Un altra perdita per Taranto. Si è spento Emanuele Papalia

di Antonello de Gennaro
Si è spento ieri sera poco dopo le ore 20 a Taranto Emanuele Papalia  a causa di un male incurabile uno dei “protagonisti” della vita economica jonica. Aveva 75 anni.Da Presidente provinciale della Confcommercio di Taranto, aveva raggiunto il vertice delle Unione Regionale del Commercio poi,  e da Presidente della Camera di Commercio jonica, aveva ricoperto la carica di vicepresidente dell’ Uniocamere, l’organismo che riunisce tutte le camere di commercio d’ Italia.
Quando diedi vita alla nostra iniziativa editoriale che ha riportato in vita il nostro storico quotidiano, Emanuele Papalia chiese ad un comune amico di incontrarmi, di conoscermi, e quando ci vedemmo nel suo ultimo ufficio di Corso Umberto , mi parlò di mio padre e del suo rapporto di deferenza e stima che aveva avuto con lui era quando era in vita.
Conoscendo la mia “passione” professionale per i documenti volle mostrarmi e consegnarmi copia di tutte le documentazioni in suo possesso inerenti alla sua presidenza prima al vertice della Confcommercio di Taranto, alle sue iniziative, e poi alla presidenza della Camera di Commercio di Taranto. Si instaurò fra di noi un immediato rapporto di simpatia umana a pelle, consolidatasi successivamente anche con suo figlio Antonello, nonostante una precedente incomprensione generatasi dettata dal fatto che non ci conoscevamo.

Emanuele Papalia era un entusiasta, amava “fare” più che parlare, e sopratutto amava Taranto, la sua, la mia, la nostra città. Come tutte le persone del fare ha avuto qualche “incidente” di  percorso da cui è sempre uscito a testa alta. Con lui si era creato un rapporto particolare di simpatia e reciproco rispetto, perché eravamo figli della stessa città ma perchè al contrario di tanti altri aveva rispettato sin dal primo momento la mia indipendenza e dedizione per la ricerca della verità.

Papalia era un “personaggio”  molto conosciuto in città anche per il suo impegno e la passione per il Taranto Calcio, in cui voleva coinvolgermi, ma fui costretto a declinare il suo invito per il mio impegno giornalistico diviso fra due città, Taranto e Roma che non mi permetteva ulteriori distrazioni. Non potrò mai dimenticare che Emanuele Papalia fu uno dei primi a telefonarmi quando mi incendiarono l’auto,  per esprimermi la sua solidarietà e vicinanza, dicendomi “Antonello posso fare qualcosa per te ? Sono a tua disposizione“. Una telefonata che mi aprì il cuore e che non potrò mai dimenticare. Una telefonata che molti “finti” amici dell’ultima ora non fecero mai.
 
Non posso che ricordarlo oggi come una persona amica, gentile, educata, affettuosa, sorridente con un amore sconfinato per Taranto. Alla sua famiglia, ai figli ed in particolare ad Antonello vanno le mie più sincere condoglianze ed un forte abbraccio da parte di tutti noi del CORRIERE DEL GIORNO di cui è sempre stato un attento lettore ed estimatore.  I funerali saranno celebrati oggi alle 17 nella Parrocchia del Carmine di Taranto.
 
Ciao Emanuele, buon viaggio e riposa in pace.



La "parentopoli" di Taranto: ecco tutti i nomi dei parenti illustri...

di Antonello de Gennaro

Dalle registrazioni trasmesse da Striscia la Notizia sulle conversazioni ed affermazioni di Michele Mazzarano, il consigliere regionale del PD di Massafra (Taranto)  dimessosi da assessore dopo la vicenda del voto di scambio finita in Procura a Taranto, sono emerse non poche strane coincidenze relative ai dipendenti di aziende che gravitano intorno alla ASL di Taranto. . Nella puntata andata in onda ieri sera (vedi QUI) , l’inviato Pinuccio ha fornito alcuni elementi per evidenziare un giro di parentele “illustri” tutti assunti presso un azienda informatica tarantina

Il CORRIERE DEL GIORNO è in grado di rivelarvi tutti i nomi, come sempre in “esclusiva”Pinuccio in apertura del servizio ha parlato del “fratello di un politico di spessore dell’ Ente Provincia di Taranto” e cioè di Giovanni Tamburrano, fratello di Martino Tamburrano ( Forza Italia) attuale presidente della Provincia di Taranto, il quale ci ha precisato che “mio fratello lavora alla SINCON dal 2001“.

Giovanni Gugliotti e Pinuccio

Dopodichè l’inviato di Striscia ha parlato dellamoglie di un Sindaco di un Comune vicino a Taranto”, e cioè della signora Gianna Ludovico, moglie di Giovanni Gugliotti Sindaco di Castellaneta che abbiamo provato a contattare lasciandogli persino dei messaggi in segreteria telefonica a cui ha fatto seguito soltanto un laconico silenzio. Nessuna risposta.

Dopodichè si è parlato del “cugino di un ex-consigliere della Provincia di Taranto, già candidato sindaco in un Paese” che sarebbe Domenico Miccolis , cugino di Vito Miccolis candidato sindaco di Massafra nel 2011 ed ex consigliere provinciale del Partito Democratico .

Altri due riferimenti sono stati fatti a 2 esponenti del coordinamento del PD di Massafra, che sarebbero Piermario Pagliari e Gianpiero Pagliari, entrambi legati al gruppo di Michele Mazzarano, che fanno capo alla corrente Fronte Democratico che fa capo a  Michele Emiliano. Come meravigliarsi quindi quando un cittadino manda un mail-PEC al presidente della Regione Puglia e nessuno gli risponde dopo quasi due anni ? Trattasi di politica “monnezza” !

 

Ma nella SINCON hanno trovato lavoro facilmente anche non pochi parenti illustri” di dirigenti dell’ ASL Taranto. Come “il figlio di un ex direttore amministrativo dell’ ASL Taranto” che sarebbe il “rampollo” Giuseppe Mancini, figlio del dr. Massimo Mancini, ( a lato nella foto)  attuale direttore direttore amministrativo dell’ Ospedale Oncologico di Bari.

La lista dei parenti elencati da Pinuccio continua con “2 cognati di un dirigente area invalidità ASL” . Il dirigente in questione è Nehludoff Albano responsabile Sistemi Informativi e Telematici e Commissione Invalidità dell’ ASL Taranto, che ha sistemato la cognata Rita Palmisano e lavora nello stesso settore (invalidi) del parente “illustre” , mentre l’altro cognato Giovanni Lombardi  lavora per la VIS vigilanza chiaramente sempre presso l’ ASL.

Fra i riferimenti emersi nel servizio di Striscia la Notizia, si parla anche della “figlia di un responsabile di dipartimento, sempre dell’ ASL Taranto” che sarebbe Nicoletta Pisconti figlia del dottor  Salvatore Pisconti responsabile dipartimento oncoematologico dell’ ASL Taranto. Quindi Pinuccio  è parlato di una famiglia “marito e moglie che lavorano all’ ASL ed i due figli che lavorano in un’azienda che prende appalti” e cioè di Francesco e Marica  Gravina  figli di Giovanni Gravina (Organismo Indipendente di Valutazione ASL Taranto) ed Aurora Ciulli ( Staff Ufficio Gestione Amministrativa del Personale Convenzionato ASL Taranto) .

Concludono la “carrellata” della puntata di Parentopoliil figlio e genero di una dipendente dell’ area tecnica dell’ ASL, che ha sistemato l’altro figlio in una società che fa vigilanza che prende appalti sempre dall’ ASL“. La dipendente sarebbe  Piera Fiorentino segretaria dell’Ing. Paolo Moschettini (area Gestione TecnicaASL di Taranto), la quale ha “sistemato” la  figlia Claudia Galluzzo che è sposata con Giannico Andrea anch’egli dipendente  della stessa società che lavora per l’ ASL.  E Gianluca Galluzzo l’altro figlio della Fiorentino  lavora invece alla VIS. Un vero “cuore di mamma” !

Pinuccio si è recato presso la società informatica tarantina, il cui amministratore unico Antonio Nicola Galeone (a lato nella foto)  che vi lavora  dal 1989, ha preferito non farsi trovare e non rispondere ad eventuali domande e richieste di chiarimenti. Avrà forse qualcosa da nascondere ? L’inviato di Striscia la Notizia ha correttamente ricordato che la società in questione è una società privata e quindi libera di assumere chi vuole, solo che quando assume parenti dei propri principali clienti, forse è necessario soffermarsi a fare qualche considerazione di ordine morale. Per gli aspetti legali è “competenza della Procura” come ama ricordare il Procuratore capo di Taranto, dr. Carlo Maria Capristo

Facendo qualche ulteriore ricerca abbiamo trovato qualcosa di pruriginoso. Infatti proprio Galeone, nel 2010 fu unico destinatario, del provvedimento giudiziario con il quale il pm Enrico Bruschi chiese il rinvio a giudizio a carico della società, e della Asl di Taranto ipotizzando  i reati di “Abuso d’ufficio e frode in pubbliche forniture a vario titolo le contestazioni“.

La gestione dei servizi informatici dell’ ASL Taranto venne affidata attraverso una convenzione diretta. Qualche anno  dopo scattata l’inchiesta  gli investigatori eseguirono delle perquisizioni negli uffici della direzione generale dell’azienda sanitaria e in tutti  gli ospedali. Volevano verificare l’iter attraverso il quale il servizio di informatiz­zazione della ASL era stata affidato e le modalità con le quali il  servizio era stato espletato. Al centro delle indagini un appalto per la fornitura di servizi di help disk per un valore di oltre 2 milioni e mezzo di euro. Gli investigatori coordinati dalla Procura tarantina nel corso delle indagini hanno ascoltato  numerosi dipendenti della società  che lavoravano distaccati presso le varie sedi dell’Azienda sanitaria locale. Hanno inoltre acquisito numerosi documenti riguardanti la convenzione tra ASL e la società, fatture, progetti per la realizzazione della rete informatica.

Ma come dicevano i Greci “Se Atene piange Sparta non ride…”. Infatti i principali oppositori della gestione della Camera di Commercio di Taranto, e cioè i vertici della CONFCOMMERCIO  TARANTO che in queste ore stanno festeggiando l'”inchiesta Parentopoli“, in realtà hanno ben poco da sorridere. Anche loro hanno non pochi scheletri negli armadi, anche nei rapporti con Michele Mazzarano e con il suo predecessore Loredana Capone, per l’erogazione “allegra” di contributi da parte della Regione Puglia e la eccessivamente costosa progettazione e realizzazione di portali internet pressochè inutili ed abbandonati al loro destino, a spese del contribuente.

Soldi che guarda caso finivano sempre nelle casse della società e consorzi gestiti e controllati da Aldo Manzulli (un professore di istituto tecnico) la cui società di famiglia INFOSYSTEM è pressochè inattiva vicina al fallimento e che ora opera con nuove società dal nome simile, la INFOSYSTEM SMART SECURITY. Ma questo ve lo racconteranno nelle prossime puntate di questa inchiesta.

E possiamo garantirvi sin d’ora che anche alla CONFCOMMERCIO di Taranto avranno ben poco da ridere e festeggiare…

Lunedì andrà in onda su STRISCIA LA NOTIZIA una nuova puntata dedicata alle altre società che lavorano con l’ ASL Taranto specializzate in sistemare gli “amici degli amici

LE PUNTATE DELL’INCHIESTA LE TROVATE NELL’APPOSITA SEZIONE “LE INCHIESTE DEL CORRIERE” (Vedi QUI

P.S. CHIARAMENTE IL CORRIERE DEL GIORNO E’ SEMPRE A DISPOSIZIONE DEI LETTORI O DELLE PERSONE CITATE PER EVENTUALI RETTIFICHE E/O PRECISAZIONI DA FORMULARSI NELLE FORME E TERMINI PREVISTI DALLE NORME DI LEGGE SULLA STAMPA.




Mentre la Camera di Commercio di Taranto ignora il suo futuro, la politica inizia la campagna elettorale

Ieri mattina, presso la Cittadella delle imprese di Taranto,  il Presidente della Camera di commercio di Taranto, Luigi Sportelli, ha consegnato nella Sala Monfredi al Comune di Taranto il Piano operativo di sviluppo del Distretto Urbano del Commercio di Taranto (DUC) elaborato dall’Ente insieme al consigliere camerale Vito Lobasso, presidente di Confesercenti Taranto, associazione che ha fortemente collaborato alla definizione del Piano camerale.

A ricevere il progetto non era presente come annunciato il Sindaco ma i due neo- assessori , Giovanni Guttagliere e Giovanni Cataldino, nominati da qualche giorno dall’ennesima Giunta Stefàno,  rispettivamente alle Attività produttive ed all’Urbanistica cioè i due settori sulla carta maggiormente coinvolti nell’attuazione,  i quali hanno preso l’impegno  a parole…. visto che in realtà avranno solo 6 mesi  in vista delle prossime elezioni comunali per “avviare rapidamente le prime azioni consequenziali“. L’ennesima passerella pre-elettorale ?

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Presenti alcuni consiglieri camerali in rappresentanza di diversi i comparti economici, organizzazioni delle categorie economiche e sindacali (fra le quali ancora un volta assente la Confcommercio di Taranto ) operatori commerciali, ed alcune associazione operanti nell’ambito della promozione del territorio tarantino (con pochi risultati)

Cinque anni fa – ha esordito il Presidente Sportelli – introdussi il concetto di Intelligenza Economica Territoriale (IET) quale modalità di confronto sia fra le Istituzioni di un territorio, sia fra istituzioni e stakeholder in merito alle priorità di sviluppo locale, individuazione delle soluzioni e pianificazione condivisa delle azioni necessarie. Il Piano operativo di sviluppo del Distretto Urbano del Commercio di Taranto (DUC) è uno dei più concreti esempi di questo approccio” ha aggiunto Sportelli. “Nel 2015 la Camera di commercio di Taranto, a ciò sollecitata dai consiglieri camerali in rappresentanza del comparto commerciale e dalle altre principali Associazioni di categoria, ha, infatti, inserito nella propria programmazione pluriennale l’obiettivo di promuovere e sostenere la costituzione di DUC nella provincia di Taranto”.

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L’ Ente camerale jonico, dal futuro incerto a seguito della riforma legislativa nazionale sulle Camere di Commercio, ha manifestato al Comune di Taranto, soggetto che promuove il DUC del capoluogo presso la Regione Puglia, come previsto dalla normativa regionale, la disponibilità a svolgere un ruolo attivo nella compagine operativa a livello locale, predisponendo, in collaborazione con Confcommercio e Confesercenti, i documenti tecnici di sviluppo del Distretto anche sulla base degli atti di indirizzo dell’Amministrazione comunale.

Riunendo competenze diversificate, attraverso l’ascolto di Focus Group di imprese e consumatori, la Camera di commercio ha elaborato un Piano che, partendo dall’individuazione iniziale di 5 Centri del Commercio Naturale (aree simili per configurazione urbana e vocazione commerciale prevalente), razionalizzati poi in 2 Centri (Città Vecchia/Borgo e Tre Carrare/Solito/Italia –Montegranaro), rappresenta un progetto unico nel suo genere, se posto a confronto con simili elaborazioni realizzate a livello nazionale, e fortemente innovativo. Esso costituisce, altresì, strumento operativo fondamentale per una programmazione ed una esecuzione efficaci delle politiche di intervento nel settore” commenta il Presidente Sportelli.

Il Piano di DUC consegnato oggi al Comune ha come ambito di riferimento primario lo sviluppo delle attività e gli intrecci delle piccole e medie imprese del commercio, dell’artigianato e dei servizi. Si posiziona, inoltre, tra tutti quegli interventi utilizzati per rilanciare l’immagine urbana non solo a livello estetico-architettonico, ma anche a livello culturale, sociale, economico e ambientale, finalizzato a un incremento della qualità della vita dei residenti e dell’accoglienza turistica, specificamente volte a sostenere le attività commerciali nelle aree individuate.

Non solo – conclude il Presidente della Camera di commercio di Taranto -, integrandosi con le policy urbanistiche locali e le norme nazionali e comunitarie (legge n.20/2015, Europa 2020) il DUC di Taranto offre una prospettiva che, se ben attuata, va anche oltre la tanto auspicata ripresa del commercio, proiettando Taranto in un panorama internazionale di città del futuro e Smart City”.

Nel comunicato stampa ricevuto dalle redazioni giornalistiche si legge che “a partire da questo assunto, l’Ente camerale continuerà a svolgere l’importante azione sussidiaria sin qui condotta, insieme al Comune di Taranto, a sostegno delle piccole e medie imprese operanti sul territorio”. Resta da capire quale sarebbe stata “ l’importante azione sussidiaria sin qui condotta, insieme al Comune di Taranto” di cui per dovere di cronaca non vi è in realtà alcuna traccia.

Così come non si capisce ancora chi sia l’addetto stampa della Camera di Commercio, e quello del Comune di Taranto enti pubblici che continuano a dimenticare e calpestare il rispetto della Legge 150/2000.  Sino a quando ?




Sequestrato dalla Guardia di Finanza a Taranto yacht della famiglia Basile, imprenditori nel settore carburanti

nella foto il Cap. Vincenzo Casaregola

nella foto il Cap. Vincenzo Casaregola

E’ bastato l’arrivo a Taranto del nuovo Procuratore capo dr. Capristo per far uscire da qualche cassetto della procura un fascicolo “dormiente” relativo un’indagine svolta dalla Sezione navale di Taranto del Roan della Guardia di Finanza di Bari, comandata dal Cap. Vincenzo Casaregola,  nei confronti della nota famiglia Basile, la cui società Basile Petroli spa è la prima azienda a Taranto per fatturato (oltre 200 milioni) ma non per utili, società concessionaria a Taranto  del Gruppo Eni per la vendita e distribuzione di carburanti e lubrificanti

Questa mattina è stato sequestrato su disposizione della Procura di Taranto, convalidato dal Gip dr.ssa Vilma Gilli del Tribunale di Taranto  lo yacht ormeggiato al Molo S. Eligio che era piantonato sin dalle prime ore dell’ alba dai finanzieri. Già in passato le Fiamme Gialle avevano tenuto sotto controllo lo yacht “Delphinus” dei Basile riscontrando la frequente presenza a bordo di un magistrato della Procura  e di un alto ufficiale dell’ Arma dei Carabinieri di Taranto. I finanzieri hanno accertato che la famiglia Basile aveva intestato la barca ad una propria società di noleggio, ma in realtà la utilizzava per esclusivo uso personale, scaricando sui conti della società l’utilizzo vacanziero, abbattendo la propria tassazione e quindi navigando a costo del contribuente.


Schermata 2016-08-12 alle 18.06.03Lo yacht Delphinus,
 di proprietà di fatto della famiglia Basile, attraverso una società fittizia, è una delle più grosse imbarcazioni da diporto presenti nel porto di Taranto, era stata anche fermata sanzionata dai finanzieri in occasione della processione a mare per i festeggiamenti a mare di San Cataldo il patrono della città dei due mari.

Alle 16:26 di oggi la Guardia di Finanza ha reso noto i dettagli dell’operazione, da noi pubblicata con ben tre ore di anticipo su tutti gli organi d’informazione pugliese,  con un comunicato stampa  che riproduciamo testualmente:

” Nella mattinata di oggi, 12 agosto 2016, le Fiamme Gialle della Sezione Operativa Navale di Taranto, su delega della locale Procura della Repubblica, hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo di uno yacht di lusso, di circa 17 metri, del valore di 150.000 Euro, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari all’esito di specifiche indagini scaturite da un controllo fiscale eseguito proprio dalle stesse Fiamme Gialle nei confronti di un’azienda tarantina operante nel settore della locazione di unità da diporto.

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In particolare, nel corso delle citate attività ispettive, avviate a seguito di numerosi controlli in mare, i Finanzieri del Reparto Navale Jonico, scoprirono un articolato sistema di frode, finalizzato all’evasione fiscale, con il quale una famiglia tarantina (Basile – Basile Petroli n.d.r. CdG) utilizzava per scopi esclusivamente privati un’imbarcazione di lusso che, invece, avrebbe dovuto essere impiegata per fini commerciali.

In buona sostanza, si mascherava l’utilizzo personale stipulando finti contratti di locazione (per altro a prezzi inferiori a quelli di mercato) con un’altra società, appartenente al medesimo gruppo aziendale. In tal modo, con la deduzione dei costi di gestione dello yacht dal reddito di impresa e la detrazione della corrispondente IVA, le società, nel complesso, ottenevano, per gli anni dal 2009 al 2013, un illecito risparmio di imposta superiore ai 500.000 euro.

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Per cinque soggetti della famiglia (Basile n.d.r. CdG) , a vario titolo legati alle società coinvolte nella frode fiscale, si ha l’imputazione di dichiarazione fraudolenta mediante altri artifizi e mediante uso di fatture e altri documenti per operazioni inesistenti, nonché di emissione di fatture e altri documenti per fatture inesistenti, reati previsti dal D. Lgs. n. 74/2000Quanto constatato dai militari, inoltre, è stato totalmente recepito dall’Agenzia delle Entrate di Taranto, per cui ai soggetti coinvolti non è rimasto che aderire ai verbali di accertamento emessi per le cinque annualità e rendere all’Erario il dovuto”

CdG basile petroliAngelo (meglio noto come Lillo) Basile, sotto nella foto, è vice presidente di Confcommercio Taranto, e membro del consiglio della Camera di Commercio di Taranto,  lo scorso aprile  nonostante  il procuratore generale della corte d’appello avesse chiesto la conferma della condanna a otto mesi di reclusione, è stato assolto dall’accusa di “abuso di ufficio” dalla Corte di Appello di Taranto che ha accolto le richieste dei difensori di Basile, gli avvocati Salvatore Maggio e Pietro Relleva, insieme all’ ex sindaco di Roccaforzata, Vincenzo Pastore assistito dall’avvocato Michele Rossetti.

nella foto Angelo (Lillo) Basile

In primo grado erano stati condannati a otto mesi. I fatti risalgono al 2008 e Basile e Pastore erano finiti sotto processo dopo una denuncia presentata da una compagnia petrolifera. Il procuratore generale della corte d’appello aveva chiesto la conferma della condanna a otto mesi di reclusione ma i giudici hanno assolto Vincenzo Pastore ed Angelo Basile perché “il fatto non sussiste“.

AGGIORNAMENTO : Il comunicato stampa della famiglia Basile

La famiglia Basile –  scrive l’avvocato Massimo Saracino, difensore della Basile Petroli ha piena fiducia nell’operato delle istituzioni, con cui storicamente intrattiene rapporti incondizionati e di assoluto rispetto. L’azienda è periodicamente sottoposta a verifiche fiscali, legalmente previste per le aziende appartenenti nello specifico settore merceologico, nell’ambito delle quali ha sempre offerto ampia e leale collaborazione”, “Premesso che sono state da tempo versate all’Agenzia delle entrate tutte le imposte dovute, si è certi che la vicenda sarà chiarita e risolta a breve. Pertanto presenteremo istanza di dissequestro supportata da ampia documentazione per dissolvere ogni ulteriore dubbio“.

E’ singolare leggere questo comunicato stampa. A sentire i Basile, che si vantano di intrattenere “rapporti incondizionati” e di “avere fiducia nell’operato delle istituzioni”, viene naturale fare delle domande a cui siamo sicuri non risponderanno mai. Queste:

    1. non è istituzione la Guardia di Finanza che ha svolto le indagini ed ha accertato l’evasione fiscale ?
    2. non è istituzione il Pubblico Ministero che ha richiesto il sequestro ?
    3. non è istituzione il Giudice per le Indagini Preliminari che ha convalidato il sequestro ai sensi del D. Leg.vo n. 74/2000 ?
    4. se come dicono i Basile che è tutto in regola, come mai la Guardia di Finanza nel suo comunicato stampa dichiara  che “Quanto constatato dai militari, inoltre, è stato totalmente recepito dall’Agenzia delle Entrate di Taranto, per cui ai soggetti coinvolti non è rimasto che aderire ai verbali di accertamento emessi per le cinque annualità e rendere all’Erario il dovuto  ?

 

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nella foto lo yacht dei Basile posta sotto sequestro

In realtà se fosse stato tutto chiarito come sostengono i Basile, tutto ciò non sarebbe mai accaduto o tantomeno dovuto accadere. A questo punto alla famiglia Basile la barca a noleggio per il futuro conviene prenderla a noleggio da società che fanno realmente questo lavoro, o comprarsela se le loro dichiarazioni dei redditi glielo permettono. Avere rapporti incondizionati è la prassi, la normalità, quindi non un titolo di merito.

Qualcuno un giorno dovrà spiegare come mai delle attività di accertamento ed indagine giudiziaria della Guardia di Finanza conclusesi nel 2013 e trasmesse alla Procura di Taranto sono venute fuori soltanto nel 2016…

 




Convenzione agevolata per l’utilizzo dello “Iacovone” al Taranto Calcio ? Procura, Guardia di Finanza e Corte dei Conti che ne pensano ?

nella foto lo stadio Iacovone

nella foto lo stadio comunale “Erasmo Iacovone” di Taranto

di Antonello de Gennaro

Il Consiglio Comunale di Taranto a circa 10 mesi dalla prossima campagna elettorale approva con 20 “si” ed un solo astenuto la  convenzione a costi agevolati per l’utilizzo dello stadio comunale “Erasmo Iacovone” da parte della società calcistica dilettantistica  “Taranto FC“,   su proposta di un ordine del giorno firmato dai consiglieri comunali Dante Capriulo e Ciccio Venere, sottoscritto dalla maggioranza quasi “bulgara” dell’assise cittadina, grazie anche alla presenza in un aula di una rappresentanza di tifosi rossoblu.  Adesso spetterà alla Giunta stabilire le tariffe definitive “agevolate” per far si che lo stadio possa essere usato dalla squadra rossoblu  a costi praticamente irrisori, concedendo alla società sportiva di poter incassare poi il biglietto domenicale dagli sportivi !

Per lo stadio Iacovone   il Consiglio  e la Giunta Comunale di Taranto hanno previsto e stanziato nel triennio corrente oltre 2 milioni di euro di lavori, pressochè inutili, dato che allo stadio negli ultimi 10 anni non si sono mai visti più di 3mila tifosi di media, mentre l’impiantistica sportiva tarantina “piange” a seguito di una politica cieca ed incompetente, e spesso clientelare quasi alla soglia del voto di scambio.  Abbiamo più volte denunciato lo “spreco” (leggi QUI )del patrimonio immobiliare e sportivo del Comune di Taranto, affidato in gestione ai soliti “furbetti del salottino” che  pagando cifre ridicole e senza fornire alcuna garanzia, si riempiono le tasche utilizzando un patrimonio dei cittadini.

nella foto Antonello Cassalia

nella foto Antonello Cassalia

Nel caso della piscina comunale di via Bruno, ad esempio, concessa in gestione per 30 anni (avete letto bene : 30 ANNI !!!) alla società Mediterraneo srl della famiglia Cassalia, il Comune di Taranto con una delibera dela Giunta Di Bello, riconfermata dall’attuale Giunta Stefàno, non solo ha concesso la gestione della piscina ma elargisce oltre 45 mila euro al mese ai Cassalia per farla utilizzare ai disabili di mattina, nelle ore in cui tutti vanno a scuola e lavorano e quindi di fatto la piscina sarebbe inutilizzata.

Un Comune che elargisce 15 milioni di euro ad una società privata che sostiene di aver spesi 2 milioni di euro per ristrutturarla ( e non rispettando tutte le norme di Legge e sicurezza) è a nostro parere una vera e propria “truffa” a spese delle tasche dei contribuenti tarantini.

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Ancora peggio il caso del centro sportivo Magna Grecia
, per cui è stato fatto un bando “ad personam”, annullato a seguito dei nostri articoli che rivelarono la costituzione a 7 giorni dalla scadenza del bando dell’ Associazione sportiva dilettantistica Magna Grecia fra i cui soci compaiono Antonio (Antonello)  Cassalia membro dell’ ANCE Confindustria Taranto, Angelo (Lillo) Basile vice presidente della Confcommercio Taranto, un panettiere di Talsano tale Mario Pucci (molto vicino e legato al vicesindaco Lucio Lonoce) e Fabrizio Saltalamacchia che di lavoro fa da sempre il rappresentante di occhiali, oltre ad essere  il figlio dell’ex procuratore generale di Taranto Ciro Saltalamacchia (in pensione dallo scorso 1 gennaio) , con un capitale sociale versato di appena 2mila500 euro,  associazione sportiva (in maniera tale da poter ricorrere a finanziamenti pubblici e credito agevolato), che non aveva i requisiti, impianto comunale che è stato assegnato dopo circa un anno alla stessa Associazione sportiva dilettantistica Magna Grecia che nel frattempo si era associata  fittiziamente e furbescamente alla società Mediterraneo della famiglia Cassalia, per ottenere il centro sportivo di viale Magna Grecia ad appena 3mila euro al mese e senza fornire alcuna fideiussione !

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nella foto l’ingresso del circolo sportivo Magna Grecia di Taranto

Schermata 2016-07-22 alle 14.46.00Appalti che definire “borderline” alla Legge è dir poco, e su cui non si capisce cosa aspettino la Guardia di Finanza (che ha ricevuto un consistente carteggio dal sindaco Stefàno) e la Procura di Taranto a fare chiarezza su tali vicende, e verificare la legalità di quanto accaduto. Nel frattempo i consiglieri comunali ed il Sindaco invitano le Autorità per festeggiare…l’affidamento al Comune degli impianti sportivi della Marina Militare all’interno dell’ Arsenale Militare in via Cugini.

nella foto il procuratore Capristo

il procuratore capo di Taranto dr. Carlo Maria Capristo

Siamo certi che il nuovo Procuratore della Repubblica di Taranto dr. Carlo Maria Capristo, noto per il suo rigore morale e legale, ed il nuovo comandante provinciale della Guardia di Finanza Col. Gianfranco Lucignano, e la sezione pugliese della Corte dei Conti non mancheranno di approfondire quanto necessario e di fare chiarezza su questi bandi di gara ed appalti poco chiari, non avendo nessuno di loro alcun rapporto di frequentazione con le famiglie dei “furbetti” tarantini, come qualcun altro in passato.

I soldi “pubblici” dei cittadini vanno tutelati. Anche dai politici collusi ed a caccia di tessere gratuite, finanziamenti elettorali e vicinanza ai tifosi. E dalla “fame” dei soliti “furbetti” che campano con il portafoglio degli altri….

 




Confcommercio: il Sindaco di Taranto li chiama “mafiosi” in realtà è solo arrogante desiderio di illegalità

Alla Confcommercio di Taranto perdono il pelo , ma non un antico “vizio”. Quello di sentirsi degli “intoccabili ” dimenticandosi di essere in realtà solo e soltanto dei normali cittadini come tutti gli altri che devono rispettare le leggi. La miccia che ha fatto inalberare Leonardo Giangrande l’esperto… di supermercati in franchising (che non vanno tutti molto bene…)  attuale presidente della deficitaria associazione di commercianti tarantini, è stata una dichiarazione del sindaco di Taranto Ippazio Stefàno espressa in un’intervista televisiva, in cui il primo cittadino ha commentato la vergognosa protesta dei commercianti contro i cordoli installati per delimitare le corsie preferenziali nel primo tratto di via Cesare Battisti. Stefàno ha contestato la protesta dei commercianti accusando che  “pretendere di parcheggiare in doppia fila diventi una norma, è inaccettabile. Sono preoccupato per questi ragionamenti mafiosi” , affermazione supportata  da quella del “fedelissimo”  dirigente comunale Michele Matichecchia comandante della Polizia Municipale che a sua volta ha aggiunto: “la pagheranno“.

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Giangrande con la sua nota mancanza di stile ed equilibrio necessario a chi si interfaccia con le istituzioni, ha replicato che “Il sindaco si dovrebbe solo vergognare. Le sue parole si commentano da sole sopratutto quando ci sono aree abbandonate all’abusivismo totale, e noi saremmo i mafiosi. La verità è che questa amministrazione è incapace di gestire le problematiche del commercio e delle imprese, incapace di creare sviluppo. La situazione è insostenibile, è drammatica. Per questo, a mio giudizio, i commercianti di Taranto, sono degli eroi perchè affrontano mille sacrifici per andare avanti. Fare impresa, a Taranto soprattutto, é un’impresa”.  Qualcuno è bene che spieghi al presidente di Confcommercio che fare commercio, fare i commercianti è una scelta, un’attività d’impresa con i suoi pro e contro, compresi i rischi d’impresa. Non una “missione” e tantomeno un atto eroico.

Forse Giangrande dovrebbe viaggiare un pò di più, ma non sulla provinciale che porta da Avetrana a Taranto, ma magari passando qualche giornata a Bari per rendersi conto di come la Polizia Municipale faccia rispettare le norme del codice della strada ai cittadini, che difficilmente parcheggiano in doppia fila, se non vogliono rischiare di non ritrovare la machina rimossa dal carro attrezzi o con i ceppi alle ruote. Poi magari l’ “avetranese” Giangrande di cui aspettiamo sempre di poter leggere il suo curriculum pubblico, che non ha mai fornito alla Camera di Commercio contrariamente alle norme di Legge sulla Trasparenza) dovrebbe fare qualche passeggiata nelle principali città italiane, da Napoli a Roma, da Firenze e Venezia e rendersi conto che purtroppo il problema dell’abusivismo è presente in tutto il Paese, esattamente così come è molto alto il numero dei commercianti sanzionati dalla Guardia di Finanza per mancata emissione degli scontrini fiscali. E si renderebbe conto che i cordoli vengono installati in tutt’ Italia, non solo in via Cesare Battisti a Taranto.

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Giangrande non sapendo di cosa parlare, manifestando la sua nota arrogante (ma inconcludente)  ira  ha aggiunto che  secondo lui  “bisogna parlare di mobilitá urbana a 360 gradi. Noi ci abbiamo sempre provato, tant’è vero che dal 2012 ad oggi, sono state diverse le richieste di incontro rivolte all’amministrazione comunale. L’amministrazione è sempre stata latitante, non esiste nemmeno un assessore alla mobilitá”  . Resta da capire cosa capiscano Giangrande ed i suoi sodali di mobilità…..  Ad affiancare la protesta contro l’applicazione della legalità da parte del Comune di Taranto, hanno dato man forte  a Giangrande i sodali “tale” Lelio Fanelli, presidente della delegazione quartiere “Tre Carrare Battisti” e “tale” Salvatore Cafiero per la delegazione quartiere “Borgo“,  ed il solito immancabile Giuseppe Spadafino presidente della delegazione “Italia Montegranaro”.

Vogliono far credere – ha detto Fanelliche la protesta dei commercianti in via C. Battisti sia per legalizzare la doppia fila ma non é così. Siamo brava gente, ma siamo esasperati. Chiediamo solo di ragionare insieme al comune su proposte condivise, senza arrivare a inutili conflitti”.  Nessuno evidentemente ha mai spiegato ai rappresentanti della Confcommercio di Taranto che però la  brava gente  non parcheggia in doppia fila, non ostacola il traffico, non ostruisce le strade e non blocca la circolazione dei mezzi pubblici sulle corsie preferenziali. Quello che i commercianti della Confcommercio difendono, si chiama “inciviltà“, senza se, ma o però !

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I commercianti di Via Cesare Battisti, pretendono convenzioni agevolate per il parcheggio Icco per i lavoratori della zona (in pratica a fare la figura dei “fessi-pagatori” sarebbero solo i clienti e residenti !) , addirittura i grattini-omaggio per la clientela dei negozi, e turnazioni variate per il personale addetto al controllo parcheggi. Proposte però, che una volta tanto per fortuna, sono rimaste inascoltate dall’ Amministrazione Comunale. La solita “boutade-piazzata ” di Giangrande si è conclusa con una delle sue idee “Interpelleremo il Prefetto. Deve essere rispettata la dignità dei commercianti che non possono essere mortificati in questo modo“. Dimentica che il Prefetto ha come unico dovere quello di fare rispettare le Leggi. Ma forse questo alle scuole medie ad Avetrana non lo hanno spiegato !

 

 




La politica cieca e sorda del Comune di Taranto

Come non dare ragione ad una nostra collega allorquando in suo commento su Facebook segnalava con stupore che ieri, giornata di dolore per il decesso di un operaio che ha perso la vita mentre lavorava dentro l’ ILVA, si è tenuta in pieno centro a piazza della Vittoria una “vergognosa” manifestazione con musica a tutto volume iniziata nella mattinata , la cui musica ha riecheggiato per tutta la sera arrivando con il volume sino al Ponte Girevole, violando le leggi nazionali acustiche, senza che la Polizia Municipale intervenisse e facesse rispettare la Legge ? Ma non ci meravigliamo, cari lettori, non è questa la prima volta…che i vigili urbani tarantini si manifestano per la loro assenza-presenza (inutile) !!!

CdG comune_taranto StefanoIn presenza di una morte bianca, di un evento tragico che ha scosso tutti,  ci saremmo aspettati  un segno nobile, una manifestazione di rispetto dall’ Amministrazione Comunale come annullare (o rinviare) la manifestazione musicale, o quanto meno abbassare il volume sarebbe stato doveroso . Questo giornale e la sua redazione al completo per rispetto di Cosimo Martucci  l’operaio deceduto ieri mattina e della sua famiglia, ha deciso di non pubblicare la solita “passerella” di squallidi messaggi opportunistici di cordoglio da parte di politicanti, sindacalisti ed avvoltoi vari …

Ma probabilmente gli amministratori pubblici  del Comune di Taranto ieri erano troppo impegnati a “bilanciare”… le luminarie natalizie con gli esponenti dei commercianti tarantini.

I vertici della Confcommercio Taranto

I vertici della Confcommercio Taranto

Proprio ieri con una faccia di “tolla” i commercianti di Taranto si sono preoccupati di comunicare con toni trionfalistici le prossime luminarie natalizie….definendole “un piccolo miracolo che si ripete ogni anno, malgrado le premesse di partenza.  Supportata dalla preziosa attività di coordinamento dei presidenti dei Comitati di via,  la struttura tecnica di Confcommercio, in questi giorni ha avviato la complessa macchina organizzativa che garantirà nell’arco di poche settimane  l’illuminazione di buona parte delle vie commerciali  della città. Non manca naturalmente qualche polemica sulle scelte degli addobbi, sull’opportunità di accendere le vie piuttosto che di piantumare qualche albero in più;  ma, come dice il detto: chi non fa non sbaglia”. Ma di quale “complessa macchina organizzativa” stanno parlando ???

Secondo l’associazione di categoria più indagata dalla Magistratura di Taranto ( e non solo…) , “non è facile coordinare un’attività complessa che coinvolge decine e decine di commercianti,  che deve far quadrare i conti e soprattutto far fronte a tante problematiche tecniche ed organizzative, compreso la astensione di  qualche esercizio commerciale (ma, obiettivamente  sono i meno), compreso la  non partecipazione dei punti vendita a gestione diretta dei brand nazionali che spesso,  soprattutto nelle vie centrali del Borgo, pur avendo vetrine fronte strada importanti e pur essendo presenti in città da anni,   non ritengono di dover  contribuire  a valorizzare e rendere più attrattiva la città in queste importanti occasioni che dovrebbero invece vedere coinvolti  non solo i brand nazionali,  ma anche gli istituti di credito.

Schermata 2015-11-18 alle 12.13.55La Confcommercio incredibilmente chiede l’intervento delle banche dimenticando l’ingente esposizione bancaria della società di famiglia (Infosystem s.r.l.) proprio del  suo vice presidente vicario di Confcommercio Taranto , Aldo Manzulli (che in realtà non è un commerciante ma un professore di istituto tecnico statale)  il quale con  la sua società ha raggiunto un indebitamento bancario vicino al milione di euro, a fronte di finanziamenti garantiti in maniera un pò equivoca, su cui farebbero bene la Guardia di Finanza e la Procura della Repubblica ad indagare,  gravando su un consorzio fiduciario  di natura “pubblica”, in cui sedeva come vicepresidente un suo collega ed era in consiglio di amministrazione persino Leonardo Giangrande da Avetrana, attuale presidente della Confcommercio Taranto,  imprenditore operante nel settore dei supermarket in franchising, dal curriculum inesistente ed invisibile.

Schermata 2015-11-18 alle 12.06.10Quello che i commercianti non dicono è che quest’anno l’illuminazione “natalizia” graverà anche sulle casse del Comune di Taranto grazie ad uno scellerato accordo sottobanco stipulato fra la Confcommercio di Taranto e l’ex-assessore alle attività produttive Scasciamacchia, che si riuniva “a domicilio” presso la sede di Confcommercio. All’improvviso l’organizzazione di viale Magna Grecia, sempre più in crisi di “governance” e credibilità all’esterno, ha messo da parte tutte le polemiche contro l’amministrazione comunale. Polemiche che peraltro non hanno mai portato ad alcun risultato effettivo e concreto, e che molto spesso sono state smentite dai fatti, come ad esempio la ristrutturazione del Teatro Fusco.

Come si fa a non ridere di chi parla di  “rendere più attrattiva“una città che vive nella più completa anarchia, dove le strade pubbliche sono diventate uno spazio per piattaforme esterne di ristoranti e bar, sottraendo parcheggi alle auto dei residenti ? Una città dove “scorazzano” in tutte le zone pedonali e non motociclette senza targa, con a bordo persone senza casco, dove tutti guidano l’auto parlando al telefono, alla presenza dei vigili urbani che restano assolutamente indifferenti a queste manifestazioni di degrado sociale ( che abbiamo documentato fotograficamente).

Una città governata da una Giunta comunale che non ha un assessore alle attività produttive, che non ha un assessore alla polizia municipale, un sindaco che nomina assessore all’urbanistica una biologa, o asessore alla cultura un giornalista pensionato passato alla storia nazionale del giornalismo per la sua limitata cultura… non può più andare avanti in questa maniera.

Questa volta lo diciamo anche noi: Sindaco Stefàno ma lei, almeno lo sa che cosa succede in città ogni giorno, mentre i suoi assessori si preoccupano di pianificare il solito “voto di scambio” invece di pensare ad amministrare la città ?  Esca dal Palazzo Sindaco Stefàno , giri in lungo e largo città, incontri la gente per strada  (noi siamo pronti a seguirla e documentarlo) e forse capirà finalmente sino in fondo  in che condizioni si è ridotta la città, finita nelle mani di affaristi, tangentisti, “prenditori” di denaro pubblico e politicanti dediti al voto di scambio

Una cosa è certa: oggi una buona parte di Taranto deve solo vergognarsi. Ed il Comune di Taranto insieme a loro.




La Confcommercio (Colella e Manzulli) a giudizio per abuso d’ufficio

di Antonello de Gennaro

Era il 29 novembre 2011 quando la Camera di Commercio di Taranto pubblicò un avviso pubblico per l’erogazione di 105mila euro di contributi alle piccole e medie imprese per l’installazione di sistemi di videoallarme e videosorveglianza antirapina da collegare alle centrali operative della Polizia di Stato, Carabinieri o istituti di vigilanza privata. A seguito del bando furono numerose le richieste di adesione, ma agli organismi di vigilanza e controllo della Camera di Commercio balzo agli occhi un’anomalia: un’impresa esecutrice degli impianti, la Infosystem srl controllata da Aldo Manzulli (un professore di scuola statale n.d.r.) e suo fratello Gaetano, amministrata dalla moglie Daniela Caforio, presentava “una ricorrenza anomala” sul totale, con “un’incidenza pari al 56,9%. Detta percentuale si incrementa fino a raggiungere il 93,9% nell’ambito delle istanze inoltrate da Confcommercio Taranto“, associazione di cui Aldo Manzulli nonostante sia indagato da più Procure della repubblica italiane, ricopre la carica di vice presidente vicario. Ed è proprio grazie a Confcommercio che il Manzulli, violando la Legge è componente del consiglio dell’ Ente Camera di Commercio di Taranto.

Schermata 2015-10-30 alle 09.45.00Furono queste anomalie ad indurre la Camera di Commercio di Taranto ad informare l’ Autorità Giudiziaria, in quanto dall’esame delle pratiche presentate attraverso la Confcommercio di Taranto, si accertò documentalmente  che la Infosystem fra le varie anomalie ed abusi, aveva attestato il falso, cioè, autocertificato una quietanza liberatoria per una domanda di contributo ad un impianto che aveva realizzato per la ditta “Jenny Gold di Gualtiero Gennarina“, attestando contrariamente al vero che era stato pagato tutto regolarmente, allegando nello stesso tempo “copia fotostatica di numero 3 assegni datati e posteriori rispetto alla data di quietanza e addirittura uno priva di data” come si evince dal verbale di sommarie informazioni del 28 gennaio 2014 sottoscritto e firmato alla Sezione di Polizia Giudiziaria Carabinieri della Procura della Repubblica di Taranto, a seguito delle indagini ed accertamenti disposti dal pm Daniela Putignano, indagini che si sono rivelate a dir poco lacunose ed incomplete.

Schermata 2015-10-30 alle 09.42.23A dire questo è stato il GIP dr. Giuseppe Tommasino che martedì scorso 27 ottobre 2015, accogliendo l’opposizione della Camera di Commercio, rappresentata dall’ avv. Vincenzo Vozza che ha chiesto la prosecuzione delle indagini preliminari indicando l’oggetto della investigazione suppletiva e i relativi elementi di prova ai sensi dell’art. 409 e 410 cpp, alla frettolosa archiviazione richiesta dal pm dr.ssa. Putignano, ha fissato un procedimento in camera di consiglio per il prossimo 22 gennaio 2016 quando davanti al Tribunale di Taranto dovranno comparire Aldo Manzulli ed Angelo Colella, rispettivamente vice presidente vicario e direttore della Confcommercio di Taranto indagati entrambi ai sensi dell’art. 323 cp (“abuso d’ufficio“).

Arriva quindi dal Tribunale la conferma delle ipotesi e notizie che questo quotidiano online aveva raccontato e denunciato con una propria inchiesta giornalistica dello scorso 19 aprile (vedi QUI ).

Siamo certi che un magistrato attento e competente come il dr. Tommasino valuterà e giudicherà l’accaduto molto meglio di quanto accaduto sinora. Anche a Taranto, e non solo a Berlino, c’è un giudice !




Alla Confcommercio parlano di legalità…dimenticando alcuni loro rappresentanti incriminati dalla Direzione Distrettuale Antimafia

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nella foto Perri, Sirimarco e Giangrande

A latere dell’incontro di commiato con l’ormai ex-comandante provinciale dei Carabinieri Daniele Sirimarco, che ritorna a lavorare negli uffici romani dell’ Arma , venendo sostituito dal nuovo comandante, il giovanissimo Colonnello Intermite proveniente dal Comando Generale dell’ Arma dei Carabinieri, il quale si trova già in città dallo scorso 1 settembre scorso alla guida del Comando Provinciale di Taranto, un pensionato dell’ ILVA, contitolare con le due figlie di un piccolo “negozietto” sottoscala di oreficeria, “tale” Marcello Perri componente di Giunta della Confcommercio di Taranto si è lamentato della sicurezza a Taranto, ignorando che dalle ultime rilevazioni della Direzione Investigativa Antimafia, la città  di Taranto può considerarsi  un’isola “felice” in materia di sicurezza sul territorio pugliese.

L’ “orafo-pensionato” Perri si è improvvisamente svegliato dal torpore che avvolge l’associazione da cui non pochi importanti gioiellieri del centro cittadino sono usciti, ed altri rifiutano di iscriversi proprio per la sua imbarazzante presenza, commentando i fatti di criminalità accaduti negli ultimi giorni che a suo dire “inducono i cittadini a chiedersi se Taranto possa ancora essere considerata una città dove è possibile uscire di casa senza correre il rischio di essere colpiti da un proiettile vagante” e che i commercianti “temono per la incolumità personale, dei dipendenti e dei propri clienti” chiedendo di essere ricevuti dal nuovo Questore di Taranto, il quale fa molto bene a tenere le dovute distanze, essendo stato bene informato sui comportamenti di reticenza avuti da alcuni commercianti che siedono nel direttivo della Confcommercio, i quali  nel corso dell’ inchiesta ALIAS” coordinata dal Procuratore Capo della Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce, dr. Cataldo Motta  nella lotta alla criminalità organizzata mentirono ai  vertici della squadra mobile tarantina,

Accuse non infondate quindi, quelle degli uomini della Polizia di Stato, che hanno indotto il pubblico ministero dr. Alessio Coccioli della Direzione Distrettuale Antimafia  presso la Procura della Repubblica di Lecce –  a richiedere il processo anche per i commercianti tarantini rinviati a giudizio.

CdG commercianti a giudizio

Parliamo di Giovanni Geri  titolare del noto negozio di abbigliamento  “Lord ” riconfermato presidente della Federmoda-Confcommercio di Taranto  ed a Giovanni Perrone componente della famiglia Perrone proprietaria della “Ferramenta Perrone”, famiglia di cui fa parte Angelo Perrone,   a cui la Confcommercio di Taranto ha affidato  la Presidenza della categoria “ferramenta & bricolage” . Sia Geri che Perrone,  sono stati accusati dalla Procura Antimafia di “favoreggiamento all’organizzazione mafiosa“, reato punito con la reclusione fino a quattro anni Non erano inventate le nostre cronache giornalistiche,  quando a suo tempo (leggi QUI) raccontavamo le pesanti accuse mosse dal Procuratore Distrettuale Antimafia di Lecce dr. Cataldo Motta che accusò pubblicamente , in occasione della conferenza stampa per l’ “operazione Alias“, commercianti, imprenditori e politici tarantini, per non aver collaborato alle indagini  svolte dagli investigatori della Polizia di Stato.

Vedere questi due signori ancora seduti nel Consiglio della Confcommercio di Taranto, come se niente fosse accaduto, dice tutto sull’aria di legalità che circola in un’associazione, i cui vertici e cioè il presidente Leonardo Giangrande ed il suo vice Aldo Manzulli, peraltro ci risultano entrambi iscritti nel registro degli indagati di alcune procure della repubblica. Ed hanno anche il coraggio di parlare di legalità !

Una cosa è certa: dal prossimo 3 novembre data in cui il colonnello Sirimarco lascerà definitivamente la città di Taranto, Giangrande, Basile e Manzulli, rispettivamente presidente e vicepresidenti della Confcommercio si sentiranno molto più soli…




Caro Direttore (Colella) ti scrivo….

L’Associazione Terra accoglie con piacere le parole del Direttore di Confcommercio Taranto Angelo Colella, porgendo i suoi migliori auguri per la nuova carriera da direttore artistico di eventi. Ci spiace di non averla “entusiasmato” e di aver preferito “sposare la cultura a discapito di un format collaudato” (come da lui stesso dichiarato al “Quotidiano”); forse il Direttore preferiva che invece di organizzare eventi artistici e culturali l’Associazione Terra organizzasse la “Sagra delle Polpette” o dei “Panzerotti” come si fa nei paesi della provincia jonica…eventi tra l’altro, che noi apprezziamo tantissimo calati in quei contesti.

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Il nostro caro Direttore afferma che “durante l’Isola che Vogliamo camminavi mezz’ora o un’ ora senza vedere granchè”…Benissimo!  Fermo restando che non è questo il modo giusto di vivere gli eventi ( ovvero quello di recarsi in un luogo senza aver programmato ciò che s’intende raggiungere o visitare, senza aver consultato il sito, senza essersi muniti di una piantina, senza sapere cosa trovare prima di raggiungere la città vecchia… ma semplicemente “a stare”, a passeggiare senza una meta ben precisa ), siamo contenti di imparare dal nuovo “Guru dell’ Arte” che 20/25 appuntamenti culturali nell’arco di una singola serata nei più suggestivi luoghi dell’ Isola per lui non siano un granchè…siamo dispiaciuti di apprendere che il Colella non sia riuscito a godere dei concerti dei Professori e degli Alunni del Paisiello dedicati a Giovanni Paisiello, Costa e Fago

Siamo dispiaciuti che non abbia colto il nostro impegno nel dare un piccolo ed umile contributo al salvataggio dell’ Istituto Paisiello attraverso la raccolta di migliaia di firme nelle serate dell’ Isola che Vogliamo … Siamo dispiaciuti che non sia riuscito a visitare gli Ipogei della Città Vecchia aperti e riportati alla luce l’anno scorso in fruizione contemporanea durante l’Isola che Vogliamo

CdG Isola che vogliamo 2015

Siamo spiacenti che non abbia potuto prendere parte agli eventi organizzati da Inchiostro di Puglia, dall’ Associazione PrimaCheteNeVai, o da Giovanni Guarino del Teatro Crest attualmente in corso all’ Expo di Milano insieme all’ esposizione degli Ori di Taranto…siamo addolorati che non abbia partecipato agli spettacoli di teatro sociale del centro diurno Basaglia o dell’Associazione Creativamente…naturalmente è inutile spiegare al Direttore chi siano ad esempio il Quartetto Fancelli che suonava jazz sotto la Pensilina Liberty , o Mariella Nava nella sua interpretazione del Cantico delle Creature. Siamo sicuri che il Direttore Artistico Colella sa benissimo di cosa stiamo parlando. Così come conoscerà il Ministro Bray che ha twittato L’Isola che Vogliamo o il Ministro Franceschini da noi accompagnato lo scorso inverno negli Ipogei con gli amici di Nobilissima Taranto.

Ci dispiace che il Direttore Colella parli di destagionalizzazione turistica omettendo di notare che l’associazione Terra, sempre in collaborazione con altre realtà imprenditoriali ed associative, solo nell’ anno 2014/2015 ha realizzato 10 serate con “Natale nell’ Isola dei Presepi”, 6 appuntamenti con “Pasqua tra gli Ipogei”, 2 giornate con “Taranto Terra di Mare e di Delfini”, e 5 eventi con “L’Isola che Vogliamo”… Senza naturalmente considerare la presenza tutti i giorni dell’ Associazione Terra nel quartiere e l’ impegno profuso nel “Manifesto della Città Vecchia e del Mare” o da Giovanni Guarino del Teatro Crest attualmente in corso all’ Expo di Milano insieme all’ esposizione degli Ori di Taranto…siamo addolorati che non abbia partecipato agli spettacoli di teatro sociale del centro diurno Basaglia o dell’Associazione Creativamente…naturalmente è inutile spiegare al Direttore chi siano ad esempio il Quartetto Fancelli che suonava jazz sotto la Pensilina Liberty , o Mariella Nava nella sua interpretazione del Cantico delle Creature. Siamo sicuri che il Direttore Artistico Colella sa benissimo di cosa stiamo parlando. Così come conoscerà il Ministro Bray che ha twittato L’Isola che Vogliamo o il Ministro Franceschini da noi accompagnato lo scorso inverno negli Ipogei con gli amici di Nobilissima Taranto.

Ci dispiace che il Direttore Colella parli di destagionalizzazione turistica omettendo di notare che l’associazione Terra, sempre in collaborazione con altre realtà imprenditoriali ed associative, solo nell’ anno 2014/2015 ha realizzato 10 serate con “Natale nell’ Isola dei Presepi”, 6 appuntamenti con “Pasqua tra gli Ipogei”, 2 giornate con “Taranto Terra di Mare e di Delfini”, e 5 eventi con “L’Isola che Vogliamo”… Senza naturalmente considerare la presenza tutti i giorni dell’ Associazione Terra nel quartiere e l’ impegno profuso nel “Manifesto della Città Vecchia e del Mare”.

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Inoltre ci dispiace che il Direttore Colella ci insegni che la Città Vecchia “non arriva fino al Duomo“, perché, forse distrattamente, non si sarà accorto che ogni serata si svolgeva in un comparto diverso della città vecchia. Inoltre forse il Colella, nonostante sia nato in Città Vecchia, non ricorda bene com’era la Città Vecchia prima di 5 anni fa e che forse qualche piccolo passo in avanti si è fatto anche grazie a questa manifestazione, nonostante noi non abbiamo mai pensato né affermato che i problemi del quartiere si possano risolvere con una manifestazione.

Noi siamo i primi a volere una città vecchia senza crolli , con maggiore attrattività e con migliori servizi per i residenti. L’Isola che Vogliamo è stata ed è un contenitore ed un laboratorio di “rete” di residenti, artisti ed associazioni, come tante che con noi, prima e talvolta meglio di noi hanno dato e danno il loro contributo al cambio di passo del quartiere.

Inoltre ci dispiace pensare che il Colella per attaccare l’Amministrazione Comunale e l’Assessore alle Attività Produttive usi “L’Isola che Vogliamo”. Noi organizziamo eventi e non ci piace essere strumentalizzati. Vorremmo ricordare al Direttore che in tutto il mondo gli eventi importanti godono del sostegno del Comune o di altri enti, come la Camera di Commercio di Taranto, che dall’ inizio ha sostenuto e supportato la manifestazione. Questo modo di millantare e denigrare è un modo di fare che appartiene alla classe dominante di questa città da tantissimi anni e che l’ha portata nel baratro. Del resto, caro Direttore da appena 26 anni di Confcommercio, non ci sembra che la Città Vecchia ed il Borgo in questi anni abbiano fatto passi da gigante, come si evidenzia dallo stato del commercio e dei commercianti tarantini, la cui crisi non inizia sicuramente negli ultimi due anni; e comunque non crediamo che la maggior parte dei commercianti della città vecchia siano d’accordo con lei.

La ringraziamo comunque per i suoi insegnamenti di cui faremo tesoro. La prossima volta, se ne avrà piacere e se vorrà fare qualcosa di costruttivo e non semplici attacchi per denigrare qualcun altro, incontriamoci e parliamone intorno ad un tavolo tecnico e programmatico. Per crescere tutti insieme come Città e Comunità. Ma forse, volontà e obiettivi, non sono questi.

*  * * * * * * *

Questo intervento è stato postato dall’ Associazione Terra anche su Facebook sulla pagina ufficiale della manifestazione L’Isola che Vogliamo ( vedi QUI) , e per vostra comodità vi offriamo alcuni commenti che la dicono tutta….

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Ecco come la Confcommercio chiama “alle armi” i suoi associati contro il Comune di Taranto

La pressione dell’associazione di commercianti tarantini , sempre più “zoppicante” e con non pochi problemi di sopravvivenza economico-finanziaria di alcuni dei suoi vertici, era cominciata ieri con un’altra mail, questa volta inviata ai propri iscritti (compressi quelli “falliti” o usciti da Confcommercio !) mandata dalla loro “comunicatrice”  che sosteneva che “Vi sono ampi margini perché gli aumenti non sforino oltre un limite accettabile, cioè  in linea con le tariffe proposte nelle altre città“. Ma la”comunicatrice” poverina…. non aveva fatto i conti con la ferzza amministrativa ed il rigoredel Sindaco Stefàno nell’applicare quanto prevede la Legge, che non consente pressioni o interpretazioni

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La dimostrazione  dell’insussistenza lobbistica e della discutibile rappresentatività dei commercianti con le istituzioni tarantine, è la successiva mail partita oggi alle 17:49, sempre dagli uffici della Confcommercio :

Domani 30 luglio è stato riconvocato il Consiglio Comunale di Taranto per completare la discussione sulla delibera di aggiornamento delle Tariffe TARI (Tassa rifiuti) che prevedono ancora rilevanti aumenti a carico delle imprese” – comincia così la chiamata odierna via email alle “armi” della Confcommercio Taranto  contro il Comune di Taranto – “Nonostante alcuni impegni informali assunti ad annullare gli aumenti, riteniamo necessario che anche domani ci sia una nostra presenza in occasione della discussione in consiglio comunale. Vi invito, perciò, per quanto possibile ad essere al Palazzo di Città in Piazza Castello intorno alle 10,00/10,30Siamo convinti che una nostra massiccia presenza potrà fortemente condizionare il consiglio comunale ponendo le basi finalmente per l’avvio di una fase critica nei confronti dell’AMIU (che è uno dei cancri di questo Comune), di una riduzione strutturale della tassa rifiuti e di un  miglioramento di questo importante servizio. Comprendo il disagio che potrete sopportare ma vi sollecito ancora una volta la presenza“.

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Abbiamo contattato in serata alcuni rappresentanti della Giunta Comunale tarantina che ci hanno detto: “Le pressioni della Confcommercio non ci preoccupano. Rispettiamo i  circa 4000 iscritti a questa associazione, ma noi siamo stati eletti e chiamati a rappresentare i cittadini di Taranto, gli elettori che democraticamente ci hanno votato ed eletto” – aggiungendo – “noi dobbiamo preoccuparci principalmente dei cittadini di Taranto che sono 200mila. E dobbiamo rispettare le norme di legge.” “Se i commercianti – ci dice un rappresentante della Giunta comunale – vorranno partecipare al consiglio comunale e loro faranno civilmente, educatamente, sono i benvenuti, ma se credono di venirci ad impaurirci o a fare pressioni sul nostro operato amministrativo, non hanno capito niente. La Giunta Stefàno è una giunta onesta, e non cede ai ricatti. Di nessuno“.

Leonardo Giangrande nella sua attività preferita: farsi fotografare !

Chissà se in Consiglio Comunale il presidente della Confcommercio porterà con se il bilancio al 31.12.2014 della Gros Mark srl ,  che ha chiuso il bilancio di esercizio con una perdita di euro 126.255,21 , o della D.M.G. srl  che chiude con una perdita di euro 3.433,22,  entrambe società di cui è amministratore unico Leonardo Giangrande, che si occupano della gestione di supermercati (controllate al 100% dalla società Supercento s.p.a) , e se vi sarà il suo vicepresidente vicario Aldo Manzulli che ha tempo libero per la chiusura della scuola statale dove insegna ? O forse Manzulli sarà occupato a reperire l’ingente somma di circa un milione di euro che la sua società di famiglia, la Infosystem srl, deve al sistema bancario tarantino, che le ha già segnalate come “sofferenze” alla Centrale Rischi di Banca d’ Italia .  Come si fa ad aiutare la ripresa del commercio tarantino con questa gente ? Poveri commercianti.




Il turismo secondo il Comune di Taranto: lungomare, terra di nessuno ! Polizia Locale, Nas, Guardia di Finanza dove sono ?

Leggere le delibere della Giunta comunale  di Taranto in materia di turismo ed attività produttive, per incentivare il turismo e l’economia, è un pò come leggere di religione mussulmana o islamica nella comunità ebraica…. O come cercare di tradurre la lingua cinese attraverso un  dizionario di lingua araba: la follia !

Ecco cari lettori quello che succede a Taranto sul lungomare, dove sabato sera addirittura è arrivato un TIR (avete letto bene: un TIR cioè uno di quei “bestioni” delle autostrade) che si è piazzato nella rotonda sotto il Palazzo di Governo, ove ha sede la Prefettura e la Divisione Amministrativa della Polizia di Stato, a poche centinaia di metri da Palazzo di Città. I proprietari del TIR (i camion per una vigente ordinanza comunale non possono accedere al Borgo n.d.r.) hanno sistemato nella rotonda tavoli e sedie, iniziando a vendere i loro prodotti alimentari preparati e cucinati sul  TIR come se niente fosse !

CdG ScasciamacchiaLa circostanza più vergognosa è che da quelle parti è passato proprio un dirigente dell’ Assessorato alle Attività Produttive, retto dal poliziotto-assessore Gionatan Scasciamacchia, ed il dipendente comunale ha persino scattato delle foto al T.I.R. , che oggi mostrava ai suoi colleghi in Comune. Chiaramente si è ben guardato dal richiedere l’intervento sul posto della Polizia Locale… ben sapendo la “latitanza” dei vigili urbani sul territorio particolarmente durante il weekend e di sera, quando Taranto diventa “città di nessuno” ! Nè tantomeno si è visto un controllo dei Carabinieri dei NAS, degli ispettori di prevenzione dell’ ASL Taranto, della Guardia di Finanza. Impossibile ricevere uno scontrino fiscale, come ci hanno segnalato non pochi cittadini. Per questi cosiddetti “tutori”….. dell’ordine e dell’igiene e sanità pubblica è molto più facile recarsi nei ristoranti e bar del Borgo a cercare di trovare qualche inadempienza e far fare cassa al Comune, all’ ASL ed allo Stato ! Persino il Prefetto dr. Guidato che ha le sue finestre che affacciano proprio sulla rotonda del Lungomare, ama più farsi delle passeggiate durante il giorno nelle vie del centro, dimenticando che la Legge vige 24 ore al giorno, 365 giorni l’anno e che lui a Taranto rappresenta lo “Stato” !

Ma poichè al peggio non c’è mai limite nella città di Taranto…. eccovi di seguito lo “spettacolo” fotografico indegno, che abbiamo ricevuto da nostri lettori a passeggio sul lungomare di Taranto. Cavi dei gruppi elettrogeni abusivamente collegati all’illuminazione pubblica, ed appoggiati sui marciapiedi senza alcuna protezione prevista delle vigenti normative di legge sulla sicurezza, bidone dei rifiuti senza coperchio con contaminazione degli alimenti, taniche di olio a terra. Se questo è il turismo che Taranto vuole offrire ai suoi visitatori, allora siamo combinati veramente male  !

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il comandante Matichecchia e il Sindaco Stefàno

Cosa aspetta il Sindaco Stefàno ad intervenire una volta per tutte sull’inefficiente  comandante della Polizia Locale di Taranto  Michele Matichecchia? E cosa aspetta a mandare il suo assessore-poliziotto (neo-dottore) Scasciamacchia a lezione di norme di legge amministrative ? O forse è troppo impegnato nelle sue “riunioni” a porte chiuse con Angelo Colella ed Aldo Manzulli rispettivamente direttore e vice presidente della Confcommercio Taranto, per i loro “progetti informatici” nella città vecchia a spese dei finanziamenti comunitari ? E come mai la Confcommercio non si lamenta con il Comune di Taranto ?

Invece di avere “sete di idee….” i commercianti (quelli veri, che pagano tasse, occupazione del suolo pubblico e stipendi ai dipendenti) , pretendono di avere “sete di legalità” ! Ma quest’ultima parola, “legalità”  a Taranto non è molto gradita . Sopratutto in certi “ambienti” …

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Bracieri a vista con la carbonella con rischio che si incendino le palme adiacenti

 

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una bella dimostrazione di occupazione gratuita ed illegale di suolo pubblico consentita…dalla Polizia Locale di Taranto !

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la preparazione “fuori-legge” di panini con spalle alla strada a favore dei tubo di scappamento della auto e moto circolanti

 

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ecco come a Taranto  (non) si fanno rispettare le norme di legge in materia di sicurezza elettrica




Sete di idee…di “markette…o di soldi pubblici ?

di Antonello de Gennaro

I giovani della Confcommercio  di Taranto, tanto per far vedere che esistono, hanno organizzato la settimana scorsa una specie di conferenza stampa in un noto bar del Borgo di Taranto,   con alcuni “pubblicisti” (diventare e fare il “giornalista professionista” non è per tutti…)  invitando la cittadinanza ad un appuntamento dinnanzi allo storico cinema tarantino che è stato rilevato dal Comune di Taranto, giunta di centrodestra guidata dall’ormai ex-sindaco Rossana Di Bello. Questi giovani un pò troppo cresciuti…. solo anagraficamente parlando, vogliono “Salvare il teatro Fusco e tutti gli altri luoghi della città dall’azione incessante dell’oblio” . Ma come al solito lo vogliono fare con i soldi degli altri. Cioè quelli pubblici.

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della serie “eravamo quattro amici al bar...”

Invece di preoccuparsi di incentivare il commercio con iniziative più concrete, supportare i giovani (ma anche i vecchi !) commercianti del Borgo,  questi quattro “ragazzotti” veicolati dal direttore Angelo Colella, e dall’addetta stampa Simona Giorgi (che non ha mai lavorato un solo giorno della sua vita in una redazione giornalistica) e che vive dispensando baci  e non solo… a destra e sinistra, in realtà si preoccupano solo e soltanto di creare iniziative che diano visibilità sui giornali, “accontentando” chi come il loro presidente Giangrande, fra un carrello ed un altro dei supermercati di cui è socio (di minoranza) ormai vive ed è “contento” solo di questo, essendo stato escluso dai tavoli politici ed economici che “contano” a seguito anche di una sentenza del Consiglio di Stato.

Puntuali e seduti ai tavolini, intenti a sorseggiare bevande più che prendere appunti, i soliti “pubblicisti” a cerca di notorietà e magari qualche contributo pubblicitario per i propri siti online semi-clandestini (nel senso che non li legge nessuno !) di cui campano, dopo aver elemosinato qualche “mi piace” sui social network convinti che servano a qualcosa… nessuno di loro che abbia avuto il coraggio di fare domande “vere” e chiedere: “possiamo avere il bilancio della Confcommercio Taranto ? ” (da cui verificare lo stato economico e finanziario  dell’associazione) “quanti contributi pubblici hanno ricevuto la Confcommercio, le società controllate e partecipate ? ” (e verificare quanti soldi pubblici “succhiano” dalle tasche indirette dei contribuenti )  , “quanti affari fanno i vertici della Confcommercio con gli Enti Pubblici ? ” ( e scoprire tanti “affarucci” dietro le quinte, ma anche la valanga di debiti di qualcuno….), “possiamo avere i CV dei membri della Giunta di Confcommercio Taranto ?“.  Ma dimenticavo…queste sono domande da veri giornalisti, e non per scrivani da un tanto… ad articolo !

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Il nostro giornale non era stato invitato a questa conferenza stampa, in quanto la Confcommercio è l’unica associazione che ha paura dei nostri giornalisti e delle nostre domande (vero presidente Giangrande ?) e siamo ben felici di confrontarci con certa gente,  ma poichè la conferenza stampa si svolgeva all’aperto in un luogo pubblico, mi sono trovato casualmente nello stesso bar, e quindi ho potuto ascoltare praticamente quasi tutto. “La nostra iniziativa – ha detto il “tale” Salvatore Cafiero, presidente della Sezione Giovani di Confcommercio Tarantomira a sensibilizzare l’intera popolazione sul tema dei troppi contenitori chiusi che impoveriscono il tessuto socio-culturale della città. Per veicolare le idee, per rendere un luogo attrattivo servono le strutture dove dare cittadinanza ai progetti di rilancio economico. Il teatro Fusco, al pari dei Baraccamenti Cattolica e di diversi palazzi storici ubicati in città vecchia, devono essere riconsegnati a questo territorio dopo anni d’inspiegabile oblio. Specie, come nel caso del Fusco, quando esistono consistenti somme di denaro già messe a disposizione dalla Comunità Europea”.  Povero Cafiero, ma perchè non si documenta meglio prima di parlare ?  Eviterebbe le pessime figure in “stile” …. Confcommercio !

Un “pubblicista” dopo essere rimasto al “verde” …  ci risulta venga “finanziato” con la pubblicità per il suo sito semi-clandestino dalla Confcommercio, ha sostenuto che l’acquisto del Cinema-Teatro Fusco sia costato “oltre cinque milioni di euro” parlando di un’ “operazione compiuta con i soldi dei contribuenti, un lauto investimento al quale non si è dato mai seguito“. In realtà il povero “pubblicista” non sa di cosa parla o non ha neanche visto la targa apposta accanto al Fusco , da cui avrebbe potuto apprendere che è stato comprato dal Comune di Taranto utilizzando i fondi e finanziamenti comunitari “Polsfer”, cioè gli stessi soldi con cui è stato realizzato dalla Confcommercio (e la Infosystem di Manzulli incassa…) il portale-“bufala” Navatar ignoto al 99,99% dei tarantini, ed i cui post-commenti sono stati inseriti da dipendenti e sostenitori della Confcommercio e del dipendente pubblico (nella vita ufficialmente è professore di liceo statale)  Aldo Manzulli , un  “sodale-sostenitore” di Giangrande.  Ma su tutto questo la Confcommercio tarantina tace….

Puntuale l’attacco al “sindaco Stefàno – e la sua sconclusionata squadra di governo – rischiano di perdere un finanziamento di oltre 6 milioni di euro se entro il prossimo 31 dicembre l’opera non dovesse essere completata. Ad oggi i lavori non sono ancora iniziati e, cosa ancora più grave, non si sa ha certezza sul fatto che possano avviarsi“.

Cioè le stesse persone a cui la Confcommercio Taranto si rivolge periodicamente cercando di ottenere altri finanziamenti comunitari, regionali ed “appaltucci” comunali, attività queste che il CORRIERE DEL GIORNO ha ampiamente documentato !

Il “pubblicista” a banner (cioè a gettone) in questione , dimostra con i suoi articoli…di essere  completamente disinformato ignorando che il termine del 31 dicembre 2015 è per il bando dei lavori da appaltare, che dovranno essere completati entro il 2017.

Bellissimo ( o meglio patetico !) il suo finale: “Confcommercio si batterà perché tutto ciò non avvenga. Ad incominciare dall’iniziativa in programma questa sera che ha come slogan l’espressione “Sete di idee“. Sarebbe opportuno che la città intera, una volta tanto, potesse non dividersi su questo tipo di battaglia. E’ in gioco la tenuta civica di un territorio posto di fronte al rischio concreto del fallimento“. Neanche l’ addetta stampa della Confcommercio avrebbe  saputo e potuto scrivere di meglio (cioè di peggio) …!

Sete di idee” o sete di soldi pubblici  ? “Buona la seconda” direbbe il comico Guzzanti . A proposito… ma alla Confcommercio Taranto sanno che le affissioni su beni pubblici si pagano anche le imposte ? E poi hanno anche il coraggio…. di lamentarsi degli “abusivi“, quando in realtà i primi ad “abusare” sono proprio loro !!!

CdG debiti

P.S. Chissà se quando qualche presunto giovane parla di “fallimento“, si riferisce a qualcuno dei vertici della Confcommercio di Taranto sui cui gravano debiti e sofferenze per circa un milione di euro con le banche….!!!???!!! Come titolava un vecchio film: “Vieni avanti cretino !“….




Dietro le quinte della Confcommercio di Taranto. 2a puntata.

a cura della Redazione Inchieste

La politica tarantina come ben noto non eccelle per competenze amministrative e creatività, e spesso a causa del desiderio per molti di essere rieletti, non sono pochi i “politicanti” che si sottomettono ai ricatti pre-elettorali dei soliti “furbetti” degli affarucci locali.  La Confcommercio  di Taranto è ben nota con il suo manovratore (“direttore”) Angelo Colella che da anni gestisce il “traffico” elettorale e non solo… che si muove all’interno dell’ associazione dei commercianti, il quale ritiene di essere al di sopra di tutti e persino delle istituzioni, come ci ha raccontato un alto dirigente del Tribunale di Taranto.

Una dimostrazione di queste “pressioni”-ricatti politici, che potrebbero essere paragonati come “voto di scambio”, e considerati reati di natura penale, sono quelli in essere nei confronti della sempre più barcollante giunta comunale di Taranto che si tiene in piedi solo grazie alla leadership del sindaco Ippazio Stefàno, che fra i suoi tanti difetti, ha il merito di non lasciarsi ricattare da nessuno, grazie alla sua integrità morale.

Schermata 2015-05-28 alle 01.47.56Lo scorso 8 maggio la giunta comunale tarantina, tutta presente all’appello, ha approvato all’unanimità una delibera , la n. 72/2015 sulla “Disciplina Commercio su Aree Pubbliche. Localizzazione postazioni di vendita ad operatori commerciali per la Stagione Estiva 2015” su proposta dell’ Assessore allo Sviluppo Economico Produttivo Gionatan Scasciamacchia che prevedeva la presenza di postazioni ambulanti nel periodo estivo “viste le richieste di operatori commerciali per poter esercitare la propria attività nel periodo estivo in concomitanza di eventi e momenti di attrattività che si svolgeranno nelle varie zone della città, in particolare le zone di Città Vecchia e del Lungomare“. L’assessore (come riporta la delibera)  “ritenuto che appare doveroso da parte del civico Ente intervenire a sostegno a favore dello sviluppo economico della città, favorendo una offerta commerciale nel pieno rispetto delle normative vigenti” aveva proposto in giunta di individuare 6 postazioni nel tratto del Lungomare Corso Vittorio Emanuele ed una in viale Virgilio, mentre le altre 5 postazioni erano previste e distribuite nella città vecchia.

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nella foto, l’ assessore Gionatan Scasciamacchia

Per dovere di cronaca occorre segnalare e ricordare  che l’ Assessore Scasciamacchia ancora oggi è un dipendente della Polizia di Stato,  con la qualifica di “Impiegato Amministrativo con Mansioni Direttive e di Concetto“, con la licenza di Scuola Media Superiore (o titolo equipollente),  eletto consigliere comunale grazie alle 974 preferenze ricevute in occasione delle ultime elezioni amministrative del 2012,  nella Lista civica Sviluppo Democrazia Solidarietà . Chiaramente prima di scrivere questo articolo il nostro direttore ha contattato telefonicamente anche l’ assessore in questione.

Ma nonostante la sua appartenenza ed origine nella Polizia di Stato, che dovrebbe dargli più forza e coraggio, Scasciamacchia ha le idee un pò confuse sia in materia “istituzionale” che negoziale-politica. Infatti non si è mai visto che un assessore si impaurisca per le “minacce” dei rappresentanti della Confcommercio di manifestare pubblicamente sotto Palazzo di Città contro la sua delibera, proprio sotto le elezioni regionali, ed addirittura si rechi lui con un dirigente del suo assessorato presso la sede della Confcommercio, che sino  a prova contraria non è una sede istituzionale, invece di ricevere in assessorato i rappresentanti dell’associazione dei commercianti, a cui l’assessore sembra stretto in un abbraccio che potrebbe rivelarsi “letale” per il prosieguo della sua attività politica.

Schermata 2015-05-28 alle 01.48.16Corrono voci a dir poco “imbarazzanti”  infatti che l’Assessore Scasciamacchia abbia manifestato ai vertici della Confcommercio di Taranto di essere ben disposto ad aprire i cordoni della “borsa” del suo Assessorato per finanziare delle attività, progetti e manifestazioni dei commercianti tarantini, che proprio negli ultimi giorni sta facendo sentire il suo fiato (non molto pulito…) sul collo dell’amministrazione comunale, con una pressione giornalistica attraverso i soliti giornaletti online che si vendono per un piatto di lenticchie, alias qualche centinaia di euro di pubblicità redazionale occulta, criticando per ogni motivo possibile ed immaginabile  l’operato della Giunta Stefàno, salvo poi chiedere (ed ottenere) contributi per le loro manifestazioni ed attività, che poi vengono vendute alla città come “attività ed iniziative della Confcommercio” !

Le “pressioni” messe in atto, nei confronti dell’ Assessore Scasciamacchia  hanno ottenuto qualcosa e cioè che la delibera n. 72/2015 si è fermata, nel frattempo se ne sta preparando un’altra che non sia d’intralcio ai voleri (illegittimi) ed interessi economici (legittimi) dei commercianti ed esercenti del Borgo cittadino che non vogliono gli ambulanti sul Lungomare. Una prova “muscolare” del direttore della Confcommercio, Angelo Colella, che ha lo scopo di poter dimostrare  al proprio presidente Leonardo Giangrande, (in attesa di riconferma) la sua pressione “negoziale” , senza però sapere  che dietro le quinte il suo “amato” presidente sta cercando da mesi invano di trovare un sostituto per il ruolo di direttore dell’associazione dei commercianti e “bottegari” tarantini.

Schermata 2015-05-28 alle 01.57.32Sempre secondo voci circolanti all’interno dell’ Amministrazione Comunale,  ci sarebbe il malcontento da parte di non pochi commercianti del centro dello slittamento dell’iniziativa “Borgo a colori ideata e realizzata l’anno scorso dalla delegata Floriana de Gennaro della Confcommercio nella sua veste di presidente della “Delegazione Borgo”, che quest’anno è slittata dalla primavera al prossimo mese di settembre,  per questa edizione è stata finanziata dal Comune di Taranto, e dovrebbe svolgersi “rigorosamente” non durante il fine settimana, per non dare fastidio agli affari…del fine settimana del negozio Lord di via Di Palma di proprietà di Giovanni Geri, presidente provinciale riconfermato della Federmoda Taranto, il quale fa sentire la sua voce all’interno della Confcommercio, pur avendo a proprio carico una richiesta di rinvio a giudizio per “favoreggiamento” all’associazione mafiosa D’Oronzo-De Vitis, richiesta nei suoi confronti dalla Procura della Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce come potrete leggere di seguito con i vostri occhi .


CdG 415 bis Geri A

CdG 415 bis Geri B

 

Nel frattempo un giornaletto online tarantino, diretto da un pubblicista “ambientalista” , il quale  non è un “giornalista professionista”,  è diventato a seguito di un accordo sottobanco il nuovo “ventriloquo” della Confcommercio di Taranto sostenendo sul web e sui social network ogni “tesi” possibile ed immaginabile ed attività dell’associazione dei commercianti, chiaramente ricevendo un corrispettivo economico occulto, e violando quindi la Carta dei Doveri del Giornalista istituita dall’ Ordine Nazionale dei Giornalisti. . Ma chiaramente su questi articoletti-markette giornalistiche non troverete mai la dicitura “pubblicità redazionale” come impongono le Leggi. Ma di questo se ne stanno già occupando il Nucleo Speciale Tutela e Concorrenza Libero Mercato della Guardia di Finanza che affianca l’ Autorità Antitrust, che è stata attivata a seguito di una denuncia di un associazione di consumatori esperta in materia. Tutto questo , cari lettori,  succede a Taranto….e non finisce qui !

2. | continua

 




Ecco chi è e cosa fa realmente il vice presidente della Confcommercio Taranto, Aldo Manzulli. Il professorino a scuola ed il “furbetto”…negli affari !

di Antonello de Gennaro

Schermata 2015-04-19 alle 01.24.26Ci siamo più volte incrociati sui social network ed ho più volte discusso con Aldo Manzulli, un “professorino”  dell’ Istituto Tecnico Industriale Statale “A. Pacinotti di Taranto che da 30 anni percepisce uno stipendio pubblico per tale lavoro. Sin dal primo momento ho intuito subito con chi avessi a che fare, ed è stato per questo che mi sono incuriosito e documentato effettuando visure camerali, stati di famiglia, acquisendo anche documenti  giudiziari che lo vedono “indagato” dalla Procura della Repubblica di Taranto in buona compagnia, cioè insieme a sua moglie e suo fratello. Qualcuno giustamente si chiederà: ma cosa c’entrano le visure camerali societarie su un “professorino” statale ? E sopratutto cosa ci fa un “professorino” statale in Confcommercio a Taranto dove ricopre ancora per qualche settimana dicono…addirittura la carica di vice presidente vicario, accanto al suo “mentore” e presidente Leonardo Giangrande (alla sua destra , nella foto di sopra)  ?

La stessa domanda se la stanno facendo in non poche persone alla Procura della repubblica e presso il Comando Provinciale della Guardia di Finanza  di Taranto che per fortuna è ben comandata. Ma ve lo spieghiamo volentieri noi, dopo aver effettuato approfondite indagini. Manzulli infatti, secondo la Legge è un “fuorilegge” ed infatti non a caso da oltre 4 anni si rifiuta di depositare presso la Camera di Commercio di Taranto il proprio curriculum vitae dalla cui lettura si scoprirebbero tante cose “strane” sul suo conto, così come non risultano depositati da oltre 4 anni i bilanci del Consorzio E-Logistic e del Consorzio Dymanics Alliances dei quali dichiara di essere presidente del consiglio di amministrazione. Tutto ciò, chiaramente, “rigorosamente” in spregio alle norme di Legge. Deve essere un vecchio “vizio” di famiglia…

IL CURRICULUM DI ALDO MANZULLI

La nostra redazione è però riuscita ad entrare in possesso del curriculum che Manzulli non deposita alla Camera di Commercio di Taranto, da cui egli stesso indica di essere stato “dal 1985 al 1997 ininterrottamente, Amministratore e socio della società di servizi di informatica e comunicazione digitale Infosystem s.r.l. di Taranto“, “dal 2005 ad oggi Amministratore e socio della società di servizi Pitagora s.r.l. (partecipata dalla Confcommercio di Taranto, ex- Ascom , n.d.r.) , “dal 2006 ad oggi Presidente del Consorzio E-Logistic di Taranto “, “dal 2009 ad oggi Presidente del Consorzio Dynamics Alliance di Taranto “, “dal 1994 ad oggi Associato Confcommercio”  ed incredibilmente invece di occuparsi del sindacato scolastico (visto che è insegnante statale !)  “dal 18/12/2003 consigliere del Sindacato Provinciale Sezione PMI” (cioè piccole medie imprese n.d.r.) , “dal 05/06/2005 componente del Consiglio generale di Confcommercio Taranto”,  “dal 05/06/2005 componente della Giunta di Confcommercio Taranto“, “dal 2008 Presidente Provinciale della Categoria ICT e prodotti per l’ufficio” (chiaramente sempre all’interno della Confcommercio Taranto) . Curriculum che probabilmente potrebbe essere utile alla Procura di Taranto per accertare l’illegalità di Manzulli all’interno del consiglio della Camera di Commercio, dove è stato indicato proprio dalla Confcommercio  tarantina guidata dal suo “adorato” presidente Leonardo Giangrande con cui divide qualcosa: anch’egli non lascia circolare e non deposita il suo “curriculum vitae”. Avrà paura anche Giangrande che qualcuno accerti i suoi titoli di studio, visto che suo fratello che fa il consigliere comunale ad Avetrana, ha conseguito appena la terza media ? Se così non fosse per Giangrande, il suo “prezioso” curriculum misterioso…possiamo pubblicarlo noi, basta che ce lo mandi ! Lo farà ? Ne dubitiamo…

Schermata 2015-04-19 alle 01.21.58Incredibilmente l’ultima dichiarazione di redditi consultabile di Aldo Manzulli per l’anno 2013 riporta 32.129 euro/anno di  reddito come  dipendente “statale” (Scuola) e soltanto appena  1.920 euro come reddito dichiarato da lavoro autonomo (imprenditore/amministratore) .  Un reddito onestamente un pò “misero” per un vice presidente della Confcommercio di Taranto con tutti quelle società partecipate e gli incarichi che ricopre ! O forse sbagliamo ? Ad onor del vero il suo reddito di lavoro “autonomo”, potrebbe essere allineato…e confermare le statistiche della Guardia di Finanza e delle Agenzie delle Entrate quando raccontano di imprenditori e commercianti,  che dichiarano di guadagnare meno dei propri dipendenti, e di imprenditori che addirittura non dichiarano alcun reddito. Un dichiarazione reddituale quella di Aldo Manzulli un pò strana sopratutto per chi “scorazza” in città e provincia a bordo di una potente Audi 6 V6 di 3.000 cc di cilindrata. Un auto di dieci anni di vita, che a potersela permettere nuova, oggi costa oltre 60mila euro !

GLI “AFFARI” DI CASA MANZULLI

Aldo Manzulli secondo le visure camerali è attualmente socio al 50% della Infosystem srl, una società dal capitale sociale di 20.660 euro,  il cui restante 50% è intestato a suo fratello Gaetano Manzulli, ed amministratore unico è sua moglie  Daniela Caforio che non detiene alcuna quota sociale . Un’assetto societario che evita costi e sprechi in quanto in tal modo l’assemblea dei soci la possono svolgere anche in cucina, dove ci auguriamo ci sia posto per tutti e tre. Analizzando la sua dichiarazione dei redditi, ci si aspetterebbe di trovarlo a far parte di qualche sindacato scolastico o alla dirigenza di qualche scuola media o superiore, dato il suo lavoro statale che svolge (o almeno dovrebbe) da appena…. 30 anni e sette mesi.

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fonte: Linkedin (dati quindi inseriti personalmente)

Invece  Manzulli (Aldo)  in realtà si occupa notoriamente delle attività economiche di famiglia e della Confcommercio di Taranto, visto che in Camera di commercio, ente pubblico del quale,  da 4 anni e 9 mesi e per la precisione dal 16/07/2010 è “illegalmente” consigliere camerale (percependo i compensi previsti, ma a lui vietati dalla Legge) e dove  la sua presenza non è molto gradita, a tal punto che nei suoi confronti pendono ben due procedimenti penali a seguito di altrettante denunce presentate dal Cav. Luigi Sportelli e dal dr. De Giorgio rispettivamente Presidente e Segretario generale della Camera di Commercio di Taranto, iniziative  giudiziari che fanno di Aldo Manzulli, e signora due iscritti nel registro degli “indagati” della Procura di Taranto.

Ma gli interessi del “professorino statale” non sono finiti qui. Infatti Aldo Manzulli risulta anche azionista  al 30% della Fisiomed srl ed al 25% della Pitagora Servizi Taranto srl. Inoltre alla data del 27/01/2014 era anche amministratore unico della società Comunicare srl. Società questa, di cui vi invito a tenere bene in mente e memoria il nome, cioè la ragione sociale, parleremo presto….

Schermata 2015-04-20 alle 04.08.43Ritorniamo quindi ai vari conflitti d’interesse ed atti di illegalità effettuati dalla Infosystem srl, la “famiglia-società” del Manzulli, secondo quanto denunciato dalla Camera di Commercio di Taranto alla Procura della Repubblica di Taranto ai cui atti (dal 19.03.2013) risulta che la Giunta camerale dell’ente pubblico economico tarantino con delibera n. 218 del 29.11.2011 aveva approvato un Avviso pubblicato sul sito istituzionale (dal 01.12.2011 al 02.05.2012) per l’ “erogazione di contributi alle P.M.I. per impianti di sistema di video allarme e sorveglianza antirapina“. Alla data di redazione del verbale dell’ Ente  camerale di chiusura di termini  per la presentazione delle domande di partecipazione, risultavano pervenute 58 domande. 33 delle quali erano state presentate tramite la Confcommercio di Taranto a mezzo fax.

La Giunta della Camera di Commercio (come dai documenti in possesso della Procura di Taranto) con delibera n. 5 del 24 gennaio 2013 prendeva atto di “una relazione esplicativa delle risultanze dell’ istruttoria” dalla quale al paragrafo “ulteriori criticità emerse dall’ attività istruttoria” è emerso che “una di queste, la Infosystem srl, presenta una ricorrenza anomala sul totale. In particolare l’incidenza della predetta impresa (da sola o congiuntamente ad altra impresa) risulta pari al 56,9%. Detta percentuale si incrementa sino a raggiungere il 93,9% delle istanze inoltrate da Confcommercio Taranto“. Viene naturale, anzi logico chiedersi a questo punto quante siano le imprese concorrrenti all’ Infosystem srl a Taranto, e sopratutto quante di esse siano iscritte alla Confcommercio dove “teoricamente” dovrebbero essere rappresentate da Aldo Manzulli !

CdG Tribunale-di-Taranto

Dai documenti contenuti all’interno nel fascicolo del pm  dr.ssa Putignano delegato a trattare questa vicenda si evidenzia che “il sig. Manzulli Aldoche peraltro si qualifica come direttore generale della societàè comproprietario del 50% della citata  Infosystem srl, è componente del Consiglio dell’ Ente camerale, nonchè vice presidente della Confcommercio Taranto”.  Ma non è finita qui. Infatti alla Procura della Repubblica di Taranto risulta che “in data 15.02.2013 alla Camera di Commercio è pervenuta una comunicazione dal presidente della Confesercenti di Taranto,  Vito Lobasso (componente della Giunta della Camera di Commercion.d.a.)  due lettere della Secur Shop, impresa concorrente della Infosystem srl, in cui, a parte per le questioni relative al conflitto di interessi in capo al sig. Manzulli Aldo (per le ragioni innanzi esposte)  venivano espressi dubbi sul possesso da parte della Infosystem , degli accreditamenti richiesti del protocollo d’intesa (si fa riferimento al Protocollo d’ Intesa siglato il 14-07.2009 tra Ministero dell’ Interno, Confcommercio Imprese per l’ Italia e Confesercenti in tema di video allarme-antirapina, recepito nel Protocollo di intesa sottoscritto dalla Prefettura di Taranto con i rappresentanti provinciali delle associazioni di categoria interessate in data 22.12.2012″.

Quando parliamo di illegalità del ruolo di Aldo Manzulli all’interno della Camera di Commercio, ci riferiamo a quanto previsto dalla legge n. 190/2012 in vigore dal 28 novembre 2012 , ha modificato l’art. 53 del d.lgs. 165/2001 in materia di “incompatibilità e di possibili incarichi ai dipendenti pubblici” che al comma 8 prevede quanto segue “Le pubbliche amministrazioni non possono conferire incarichi retribuiti a dipendenti di altre amministrazioni pubbliche senza la previa autorizzazione dell’amministrazione di appartenenza dei dipendenti stessi. Salve le più gravi sanzioni, il conferimento dei predetti incarichi, senza la previa autorizzazione, costituisce in ogni caso infrazione disciplinare per il funzionario responsabile del procedimento; il relativo provvedimento è nullo di diritto. In tal caso l’importo previsto come corrispettivo dell’incarico, ove gravi su fondi in disponibilità dell’amministrazione conferente, è trasferito all’amministrazione di appartenenza del dipendente ad incremento del fondo di produttività o di fondi equivalenti.”.

la sede della Regione Puglia

la sede della Regione Puglia

Inoltre al comma 9 dello stesso decreto Legge è indicato e previsto che “Gli enti pubblici economici e i soggetti privati non possono conferire incarichi retribuiti a dipendenti pubblici senza la previa autorizzazione dell’amministrazione di appartenenza dei dipendenti stessi. Ai fini dell’autorizzazione, l’amministrazione verifica l’insussistenza di situazioni, anche potenziali, di conflitto di interessi. In caso di inosservanza si applica la disposizione dell’articolo 6, comma 1, del decreto legge 28 marzo 1997, n. 79, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio 1997, n. 140, e successive modificazioni ed integrazioni. All’accertamento delle violazioni e all’irrogazione delle sanzioni provvede il Ministero delle Finanze, avvalendosi della Guardia di Finanza, secondo le disposizioni della legge 24 novembre 1981, n. 689, e successive modificazioni ed integrazioni. Le somme riscosse sono acquisite alle entrate del Ministero delle finanze“.

CdG sede miur

la sede del Ministero Istruzione Università e Ricerca

Abbiamo fatto qualche verifica anche presso il Ministero competente ed accertato che per il “professorino” Aldo Manzulli dal Ministero dell’ Istruzione Università e Ricerca non è mai partita alcuna autorizzazione per la sua nomina regionale a consigliere della Camera di Commercio di Taranto e quindi di fatto così come è nulla di diritto la sua nomina  a componente del consiglio camerale (i cui membri hanno diritto ad un gettone di 293, 55 euro per ogni consiglio a cui partecipano)  sarebbe ora che la Guardia di Finanza si attivasse per far rispettare quanto previsto, comunicando al Ministero dell’ Economia  (ex delle Finanze)  l’anomalia ed illegittimità di questa nomina.

Nichi Vendola

nella foto, Nichi Vendola

La circostanza oltremodo incredibile è che presso il Settore Attività Economiche della Regione Puglia (Area Politiche per lo Sviluppo e l’ Innovazione) , che risponde all’ Assessore Avv. Loredana Capone, in una lettera di parere inviata nel 2013 alla Confesercenti ed alla Camera di Commercio di Taranto,  un poco solerte ed attento…funzionario della Regione  ha fatto finta di ignorare l’esistenza del sopracitato decreto legislativo, sostenendo che “non rientra nei compiti di questa amministrazione tale tipo di controllo” aggiungendo che “spetta al soggetto istante l’onere di segnalare eventuali irregolarità alle Autorità competenti che per i fatti esposti non coinvolgono l’ Ente regionale” , dimenticando invece che  in realtà le nomine, revoche ecc. per i consigli delle Camere di Commercio  sono di competenza per Legge  del Presidente della Regione competente territorialmente ed in questo caso, quello pugliese uscente Nichi Vendola.!

Ma in realtà alla Regione Puglia qualcuno ha dimenticato…l’esistenza del decreto legislativo n. 165 del 30 marzo 2011, all’ art. 53 comma, il quale prevede che “Le pubbliche amministrazioni non possono conferire incarichi retribuiti a dipendenti di altre amministrazioni pubbliche senza la previa autorizzazione dell’ amministrazione di appartenenza dei dipendenti stessi. Salve le più gravi sanzioni il conferimento dei predetti incarichi, senza la previ autorizzazione, costituisce in ogni caso infrazione disciplinare per il funzionario responsabile del procedimento; il relativo provvedimento è nullo di diritto

Sarebbe interessante anche chiedere e farsi spiegare dal “professorino” Aldo Manzulli come mai il  Consorzio Dynamics Alliance di Taranto, che presiede dal 2009, non depositi più alcun bilancio dalla data di chiusura ed approvazione del bilancio d’esercizio al 31.12.2010. Dove sono finiti gli ultimi 4 bilanci  (2011/2012/2013/2014) ? Ma questo probabilmente lo accerteranno e verificheranno ( o forse lo stanno già facendo) i  competenti settori della Guardia di Finanza di Taranto, che sappiamo essere nostri attenti lettori. Anche perchè il Consorzio in questione ci risulta avere sede in S. Giorgio in uno dei capannoni  che erano della società Comunicare (ricordatevi questo nome, ce ne occuperemo presto n.d.a.)

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la falsa attestazione firmata da Daniela Caforio (in Manzulli)

Ma le “gesta” illegali del Manzulli & famiglia non sono finite qui. Infatti nella vicenda del bando di gara della Camera di Commercio per la video sorveglianza, abbiamo scoperto dell’ altro presso la Procura della repubblica di Taranto. E cioè l’esistenza di un procedimento ( RGNR n. 3354/13) a carico della moglie di Manzulli, Daniela Caforio in veste di rappresentante legale della Infosystem srl. Infatti risulta che gli uffici di segreteria della  Confcommercio di Taranto  in data 27 aprile 2012 alle ore 16:45 hanno trasmesso a mezzo fax dal numero 099/7796323, all’attento dr. De Giorgio, segretario generale della Camera di Commercio  una pratica di 13 pagine relative alla domanda di contributo della ditta “Jenny Gold di Gautiero Gennarina” con sede a Lama (Taranto) per ottenere il contributo camerale previsto dal bando di cui abbiamo precedentemente parlato. In realtà le domande di contributo dovevano Ma all’interno della pratica c’era qualcosa di illegale. E cioè la dichiarazione liberatoria firmata in data 18/04/2012 dalla signora Daniela Caforio (in Manzulli (vedi immagine di sopra) attestare mendacemente che agli effetti del’ art. 47, e 76 del D.P.R. del 28/12/2000 (autocertificazione) , e dichiarare altresì mendacemente che le prestazioni per l’ installazione impianto di video sorveglianza, “sono state integralmente pagate e pertanto si rilascia  la più ampia quietanza, non avendo null’altro a pretendere“. Peccato che però  la signora Caforio-Manzulli abbia dichiarato il falso in quanto dagli stessi documenti inviati  che potete vedere sotto con i vostri occhi,  risultano gli assegni post-datati sino alla data del 30.06.2012. e quindi non incassati alla data di presentazione della domanda di contributo “pubblico”  tratti sul conto societario della Jenny Gold in essere presso la BCC Banca di Taranto . E’ il caso di ricordare ancora una volta di chi è il 50% della Infosystem srl: MANZULLI Aldo ! 

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gli assegni postdatati (quindi non incassati) allegati alla pratica dalla Infosystem

A fronte delle giuste contestazioni della Camera di Commercio alla ditta“Jenny Gold di Gautiero Gennarina” assistita dall’ “accoppiata” Infosystem s.r.l.- Concommercio Taranto nella richiesta di contributo pubblico a fondo perduto del 50% sull’impianto di video sorveglianza, la Jenny Gold in data 13.09.2013 ha rinunciato alla richiesta di contributo. Un’ottima assistenza…..

Ma le irregolarità della povera signora Gualtiero, erano in buone “compagnia”. Infatti fra le pratiche “irregolari” vi era anche quella della società C&C srl in persona dell’amministratore unico Cannizzo Giuliano, un ex-finanziere, molto “vicino” all’ accoppiata Giangrande-Manzulli, ed infatti non a caso il Cannizzo risulta attualmente essere il rappresentante legale della società Comunicare (tenete sempre bene a mente il nome di questa società…) precedentemente amministrata proprio da Aldo Manzulli.  La società C&C srl aveva richiesto anch’egli il contributo a fondo perduto per l’acquisto in proprietà ed installazione di un sistema di videoallarme e sorveglianza antirapina. Ma il Cannizzo aveva dimenticato…qualcosa e cioè che tali spese , ai sensi dell’art. 5 comma 5 del bando publico in questione , avrebbero dovuto essere sostenute tra la data di pubblicazione del bando medesimo (1.12.2001) ed il 30.04.2012. Ma dalla documentazione depositata sempre attraverso il fax della Confcommercio tarantino alla Camera di Commercio risultava soltanto un pagamento (parziale) a mezzo assegno bancario di Euro 1.592,98 che peraltro è risultato essere stato incassato in data 30.11.2012 e cioè ben 7 mesi dopo secondo quanto prevedeva il bando pubblico camerale ! Il Cannizzo dichiarò che il restante sarebbe stato pagato  alla Infosystem in contanti … ed ottenne il 50% solo su quella somma. Oggi, alla luce delle nuove leggi,  non avrebbe avuto diritto neanche a quel contributo.

CdG Sirimarco_Giangrande

da destra, Giangrande ed al centro il col. Sirimarco comandante Carabinieri

Abbiamo avuto la possibilità anche di visionare le ristrette indagini svolte nel 2014 dai Carabinieri delegati dalla Procura di  Taranto, che secondo noi lasciano abbastanza  a desiderare in quanto molto superficiali. Ma questa è solo un’opinione, legittima. I fatti che vi abbiamo raccontato in questo articolo-inchiesta, contengono circostanze inconfutabili , che solo il Corriere del Giorno, è in grado di rivelarvi “documentalmente”.  Attendiamo con curiosità l’esito delle indagini della magistratura tarantina che sono attualmente “giacenti” esattamente dalla data del 30 ottobre 2014 su qualche tavolo della Procura della repubblica e del Tribunale di Taranto, , cioè da circa sei mesi (forse troppi) . Chissà cosa direbbero degli ispettori del Ministero di Giustizia o qualche pm dalla Procura di Potenza, dove alcune “stranezze” del palazzo di giustizia tarantino son già ben note…

La Gazzetta del Mezzogiorno nell’ edizione di Taranto in data 12 marzo 2013 in cui scriveva “Confcommercio attacca i ritardi della Camera di Commercio“. Facile capire quindi a posteriori anche  la ragione degli “attacchi” giornalistici della Confcommercio alla Camera di Commercio,    allorquando il vice-capo servizio dalla Gazzetta tale Mimmo Mazza da S. Marzano, si dichiara pubblicamente “amico intimo di Giangrande” aggiungendo “guai a chi me lo tocca !” .  Ecco spiegato cari lettori, una delle ragioni per cui la  Gazzetta del Mezzogiorno sia da tempo in grave crisi di vendite,  non superando attualmente le 1.000 copie vendute in edicola fra Taranto e provincia, dati questi che hanno costretto l’editore a far lavorare i giornalisti applicando loro i contratti di “solidarietà”, accettati,  pur di non perdere il posto di lavoro.

Una annotazione finale:  fra le società beneficiarie dei contributi al 50% a fondo perduto destinati dalla Camera di Commercio di Taranto alle PMI vi sono anche altre società: la Supercento spa, che vede fra i suoi azionisti (all’ 11%) proprio Leonardo Giangrande presidente (uscente) di Confcommercio Taranto,  e la Fisiomed che annovera a sua volta tra i suoi soci proprio Aldo Manzulli, cioè l’installatore (Infosystem ) degli impianti di videosorveglianza installati grazie al contributo a fondo perduto camerale. Ma delle “stranezze” chiamiamole così…della Confcommercio torneremo ad occuparci nei prossimi giorni. Non sono finite qui purtroppo …




Mentre a Taranto chiudono i negozi per la crisi, i venditori abusivi fanno affari incontrollati alla luce del sole

Leonardo Giangrande

nella foto, Leonardo Giangrande

La solita stampa locale tarantina abituata a compiacere “gli amici degli amici“, come quando accompagna Leonardo Giangrande il presidente della Confcommercio Taranto con macchinetta fotografica al seguito nel proprio “tour elettorale” ( a maggio ci sono le elezioni dei commercianti) , il quale vivendo e provenendo da Avetrana, la città di Taranto la conosce ben poco e male, o ad enfatizzare qualche sporadico sequestro di merce contraffatta nelle vie del centro della città dei due mari, in realtà non si accorgono di quello che  succede quotidianamente nelle vie del centro cittadino dove a farla da padrone ed a fare affari indisturbati,  sono sempre i venditori ambulanti che vendono merci contraffatte in via D’ Aquino e via Di Palma.  Certi giornali si accontentano di qualche elemosina pubblicitaria, o qualche giornalista di ricevere regalie, agevolazioni e sponsorizzazioni…dall’ associazione dei commercianti sempre più in crisi di rappresentanza ed economica a cause della chiusura di oltre 1.000 esercizi commerciali.

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Il mercato pasquale merce contraffatta in via D’ Aquino (foto di Carmine La Fratta)

Ma il vero problema è che tutto ciò alle forze dell’ordine importa ben poco, a partire dai vigili urbani che hanno il terrore di essere aggrediti dagli “ambulanti”. Viene da chiedersi cosa indossino a fare i vigili di Taranto la propria divisa…se poi non intervengono ! E resta da chiedersi anche cosa facciano di concreto e periodicamente  le Autorità preposte per arginare questo fenomeno di malcostume ed illegalità che dilaga di giorno in giorno. Le risposte sono le stesse: nulla !

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le “prove” per strada al mercato pasquale della merce contraffatta in via D’ Aquino ( foto di Carmine La Fratta)

Cosa aspetta il prefetto di Taranto dr. Guidato a creare dei gruppi interforze (Polizia di Stato, Carabinieri, Polizia Municipale e Guardia di Finanza) per mettere fine a questi fenomeni di illegalità così come fanno a Roma, Napoli, Firenze, Venezia ecc. ?Qualcuno…forse troppo dimenticano che la produzione e vendita di merce contraffatta in Italia è controllata dalla criminalità organizzata che in tal modo finanzia le proprie attività illecite.

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…e chiaramente nessun cittadino denuncia quanto è sotto i propri occhi….(foto di  Carmine La Fratta )

Quello che ha fotografato il nostro amico e fotografo Carmine La Fratta, non è soltanto un episodio pasquale, ma quanto accade nelle vie del centro cittadino per 365 giorni all’anno. Problemi che nessun candidato alle prossime elezioni regionali ha messo nel suo programma elettorale. Servono forse anche i voti della malavita ?

Nel frattempo la criminalità organizzata ed i vù cumprà abusivi ringraziano….




La stampa ed i giornalisti liberi non sono mai in vendita

di Antonello de Gennaro

come i nostri lettori avranno notato in questo anno dalla chiusura di quel che fu il “Corriere del Giorno di Puglia e Lucania“, quotidiano “clone” non autorizzato del vero Corriere del Giorno fondato nel 1947 da mio padre Franco de Gennaro insieme ai suoi soci Egidio Stagno, Franco Ferraiolo e Giovanni Acquaviva, ci siamo ben guardati dal raccontarvi i reali motivi del fallimento della Cooperativa 19 luglio, che dal settembre 2013 è in liquidazione coatta amministrativa (procedura del diritto fallimentare) dopo aver dilapidato oltre 27 milioni di euro di contributi pubblici incassati negli ultimi 10 anni, e chiuso “bottega” con un passivo di circa 5 milioni di euro !

CdG stampa serveMa a questo punto è importante rinfrescare la memoria dei tarantini e metterli in guardia su quello che qualche “furbetto” della provincia sta cercando di fare pur di metterci a tacere. Inutilmente. Da quando questo quotidiano online che ho il piacere e l’onore di dirigere, ha iniziato le sue pubblicazioni, e lo ha sempre fatto rispettando tutte le norme di Legge sulla Stampa, Editoria e Diritto d’ Autore, ne abbiamo sentite di tutti i colori sul mio (e nostro conto). Solo e soltanto calunnie, diffamazioni, da noi denunciate alla Magistratura competente, attacchi ricevuti persino da “pennivendoli- sindacalisti” e squallidi pettegolezzi provenienti dal provincialismo esasperato di qualche frustrato.

Tronchetti Provera e Tavaroli

Marco Tronchetti Provera e Tavaroli

Hanno persino provato (inutilmente) ad applicare il “metodo Boffo” al sottoscritto, nel tentativo di smontare la mia credibilità, senza sapere poveretti che ci aveva provato prima di loro il signor Marco Tronchetti Provera (e signora…si fare dire !) quando era Presidente della Telecom Italia, proprietaria ai quei tempi de La7, senza però riuscirvi nonostante le intercettazioni abusive commissionate contro il sottoscritto ( che è stata parte lesa nel processo Telecom-Pirelli, quello sulle intercettazioni) . Come è finita poi l’avventura di Tronchetti Provera e famiglia nelle telecomunicazioni e nei tribunali milanesi (e nelle banche) è ben noto a tutti.

Abbiamo ancora ben conservati nella nostra memoria sotto i nostri occhi gli “editti” dei giornalisti-soci della Cooperativa 19 luglio, i quali  seguito del loro fallimento-liquidazione annunciavano ai quattro venti che sarebbero tornati in edicola presto con un progetto editoriale imponente, che prevedeva la carta, il web e persino una web-tv. In realtà ognuno di loro ha solo pensato alla cassa integrazione ed al proprio portafoglio personale.

giornalismo indipendente ?

giornalismo indipendente ?

Uno si è “parcheggiato” all’ufficio stampa dell’ UGL , il sindacato del centrodestra, noto per le truffe e per le riunioni in cui sono soliti prendersi a botte, un altro si è messo a fare il ventriloquo….pardon, il portavoce ad un consigliere regionale tarantino del Pd, un’altra ha messo in piedi con il marito ed un assessore regionale, un sito online (di proprietà del politicante). I più saggi si sono messi a fare gli addetti stampa per enti ed associazioni di categoria, riciclandosi nella professione.

Del Corriere del Giorno di Puglia e Lucania che doveva riaprire nessuna traccia. Così come del loro sito online (che non era registrato in Tribunale) . Tutte parole al vento. Solo e soltanto parole.

Al contrario, chi vi scrive ha messo in piedi questo quotidiano online, esclusivamente con i propri mezzi economici e che grazie ai lettori, ma anche al nostro lavoro, al nostro modo di fare informazione senza padroni e senza padrini, in soli 8 mesi è diventato  il 1° giornale letto dai tarantini per numero di lettori ed anche per autorevolezza. Abbiamo rinunciato ad accettare fra i nostri soci alcuni importanti imprenditori della provincia jonica che si erano offerti di finanziarci, di comprare delle importanti quote societarie, così come abbiamo rispedito al mittente i tentativi di qualche amico “politico” di provare ad orientare o condizionare il nostro lavoro. Abbiamo raccontato alla città tutto quello che gli altri omettono di raccontare o fanno finta di non sapere pur di godere di qualche piccolo squallido privilegio.

Così come in questi 12 mesi non c’è stata nessuna iniziativa degli imprenditori (così si autodefiniscono….) tarantini, nessuna associazione di imprenditori, industriali, e “bottegari” ha mai pensato di entrare in gioco ed aprire il proprio portafoglio per riportare in edicola quello che era il “clone” (di Puglia e Lucania...) del vero Corriere del Giorno, fondato da mio padre ed i suoi soci con i propri soldi privati. Guarda caso, dicono di volerlo fare adesso, ora che devono cercare di nascondere le loro magagne ed i problemi giudiziari a loro carico.

CdG perrone CCFCME’ notizia delle ultime ore che alcuni esponenti della Confcommercio tarantina, starebbero progettando di rilevare il quotidiano “decotto” e fallito cioè il Corriere del Giorno di Puglia e Lucania , affidandolo alle cure dei soliti “pennivendoli disoccupati” pronti a stracciarsi le vesti di dosso pur di vivere qualche minuto di gloria.

Questi signori della Confcommercio dopo aver cercato inutilmente di creare e controllare un polo d’informazione tentando di acquistare l’emittente BluStar TV e manovrare il CdG  “clone” (cioè di Puglia e Lucania) attraverso la gestione della pubblicità, utilizzando una società, che Giangrande ci disse falsamente essere in liquidazione (quando invece non lo era !)  la COMUNICARE srl costituita e controllata dalla Confcommercio Taranto, amministrata dal “signor” Manzulli, con una gestione di esercizio che si è chiusa in maniera poco piacevole e cioè con una transazione stragiudiziale con la Cooperativa 19 luglio. Ma loro, non contenti…ora ci vogliono riprovare  !

Sappiano questi signori, i loro adepti e seguaci, che il sottoscritto non ha usurpato niente a nessuno, che i miei legali sono già pronti ed agguerriti per difendere la mia persona, i miei interessi economici, ma sopratutto la nostra libertà di fare un’ informazione realmente indipendente,  raccontando sempre solo e soltanto la verità, e di averlo fatto spesso da soli, occupandoci di alcuni esponenti della Confcommercio, che a partire dal suo presidente Leonardo Giangrande socio di minoranza di una catena di supermercati in franchising operante nel tarantino, e dal vice presidente vicario Aldo Manzulli, (che abbiamo già querelato) che per lavoro è ufficialmente “professore” in una scuola statale tecnica, per finire ad alcuni suoi rappresentanti, non fanno altro che diffamarci e cercarci di intimorirci. Inutilmente.

CdG Il GrilloCi siamo infatti occupati a settembre dell’anno scorso di Giampiero Laterza, consigliere della Confcommercio di Taranto e responsabile della Fipe Ristoratori-Confcommercio  della provincia di Taranto, nel cui ristorante Il Grillo, di Marina di Pulsano,  il personale del Dipartimento di Prevenzione dell’ ASL di Taranto in collaborazione con i Carabinieri nel NAS Nucleo Anti Sofisticazione di Taranto, durante i normali continui controlli a tutela della salute pubblica, per il rispetto dei requisiti delle strutture ed igienici dei ristoranti, cucine e prodotti alimentari, ha scoperto un suo deposito alimentare “abusivo” (cioè mai comunicato e verificato dall’ ASL) , a carico del quale sono state comminate pesanti sanzioni per le gravi violazioni in materia di sicurezza alimentare e sequestrati circa 250 chilogrammi (cioè due quintali e mezzo) di alimentari scaduti o in pessime condizioni rinvenuti nel deposito abusivo.

CdG Lord La scorsa settimana  ci siamo occupati di Giovanni Geri il titolare del negozio di abbigliamento  “Lord ” , che ricopre la carica di presidente della Federmoda-Confcommercio di Taranto  il quale recentemente è stato sottoposto a dei controlli fiscali da parte della Guardia di Finanza durati tre settimane, oltre ad avere ricevuto una comunicazione giudiziaria (ex- art. 415 bis ed art. 269 C.P.P. ) per la conclusione delle indagini anche a suo carico e della conseguenziale richiesta di rinvio a giudizio richiesta dal pubblico ministero dr. Alessio Coccioli della  Procura distrettuale antimafia di Lecce per “favoreggiamento” all’ organizzazione mafiosa che faceva capo alle famiglie D’Oronzo e De Vitis, con la presenza di un cognome a lui familiare: Scarci.

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Ma Geri, non era il solo….era in buona compagnia, in quanto le stesse accuse nei suoi confronti sono state fatte dalla Procura Distrettuale Antimafia di Lecce ad un’altro noto commerciante tarantino, Giovanni Perrone componente della famiglia Perrone proprietaria della “Ferramenta Perrone”, nonchè fratello del tale Angelo Perrone,   a cui proprio la Confcommercio di Taranto aveva affidato  nei mesi scorsi la Presidenza della categoria “Ferramenta & Bricolage” all’interno dell’ associazione dei commercianti.

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Come non meravigliarsi poi se la Confcommercio fa fatica mensilmente a pagare gli stipendi ai suoi dipendenti ? Come non capire le cause che hanno concorso alla chiusura definitiva degli oltre 1.000 esercizi commerciali che nell’ultimo anno hanno abbassato definitivamente le serrande, con una percentuale di oltre il 300% sul totale delle imprese cessate presso il Registro Imprese della Camera di Commercio di Taranto ? Ente quest’ultimo di cui il sig.  Giangrande è consigliere, ed in cui non a caso è stato sfiduciato dalla pressochè maggioranza degli altri consiglieri camerali, cioè dai rappresentanti della Confindustria, della Confesercenti, della Confagricoltura ecc.

Leonardo Giangrande

nella foto Leonardo Giangrande, commerciante di Avetrana

Sono a conoscenza di una serie di inesattezze e “bufale” raccontate in giro dal Giangrande nei miei confronti, ed allora anticipando i tempi della giustizia ordinaria (alias Tribunali) lo sfido pubblicamente ad un confronto diretto, pubblico.

Chiaramente, un confronto civile, dialettico e documentale. Se vuole, se ha il coraggio di accettarlo, il “commerciante” di Avetrana (Giangrande n.d.a.) , si faccia accompagnare   anche dal suo “prode” vicario Aldo Manzulli (ma di pomeriggio quando costui non è ad insegnare a scuola) pagato dai contribuenti. Magari si porti anche la sua addetta stampa Simona Giorgi, che passa più tempo a cercare di trovare clienti per l’agenzia di comunicazione della sorella, invece di pensare ai commercianti che le pagano lo stipendio, visto che peraltro di lei si lamenta pubblicamente anche il suo “amato” direttore Colella. Chissà… la Giorgi potrebbe farsi “ispirare” dai giornalisti e pennivendoli che ospita nelle sue cenette casalinghe….

In ogni caso, abbiamo materiale in abbondanza anche per il “vicario” Manzulli  e non solo….. Ma mi raccomando, Giangrande & Manzulli,  portatevi anche i Curriculum Vitae, quelli che avete omesso di consegnare alla Camera di Commercio, violando la Legge. Vi aspettiamo…




Taranto: la Camera di Commercio risponde alla Confcommercio…

Con un comunicato stampa la Camera di Commercio di Taranto ha preso oggi una  posizione molto dura nei confronti del Presidente di Confcommercio Taranto, Leonardo Giangrande  il quale nei giorni scorsi aveva tenuto una conferenza stampa (riportata dal Corriere del Giorno) dai toni quanto mai inopportuni, proprio all’indomani dell’assoluzione nella vicenda della selezione del Segretario generale dell’Ente camerale.

Le inesattezze e le ricostruzioni di parte pronunciate da Giangrande – dice la Camera di Commercioci costringono nostro malgrado e per l’ennesima volta ad intervenire, mentre una realtà complessa come Taranto meriterebbe che le energie fossero dedicate alla risoluzione dei problemi reali dell’economia. Quello che Giangrande ha presentato come “un momento di verità’”, si è trasformato in una vera e propria commedia durante la quale qualcuno si è tanto gonfiato da rischiare di scoppiare come la rana che vuole emulare il bue”

Leonardo Giangrande

il presidente di CONFCOMMERCIO Leonardo Giangrande

“Invece di spiegare ai suoi associati perché i dirigenti di Confcommercio (pagati con le quote associative), hanno assistito inerti alla chiusura di centinaia di esercizi commerciali a Taranto e in provincia, Giangrande solleva cortine fumogene, deforma la realtà e insinua in chi ascolta il dubbio che si siano tessuti trame e complotti.

Ostentare tanta sicurezza e alzare continuamente i toni serve ovviamente solo a coprire le debolezze di una governance ormai al capolinea, che gli associati sapranno ben valutare. Il mandato Giangrande, infatti, si è distinto non solo per non aver saputo svolgere la necessaria azione di rappresentanza sindacale che spetta alle Associazioni di categoria, ma anche per aver sperperato un patrimonio in termini di prestigio che Confcommercio aveva acquisito nella precedente gestione.

Egli, inoltre, per un malcelato sentimento di rivalsa personale, ha allontanato colpevolmente i suoi associati dalle attività della loro Camera di Commercio che, è bene ricordarlo, persegue la promozione del sistema economico territoriale nel suo complesso, non elargisce favori a singoli comparti produttivi, né esclude alcuna associazione di categoria. Quante opportunità il commercio tarantino ha perso per l’incapacità di Giangrande di dialogare democraticamente nei luoghi deputati!

Schermata 2015-03-05 alle 20.36.33E’ paradossale, inoltre, che un presidente sfiduciato – sulla base di atti pubblici e consultabili – da ben 19 consiglieri camerali, tra cui la maggior parte dei rappresentanti della sua stessa Confcommercio, continui ad ergersi in modo stucchevole ad esempio di rettitudine e di moralità, accusando di strumentalizzazione e disonestà quanti non sono d’accordo con lui, perfino la Magistratura!

Schermata 2015-03-05 alle 20.37.25Le numerose segnalazioni prodotte da Roberto Falcone sulla procedura di selezione pubblica del Segretario generale hanno acceso l’attenzione su comportamenti verso i quali era necessario porre rimedio. Solo grazie all’insistenza ed alla decisa (e contrastata) azione del presidente della Camera di Commercio Luigi Sportelli quegli atti, ancor prima dell’intervento della magistratura, sono stati bloccati e sono state adottate decisioni in autotutela che hanno ripristinato trasparenza e legalità. La posizione del presidente Sportelli era ed è, quindi, diversa da quella degli altri protagonisti della vicenda, come inconfutabilmente emerge dagli atti camerali che, si ripete, sono pubblici e consultabili.

CdC CCIAA TA bynight

La sfiducia – con la quale Giangrande è stato estromesso dalla Giunta camerale – ha espresso, lo ripetiamo per l’ennesima volta – una chiara volontà politica che non era rivolta alle organizzazioni di categoria, ma a persone ritenute non idonee a ricoprire determinati ruoli pubblici. È da sottolineare, inoltre, che non è stato l’intervento della magistratura, né la vicenda giudiziaria in quanto tale a portare alla sfiducia, ma anche altre e numerose motivazioni oggettive.

Una volontà democratica, dunque, che ha superato tutti i gradi della giustizia amministrativa al termine di un lungo contenzioso giudiziario in cui siamo stati trascinati a causa del risentimento personale di Giangrande. Questo è il punto che definisce la personalità egocentrica e la mancanza di spessore istituzionale del Presidente di Confcommercio Taranto, caratteristiche che non sfuggiranno ai commercianti tarantini ed alle Istituzioni.

Per chiarire in modo definitivo al territorio tutti gli aspetti di questa vicenda ed a testimonianza della assoluta trasparenza di ogni azione politico – amministrativa sin qui condotta, l’Ente camerale è da subito disponibile ad un confronto pubblico”. Finisce così il duro attacco della Camera di Commercio alla governance della Confcommercio tarantina.

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Il Corriere del Giorno è disponibile sin d’ora ad organizzare un confronto o dibattito pubblico fra il Presidente della Camera di Commercio ed il Presidente di Confcommercio, che verrebbe realizzato con la tecnica americana del “check-fact”, cioè della verifica in tempo reale delle rispettive dichiarazioni, ed entrambi i Presidenti potranno parlare pubblicamente per dei periodi di tempo uguali e senza interruzioni. la città di Taranto, gli industriali,  i commercianti, gli artigiani e gli agricoltori hanno il diritto di ristabilire la verità sulle delle guerre personali che non hanno nulla di istituzionale.  Adesso è una questione di coraggio e responsabilità. Vediamo chi ce l’ha…




Qualcuno spieghi a Giangrande che una sentenza di 1° grado non è definitiva…

Prima di raccontarvi cosa è successo ieri, vogliamo informare i nostri lettori che stiamo per parlare di Leonardo Giangrande attuale presidente (in scadenza di mandato) della Confcommercio  che non ama questo quotidiano online, andando a raccontare alla giunta  dell’associazione presieduta di “averci in pugno“. Su queste affermazioni stendiamo un velo pietoso, avendo già avuto un contradditorio con Giangrande nei suoi uffici, smentendo punto per punto le sue affermazioni e provando documentalmente quanto abbiamo scoperto e che vi racconteremo e documenteremo presto. Ed a nulla servono le sue ultime “frequentazioni” con un rappresentante delle forze dell’ordine che fra 6 mesi finalmente lascerà Taranto, dopo aver fatto il “lobbista” ed il “chierichetto” invece di fare il servitore dello Stato ed occuparsi di illegalità e criminalità, che dovrebbe essere il suo lavoro !

Leonardo Giangrande

nella foto, Leonardo Giangrande

Ma torniamo a Giangrande. Ieri ha tenuto una conferenza stampa “accusatoria” , alla luce dell’assoluzione dal processo relativo alla nomina contestata e turbolenta del segretario generale della Camera di Commercio, ente camerale ove il presidente dei commercianti tarantini siede in consiglio di amministrazione, e dove ha sognato per qualche ora di diventarne il Presidente. Al momento, inutilmente.

Giangrande ha detto che “si evince facilmente l’infondatezza di tutto il processo che è frutto delle logorroiche accuse mosse dal signor Falcone che ha trasmesso denunce ed esposti contenenti illazioni e pettegolezzi” dimenticando che per il Gip, cioè il Giudice per le Indagini Preliminari e per il pubblico ministero dr. Remo Epifani, non si trattava di pettegolezzi.

Accanto al rappresentante della Confcommercio tarantino vi era il suo legale Egidio Albanese, che ha di fatto svolto una seconda arringa difensiva,  dimenticandosi che ieri non erano presenti nè il Gip, cioè il giudice che aveva deciso che bisognava procedere nei confronti delle persone sottoposte ad indagine per la vicenda in questione, nè il pm Remo Epifani. Che secondo voci di corridoio della Procura, sarebbe intenzionato a ricorrere in Appello.

 Quindi questa sentenza di 1° grado del Tribunale di Taranto, di cui prendiamo atto, ed abbiamo già dato notizia, e lo ricordiamo per dovere di cronaca e rispetto ai nostri lettori, al momento non è definitiva in quanto non è ancora passata in giudicato. Quindi gioire manifestando rancori, accusando gli assenti è a dir poco una mancanza di tatto, e strategia processuale-difensiva. Ma dato il personaggio non ci meravigliamo.

CdG mozione sfiduciaNello sfogo “provinciale” di Giangrande, che non ci ama al punto tale da aver dato disposizioni alla sua addetta stampa di non inviarci comunicati, e di non invitarci alle sue conferenze stampa (e di questo lo ringraziamo…pubblicamente !) vi sono delle forti accuse nei confronti dell’ex-commissario della Camera di commercio, cioè Roberto Falcone, che fanno seguito alle paventate azioni legali di rivalsa preannunciate dal rappresentante dei commercianti tarantini. Peccato che non sappia, che i tempi per una querela per calunnia, sono ampiamente scaduti.

CdG firme mozione sfiduciaMa ieri nella sua conferenza-sfogo Giangrande si è dimenticato di raccontare qualcosa…. ai giornalisti tarantini e cioè di una mozione di sfiducia nei suoi confronti  firmata nel 2012 da ben 19 consiglieri della Camera di Commercio di taranto, in cui veniva contestato ed evidenziato il “costante ed indebito tentativo di volersi ingerire nella gestione dell’ Ente pubblico attraverso il condizionamento del suo legittimo Presidente (il Cav. Luigi Sportelli n.d.r.) ….omissis….fatto questo assolutamente grave oltre che palesemente contrario alla Legge e allo Statuto Camerale“.

Fra i firmatari di questa mozione nomi ben noti e rappresentativi dell’economia ed imprenditoria tarantina, come l’attuale presidente della Confindustria  Taranto  Vincenzo Cesareo, del direttore generale della BBC San Marzano Emanuele Di Palma, di Gerardo Giovinazzi (all’epoca dei fatti, presidente della Confagricoltura), ecc. Tutti pazzi ? Tutti complottisti ?

Schermata 2015-03-01 alle 10.14.26  Giangrande ci spieghi piuttosto e lo spieghi pubblicamente sopratutto ai commercianti tarantini, alle loro famiglie di cui parla spesso inutilmente, ai cittadini di Taranto, delle vicende societarie della società Comunicare srl (controllata dalla Confcommercio Taranto) e dei capannoni realizzati con soldi pubblici nelle vicinanze di San Giorgio Jonico, e che fine hanno fatto. Ci spieghi una poco chiara vicenda sulle decine di fax partiti dalla Confcommercio (in nome e per conto di alcuni propri iscritti) per la partecipazione ad un bando di gara della Camera di Commercio, per effettuare i lavori di installazione delle telecamere di video sorveglianza nelle farmacie tarantine. Bando che prevedeva però l’invio a mezzo Pec o raccomandata , pena la nullità, e che è stato vinto da un’azienda che aveva rispettato le modalità di partecipazione al bando di gara aggiudicandoselo.

Schermata 2015-03-01 alle 10.08.15Azienda che guarda i casi… della vità è di un “sodale” che siede insieme a Giangrande nella Giunta esecutiva della Confcommercio di Taranto. E ci spieghi come mai insieme ad  Aldo Manzulli, il suo vice presidente in Confommercio , che siede anche nel consiglio di amministrazione della Camera di Commercio di Taranto, non abbiano ancora oggi inviato il proprio curriculum vitae all’ Ente camerale (come previsto dalla legge).  Giangrande ci  spieghi anche se trova normale che il suo “vice” presidente nell’associazione dei commercianti tarantini partecipi con le sue società di famiglia ai bandi della Camera di Commercio in netto conflitto d’interessi ! Fa un pò sorridere la sua dichiarazione reddituale da “lavoratore dipendente” che nel 2013 ha dichiarato solo 34mila euro di reddito.

Così come ci fà sorridere Giangrande quando parla di  avere “centinaia di dipendenti nella sua azienda“, quando in realtà non risulta essere proprietario di nessun’azienda, ma bensì solo azionista al 10% della Supercentro s.p.a di Taranto ed al 33% della Gi.Ma.Ca. di Avetrana, sua cittadina natale. Società che gestiscono in franchising dei supermercati nella provincia di Taranto.

Noi restiamo a disposizione di Giangrande e dei suoi “sodali” della Confcommercio qualora volessero chiarire quanto abbiamo scritto e raccontato, e lo siamo nel rispetto delle norme di Legge sulla Stampa, e nel rispetto del nostro dovere “deontologico” nei confronti dei nostri lettori.

P.S. Ecco la situazione aggiornata al 31.12.2014 delle attività d’impresa nella Provincia di Taranto: le imprese registrate e attive, le iscrizioni, cessazioni e saldi nell’anno, suddivisi per sezione di attività economica. Questi numeri parlano da soli…non sono nostri commenti o opinioni. E dicono chiaramente una cosa: il commercio tarantino è “moribondo”. Esattamente come la Confcommercio di Taranto ! Di cosa meravigliarsi ?

CdG dati camerali TA 2014




La crisi del commercio tarantino e della Confcommercio

Continuano a scendere le serrande dei negozi tarantini costretti alla chiusura a causa della mancanza di affari e clientela, in un città sempre più abbandonata a sè stessa, priva di rappresentanza politica ed associativa. La Confcommercio tarantina inerme si affanna a scegliere giornalisti e giornaletti “amici” nella puerile e banale convinzione che inviare o meno i propri comunicati stampa possa condizionare o limitare la libertà di stampa, invece di pensare alla propria crisi gestionale causata dal crescente numero di iscritti che abbandonano l’associazione o non pagano le quote. Ed a nulla è servita la nuova quota associativa “ridotta” prevista per i nuovi associati, che in un recente passato si era rivelata molto utile alla Confcommercio  per contare di più nella corsa al rinnovo del consiglio di amministrazione della Camera di Commercio tarantina.

Sono finiti i tempi in cui l’associazione dei commercianti tarantini sognava ed aspirava a gestire scenari multimediali (naufragati nel nulla…), che prevedevano l’acquisizione dell’emittente televisiva Blustar Tv dalla famiglia Quaranta, ed il “controllo” pubblicitario attraverso la società Comunicare srl (di proprietà Confcommercio Taranto) di quello che fu il quotidiano “Corriere del Giorno di Puglia e Lucania” fallito e chiuso definitivamente lo scorso 30 marzo, che è bene precisare non ha alcun collegamento con la nostra testata e lo storico quotidiano tarantino Corriere del Giorno fondato nel 1947 da Franco de Gennaro, Franco Ferraiolo,  Egidio Stagno e Giovanni Acquaviva. E dati i risultati dell’emittente televisiva e del quotidiano, ci auguriamo sinceramente che mai la Confcommercio possa pensare di entrare nel nostro assetto societario, che grazie a Dio è ben solido e stabile. Anche perchè siamo scaramantici.

CdG Auchan TarantoLascia molto da pensare l’ostracismo dell’associazione dei commercianti tarantini all’apertura a Taranto delle catene commerciali Decathlon e Leroy Merlin, che avrebbero intenzione di aprire delle proprie strutture commerciali nell’area del raddoppio richiesto dalla società che gestisce la galleria Auchan alle porte della città in direzione verso S. Giorgio Jonico.  Abbiamo scoperto peraltro che  proprio i tarantini rappresentano la maggiore percentuale di clientela che si reca presso le catene commerciali ubicate alle porte di Bari e Brindisi, dove portano i propri soldi per fare i loro acquisti .

CdG Ipercoop Taranto

L’ ostracismo contro il raddoppio del centro Auchan, non c’è stato dalla parte della Confcommercio quando invece, si è esteso ed ampliato il centro commerciale dell’ Ipercoop. Stranezze della vita….che alimentano alcune voci ricorrenti di un “particolare” interessamento a queste operazioni immobiliari e commerciali da parte di qualcuno della Confcommercio jonica. Per fortuna dubitare, grazie a Dio (e secondo il Codice Penale) non costituisce ancora un peccato o un reato !

Nel frattempo, mentre fervono manovre per le prossime elezioni per il rinnovo delle cariche alla Confcommercio di Taranto,  i tarantini sono costretti a recarsi presso i centri commerciali di Casamassima (Bari) e Mesagne (Br) per fare i loro acquisti, mentre i vertici in scadenza dei commercianti tarantini perdono inutilmente il loro tempo nelle loro questue nei vari assessorati, o cercando di badare esclusivamente ai propri affarucci o ambizioni ad incarichi pubblici.

I disoccupati ed i commercianti falliti di Taranto ringraziano…

P.S. la redazione del Corriere del Giorno si associa nel ringraziamento… grata di non essere destinataria di informazioni dirette delle attività…della Confcommercio Taranto. Le informazioni sappiamo trovarle da soli e senza qualche comunicato stampa inutile.