La stampa ed i giornalisti liberi non sono mai in vendita

La stampa ed i giornalisti liberi non sono mai in vendita

di Antonello de Gennaro

come i nostri lettori avranno notato in questo anno dalla chiusura di quel che fu il “Corriere del Giorno di Puglia e Lucania“, quotidiano “clone” non autorizzato del vero Corriere del Giorno fondato nel 1947 da mio padre Franco de Gennaro insieme ai suoi soci Egidio Stagno, Franco Ferraiolo e Giovanni Acquaviva, ci siamo ben guardati dal raccontarvi i reali motivi del fallimento della Cooperativa 19 luglio, che dal settembre 2013 è in liquidazione coatta amministrativa (procedura del diritto fallimentare) dopo aver dilapidato oltre 27 milioni di euro di contributi pubblici incassati negli ultimi 10 anni, e chiuso “bottega” con un passivo di circa 5 milioni di euro !

CdG stampa serveMa a questo punto è importante rinfrescare la memoria dei tarantini e metterli in guardia su quello che qualche “furbetto” della provincia sta cercando di fare pur di metterci a tacere. Inutilmente. Da quando questo quotidiano online che ho il piacere e l’onore di dirigere, ha iniziato le sue pubblicazioni, e lo ha sempre fatto rispettando tutte le norme di Legge sulla Stampa, Editoria e Diritto d’ Autore, ne abbiamo sentite di tutti i colori sul mio (e nostro conto). Solo e soltanto calunnie, diffamazioni, da noi denunciate alla Magistratura competente, attacchi ricevuti persino da “pennivendoli- sindacalisti” e squallidi pettegolezzi provenienti dal provincialismo esasperato di qualche frustrato.

Tronchetti Provera e Tavaroli

Marco Tronchetti Provera e Tavaroli

Hanno persino provato (inutilmente) ad applicare il “metodo Boffo” al sottoscritto, nel tentativo di smontare la mia credibilità, senza sapere poveretti che ci aveva provato prima di loro il signor Marco Tronchetti Provera (e signora…si fare dire !) quando era Presidente della Telecom Italia, proprietaria ai quei tempi de La7, senza però riuscirvi nonostante le intercettazioni abusive commissionate contro il sottoscritto ( che è stata parte lesa nel processo Telecom-Pirelli, quello sulle intercettazioni) . Come è finita poi l’avventura di Tronchetti Provera e famiglia nelle telecomunicazioni e nei tribunali milanesi (e nelle banche) è ben noto a tutti.

Abbiamo ancora ben conservati nella nostra memoria sotto i nostri occhi gli “editti” dei giornalisti-soci della Cooperativa 19 luglio, i quali  seguito del loro fallimento-liquidazione annunciavano ai quattro venti che sarebbero tornati in edicola presto con un progetto editoriale imponente, che prevedeva la carta, il web e persino una web-tv. In realtà ognuno di loro ha solo pensato alla cassa integrazione ed al proprio portafoglio personale.

giornalismo indipendente ?

giornalismo indipendente ?

Uno si è “parcheggiato” all’ufficio stampa dell’ UGL , il sindacato del centrodestra, noto per le truffe e per le riunioni in cui sono soliti prendersi a botte, un altro si è messo a fare il ventriloquo….pardon, il portavoce ad un consigliere regionale tarantino del Pd, un’altra ha messo in piedi con il marito ed un assessore regionale, un sito online (di proprietà del politicante). I più saggi si sono messi a fare gli addetti stampa per enti ed associazioni di categoria, riciclandosi nella professione.

Del Corriere del Giorno di Puglia e Lucania che doveva riaprire nessuna traccia. Così come del loro sito online (che non era registrato in Tribunale) . Tutte parole al vento. Solo e soltanto parole.

Al contrario, chi vi scrive ha messo in piedi questo quotidiano online, esclusivamente con i propri mezzi economici e che grazie ai lettori, ma anche al nostro lavoro, al nostro modo di fare informazione senza padroni e senza padrini, in soli 8 mesi è diventato  il 1° giornale letto dai tarantini per numero di lettori ed anche per autorevolezza. Abbiamo rinunciato ad accettare fra i nostri soci alcuni importanti imprenditori della provincia jonica che si erano offerti di finanziarci, di comprare delle importanti quote societarie, così come abbiamo rispedito al mittente i tentativi di qualche amico “politico” di provare ad orientare o condizionare il nostro lavoro. Abbiamo raccontato alla città tutto quello che gli altri omettono di raccontare o fanno finta di non sapere pur di godere di qualche piccolo squallido privilegio.

Così come in questi 12 mesi non c’è stata nessuna iniziativa degli imprenditori (così si autodefiniscono….) tarantini, nessuna associazione di imprenditori, industriali, e “bottegari” ha mai pensato di entrare in gioco ed aprire il proprio portafoglio per riportare in edicola quello che era il “clone” (di Puglia e Lucania...) del vero Corriere del Giorno, fondato da mio padre ed i suoi soci con i propri soldi privati. Guarda caso, dicono di volerlo fare adesso, ora che devono cercare di nascondere le loro magagne ed i problemi giudiziari a loro carico.

CdG perrone CCFCME’ notizia delle ultime ore che alcuni esponenti della Confcommercio tarantina, starebbero progettando di rilevare il quotidiano “decotto” e fallito cioè il Corriere del Giorno di Puglia e Lucania , affidandolo alle cure dei soliti “pennivendoli disoccupati” pronti a stracciarsi le vesti di dosso pur di vivere qualche minuto di gloria.

Questi signori della Confcommercio dopo aver cercato inutilmente di creare e controllare un polo d’informazione tentando di acquistare l’emittente BluStar TV e manovrare il CdG  “clone” (cioè di Puglia e Lucania) attraverso la gestione della pubblicità, utilizzando una società, che Giangrande ci disse falsamente essere in liquidazione (quando invece non lo era !)  la COMUNICARE srl costituita e controllata dalla Confcommercio Taranto, amministrata dal “signor” Manzulli, con una gestione di esercizio che si è chiusa in maniera poco piacevole e cioè con una transazione stragiudiziale con la Cooperativa 19 luglio. Ma loro, non contenti…ora ci vogliono riprovare  !

Sappiano questi signori, i loro adepti e seguaci, che il sottoscritto non ha usurpato niente a nessuno, che i miei legali sono già pronti ed agguerriti per difendere la mia persona, i miei interessi economici, ma sopratutto la nostra libertà di fare un’ informazione realmente indipendente,  raccontando sempre solo e soltanto la verità, e di averlo fatto spesso da soli, occupandoci di alcuni esponenti della Confcommercio, che a partire dal suo presidente Leonardo Giangrande socio di minoranza di una catena di supermercati in franchising operante nel tarantino, e dal vice presidente vicario Aldo Manzulli, (che abbiamo già querelato) che per lavoro è ufficialmente “professore” in una scuola statale tecnica, per finire ad alcuni suoi rappresentanti, non fanno altro che diffamarci e cercarci di intimorirci. Inutilmente.

CdG Il GrilloCi siamo infatti occupati a settembre dell’anno scorso di Giampiero Laterza, consigliere della Confcommercio di Taranto e responsabile della Fipe Ristoratori-Confcommercio  della provincia di Taranto, nel cui ristorante Il Grillo, di Marina di Pulsano,  il personale del Dipartimento di Prevenzione dell’ ASL di Taranto in collaborazione con i Carabinieri nel NAS Nucleo Anti Sofisticazione di Taranto, durante i normali continui controlli a tutela della salute pubblica, per il rispetto dei requisiti delle strutture ed igienici dei ristoranti, cucine e prodotti alimentari, ha scoperto un suo deposito alimentare “abusivo” (cioè mai comunicato e verificato dall’ ASL) , a carico del quale sono state comminate pesanti sanzioni per le gravi violazioni in materia di sicurezza alimentare e sequestrati circa 250 chilogrammi (cioè due quintali e mezzo) di alimentari scaduti o in pessime condizioni rinvenuti nel deposito abusivo.

CdG Lord La scorsa settimana  ci siamo occupati di Giovanni Geri il titolare del negozio di abbigliamento  “Lord ” , che ricopre la carica di presidente della Federmoda-Confcommercio di Taranto  il quale recentemente è stato sottoposto a dei controlli fiscali da parte della Guardia di Finanza durati tre settimane, oltre ad avere ricevuto una comunicazione giudiziaria (ex- art. 415 bis ed art. 269 C.P.P. ) per la conclusione delle indagini anche a suo carico e della conseguenziale richiesta di rinvio a giudizio richiesta dal pubblico ministero dr. Alessio Coccioli della  Procura distrettuale antimafia di Lecce per “favoreggiamento” all’ organizzazione mafiosa che faceva capo alle famiglie D’Oronzo e De Vitis, con la presenza di un cognome a lui familiare: Scarci.

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Ma Geri, non era il solo….era in buona compagnia, in quanto le stesse accuse nei suoi confronti sono state fatte dalla Procura Distrettuale Antimafia di Lecce ad un’altro noto commerciante tarantino, Giovanni Perrone componente della famiglia Perrone proprietaria della “Ferramenta Perrone”, nonchè fratello del tale Angelo Perrone,   a cui proprio la Confcommercio di Taranto aveva affidato  nei mesi scorsi la Presidenza della categoria “Ferramenta & Bricolage” all’interno dell’ associazione dei commercianti.

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Come non meravigliarsi poi se la Confcommercio fa fatica mensilmente a pagare gli stipendi ai suoi dipendenti ? Come non capire le cause che hanno concorso alla chiusura definitiva degli oltre 1.000 esercizi commerciali che nell’ultimo anno hanno abbassato definitivamente le serrande, con una percentuale di oltre il 300% sul totale delle imprese cessate presso il Registro Imprese della Camera di Commercio di Taranto ? Ente quest’ultimo di cui il sig.  Giangrande è consigliere, ed in cui non a caso è stato sfiduciato dalla pressochè maggioranza degli altri consiglieri camerali, cioè dai rappresentanti della Confindustria, della Confesercenti, della Confagricoltura ecc.

Leonardo Giangrande

nella foto Leonardo Giangrande, commerciante di Avetrana

Sono a conoscenza di una serie di inesattezze e “bufale” raccontate in giro dal Giangrande nei miei confronti, ed allora anticipando i tempi della giustizia ordinaria (alias Tribunali) lo sfido pubblicamente ad un confronto diretto, pubblico.

Chiaramente, un confronto civile, dialettico e documentale. Se vuole, se ha il coraggio di accettarlo, il “commerciante” di Avetrana (Giangrande n.d.a.) , si faccia accompagnare   anche dal suo “prode” vicario Aldo Manzulli (ma di pomeriggio quando costui non è ad insegnare a scuola) pagato dai contribuenti. Magari si porti anche la sua addetta stampa Simona Giorgi, che passa più tempo a cercare di trovare clienti per l’agenzia di comunicazione della sorella, invece di pensare ai commercianti che le pagano lo stipendio, visto che peraltro di lei si lamenta pubblicamente anche il suo “amato” direttore Colella. Chissà… la Giorgi potrebbe farsi “ispirare” dai giornalisti e pennivendoli che ospita nelle sue cenette casalinghe….

In ogni caso, abbiamo materiale in abbondanza anche per il “vicario” Manzulli  e non solo….. Ma mi raccomando, Giangrande & Manzulli,  portatevi anche i Curriculum Vitae, quelli che avete omesso di consegnare alla Camera di Commercio, violando la Legge. Vi aspettiamo…

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