (cioè di coloro che non sanno di cosa parlano) non sa che l’economia del territorio di Taranto e della sua provincia si regge direttamente ed indirettamente all’ 80% sullo stabilimento siderurgico dell’ ILVA di Taranto, dove per oltre 50 anni la gente ha fatto carte false pur di entrarci a lavorare. Uno stabilimento dove lavorano migliaia persone, molte  prossime alla pensione che grazie a Dio non si sono ammalate di alcun male grave ed incurabile.

Il 14 dicembre 2016  la collega Margherita De Bac, così scriveva sul CORRIERE DELLA SERA: ” I test di laboratorio effettuati sul materiale prelevato nelle centraline di via Regina Elena a Roma e di due postazioni ( quartiere Tamburi e Statte n.d.r.)  a Taranto non hanno mostrato differenze. Eppure il confronto è con un centro portuale, ad alta intensità di traffico pesante. “La situazione è abbastanza rassicurante per Taranto. Lo studio riguarda gli ultimi due anni, le tracce di inquinanti sono sovrapponibili alle grandi metropoli” ha detto Walter Riciardi, presidente dell’ Iss , citando anche la centralina di Corso Francia. Ma a Roma dobbiamo sentirci altrettanto “abbastanza rassicurati” ? No, perchè qui non ci sono altiforni siderurgici ma troppo traffico e impianti di riscaldamento da svecchiare”

 

 

Pochi si chiedono come mai i più grandi centri di cura contro queste maledette malattie pressochè incurabili, si trovino a Roma, a Milano. Pochi si soffermano a controllare e leggere le statistiche ufficiali, per molti risulta più facile farsi pagare da qualche “politicante”, grazie ai rimborsi (soldi pubblici) per la propaganda, per affiggere propri cartelloni pubblicitari con i quali cercavano di portare le loro campagne di propaganda politiche, sfruttando persino dei poveri bambini incolpevoli. Eppure è facile capirlo: quel maledetto male incurabile si diffonde dappertutto, senza distinzioni geografiche, senza distinzioni di città, classe sociale e lavoro.

Molti dimenticano che dal 2013 l’ ILVA in amministrazione straordinaria ha investito sinora 500 milioni di euro per bonifiche e ristrutturazioni ambientali per lo stabilimento di Taranto, a cui andranno ad aggiungersi i circa 300 milioni di euro per la copertura dei parchi minerari, i cui lavori sono partiti con un anticipo di due anni sulle date prefissate grazie alla oculatezza dell’ ex-ministro Carlo Calenda.

Molti a Taranto parlano, o meglio, si sono riempiti la bocca di riconversione, di turismo, di parco giochi, dimenticando che ILVA era ed è rimasta una industria “privata” e che in una società dove esiste la libertà d’impresa, il diritto ad imprendere, nessuno ha il diritto di decidere cosa dover fare con qualcosa che è ed appartiene a degli altri. E sopratutto nessuno ha il diritto di giocare con la vita delle famiglie dei 20mila addetti (fra dipendenti diretti dell’ ILVA e quelli dell’appalto) e nessuno ha il diritto di condizionare la vita e le sorti delle 300 società pugliesi che lavorano per ILVA di Taranto, molti dei quali hanno effettuato ingenti investimenti in macchinari, attrezzature e formazione del personale, ed aspettano ancora oggi di essere pagati.

Se qualcuno a Taranto si è fatto letteralmente prendere per il c…o da Beppe Grillo, , da Gigetto Di Maio, da Di Battista, dall’accoppiata Furnari e Labriola (ricordate di lei…1 solo voto nel M5S alle comunali di 5 anni fa ! ) cioè da un branco di ex-disoccupati “telepilotati” e “telecomandati” da una società informatica di Milano (la Casaleggio) , per poi ad arrivare al commercialista che si fa chiamare “professore” senza esserlo (Mario Turco), al portaborse diventato deputato (Giovani Vianello) ecc., perdonatemi questo qualcuno  è causa del proprio male. Hanno investito dando fiducia ad un’ “azione” (il M5S) priva di alcun valore e perso tutti i loro risparmi (cioè i voti), metaforicamente parlando, ovvero le loro aspettative, le promesse ricevute.

 

 

Ieri a Taranto qualche sparuto centinaio di persone hanno manifestato incivilmente,  hanno circondato l’on. Rosalba De Giorgi (M5S)  ed insultata,  gridandole “Assassina“. La parlamentare, scortata dalla Polizia, ha dovuto rapidamente abbandonare piazza della Vittoria . Un’aggressione violenta frenata per fortuna dalle forze dell’ordine immediatamente intervenute,  esattamente come accadde a suo tempo con l’on. Michele Pelillo (Pd) all’uscita dell’inaugurazione del Museo MarTa, aggressione per la quale alcuni pseudo ambientalisti ed esponenti anche del Comitato Cittadini Liberi e Pensanti che oggi continuano a manifestare la propria inciviltà sono finiti sotto processo.

Come è pubblico e noto a tutti, io non condivido nè la politica, nè la scelta dell’ amica Rosalba De Giorgi di impegnarsi e candidarsi nel M5S , ma la rispetto. Si chiama “democrazia“. E sopratutto Rosalba è una persona per bene, una donna, che non meritava assolutamente quello che è accaduto ieri.

Vedere quello che è accaduto ieri a Taranto a Rosalba De Giorgi mi ha fatto letteralmente vergognare di essere nato in quella città. Mi ha fatto provare uno “schifo” totale nei confronti di quella “feccia” umana che ha manifestato in maniera indegna ed incivile in piazza della Vittoria, ma mi ha fatto anche sperare che tutto ciò possa far riflettere una volta per tutte, i tarantini quando andranno a votare la prossima volta. Taranto merita ben altro. Taranto merita di tornare ai livelli socio-economici, politici, sportivi che l’avevano resa negli anni ’70-’80 come una delle più belle ed invidiate città d’ Italia. Nonostante ci fosse l’ ILVA…..

Se tutti quanti lo vogliamo, quella città può risorgere e tornare ad essere la “nostra” Taranto. Ma dobbiamo volerlo tutti, senza se e senza ma, lasciando da parte invidie, rabbia, rancore, e giochetti politici dallo squallore più vergognoso, a partire da Palazzo di città.

Sperando di poter contare su una ritrovata legalità e sulla massima attenzione della magistratura, quella libera ed indipendente, che non insabbia nei propri cassetti le indagini delle forze dell’ ordine, come purtroppo accaduto sino a qualche giorno fa.

 

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