L' Ordine dei Giornalisti Puglia sui corsi di giornalismo a pagamento: "Attenti ai furbi". Ma a Bari continuano...mentre a Taranto i giornalisti incassano dalla politica

ROMA – “Attenti ai furbi, agli approfittatori, ai venditori di illusioni. Non esistono corsi di preparazione per diventare giornalisti, tantomeno bisogna pagare per conseguire uno status che può riconoscere solo l’Ordine dei giornalisti in base a regole chiare stabilite dalla legge e dall’Ordine“: è quanto dichiarava lo scorso 26 luglio 2019  il presidente dell’Ordine dei giornalisti della Puglia dopo alcune segnalazioni ricevute su fantomatici corsi di giornalismo a pagamento pubblicizzati di recente.
Le segnalazioni in realtà altro non era che una nostra inchiesta giornalistica, mentre tutto il resto della stampa barese e pugliese con in testa il sindacato pugliese, l’ Assostampa di Bari si giravano dall’altra parte e taceva sul fenomeno dei tesserini a pagamento e sullo sfruttamento delle persone

Non ci sono corsi a pagamento, anche quelli di aggiornamento, sono organizzati dall’Ordine e sono gratuiti”, osservava a suo tempo  Pietro Ricci  presidente Ordine dei giornalisti della Puglia . “Vogliamo mettervi in guardia da quanti, spesso giornalisti professionisti o pubblicisti, ogni anno danno vita a improbabili percorsi di studio o selezioni il cui unico scopo è lucrare sulle vostre aspirazioni e farvi lavorare gratis per le testate dalle quali essi stessi traggono guadagni.
Cioè esattamente il caso della testata online Barinedita, di cui ci siamo occupati in passato e che continua a spacciare come “redattori” persone che non sono neanche giornalisti !
Ma proprio oggi sul socialnetwork Facebook abbiamo trovato questo nuovo avviso: “Si aprono le iscrizioni per il nuovo corso di giornalismo di Barinedita, dedicato a coloro che vogliono imparare ad utilizzare il linguaggio giornalistico (anche solo per cultura personale) e che intendono collaborare per la nostra testata. Il corso formerà infatti i futuri COLLABORATORI di BARINEDITA” IL DIRETTORE DELLA TESTATA, Marco Montrone, professionista (e già giornalista per Il Sole 24 Ore, l’Unità, La Gazzetta del Mezzogiorno, Leggo), al suo 27esimo corso come docente, impartirà lezioni teoriche e pratiche…
Ci chiediamo a questo punto cosa aspettino l’ Ordine dei Giornalisti di Puglia e l’ Assostampa pugliese a rivolgersi alla Guardia di Finanza e verificare la regolarità del lavoro dei giornalisti e collaboratori della testata Barinedita, nonchè sulla legittimità di questi corsi visto che violano la Legge ?

il sindaco Melucci ed alle sue spalle Mazza e la Imbimbo

Ma cosa ci si può aspettare da un sindacato come l’ Assostampa di Puglia che annovera fra i suoi “collaboratori” Doriana Imbimbo  la “staffista” del sindaco di Taranto Rinaldo Melucci, rinviata a processo dalla Procura di Taranto per “truffa“, fortemente voluta e sostenuta dal suo amico Mimmo Mazza, vicepresidente del sindacato dei giornalisti in Puglia, plurindagato dalle Procure di Taranto, Bari e Roma anche per delle nostre denunce, e con più di qualche “pesante” causa civile intentata dalla famiglia Riva, i proprietari dell’ ex-ILVA

Non è  un caso la circostanza che il giornalista-sindacalista Mimmo Mazza con una sua società recentemente costituita di cui detiene il 50% delle quote (pur avendo un contratto di esclusiva con la Gazzetta del Mezzogiorno)  incassa soldi per pubblicità dal Comune di Taranto violando tutte le norme deontologiche giornalistiche ? Ah quante coincidenze….
P.S.Nel frattempo Giuseppe De Tommaso direttore della Gazzetta (o “Mazzetta” come titolo anni fa il quotidiano La Repubblica  ?)  fa finta di niente. Ed il Consiglio di Disciplina dell’ Ordine dei giornalisti pugliese continua ad insabbiare tutto nel valzer delle dimissioni e sostituzioni dei suoi componenti….



Emiliano, Morselli e Melucci: "Ora stiamo insieme". Della serie al ridicolo non c'è mai fine... !

ROMA – Ci sarebbe voluta la presenza di Roberto Giacchetti durante un assemblea per le primarie del PD quando disse ad Emiliano : “avete la faccia cole il culo”,  alla conferenza stampa “farsa” di ieri  con  l’ad Arcelor Mittal Italia Lucia Morselli , il governatore Michele Emiliano e il sindaco Rinaldo Melucci nella consueta parte degna del suo soprannome di “Sergente Garcia” con il quale ormai viene chiamata ed indicato da tutta Taranto .

Ascoltare  Emiliano dire cheper la prima volta mi sono sentito a casa” e Melucci aggiungere “Momento di ricucitura” e la Morselli affermare “L’acciaieria non finisce con un perimetro, esce da questa cerchia in cui sembra definita ed entra nelle case di tutti i dipendenti – ha dichiarato la numero uno di Am Italia per la prima volta dal suo subentro al cospetto della stampa locale (profumatamente “legata” cioè retribuita pubblicitariamente dal gruppo franco-indiano)  – abbiamo costruito una comunione d’intenti e sappiamo che stiamo insieme“.

Dire “Adesso sappiamo che stiamo insieme”, il giorno dopo in cui la Regione Puglia ed il Comune di Taranto si sono costituiti nel giudizio di Milano contro Arcelor Mittal Italia, relativo al ricorso cautelare presentato dai commissari contro il tentativo di sottrarsi agli obblighi contrattuali stipulati del gruppo franco-indiano.

La conferenza stampa fortemente voluta da Emiliano a fini elettori (a giugno 2020 si vota per il rinnovo del Consiglio regionale)  come di consueto ha quindi rasentato il ridicolo. La Morselli ha dichiarato sulla questione pagamenti che c’è stata “qualche difficoltà nei giorni scorsi, non voglio minimizzare perché sono cose molto serie. Con l’aiuto del presidente e del sindaco siamo riusciti a trovare rapidamente una soluzione. Una soluzione anche immaginando un percorso di coordinamento tra realtà produttiva locale e acciaieria di Taranto“. Sarà cioè costituita una specie di task force tra i fornitori dell’indotto ed appalto e l’amministrazione di Arcelor Mittal per evitare malintesi e difficoltà: si incontreranno con cadenza mensile “ma faccio un invito a loro per qualsiasi chiarimento, dubbio: siamo aperti e disponibili tutti i giorni”.

Resta da chiedersi, visto che nessun giornalista in conferenza stampa si è degnato di domandarlo, cosa c’entrino un governatore regionale ed un sindaco nelle procedure di pagamento di un’azienda facente parte di un Gruppo come Arcelor Mittal Italia quotato in Borsa . E sopratutto come mai siano “aperti e disponibili tutti i giorni” allorquando nei giorni precedenti, come dimostrato su alcuni programmi televisivi nazionali, ai loro centralini amministrativi non rispondeva nessuno, fino al vero intervento risolutivo e cioè quello delle procure di Milano e Taranto .

In serata è arrivata la notizia da Milano  l’udienza della causa civile a Milano che si è svolta ieri mattina all’interno della quale è stata  comunicata il cronoprogramma per il riassortimento dei magazzini. Il giudice Claudio Marangoni ha manifestato in apertura di udienza il proprio apprezzamento verso ArcelorMittal che rispettato l’invito, contenuto nella sua decisione del 18 novembre scorso, a non svolgere attività che potessero avere effetti irreversibili e danneggiare l’azienda. Fonti presenti all’udienza hanno riferito che Lucia Morselli Ad di ArcelorMittal Italia  “ha garantito il normale funzionamento degli impianti e la continuità produttiva” e quindi nessuno stop degli altoforni, con una ripresa del riassortimento dei magazzini nel prossimo mese con una produzione che da 10,5 kiloton che aumenterà fino a 12 kiloton in quattro settimane.

Adesso ArcelorMittal qualora la mediazione con il Governo non dovesse portare ad un accorso, avrà tempo fino al 16 dicembre per depositare una propria memoria nel procedimento sul ricorso cautelare presentato dai commissari. Quindi se il 20 dicembre ci sarà una convergenza sul contratto definitivo, che non sarà più quello originario ma dovrebbe contenere una serie di modifiche, la causa si estinguerà con un “non luogo a procedere”. nel procedimento sul ricorso d’urgenza dei commissari ILVA in A.S.  contro l’addio di ArcelorMittal, presenti come parti la Procura di Milano, la Regione Puglia e il Comune di Taranto. I legali dell’associazione di consumatori del Codacons hanno annunciato di essersi costituiti nel procedimento civile.

All’udienza erano  presenti per Am InvestCo (Arcelor Mittal) gli avvocati Giuseppe Scassellati, Ferdinando Emanuele, Roberto Argeri, Roberto Bonsignore (dello studio Cleary Gottlieb), De Nova, Enrico Castellani e Marco Annoni per l’ ILVA in Amministrazione Straordinaria.  La Procura di Milano , intervenuta nell’udienza di ieri, parallelamente continua a lavorare nell’ambito dell’inchiesta penale con le ipotesi di reato di aggiotaggio informativo e falsa dichiarazione dei redditi nei confronti del gruppo franco-indiana.

 

 




Arrivano nuovi migranti e chi specula economicamente su di loro ringrazia

ROMA –  Dopo pochi giorni il porto di Taranto torna oggi a ricevere al molo San Cataldo una nuova ondata di profughi. La nave “Alan Kurdi” della Ong Sea- Eye è attraccata in banchina intorno alle 8.15 di questa mattina, con a bordo 88 migranti , soccorsi una settimana fa nelle acque libiche . Questo è il secondo sbarco al porto di Taranto dopo quello della Ocean Viking dello scorso del 16 ottobre quando arrivarono 176 migranti, tutti trasferiti presso il Cara di Bari due giorni dopo, e di cui il Viminale al momento non ha fornito alcuna  notizia di ricollocamento.

La città pugliese torna ad essere “place of safety”, cioè luogo sicuro di primo approdo e verrà applicato lo stesso protocollo operativo di due settimane all’ interno del porto mercantile dove è ubicato un’ Hotspot, centro di identificazione e prima accoglienza, gestito in proroga dal Comune di Taranto, e dalla locale Polizia Municipale, grazie alla massiccia presenza di Carabinieri, Polizia di Stato e Guardia di Finanza. Lo scorso 9 ottobre, la Prefettura di Taranto, a seguito di un bando di gara aveva aggiudicato l’Hotspot al Consorzio Sociale Hera, la cui gestione dovrebbe iniziare  a gennaio 2020 , a seguito della transizione e conseguenti ricorsi, .

La decisione del Viminale sulla destinazione di Taranto della nave ONG che trasporta gli 88 profughi ,  le cui operazioni di accoglienza sono coordinate dalla Prefettura di Taranto e vi parteciperanno gli operatori dell’hub, Comune, Asl, Forze di polizia, Marina militare, Autorità marittima e portuale, Guardia Costiera, 118, Croce Rossa Italiana ed associazioni di  volontari. Il Comune di Taranto ha reso noto che “Ci sono solo 9 minori non accompagnati e non sono bambini piccoli. La Prefettura ha l’elenco di nostre strutture, comunità educative o ex Sprar (oggi Siproimi). La scorsa volta – sbarco di Ocean Viking di Sos Mediterranee e Medici senza Frontiere il 16 ottobre con 176 migranti – nessuno è rimasto a Taranto e sono stati in Hotspot 24 ore”.

Contestualmente il commissario europeo per Migrazioni, Affari Interni e Cittadinanza, Dimitris Avramopoulos,  ha comunicato su Twitter di accogliere positivamente lo sbarco a Taranto e l’ulteriore dimostrazione di solidarietà di Italia, Germania, Francia, Portogallo e Irlanda, in questa soluzione coordinata.

Il Viminale ha reso noto che si è conclusa la procedura di ricollocazione dei migranti presenti sulla nave, attivata sulla base del pre-accordo raggiunto nel corso del vertice di Malta. La Germania e la Francia ne accoglieranno 60, il Portogallo 5 e l’Irlanda 2.

Rossano Sasso

La realtà invece potrebbe rivelarsi ben diversa e proprio per controllare quanto accadrà l’ on. Rossano Sasso, deputato pugliese della Lega  ha anticipato e confermato la sua presenza attraverso una nota diffusa dall’ agenzia ANSA:”Ennesimo sbarco in Puglia ancora una volta a Taranto. Apprendo dal Viminale, sempre più ministero dell’invasione, che domani mattina sbarcheranno nella mia Puglia altri 88 immigrati.  Sarò al porto di Taranto per testimoniare ancora una volta il no della Lega a questa immigrazione senza regole, alla ripresa dell’invasione, alla rinnovata mangiatoia dell’accoglienza. Per la sinistra ed il M5s l’importante è riaprire i porti e continuare a distruggere la Puglia”

“Con Matteo Salvini avevamo fermato sbarchi fuorilegge e fatto chiudere centri di accoglienza dai quali spesso partivano delinquenti, spacciatori, stupratori; con il governo PD-Renzi-M5S hanno riaperto i porti agli irregolariaggiunge SassoTaranto e la Puglia hanno bisogno di una politica che difenda i posti di lavoro, che difenda il diritto alla salute e non chiuda gli ospedali, di politici onesti che non barattano voti in cambio di assunzioni, ed invece assistiamo esattamente all’opposto. Per la sinistra ed il M5s – conclude il deputato pugliese della Lega  – l’importante è riaprire i porti, e continuare a distruggere la Puglia”.

 

 

Per la ministra dell’Interno Luciana Lamorgesenon siamo di fronte ad alcuna invasione: basti pensare che nel 2019 gli arrivi sono stati circa 9.600 rispetto ai 22mila di tutto il 2018“. La ministra riconosce che a settembre c’è stato un aumento degli arrivi, “ma è riconducibile soprattutto all’aumento degli sbarchi autonomi”.

Per il leader della Lega Matteo Salvini, inveceil ministro dimostra di non conoscere nemmeno i dati ufficiali affermando che gli sbarchi sono aumentati solo a settembre: sono invece cresciuti sia a settembre (2.498 contro i 947 del 2018) che a ottobre (2.015 contro i 1.007 di un anno fa), ovvero da quando c’è lei”.

Openpolis fa un bilancio ad un anno dal primo dl, quello che ha eliminato la protezione umanitaria. I dinieghi della richiesta di asilo sono saliti all’80%, i rimpatri sono fermi e continua così a crescere il numero di irregolari: saranno 680mila entro il 2019 e supereranno i 750mila a gennaio del 2021 (erano 491mila nel 2017)

Nel frattempo Alarm Phone ha diffuso la notizia su Twitter  di un altro salvataggio effettuato a mare  “tra ieri sera e stamattina, circa 200 persone in pericolo sono state salvate in acque internazionali e sono ora a bordo del mercantile Asso 30, battente bandiera italiana. La Guardia costiera è informata. Le persone sono scappate dalla Libia e devono essere portate in salvo in Europa!”.

(notizia in aggiornamento)




Dopo Lampedusa, il porto di Taranto apre le porte ai migranti. E gli "affaristi" dell'accoglienza ai migranti gioiscono !

ROMA – Questa mattina ha attraccato al molo san Cataldo del porto di Taranto  la nave Ocean Viking,  su cui navigano 176 migranti (131 uomini, 12 donne di cui 4 in stato di gravidanza e 33 minori di cui 23 non accompagnati) soccorsi  al largo delle coste libiche. L‘Ocean Viking è la nave di soccorso di Sos Mediterranee e Medici Senza Frontiere, che ha messo in salvo i migranti a bordo di imbarcazioni in difficoltà in due distinte operazioni, . Dopo aver rifiutato il porto di Tripoli come “place of safety” (località di sicurezza) proposto dalle autorità libiche, la nave Ong si è diretta verso nord chiedendo il pos ad Italia e Malta. Il semaforo verde  all’attracco nel porto di Taranto è stato concesso lunedì sera dal ministro dell’Interno Luciana Lamorgese.

Ne ha dato notizia nella serata di ieri la Prefettura di Taranto che  ha organizzato una riunione operativa presieduta dal prefetto Antonella Bellomo, alla quale hanno partecipato, oltre al Questore ed al Comandante provinciale della Guardia di finanza, e dei Carabinieri, i rappresentanti del comando della Polizia Locale, dell’Autorità portuale, del Comando Marittimo Sud, della Sanità Marittima, dei Vigili del Fuoco, della Asl, del 118, della Croce rossa e delle Associazioni di volontariato al fine di poter coordinare al meglio le attività di accoglienza e di assistenza ai profughi che sbarcheranno.

“I migranti saranno ospitati presso il centro Hotspot per essere sottoposti alle procedure di identificazione e foto segnalamento – spiega la nota prefettizia  – successivamente, i minori non accompagnati troveranno temporanea sistemazione in città, mentre è in programma il trasferimento degli altri cittadini in altre regioni secondo il piano di riparto che sarà predisposto dal Ministero dell’Interno“.

“Taranto ha messo tutto il suo cuore per accogliere queste persone“, ha dichiarato il prefetto Bellomo al termine della riunione. Ancora una volta la città di Taranto torna ad essere interessata da un nuovo sbarco di migranti . L’Amministrazione di sinistra guidata dal sindaco Rinaldo Melucci (Pd) ha aderito alla campagna di sensibilizzazione #ioaccolgo ed oggi gli amministratori comunali della sinistra saranno presenti addirittura come “Comitato d’accoglienza”.  In una nota  il Comune  di Taranto ha dichiarato ” Siamo la città che si vede in lontananza, quella che si scorge da lontano e racchiude in sé la speranza della salvezza, del salvataggio, dell’approdo e la nostra amministrazione si occuperà dei minori non accompagnati e delle donne in stato di gravidanza“.

“Saremo tutti lì ad accoglierli perché non basta avere il Rosario in mano e votarsi al cuore immacolato di Maria se poi ci si gira dall’altra parte quando viene richiesto il nostro aiuto – prosegue il documento – . non rientra nemmeno nella nostra storia di figli dei parteni. Il populismo di questi ultimi anni ha offerto e continua ad offrire una immagine distorta dell’accoglienza e dispiace che a dar voce all’ignoranza di qualcuno siano esponenti politici che tanto si affannano nelle battaglie per una sanità di livello. Un porto sicuro dove attraccare e le cure mediche non possono essere un privilegio che spetta solo a qualcuno. Taranto sa accogliere, lo ha già dimostrato. Attenderemo l’arrivo della Ocean Viking uniti, convinti dell’importanza del ruolo rivestito dalla nostra città, considerata porto sicuro e faremo tutto ciò che ci compete per accogliere quegli sfortunati 176 esseri umani. E non solo perché ce lo impongono le leggi nazionali e sovranazionali ma perché il breve passaggio dalla nostra città di questi bambini, donne e uomini ci insegna ancora una volta che l’umanità e l’accoglienza sono principi fondanti della nostra comunità“, conclude la nota del Comune.

In realtà i più felici di accogliere i migranti a Taranto saranno i “professionisti” dell’ accoglienza, cioè quegli “affaristi” senza scrupoli contigui al Pd ed alla Curia Arcivescovile, che con le loro cooperative ed associazioni sono pronti a lucrare su queste attività di accoglienza. Ecco perchè questa mattina una delegazione dei parlamentari pugliesi della Lega  composta dal segretario regionale della Lega in Puglia, On. Luigi D’Eramo, l’europarlamentare Massimo Casanova, il senatore Roberto Marti, i deputati Rossano Sasso e Anna Rita Tateo  saranno al porto di Taranto, in occasione dello sbarco dei migranti trasportati a bordo della Ocean Viking.

Siamo qui semplicemente per esprimere in maniera democratica e pacifica – ha dichiarato Rossano Sasso parlamentare  pugliese della Lega –  il nostro dissenso a una Ong francese che batte bandiera norvegese che ordina al governo italiano che vuole attraccare e il governo italiano concede il porto di Taranto, e per contestare la politica di chi vuole i porti aperti e dire basta ad una immigrazione senza regole sulla pelle degli Italiani” aggiungendo e ricordando che “solo nel mese di settembre il numero degli sbarchi voluti dal governo Pd-M5S ha superato quello degli ultimi 8 mesi, quando Matteo Salvini era ministro dell’Interno. Conte vorrebbe trasformare Taranto nella nuova Lampedusa e né il sindaco della città né il presidente Emiliano hanno detto una parola a riguardo, anzi si apprestano ad accogliere, infischiandosene dei tarantini. Da oggi  Taranto deve sapere che potrebbe arrivare ogni giorno una barca. Quello che succede stamattina è la dimostrazione lampante che la maschera donata dalla Merkel a Conte è caduta. L’accordo di Malta non esiste, è un accordo farlocco”   ha concluso Sasso .

Anche Raffaele Fitto, co-presidente del gruppo europeo ECR-Fratelli D’Italia è intervenuto prendendo una posizione in linea con quella della Lega, affermando che “Lampedusa è ormai al collasso e il Governo Rosso-Giallo ha aperto un altro porto, quello pugliese. Siamo passati da porti chiusi a Italia aperta“. L’europarlamentare salentino ha aggiunto che il “massiccio arrivo di extracomunitari, che rimangono tutti sul nostro territorio, è la conferma di quanto avevamo già denunciato: l’Accordo di Malta è un bluff, il ministro dell’Interno Lamorgese dopo i proclami per far credere agli italiani che il problema fosse risolto con la redistribuzione tra tutti i Paesi europei, come primo atto autorizza lo sbarco di una Ong nel porto di Taranto“. Il deputato pugliese Marcello Gemmato di Fratelli d’Italia, si chiede a sua volta “a chi gioverà l’ingresso in Puglia di questi esseri umani vittime degli scafisti, per caso a coloro che dovranno gestirne l’accoglienza? Sono curioso di sapere cosa pensano a riguardo il presidente della Regione, Michele Emiliano, e la sinistra pugliese tutta” .

Una cosa è certa: a Taranto ancora una vota i soliti “noti” sono pronti a fare affari d’oro sulla pelle dei migranti, mentre la città affronta quotidianamente gravi problemi economici e di occupazione, che non interessano a nessuno dei politicanti locali, pensando solo alle loro clientele, “affarucci” sporchi e sprechi di denaro pubblico alle spalle della cittadinanza.




Ecco la svolta "epocale"... delle municipalizzate di Taranto: in fiamme autobus in pieno centro

TARANTO – Soltanto 24 ore fa il sindaco Melucci per cercare di fare dimenticare la pessima figura fatta sulla vicenda “Ocean Race”, ha presentato alla stampa locale sempre puntuale alle adunanze del sindaco notoriamente moto “generoso” nel dispensare macette e markette pubblicitarie sui media locali, ha presentato l’ennesimo spreco di denaro pubblico con connessa presa per i fondelli ai cittadini di Taranto, che non vedono l’ora che questa maggioranza politica vada a casa, visto che si basa solo su voto di scambio e compromessi (ed annessi ricatti).

Il sindaco di Taranto plurindagato dalla Procura di Taranto e le cui attività sono sotto il vaglio ed i riflettori dell’ ANAC e della Corte dei Conti, ha reso pubblico l’ennesimo regalo-incarico fatto all’ agenzia pubblicitaria barese Proforma , nota per essere l’agenzia pubblicitaria del Pd, che ha anche realizzato il brand “Taranto capitale di mare, L’ennesimo spreco pubblico “firmato” Melucci che si chiama “Kima”, il nuovo logo delle deficitarie municipalizzate del Comune di Taranto. La parola in questione è la traslitterazione dal greco moderno di “onda’, che tiene insieme le radici magnogreche della città ( quali sarebbero ?)  e l’idea di movimento fluido di rigenerazione, del mare che circonda Taranto e la rende unica al mondo. Con questa nuova “vendita di fumo” si vorrebbe rappresentare un’onda di energia pronta a inondare le strade cittadine.

“Stiamo lavorando a un piano industriale per realizzare una vera holding che raggruppi le tre società, al fine di razionalizzare e rendere più efficienti i servizi – aveva detto il primo cittadino –  Immaginiamo una realtà operativa che avrà circa 1000 dipendenti e un capitale sociale importante, con nuovo personale, impianti in piena efficienza, mezzi rinnovati, al servizio delle esigenze e delle ambizioni della nostra città. Inoltre, come accade da un decennio in Emilia-Romagna e in Trentino Alto Adige, questa nuova realtà si aprirà alle quotazioni in Borsa e ai fondi di investimento privati, vendendo eventualmente i propri servizi al di fuori dal nostro territorio. Taranto si propone così di diventare la prima realtà del Centro Sud che si cimenta in questo grande salto. La holding non è una questione finanziaria ma di vocazione: se dalle municipalizzate vogliamo passare a un progetto di società multi-utility è perchè stiamo guardando anche alle problematiche del cambiamento climatico, alle politiche energetiche di questo nostro Paese e ad altre tematiche molti rilevanti che oggi non riusciamo a governare in maniera concreta a favore dei nostri cittadini perché sfuggono alla nostra possibilità operativa”.

L’ennesimo “proclama” del primo cittadino di Taranto, la cui amministrazione è costellata da insuccessi, scandali e sprechi di denaro pubblico. Come non dare ragione al consigliere comunale Massimo Battista, quando ricorda con una propria nota che nel maggio scorso 2019, “uno dei soliti annunci roboanti dell’amministrazione Melucci, annunciava che Taranto si sarebbe dotata di un servizio di raccolta differenziata per l’intero territorio cittadino. Infatti con la delibera n.3/2019 si approvava in consiglio comunale il progetto riguardante l’introduzione della raccolta domiciliare su tutto il territorio comunale. Dal primo Ottobre sarebbe dovuto partire il servizio nei quartieri Città vecchia/Borgo e Tamburi /Lido Azzurro per poi proseguire negli altri quartieri della città. Ad oggi nessun cittadino ha notizie a tal proposito, non sono state fornite alla popolazione nessun tipo d’informazioni e comunicazioni. Gli obiettivi annunciati erano quelli di arrivare al 50% entro il 31 dicembre del 2020 e al 65% entro l’anno successivo. Ad oggi così, come previsto dalle Legge regionale n 38/2011,art 7 comma 13 che obbliga i Comuni a trasmettere mensilmente i dati relativi alla produzione dei rifiuti solidi urbani e i quantitavi raccolti in maniera differenziata, risulta che i dati pubblicati sul portale ambientale della Regione Puglia sono fermi a Dicembre 2018, che per tutto il 2019 non sono stati trasmessi, ricordando che l’anno 2018 la raccolta differenziata sul territorio tarantino si è chiusa con una percentuale pari al 17,81% al di sotto delle percentuali previsti per legge (34.75%)

Anche quest’anno il Comune di Taranto non otterrà la riduzione dell’ecotassa,: “Infatti  – continua la nota di Battistanon raggiungendo l’obbiettivo della percentuale di raccolta previste per legge non avrà nessun beneficio sulla riduzione sul pagamento della raccolta differenziata. Sarà applicata un aliquota pari al 25.82 euro/ton oltre Iva, questo inevitabilmente inciderà sui costi è sulla testa dei cittadini di Taranto.L’avvio del nuovo modello di raccolta era previsto dall’1 ottobre 2019, una circoscrizione al mese fino a febbraio del 2020, sarebbe stata interessata del nuovo servizio. Questo si diceva alla cittadanza, nell’ennesima conferenza stampa del Sindaco Melucci con il presidente dell’Amiu Giusti e l’ingegnere Alberto Germani di Pmf, società che ha fatto lo studio per il servizio della raccolta differenziata. Oggi il Comune di Taranto sopporta un costo esorbitante, per il conferimento in discarica, ricordiamo una somma superiore ai 13 milioni di euro annui, qualcuno a Massafra festeggia ogni anno“. Chiaro il riferimento alla CISA spa di Massafra.

(fonte: Facebook)

In realtà le strade cittadine dopo essere inondate dalla dilagante sporcizia, oggi hanno fatto da scenario all’incendio nei pressi di piazza Fadini di un autobus della linea 24  dell’ AMAT. Per fortuna l’autista si è reso conto del principio di incendio del mezzo che conduceva e si è fermato facendo scendere i passeggeri, per poi cercare di spegnere le fiamme con l’estintore ma il rogo si è rapidamente propagato distruggendo completamente il mezzo. Sul luogo dell’incendio sono immediatamente intervenuti i Vigili del Fuoco, gli agenti della sezione Volanti della Questura e la Polizia Locale che ha deviato il traffico per consentire le operazioni di spegnimento dell’incendio.  Secondo quanto si è appreso, un cameraman della sede regionale  Rai Puglia (a cui va la nostra totale solidarietà) mentre effettuava le riprese, è stato fatto oggetto di insulti e minacce da parte di alcuni residenti  ed è dovuta intervenire la Polizia per calmare gli animi

I passeggeri presenti a bordo non hanno riportato alcuna conseguenza grazie alla prontezza di spirito e alla velocità di reazione del conducente che non appena si è accorto della comparsa di un piccolissimo focolaio ha bloccato il bus, messo in salvo i viaggiatori e utilizzato i due estintori di bordo nel tentativo, rivelatosi vano, di spegnere le fiamme“, ha reso noto un comunicato dell’azienda municipalizzata guidata dall’inesperto presidente  avv. Gira sostenuta ed imposta dal gruppo che fa riferimento al consigliere comunale Piero Bitetti, “omaggiata” da un bel gettone di oltre 30mila euro all’anno di compenso, cioè qualsi il doppio di quanto dichiarava la Gira come reddito annuale quando esercitava solo la libera professione.

“Le cause che hanno provocato l’incendio del nostro mezzo – ha dichiarato il presidente Giorgia Girasono in fase di accertamento. Il mezzo del 2005 rientra tra quelli più datati, ecco perché abbiamo dato il via all’acquisto ( con fondi regionali ed europei n.d.r.) di mezzi di ultima generazione che presto sostituiranno i vecchi nel nostro parco veicoli. Negli ultimi anni l’azienda sta acquistando autobus dotati di impianti di spegnimento automatico degli incendi, ma quello incendiatosi, essendo tra i più datati, non ne era provvisto“.

Tornano di attualità le dichiarazioni  dell’ottobre 2018 del segretario della Filt-Cgil, Gaetano Raguseo,  che intervenendo sul tema del trasporto pubblico registrava l’empasse sia nella municipalizzata ai trasporti urbani sia nel Consorzio trasporti extra urbano. “Il Comune di Taranto ha presentato nei giorni scorsi il modello che si dovrebbe realizzare sul territorio attraverso il PUMS (Piano Urbanistico della Mobilità Sostenibile) diceva Raguseo – ma dimentica di partire dalle fondamenta di quella costruzione: ovvero la voce di chi quel servizio lo realizza da anni (circa 480 dipendenti Amat) e continua a farlo con un parco mezzi insufficiente, una pianta organica inadeguata, senza la manutenzione ordinaria dei bus vecchi o appena comprati al mercato dell’usato, senza considerare il personale della sosta tariffata e senza corrette relazioni sindacali.

Giorgia Gira , presidente dell’ AMAT TARANTO

“Non a caso sono mesi che chiediamo un confronto con l’ente proprietario dell’Amat, – spiegava ancora il segretario della FILT – ma ai tavoli il sindaco non lo abbiamo mai incontrato. Eppure il prossimo incontro con l’Amat l’ex presidente Cavaliere lo aveva appena convocato per il prossimo 5 giugno e finalmente avremmo potuto discutere con l’azienda i punti salienti di un piano industriale che ha bisogno dei lavoratori per essere realizzato. Insomma mentre si riaprivano finalmente i rapporti con il sindacato, a scompaginare tutto arrivano prima le dimissioni del vice presidente e poi l’interruzione del rapporto con Cavaliere, decaduto per statuto. Non vogliamo entrare nel merito di questi accadimenti – sostenne Gaetano Raguseoma è davvero sintomatico che mentre di sta per aprire una interlocuzione tutto venga invece azzerato e cancellato con un colpo di spugna”. Ma a Melucci e la sua cricca in realtà stanno a cuore solo le assunzioni clientelari e gli acquisti e consulenze dell’ AMAT prive di alcun controllo.

 

Come non ricordare al Sindaco Melucci, che sono trascorsi  2 anni dalla sua elezione a primo cittadino per il rotto della cuffia, in una competizione elettorale dove hanno votato soltanto 1 cittadino su 4 degli aventi diritto, e che il tempo degli annunci, degli “spot” è terminato, la città ancorata sul fondale, mentre latitano i servizi per i cittadini  mentre l’amministrazione Melucci cerca di far dimenticare le proprie incapacità di gestire la città andando avanti a slogan e annunci a pagamento? !!!!.

 

 

 




Continuano i ritardi al Porto di Taranto. E di mezzo c'è la solita spazzatura....

ROMA – C’era una volta il porto di Taranto, una delle principali stazioni appaltanti del Mezzogiorno, che ancora una volta si contraddistingue per la lentezza dei lavori strutturali in corso da realizzare.  L’ultimo stop burocratico , questa volta però stranamente…non è responsabilità dell’Autorità di sistema del Mar Ionio.

Tonino Albanese

L’aggiudicazione definitiva dell’annullamento della gara dei lavori di realizzazione della rete idrica e fognaria del porto era stata disposta lo scorso mese di giugno in favore dell’impresa Manelli di Monopoli ma è stata bloccata dal puntuale ricorso presentato da un raggruppamento di quattro imprese tarantine (a cui partecipano le società Modomec, Eurocogen e Sereco), guidate dalla capogruppo Cisa spa di Massafra di Antonio Albanese (plurindagato dalla Procura di Taranto) , che evidentemente non più soddisfatto delle decine di milioni di euro che guadagna con lo smaltimento dei rifiuti del Comune di Taranto cerca di guadagnare ovunque sia possibile.

La stazione appaltante anche in questo caso è Invitalia, l’agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, esattamente come sta accadendo per la costruzione del nuovo ospedale San Cataldo di cui vi abbiamo dato notizia ieri . “Non conosciamo la procedura e non siamo stati neanche parte del giudizio – dice Sergio Prete, presidente dell’Autorità Portuale -. Ne prendiamo atto purtroppo  e chiederemo di essere informati in merito alle attività successive”.

Il resto dei lavori al Porto di Taranto continua con  eccezione ancora una volta della realizzazione del centro polivalente Falanto che proseguono da anni e sembra non avere mai fine. I rallentamenti sono ben noti al presidente dell’ Autorità Portuale Avv. Prete: “Abbiamo acceso i riflettori. C’è qualche problema, abbiamo chiesto alla direzione dei lavori una relazione per assumere una decisione in virtù delle risultanze nei prossimi giorni. Il problema lo conosceremo in seguito alla relazione, però vediamo che il cantiere non procede con la velocità che auspicheremmo. Ci risulta che questa società abbia disposto istanza di concordato: dobbiamo verificare le condizioni societarie e cantieristiche per assumere le decisioni più appropriate“.

Lo stato dei lavori  centro polivalente Falanto  nel Porto di Taranto fermo da mesi

Quando una società fa istanza di concordato, significa che sta per fallire, e questo fa capire come con quanta leggerezza vengano espletate le gare di appalto, senza che vengano tenuti in considerazioni i bilanci delle società che vi partecipano, da cui si potrebbe determinare e valutare la capacità gestionale, la liquidità e serietà. Lo stesso analogo problema che replicherebbe quanto successo in passato al Gruppo  Astaldi che si era aggiudicato l’appalto relativo ai lavori di dragaggio e vasca di colmata del Molo Polisettoriale, i cui lavori si bloccarono per le note vicende giudiziarie.

 

 




Ocean Race: le "fake news" del Comune di Taranto (e tutto quello che la stampa locale non vi racconta)

di Antonello de Gennaro

Dopo aver letto il comunicato stampa ed i titoli dei vari siti locali di Taranto riportante una marea di inesattezze (o fake news, chiamatele come volete) non potevamo stare zitti e ricordare che quanto è accaduto, lo avevamo anticipato oltre un mese fa noi del CORRIERE DEL GIORNO all’indomani del solito comunicato stampa-fakenews  di auto esaltazione redatto e firmato dal sindaco di Taranto Rinaldo Melucci, il cui stile di scrittura è ben noto ed inequivocabile.

Chiaramente i “prezzolati” giornalisti locali non hanno scritto una sola parola in merito ed allora glielo ricordiamo noi: Melucci scriveva “abbiamo fatto bene i compiti“…..”il Credito Sportivo ha stanziato 12 milioni di euro. Fu solo e soltanto  il sottoscritto in una diretta video sui social a smentire Melucci ed a informare i nostri lettori e videospettatori di aver parlato con il presidente del Credito Sportivo, il dr. Andrea Abodi, e di aver appreso che Melucci raccontava come sempre delle “balle” !

da sinistra…. Ciro Imperio, Eugenio De Carlo, Carmi­ne Pisano e Rinaldo Melucci

Persino il Tg3 Puglia amplificava la “fake news”, senza fare alcuna verifica, scrivendo sul suo sito ” Comune di Taranto ha chiuso positivamente la due diligence con l’Istituto per il Credito Sportivo volta ad un primo affidamento complessivo di 12 milioni di euro nell’ambito dell’intervento totale di 20,8 milioni necessario per l’organizzazione della manifestazione velica internazionale denominata “The Ocean Race“. Ora gli uffici del Comune di Taranto lavorano alle condizioni dei relativi mutui e si attende il corso dell’istruttoria tecnico-legale del board internazionale, che potrebbe annunciare già entro l’estate la scelta delle citta’ selezionate tra quelle al momento in competizione per ospitare gli eventi collegati alla 14esima e 15esima edizione dell’Ocean Race a partire dal 2020-21

 

Ecco cosa riportava il comunicato stampa-fake news di ieri : “Il Comune di Taranto – fa sapere il direttore generale Ciro Imperio dell’Ente Civico – ha rinunciato alla possibilità di ospitare la finish line dell’evento “the ocean race”, assegnato dall’organizzazione internazionale nella giornata odierna alla città di Genova”.  In realtà il Comune di Taranto non ha rinunciato proprio a nulla, ma è stato eliminato non avendo nè soldi, nè strutture, nè competenze, e quindi nessuna garanzia e struttura per poter organizzare un evento del genere. Altro che “rinuncia“…. !!!

Il comunicato stampa del Comune di Taranto Così continuava : ” L’Istituto per il Credito Sportivo, ente cui il Comune si era affidato per il finanziamento della manifestazione sportiva internazionale, a tutt’oggi, non ha assunto determinazioni per la concessione del prestito necessario per finanziare i costi dell’importante investimento per la città. Dopo una dura attività preliminare da parte dell’Amministrazione, dei suoi tecnici e dei professionisti incaricati, che aveva consentito la candidatura della città di Taranto al noto evento velico internazionale, il percorso sembrava in discesa per accoglierne la tappa finale nelle edizioni 2021/2022 e 2025/2026“.

Allora ci spieghino i colleghi del quotidiano tarantino Buonasera (Taranto) come mai il 5 agosto scorso, a firma Giovanni Di Meo, pubblicavano anche loro quanto segue e cioè una colossale “fake news” :

Il Comune di Taranto ha chiuso posi­tivamente il 26 giugno la due diligen­ce con l’Istituto per il Credito Spor­tivo volta ad un primo affidamento complessivo di 12 milioni di euro, nell’ambito dell’intervento totale di 20,8 milioni di euro già oggetto della Delibera del Consiglio Comunale n. 104/2019, necessario all’organizzazione della Ocean Race. Ora gli Uffici comunali lavorano alle condizioni dei relativi mutui e si attende il corso dell’istruttoria tecnico-legale del board internazionale, che potrebbe annunciare entro l’estate la scelta delle città selezionate in giro per il globo, tra le numerose e importanti al momento in competizione per ospitare gli eventi collegati alla quattordicesima e quindicesima edizione di Ocean Race a partire dal 2020-21″.

AggiungendoSiamo molto soddisfatti del lavoro portato a termine – ha commentato il Sindaco Rinaldo Melucci alla ricezione della deliberazione del Credito Sportivo, “che dimostra quanto l’Am­ministrazione Comunale e Taranto siano ormai perfettamente in grado di misurarsi con sfide internazionali assai complesse, e direi epocali per le sorti stesse del nostro modello di sviluppo e per l’immagine nuova che vogliamo dare della città. È stato un percorso lungo sei mesi, molto impegnativo e di alto valore pro­fessionale ed amministrativo, per il quale desidero ringraziare a nome di tutti i miei concittadini il personale del Comune di Taranto, in particolare modo il direttore generale Ciro Imperio, il segretario generale Eugenio De Carlo e il dirigente Carmi­ne Pisano, nonché i nostri consulenti della Select Advisor di Tomassini Marketing di Matteo Tomassini. Ora incrociamo le dita e proviamo a spingere tutti insieme la nostra meravigliosa capitale di mare verso questo ulteriore storico traguardo, che ha la potenzialità di trasformare una parte significativa della nostra economia e della nostra cultura“. Di quale deliberazione parlavano ?

 

Persino un sito locale, tale Cosmopolismedia che si vanta ridicolmente di essere la voce critica del Comune di Taranto, lo scorso 27 luglio 2019, scriveva: “Un accordo tra il Comune e l’Istituto per il Credito Sportivo volto ad un primo affidamento di 12 milioni di euro in vista della prestigiosa manifestazione velica” contribuendo una disinformazione generale che squalifica ancora una volta, qualora ce ne fosse bisogno…, il giornalismo tarantino ! Infatti come già ribadito non vi è mai stato un accordo !

Anche il quotidiano LA REPUBBLICA nella sua disinformata edizione barese è cascata nelle fake news diffuse dal Comune di Taranto. Ecco cosa scriveva lo scorso 7 giugno 2019 : “L’operazione è stata seguita in prima persona dal sindaco Rinaldo Melucci. Mesi di carteggio con gli organizzatori per arrivare al traguardo: a Taranto approderà nell’edizioni 2021/2022 e 2025/2026 la tappa finale della Ocean race, il giro del mondo a vela. Si tratta della più lunga e più importante gara internazionale per imbarcazioni di livello tecnologico assoluto, nota quanto la più stanziale Coppa America. Si tiene ogni tre anni ed è la prima volta che sbarcherà in Italia. Il quartier generale della partenza è sempre Alicante, in Spagna, ma in nove mesi la carovana sull’acqua tocca città del calibro di Hong Kong, Città del Capo, Melbourne, Lisbona, Cardiff, L’Aia, Auckland, Miami e Abu Dhabi. In mare ci sono i più grandi sponsor mondiali che si avvicinano alla disciplina, in primis la casa costruttrice svedese Volvo, che ha aggiunto dal 2001 il suo marchio alla gara nata nel 1973 e conosciuta in principio come Whitbread Round the World Ocean Race“.

“All’epoca – spiegava Melucci nella relazione presentata al Consiglio comunale che ha approvato all’unanimità la delibera per l’impegno del Comune a ospitare la competizione – partì da Portsmouth l’8 settembre. Diciassette imbarcazioni private di varie forme e dimensioni, provenienti da sette paesi diversi, presero parte alla gara che durò sette mesi e coprì 43.500 chilometri in quattro tappe. La prima tappa fu Città del Capo, in Sudafrica, seguita da Sydney, Rio de Janeiro e, infine, dall’ultima lunga traversata per fare ritorno a Portsmouth”. Oggi i chilometri sono circa 72 mila, visti in Tv da 2 miliardi di persone. E Taranto, con un villaggio composto da decine di attività collaterali legate all’attività del mare, attenderà l’arrivo della manifestazione paragonabile come impatto mediatico ed economico alla Formula 1 o alla stessa America’s Cup. Il Comune si impegnerà per 20,8 milioni di euro scaglionati e finanziabili all’istituto per il Credito Sportivo. Ma l’amministrazione punta a coprire parte della spesa grazie ai grandi sponsor che inevitabilmente sosterranno la manifestazione, che da sola fungerà da moltiplicatore del giro di affari con ricaduta sul territorio“.

Continua la Repubblica : “Vi tremeranno le mani – ha dichiarato il sindaco nella sua relazione in Consiglio – perché voterete non un progetto o uno stanziamento finanziario, ma perché state per votare per il futuro di Taranto e  quella mano senz’altro vi trema non per la cifra, ma perché riuscite ancora a emozionarvi per le sorti della nostra bella città. Nel mondo non ricorderanno il nome del sindaco Melucci (se per questo neanche a Taranto ! n.d.r. CdG), non sapranno quale sia stato il colore dell’amministrazione che ha accolto gli equipaggi, ma conserveranno per sempre  l’immagine di questa nuova Taranto, in Puglia, in Italia, in Europa, nel  Mediterraneo centrale, di questa Taranto capitale di mare“.

Ad un certo punto del comunicato stampa di ieri del Comune di Taranto si arriva al paradosso di leggere che “A fronte di un complessivo costo di sviluppo di poco più di venti milioni di euro, da ripartire dal 2019 al 2026, il territorio avrebbe beneficiato di un ritorno economico, sia diretto che indiretto, verosimilmente stimato in cifre multiple rispetto alle spese di investimento necessarie ad acquisire diritti ed organizzare l’evento. La programmazione della spesa, proposta dall’Amministrazione comunale ed approvata all’unanimità dal Consiglio Comunale, prevedeva la copertura finanziaria dell’investimento con dedicato mutuo da contrarsi con l’Istituto per il Credito Sportivo”. Sarebbe curioso, interessante  e divertente sapere chi sono questi scienziati….del marketing che si avventurano nell’ asserire farneticazioni come “il territorio avrebbe beneficiato di un ritorno economico, sia diretto che indiretto, verosimilmente stimato in cifre multiple rispetto alle spese di investimento necessarie ad acquisire diritti ed organizzare l’evento”

L’unica verità che contiene il comunicato stampa a doppia firma crispianese (cioè MelucciImperio) è allorquando riporta che:  “Dopo una lunga ed articolata istruttoria, l’Istituto per il Credito Sportivo non ha, all’attualità, deliberato la concessione del prestito necessario”. Quello che gli incompetenti del Comune di Taranto non capiscono è che il Credito Sportivo è si un ente pubblico, ma che lavora con soldi provati erogati dagli istituti di credito (che sono tutti di natura “privata”) che hanno scopo di lucro e non elargiscono soldi a fondo perduto ! Scrivere come fa il Comune di Taranto che “L’eccezionalità del programma, la valorizzazione del patrimonio comunale e la naturale positiva ricaduta turistica ed occupazionale sul territorio tarantino, sembrerebbe contrastare con la posizione di chi dubita della natura di investimento delle spese da sostenere” significa quindi non soltanto essere dei biechi visionari, ma contestualmente anche dei produttori di disinformazione ( o “fake news“, scegliete voi !)

Aggiungere come fa il Comune di Taranto cheVedendo seriamente compromessa la possibilità di finanziamento, il Comune non si è sottratto ad una richiesta di parere da formulare alla Corte dei Conti, pur nella consapevolezza del rischio di inammissibilità della medesima, che avrebbe potuto interpretarsi come consulenza specifica nei confronti di un Ente pubblico, attività non contemplata dalle norme. Ritenendo che fosse l’ultima residua possibilità per convincere l’Ente mutuante a concedere il finanziamento, il Comune ha proceduto a richiedere parere, al fine di ottenere riscontro alla bontà delle procedure eseguite finalizzate all’ottenimento del prestito. Nonostante la prevedibile “inammissibilità” della specifica richiesta, i magistrati contabili hanno, comunque, delineato il quadro normativo complessivo che non appare in contrasto con quanto approvato con gli atti di programmazione del Comune in merito ai costi di sviluppo legati all’evento sportivo da finanziare“.

il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci

La mancata (giusta secondo noi) decisione di concedere il mutuo da parte dell’Istituto per il Credito Sportivo,rispetto ad un evento così fortemente voluto dall’Amministrazione Comunale e dall’intero Consiglio Comunale con atti validi, efficaci e mai impugnati da alcuno, ha di fatto messo fuori gioco la città di Taranto, non sussistendo più le condizioni per ospitare la manifestazione in ragione di una tempistica non più compatibile con il cronoprogramma stabilito dagli organizzatori“. E qui arriva il più bello o meglio il peggio del peggio. Il comunicato avvisa che “L’amministrazione comunale procederà, ad ogni modo, a predisporre richiesta di accesso agli atti per valutare ogni eventuale determinazione a tutela dell’Ente” dimostrando una ignoranza giuridica, che a dire il vero è ormai ben nota a chi scrive, o a chi ha a che fare con il Sindaco Melucci e la sua giunta di “nominati”, cioè di non eletti dagli elettori di Taranto.

Il finale del delirante comunicato stampa, è a dir poco allucinante Il Comune di Taranto ha, invece, dovuto affrontare questa sfida ciclopica con le sue sole forze – sostiene il Sindaco MelucciResta perciò il rammarico, nonostante numerosi tentativi e nonostante l’enorme ricaduta attesa, di non aver trovato nei grandi operatori locali analogo interesse e sostegno  ad oggi bisogna registrare una loro scarsa sensibilità verso una crescita alternativa della città, verso la sua progressiva emancipazione dall’industria inquinante. Questo è motivo di profonda riflessione in seno all’Amministrazione comunale”

Secondo questa specie di Sindaco notoriamente “specializzato” nell’elargizione di “mancette” pubblicitarie, di consulenze attraverso le aziende municipalizzate ai noti pennivendoli schierati in una campagna di disinformazione nei confronti dei lettori di Taranto ed a favore dei soliti “faccendieri“, “facilitatori” di affari, “prenditori” di denaro pubblico e politicanti allo sbaraglio incapaci di valutare le iniziative per cui votano in aula, ed irresponsabili nei confronti degli elettori su come vengono utilizzati i soldi pubblici di un Comune, quello di Taranto, che è da poco uscito da un dissesto di circa 800 milioni di euro.

Come i nostri lettori ben sanno il nostro giornalismo è fatto sempre da verifiche, accertamenti. Appena 48h fa infatti al Salone Nautico di Genova è stato presentata l’edizione italiana che si terrà con un investimento da 11 milioni di euro cioè la metà dei soldi che il Comune di Taranto riteneva necessari ( indebitandosi con il Credito Sportivo) . Secondo quanto risulta all’Agenzia  giornalistica Dire, è questa la cifra che il Comune di Genova è pronto a stanziare nel prossimo bilancio triennale per ospitare il “grand finale” della Ocean Race 2021-2022.  L’ ’assessore al Bilancio, Pietro Piciocchi, conta di recuperare buona parte dell’investimento attraverso sponsorizzazioni.

L’unica vera “rinuncia” vede uniti il Comune di Taranto e la stampa locale gratificata dalle laute mancette pubblicitarie percepite periodicamente, è quella di dire la verità. Ma tutto questo i tarantini ormai lo sanno molto bene. La domanda che a questo punto la Procura di Taranto e la Procura Regionale della Corte dei Conti dovranno farsi è la seguente: chi dovrà pagare per una consulenza ridicola, spregiudicata ed inutile come quella affidata al “romano” Matteo Tommasini, cioè il signor “nessuno” del mondo della vela, diventato all’improvviso da “venditore” di sponsarizzazioni per Ocean Race ad “advisor” del Comune di Taranto con un compenso percepito di circa 50 mila euro ?

AGGIORNAMENTO

Abbiamo scoperto qualcosa ancora di più divertente ed interessante per i nostri lettori di Taranto. Lo scorso 10 GIUGNO 2019 l’ Agenzia ANSA scriveva quanto segue: “In attesa di altre decisioni, nei giorni scorsi c’è stata una clamorosa uscita su alcuni media da parte della città di Taranto che ha “anticipato” presunti accordi con gli organizzatori. Questi ultimi hanno precisato a Saily che le decisioni non sono ancora state prese. E l’impressione è che annunci eclatanti così fuori tempo non aiutino chi li fa. Tutt’altro. Ma vedremo. In corsa anche Palermo, mentre Napoli si è sfilata”.

Gli organizzatori di The Ocean Race, il giro del mondo a vela in equipaggio, avevano già deciso di scegliere il capoluogo ligure per il primo della nuova serie di “Ocean Summit”, i convegni internazionali sul tema della sostenibilità e della salute degli oceani che già avevano animato l’edizione 2017/18 della regata.  L’Ocean Race Summit Genova – scriveva l’ ANSA – “sarà una prima assoluta per l’Italia e la città di Genova, e riunirà i più importanti attori, innovatori e decision-maker nel campo della sostenibilità con l’obiettivo di prendere in esame il problema della salute degli oceani, quali l’inquinamento da plastica, e mettere in luce le possibili soluzioni su un piano locale, nazionale e globale“.

Ospitato dal Centro Congressi del Porto Antico, il convegno si svolgerà nella giornata del 20 settembre. Il sindaco di Genova Marco Bucci si unirà agli altri leader dei settori dell’impresa, della politica, della ricerca scientifica, del mondo accademico e della vela e dello sport in generale, oltre che a coloro che attivamente agiscono in favore dell’ambiente marino. L’obiettivo sarà mostrare come, insieme, sport e sostenibilità possano portare a un cambio di sistema reale, con una netta virata verso l’economia circolare”.

“Sono felice e orgoglioso che Genova ospiti l’Ocean Race Summit il prossimo settembre. Fin dalla sua nascita Genova è stata una città di porto. Prima di essere una città ‘di’ mare, Genova ha costruito il suo destino ‘sul’ mare e continuerà a costruire il suo futuro sul mare. Dò il mio più caldo benvenuto a questo importante evento, che costituisce un’opportunità di riunire il mondo dello sport, dell’impresa, del governo, della ricerca scientifica e tutti coloro che operano in favore degli oceani, che stanno soffrendo per seri fattori di stress come la pesca intensiva e l’inquinamento da mercurio e da plastica.”  Ha dichiarato Marco Bucci, sindaco di Genova. “Gli oceani rappresentano una delle più grandi risorse per la vita sul pianeta, e noi dobbiamo trovare risposte migliori a cambiamenti ambientali che non hanno precedenti e che impattano fortemente sull’umanità. Se saremo in grado di migliorare la salute degli oceani, ne avrà beneficio anche la salute degli uomini.”

Nel corso dell’edizione 2017-18 della regata, i sette Ocean Summit organizzati in varie sedi di tappa in tutto il mondo hanno fornito soluzioni concrete per aiutare a risolvere il problema dell’inquinamento da plastica che colpisce i nostri mari, impegnandosi in azioni positive sul lungo periodo. Prima della partenza della prossima edizione dal porto spagnolo di Alicante, che è in programma per l’autunno del 2021, saranno organizzati cinque eventi e altri cinque durante i nove mesi di svolgimento della regata“.

La Ocean Race dovrebbe iniziare dal suo porto di origine ad Alicante, in Spagna, nel quarto trimestre del 2021 e terminare a Genova, in Italia, nel giugno del 2022. La rotta completa sarà confermata nelle prossime settimane, con il punto di partenza di Aarhus, in Danimarca e L’Aia nei Paesi Bassi si è già confermata città ospitante, insieme a Cabo Verde, che sarà la prima tappa dell’Africa occidentale nella storia della Razza.

Qualcuno spieghi ai pennivendoli, scribacchini, markettari dell’informazione locale di Taranto ed agli illusionisti e spacciatori di fakenews (sotto mentite spoglie di funzionari, diriginti o o amministratori comunali) che per fare del giornalismo bisogna verificare, approfondire le notizie da dare ai lettori. fare copia & incolla passando alla cassa del Comune di Taranto con il cappello in mano, non è giornalismo, ma bensì prostituzione professionale, attività purtroppo molto diffusa a Taranto. E l’ Ordine dei Giornalisti di Puglia tace, fingendo di non sapere, e si gira dall’altra parte….




Inchiesta Alias: la Cassazione conferma le condanne della Corte d'Appello che diventano definitive

ROMA – Gli imputati coinvolti nel maxi-processo Alias che verteva su una serie di attività criminose svolte  dall’associazione mafiosa del “clan D’Oronzo-De Vitis” confidavano sui loro avvocati e sull’eventuale benevolenza dei giudici della Suprema Corte di Cassazione che ha “graziato” (se così si può dire…)  soltanto Franco Scarci che ha ottenuto una riduzione di pena a suo carico di soli sei mesi,  e Michele De Vitis che ha beneficiato di uno stralcio per un legittimo impedimento difensivo.

Gli ermellini della Cassazione hanno confermato per tutti gli altri  le sentenze emanate al termine dal processo di secondo grado senza quindi  intaccare in alcun modo l’impianto accusatorio della vicenda processuale. La Corte d’appello di Taranto, il 18 luglio 2018 aveva confermato sostanzialmente la sentenza di 1 grado emessa dal Tribunale jonico, con ventidue condanne, dieci le assoluzioni, e la sospensione delle pene per cinque imputati che rispondevano di reati minori, ed il  risarcimento del danno in favore del Comune di Taranto (per la gestione dell’impianto sportivo comunale “Magna Grecia“, con una provvisionale di 50mila euro,  con assoluzioni parziali ed una nuova determinazione della pena ed anche assoluzioni per alcuni degli imputati i quali rispondevano di traffico di droga o reati minori come il favoreggiamento.

Nel processo di primo grado impostato dall’accusa rappresentata dal pm Alessio Coccioli della Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce (successivamente diventato procuratore aggiunto presso la Procura di Bari), emerse un approfondimento dettagliato e circonstaziato di una parte predominate della criminalità organizzata  di Taranto che non aveva mai trascurato il malaffare rigenerandosi successivamente ai numerosi arresti ed alle condanne subite. Fra i mafiosi compariva anche un “politico” e cioè un ex assessore del PSI Fabrizio Pomes, condannato per aver fatto parte dell’associazione mafiosa del “clan D’Oronzo-De Vitis” che si occupava degli interessi illeciti del clan che incredibilmente si era aggiudicato con una cooperativa  la gestione del centro sportivo “Magna Grecia”. In appello gli vennero riconosciute le attenuanti generiche, non applicate nel giudizio primo grado, e la sua condanna ridotta da 11 a 8 anni, che sono quelli che adesso dovrà scontare ristretto.

Per effetto delle assoluzioni parziali, la pena fu ridotta in Appello a Sergio Cagali, condannato a 4 anni (8 anni in primo grado), e per Massimiliano Salamina condannato in primo grado  a 12 anni per il quale la Corte aveva ridotto la condanna  9 anni e 6 mesi  .

Fra le assoluzioni parziali più importanti della Cassazione emerge quella del noto pregiudicato Francesco Scarci, il quale si è potuto scaricare dell’aggravante di aver agito agevolando l’associazione mafiosa indicata dalla sentenza , in relazione a un episodio contestatogli. I legali degli imputati principali avevano preferito sottoporti al rito abbreviato che prevede la riduzione di un terzo della pena sanzionatoria.

 

Da ieri, però, ad eccezione di Michele De Vitis, la condanna di secondo grado è divenuta definitiva e per tutti nelle prossime ore si apriranno le porte dei rispettivi carceri. E chi come Fabrizio Pomes insieme ai suoi figli che offendevano ci accusava sui socialnetwork di averlo diffamato, adesso dovrà tacere da dietro le sbarre di una casa circondariale, dopo che lo Stato gli ha confiscato ogni bene che aveva cercato di sottrarre intestandolo ad una figlia.

Chissà i suoi amici del cuore, e compagni di partito, come Cosimo Gigante (anch’egli a processo in primo grado per “truffa” al Comune di Taranto) e Cisberto Zaccheo, attuale consigliere comunale (ripescato fra i non eletti)  lo andranno a trovare e consolare in carcere. Abbiamo più di qualche dubbio…




L' opinione del Direttore.

ROMA – L’ appuntamento con il  nostro Direttore Antonello de Gennaro, trasmesso in “diretta streaming” da Roma lunedì 9 settembre 2019 all’interno del nostro programma SETTE E MEZZO sulle piattaforme dei socialmedia Facebook, Twitter ed Instagram del CORRIERE DEL GIORNO fondato nel 1947™. Inchieste, retroscena, esclusive: come sempre tutta la verità sui fatti documentata senza filtri o censure.

L’informazione sempre dalla parte della legalità per la tutela dei cittadini ed un’informazione corretta, libera ed indipendente al servizio dei nostri lettori nella diretta “live” videotrasmessa sulle pagine “ufficiali” Facebook, Instagram e Twitter del CORRIERE DEL GIORNO fondato nel 1947™.




Taranto. Conclusi con una settimana di anticipo gli interventi per le collinette ecologiche ai Tamburi

TARANTO – Si sono conclusi giovedì scorso, con un anticipo di una settimana rispetto alla data prevista del 6 settembre,  gli interventi per la sistemazione delle collinette ecologiche dell’ex Ilva ubicata nel rione Tamburi di Taranto, in prossimità delle scuole Deledda e De Carolis e che era stata sottoposto a sequestro dai Carabinieri del Noe di Lecce . A comunicare la fine dell’intervento sono stati i commissari straordinari dell’Ilva in amministrazione straordinaria: “Con la conclusione dei lavori, Ilva in amministrazione straordinaria ha rispettato gli impegni presi con gli enti”, si legge nella nota dei commissari straordinari.   Il programma dei lavori, chiusi una settimana prima rispetto  era stato autorizzato dalla Arpa Puglia e concordato con il Prefetto di Taranto, l’Asl Taranto, l’Arpa Puglia e l’Ispra ed il Comune di Taranto.

Le attività  inizialmente si sono concentrate  sulla manutenzione straordinaria del verde, con sfalci selettivi e mantenimento delle essenze arbustive di maggiore pregio, e successivamente, è stata installata e posizionata una rete biodegradabile in fibra di cocco, impiegata con modalità innovative, la cui azione protettiva è stata supportata con la idrosemina di specie selezionate di piante grasse, per le quali è stato predisposto un sistema di irrigazione ad hoc che servirà a favorirne l’attecchimento.  Il fine  è di trattenere le polveri minerali ed evitare eventuali spolverii nel quartiere Tamburi, vicino all’area interessata dagli interventi.

 Il sequestro giudiziario delle collinette realizzate negli anni Settanta, era stato disposto  a febbraio 2019.  Sino a qualche mese fa le collinette ecologiche Ilva appartenevano ad ArcelorMittal, nuovo gestore della fabbrica, ma grazie al sequestro disposto dalla Procura ed ai vertici che si sono svolti sia in Prefettura che in Procura, sono entrate nella competenza dei commissari di Ilva in amministrazione straordinaria in quanto non appartenenti al perimetro produttivo della fabbrica.

Dal 2 marzo scorso sino alla fine dello scorso fine anno scolastico i circa settecento alunni delle scuole Deledda e De Carolis ( che riapriranno regolarmente a settembre) erano stati trasferiti in altre scuole del quartiere. La decisione della riapertura è stata conseguente dall’avanzamento dei lavori sulle collinette ad opera dei commissari straordinari, ma sopratutto dai rassicuranti elementi emersi dai dati del monitoraggio effettuato da parte di Arpa  Puglia con un mezzo mobile nella scuola Deledda.

Il Comune di Taranto ha programmato finalmente una pulizia straordinaria delle scuole, in modo da consentire la regolare ripresa delle attività scolastiche, con la revoca dell’ordinanza della magistratura che ne aveva disposto la sospensione.




Arcelor Mittal, ricorso al Tar contro la revisione Aia per inquinamento

ROMAArcelorMittal ha presentato ricorso al Tar Puglia per l’annullamento del decreto del Ministero dell’Ambiente del 27 maggio causato dall’ istanza del Sindaco di Taranto chiedeva di avviare il riesame dell’Aia sulla base dei rapporti di valutazione del danno sanitario elaborati da Arpa Puglia e Asl Taranto, a seguito della quale ha “disposto il riesame dell’autorizzazione integrata ambientale (per lo stabilimento siderurgico di Taranto, ndr) di cui al Dpcm del 29 settembre 2017, al fine di introdurre eventuali condizioni aggiuntive motivate da ragioni sanitarie“.

 

 

 

 

Il Comune di Taranto ha ricevuto nei giorni scorsi la notifica del ricorso al Tar Puglia da parte della società ArcelorMittal Italia “per l’annullamento del decreto ministeriale recante ad oggetto il riesame dell’Aia di cui al Dpcm del 29 settembre 2017″ per lo stabilimento siderurgico di Taranto.

Il decreto disponeva il riesame dell’Aia per lo stabilimento siderurgico di Taranto del 29 settembre 2017. Veniva riaperto quindi l’autorizzazione “al fine di introdurre eventuali condizioni aggiuntive motivate da ragioni sanitarie“.

Riapertura dell’Aia richiesta, come si ricorderà, con istanza del 21 maggio scorso del sindaco di Taranto Rinaldo Melucci a seguito delle relazioni sanitarie di Arpa Puglia ed Asl Taranto, che era stata accolta dal ministro dell’Ambiente Sergio Costa.  Ed ancora una volta MelucciMichele Emiliano, governatore della Regione Puglia, si ritrovano uniti, con quest’ultimo che annuncia un ricorso ad opponendum al tar per affiancare il ritrovato “fido” Melucci.

Il Sindaco Melucci ancora una volta ha perso un’occasione buona per tacere, dichiarando: Non bastavano tutta la confusione, tutti gli errori, tutte le mancanze, tutti gli incidenti di questi mesi: ora il gestore ci fa comprendere che non ha alcun interesse per il futuro di Taranto e lo fa ricorrendo alle aule di tribunale. Messaggio chiaro. Questo è lo schiaffo più grande“. Aggiungendo “Sono stato tra quelli che si era adoperato per una convivenza civile e sostenibile, nel suo ruolo istituzionale e di responsabilità. Evidentemente qualcuno ha pensato che a Ferragosto fosse possibile l’ennesimo saccheggio e l’ulteriore presa in giro di questa città“.

Resta da capire per quale motivo Melucci  ed Emiliano si sentano liberi di fare ricorso al TAR (ed addirittura contro Palazzo Chigi) , come avvenuto in passato, ed Arcelor Mittal Italia, che vede cambiare in corso le condizioni oggetto della gara internazionale che si è aggiudicata per la gestione dello stabilimento ILVA di Taranto, non possa e debba ricorrere a sua volta dinnanzi al Tribunale Amministrativo Regionale.

 

In realtà il sindaco di Taranto Melucci si è contraddistinto sinora esclusivamente per andare in giro con il cappello in mano a chiedere contributi pubblicitari alle grandi aziende (Arcelor Mittal, Eni, Tempa Rossa) per raccattare qualche soldo e far campare i pennivendoli e scribacchini locali con le sue “mancette” ( o meglio, “markette“) pubblicitarie, pur di avere la stampa locale dalla sua parte.

Evidentemente nessuna “staffista” del cuore o “faccendiere” della sua corte dei miracoli gli ha spiegato che per aggiudicarsi la locazione e gestione dello stabilimento siderurgico di Taranto, Arcelor Mittal Italia ha vinto una gara europea, e sinora ha rispettato tutti le scadenze ambientali previste, come verificato dai sindacati e dalle varie ispezioni avvenute, comprese quelle del vicepremier Di Maio.

Vedere un ex-agente marittimo come Rinaldo Melucci attaccare e criticare più grande gruppo al mondo nella produzione dell’acciaio, che peraltro si avvale di studi legali di livello internazionale, ci fa sorridere, sopratutto dopo aver letto il suo curriculum ed analizzato in un recentissimo passato i bilanci delle sue società sotto la sua gestione contraddistinta dal profondo rosso !




Taranto candidata "solitaria" italiana per i Giochi del Mediterraneo del 2025: il solito fumo negli occhi

ROMA –  Un progetto costato circa mezzo milione di euro, che prevede investimenti pubblici per circa 250 milioni di euro , 100 dei quali messi a disposizione dall’attuale Governo (ma quanto regge questo Governo ?) . Un evento “semi clandestino” che non ha mai cambiato, nè migliorato lo stato dell ‘economia locale, e le cui precedenti organizzazioni notoriamente non hanno mai portato alcun successivo flusso turistico o palcoscenico internazionale, passando nel dimenticatoio persino dei diritti televisivi. Le precedenti edizioni già disputate dei Giochi del Mediterraneo sono diciotto. A causa di inadempienze la diciassettesima edizione del 2013 si è svolta a Mersin, Turchia e non a Volos, in Grecia. La diciottesima edizione si è svolta a Tarragona, in Spagna nell’estate 2018 e non nel 2017. Le nazioni che hanno ospitato più edizioni dei giochi sono l’Italia e la Spagna, che ne hanno organizzate tre. Seguono poi Turchia e Tunisia con due e infine Egitto, Libano, Grecia, Algeria, Croazia (Jugoslavia), Marocco, Siria e Francia con una edizione ciascuno

La conferma proviene dalla circostanza che nessuna altra città del Mezzogiorno si è candidata . Il Comune di Taranto  invece, che non naviga nell’oro, essendo uscita da pochi mesi dal dissesto finanziario,  vuole ospitare la ventesima edizione dei Giochi del Mediterraneo in calendario nel 2025, cioè fra 6 anni ! Incredibilmente persino il Ministro per il Sud, la “grillina” Barbara Lezzi si è lasciata ubriacare dall’enfasi pre-elettorale, commentando “Questa è una bella notizia per tutta la Puglia“. Resta da capire a questo punto quale sia la bella notizia, considerato che quella di Taranto è l’unica candidatura italiana.

21 settembre 2016. Il sindaco di Roma, Virginia  Raggi: “no alle Olimpiadi a Roma”

Un commento quello della Lezzi , a dire il vero, che nessuno si aspettava, sopratutto dopo che in un recente passato il M5S per voce della Sindaca di Roma Virginia Raggi aveva rifiutato e bloccata la candidatura della Capitale a giocarsela per organizzare le Olimpiadi a Roma, così come la Sindaca di Torino Chiara Appendino (M5S) si è sfilata dalla candidatura congiunta Milano-Torino ad organizzare le Olimpiadi Invernali che sono state successivamente aggiudicate all’ Italia, dopo l’accordo raggiunto dal Comune di Milano con quello di Cortina d’ Ampezzo. Secondo il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci (Pd) un rinvio della decisione, in sostanza, sarebbe potuto costar caro: “Abbiamo tirato un bel sospiro di sollievo. Il sì del Consiglio dei ministri qualifica definitivamente la nostra ambizione“. Piccolo particolare , un ambizione che nessun altro comune d’ Italia aveva.

Il sindaco di Torino Chiara Appendino

L’assegnazione dei Giochi del Mediterraneo del 2025 verrà ufficializzata sabato 24 agosto in Grecia a Patrasso. E’ a dir poco ridicolo quanto scrive un quotidiano locale, sostenuto  dalle “mancette” ( o markette ?) pubblicitarie del Comune di Taranto che questa mattina ha scritto “La muscolarità della designazione del Comune di Taranto, sostenuta da un dossier ben argomentato assieme alla Regione Puglia, ha smontato poco alla volta le aspirazioni delle avversarie“, e tutto ciò peraltro senza aver mai preso visione o conosciuto alcun progetto delle altre città candidate. Il sindaco Melucci con la sua notoria sfacciataggine, a sua volta ha dichiarato “Usando un gergo sportivo abbiamo fatto squadra. E certamente il brand Italia ha inciso sulla fuga delle nostre ipotetiche rivali“. Resta da capire di quale “brand Italia” parla e chi sarebbe fuggito al cospetto di una città, Taranto che al momento non alcun impianto sportivo degno di partecipare ad una qualsiasi competizione internazionale !

Una candidatura che ha consentito ai parlamentari eletti in Puglia del Movimento 5 Stelle di cercare di prendersi qualche merito sulla base del nulla. Come si fa a non ridere quanto il “grillino” Paolo Lattanzio, capogruppo in commissione cultura alla Camera dice : “Da questo appuntamento internazionale potremo trarre benefici sul fronte del rilancio di Taranto in termini di riconversione economica. I Giochi faranno sì che Taranto non sia identificata solo con l’ingombrante presenza dell’ex Ilva“. A cui si aggiunge l’ex-portaborse ora deputato poi il deputato Giovanni Vianello che dichiara in una nota “Ciò che mi conforta è il messaggio di speranza garantito dall’aver raggiunto in gruppo un obiettivo importante“, dimenticando che al momento non è stato raggiunto ancora nulla !

I 250 milioni di spesa previsti  verranno utilizzati per la costruzione ex novo o la riqualificazione di circa sessanta impianti sportivi. Con Taranto saranno interessati una ventina di Comuni di altre tre province (Lecce, Brindisi e Bari). Oltre al contributo del governo, la parte del leone negli stanziamenti la faranno la Regione Puglia (50 milioni) le città coinvolte ed il Comune di Taranto che dovrà ulteriormente indebitarsi con il Credito Sportivo ancora una volta a spese dei contribuenti tarantini. E c’è persino chi gioisce…!

Nell’ultima edizione organizzata in Italia a Pescara nel 2009, è bene sapere che fine fece il Comitato promotore? Scomparso e dimenticato.  E la passione per far sviluppare il territorio? Tutto annegato nei finanziamenti pubblici e negli interessi privati di chi ha saputo trasformare Pescara 2009 in un affare interessante. Anche la Puglia ha già ospitato in passato i Giochi del Mediterraneo. Nel 1997  si svolsero a Bari (le gare di calcio, golf e tennis tavolo anche a Taranto, tra l’altro)  dal 13 al 26 giugno. Vi parteciparono 3473 atleti di 21 Paesi e 1541 ufficiali di gara. Le discipline furono 25: 234 gare e 742 medaglie medaglie assegnate. I Giochi si aprirono al San Nicola, la cerimonia fu conclusa da un concerto di Antonello Venditti alla presenza dell’allora capo del Governo, Prodi, del presidente della Repubblica, Scalfaro, e del presidente del comitato organizzatore,  Matarrese.

Resta da chiedersi: se l’organizzazione è un evento utile ed importante, come mai la città di Bari non si è candidata ? E come mai neanche Lecce, la città “bacino elettorale” dell’ assessore regionale Capone si è candidata ? Ai posteri l’ardua sentenza. Noi, purtroppo la conosciamo già.




Il Ministero dell' Ambiente apre riesame Aia ex Ilva

ROMA– “Il ministero dell’Ambiente ha provveduto con l’emanazione del provvedimento di riesame dell’Autorizzazione di impatto ambientale, Aia”. Con queste parole il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa in audizione dinnanzi alla Commissione Ambiente della Camera dei Deputati sull’ex Ilva (ora Arcelor Mittal Italia)  ha reso noto l’emanazione del riesame disposta il 27 maggio a seguito della richiesta arrivata dal Comune di Taranto.

Il ministro dell’ Ambiente, Sergio Costa

L’apertura del riesame dell’Aia, l’Autorizzazione integrata ambientale, era stata chiesta con “un’istanza del 21 maggio” per ragioni sanitarie sulla base degli “esiti del rapporto di valutazione del danno sanitario elaborati da Arpa Puglia e Asl Taranto“, in cui si evidenzia “un rischio residuo non accettabile per la popolazione” anche alla fine del “completamento degli interventi previsti” dall’Aia del 2012.

A seguito di istanza avanzata dal Sindaco del Comune di Taranto con nota prot. n. 70759 del 21.05.2019, il Direttore Generale per le Valutazioni e le Autorizzazioni Ambientali del Ministero dell’Ambiente, con proprio Decreto n. 188 del 27.05.2019, nell’accoglierne le motivazioni e dopo averne verificato la correttezza formale, ha disposto il riesame ai sensi dell’art. 29-quater comma 7, del D.Lgs. 152/206 dell’autorizzazione integrata ambientale di cui al DPCM del 29 settembre 2017.

IstanzaRiesameComuneTaranto

Si apre quindi un nuovo capitolo “ambientale” per Taranto. “Il 24 giugno torneremo in città per incontrare ancora una volta i tarantini e continuare il percorso avviato insieme un mese fa”. h aggiunto il ministro dell’Ambiente Sergio Costa. “E’ un dovere procedere al riesame – osserva Costa lo dobbiamo ai cittadini e ai lavoratori. Abbiamo accolto con favore l’istanza del sindaco, con il quale il rapporto di collaborazione è costante e proficuo”. Il ministro parla di un “timing” con scadenze precise; e in base ai risultati si procederà a rivalutare l’Aia, eventualmente fissando più adeguate condizioni di esercizio”.

MinAmbiente Riesame

Con un comunicato apparso sul sito del Comune di Taranto,  il Sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci (Pd) ha affermato: “Stiamo operando ogni giorno con la passione per Taranto e tentando di offrire a tutto il mondo una immagine finalmente positiva del nostro territorio e delle nostre capacità.  Ma non dimentichiamo le nostre ferite, non lasciamo che il tempo e i momenti di giusta festa facciano affievolire il nostro impegno verso la salute dei cittadini e il futuro dei residenti più esposti e fragili”.

“Ed è per questo motivo e per le ragioni che più in dettaglio sono esposte nella richiesta formale inviata al Ministero dell’Ambiente, – continua la nota – col quale esiste un dialogo costante e proficuo, che ho firmato la richiesta di riesame del Piano ambientale di cui al DPCM del 29 settembre 2017 per lo stabilimento siderurgico di interesse strategico nazionale Arcelor Mittal Italia S.p.A. di Taranto (ex ILVA S.p.A. in A.S), ai sensi dell’art. 29-octies del D.Lgs. n. 152/2006 e s.m.i.”

CdG comunicazione riesame

Concludendo: “Apprendo dalla stampa che l’attuale gestore avrebbe dato nuove aperture sul rifacimento del principale altoforno nella direzione della decarbonizzazione. Non posso che compiacermene. Sono sicuro, allora, che non avranno difficoltà a rendersi disponibili ad un ripensamento complessivo della loro programmazione nella direzione della maggior prevenzione dei rischi sanitari per i cittadini di Taranto“.

L’ex-direttore generale di ARPA PUGLIA, prof. Giorgio Assennato, in un commento postato su Facebook  ha così commentato: “L’articolo della 152 prevede la richiesta del Sindaco. Costa ha dichiarato la piena legittimità tecnica e giuridica della richiesta del sindaco” ed aggiunge .”La legge regionale n.21 del 24 luglio 2012 prevedeva anche la valutazione preventiva del rischio sanitario da effettuarsi anche in caso di rispetto delle soglie degli inquinanti atmosferici. Il Governo nel 2013 approvò una VDS ad hoc per Ilva eliminando ogni efficacia della valutazione epidemiologica e bloccando la procedura in caso di valori sotto soglia degli indicatori di qualità dell’aria”

“Arpa fece ricorso al TAR Lazio che confermò la validità delle due VDS, – continua Assennato – una, la statale, solo per ILVA, l’altra, la regionale, valida solo per le altre aziende inquinanti di Taranto. Ora, incredibilmente, il Ministero riabilita la nostra VDS regionale dichiarandola applicabile allo stabilimento di Arcelor Mittal. Per me una soddisfazione “postuma“.

 

 

 

 




Elezioni, giornalismo (?) e fake news !

di Antonello de Gennaro

A pochi giorni dalla chiusura della campagna elettorale, mi trovavo a Taranto, dove ne ho viste veramente di tutti i colori. Partiamo con ordine per ricostruire il tutto. Nella sala consiliare del Comune di Taranto, è stato presentato un libro su Forza Italia, scritto dal deputato forzista Fabrizio Cicchitto, un ex socialista della sinistra, risultato iscritto nella loggia massonica deviata di Licio Gelli, che è stato introdotto da Giuseppe De Tomaso, direttore della Gazzetta del Mezzogiorno  quotidiano barese attualmente confiscato dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catania che ha mandato a processo il suo editore Mario Ciancio di Sanfilippo accusandolo di “concorso esterno in associazione mafiosa“. Presente anche l’ Avv. Paolo Sisto di Bari, “nominato” ( cioè eletto senza bisogno di venire votato personalmentedai cittadini)  in Parlamento dal suo “cliente” Silvio Berlusconi, che difende quale imputato nel processo a suo carico sulle escort baresi che frequentavano (lautamente ricompensate) le “eleganti cene” berlusconiane di Palazzo Grazioli a Roma e Villa San Martino ad Arcore.

da sinistra Cicchitto, De Tomano e Paolo Sisto

Seduto in prima fila il caposervizio della redazione di Taranto, Mimmo Mazza, condannato anni fa a 7 mesi di carcere per dei brogli elettorali compiuti (allorquando faceva il presidente di seggio elettorale in rappresentanza del PCIn.d.a) ) salvatosi successivamente in appello ( tribunale-giudizio di 2° grado) grazie all’intervenuta sopraggiunte “prescrizione“. Quella stessa prescrizione che lo ha salvato nel mesi scorsi anche da un procedimento disciplinare a suo carico dinnanzi al Consiglio di Disciplina dell’ Ordine dei Giornalisti di Puglia, composto guarda caso…da due collaboratori (pagati a 5 euro ad articolo) della Gazzetta del Mezzogiorno: tale Vittorio Ricapito da Taranto, ed il bitontino Raffaele Capaldi. Un’ archiviazione disciplinare per “prescrizione” che è costata una denuncia penale al Collegio di Disciplina dei Giornalisti pugliesi,  già  manifestatosi nella sua illegalità con la precedente nomina illegittima e quindi illegale (da noi denunciata) Nicola Colajanni, che a seguito del nostro articolo fu costretto alle dimissioni.

LA FAKE NEWS DELLA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO (edizione di Taranto)

LA "FAKE NEWS" DELLA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO

Ma il più “bello”….(si fa per dire)  è arrivato fra giovedì e venerdì quando la Gazzetta del Mezzogiorno, nella sua “deficitaria” ed ormai intangibile edizione di Taranto e provincia (dove vende appena circa 1.000 copie al giorno) ha pubblicato un “selfie” fornito loro dal consigliere comunale Mario Cito mandato a processo per una squallida storia di rimborsi e truffe al Comune di Taranto, integrandolo in un “articoletto” chiaramente privo di firme in cui si ipotizzava un accordo fra Cito e la Lega alle elezioni europee di domani.

Una FAKE NEWS questa immediatamente smentita dai vertici regionali della LEGA , come di seguito riportiamo testualmente: “Con riferimento all’articolo odierno pubblicato nell’ edizione di Taranto della Gazzetta del Mezzogiorno, si smentisce ogni e qualsiasi ipotesi di candidatura nella Lega dell’ attuale consigliere comunale Mario Cito e di appartenenti al movimento politica At6. La fotografia pubblicata, prosegue la nota, è uno delle migliaia di selfie fatti da Matteo Salvini ad Ostuni in occasione della sua presenza elettorale di martedì scorso. Non si scambi dunque la partecipazione libera e spontanea da cittadino con accordi politici che smentiamo categoricamente. Tanto dichiarano il coordinatore regionale e quello provinciale di Taranto della Lega Puglia On. Luigi D’Eramo e Sen. Roberto Marti.

Ma le “fake news” dei pennivendoli tarantini della Gazzetta del Mezzogiorno sono continuate. Infatti ieri il quotidiano barese che i magistrati siciliani hanno confiscato, ha proseguito nella propria disinformazione politica, circostanza a dir poco grave, sopratutto in quanto esercitata a sole 48h dal voto, sostenendo e scrivendo che “la foto ha naturalmente creato molti mal di pancia all’interno della Lega, specie in chi ha timore di perdere lo strapuntino appena conquistato in vista delle elezioni regionali dell’ anno prossimo” aggiungendo, peraltro senza alcun documento o dichiarazione probatoria da parte di nessuno:  Confermiamo da parte nostra i contatti fra la Lega e Cito.

Evidentemente alla Gazzetta del Mezzogiorno sono incapaci di leggere e documentarsi, allorquando parlano di  uno “strapuntino” inesistente: D’Eramo e Marti sono infatti entrambi parlamentari e quindi non hanno alcun interesse personale alle prossime regionali pugliesi e tantomeno cercano uno “strapuntino”. Quindi cosa confermano  dalla Gazzetta di Taranto? Di scrivere falsità ?  Questo era già molto ben noto. Nessuna meraviglia.

Un’altra giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno di Taranto, tale Maristella Massari, che ha “origini” e simpatie di Forza Italia (salvo poi fare la sindacalista sinistrorsa nella sua professione)  si è dilettata in uno pseudo editoriale, degno al massimo di qualche giornaletto di campagna o di condominio, lamentando la mancanza di attenzione per Taranto da parte dei “leaders” nazionali in campagna elettorale per le Europee. Qualcuno le ricordi, probabilmente non se ne è accorta, che che qualche settimana fa sono venuti a Taranto il vicepremier Luigi Di Maio e 5 ministri del Governo Conte, ma sopratutto le spieghi che i “leaders” nazionali dei partiti , quando ci sono degli “Election Days” (cioè si vota per più elezioni, cioè comunali, regionali, con nazionali o europee) , vanno soltanto in quelle città in cui il voto è molteplice.

Non a caso Matteo Salvini si è recato a fare dei comizi elettorali in Puglia soltanto laddove si votava anche per le elezioni comunali, e cioè Bari, Lecce, Gioia del Colle (BA) ed Ostuni (BR). Il destino, purtroppo per Cito e gli esperti scribacchini esperti di “FAKE NEWS” della Gazzetta del Mezzogiorno di Taranto ( O se preferite..La  Mazzetta del Mezzogiorno, come la definì  anni fa con uso titolo il quotidiano LA REPUBBLICA) ha voluto che il sottoscritto fosse a Lecce ed a Ostuni, nel backstage del palco, unico giornalista, regolarmente accreditato dalla Lega ed autorizzato dal Ministero dell’ Interno, e posso garantirvi che a partire da Matteo Salvini, il capo della sua segreteria Andrea Paganella e per finire ai deputati pugliesi e responsabili territoriali presenti ad Ostuni, Lecce, Bari, Gioia del Colle,  nessuno di loro ha mai incontrato o parlato con Mario Cito.

Quindi la FAKE NEWS della Gazzetta del Mezzogiorno nella sua edizione in questo caso non soltanto è eclatante, ma doppia, e testimoniale. Altro che “Confermiamo da parte nostra i contatti fra la Lega e Cito” che ha farfugliato ieri qualcuno della redazione tarantina della Gazzetta in veste rigorosamente “anonima”.

E poi alla Gazzetta del Mezzogiorno si lamentano che hanno 35 milioni di euro di debiti e che  vendono soltanto 17mila copie al giorno in un bacino di circa 5 milioni di lettori (Puglia e Basilicata ) e non ricevono da mesi i loro stipendi. Sarà per questo che i giornalisti Mimmo Mazza e Maristella Massari, rispettivamente caposervizio ( e non caporedattore come ama farsi chiamare )  e vice capo servizio della redazione tarantina, della Gazzetta si prestavano ad intervistare il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci in eventi e manifestazioni di piazza, pubblicando le interviste sul loro giornale nelle pagine speciali (cioè quelle delle “markette” pubblicitarie a pagamento) , a fronte del pagamento di 3mila euro ?

 

Eh si cari lettori, questa è la vera stampa “monnezza”, altro che l’inquinamento ambientale di Taranto…

 

 




Lega Salvini Puglia smentisce la Gazzetta del Mezzogiorno su fantomatiche alleanze con Cito

ROMA – Come il nostro giornale ha anticipato oggi pomeriggio alle 15 sui socialnetwork, la Lega Salvini Puglia  con una nota stampa a firma dell’ On. Luigi D’Eramo coordinatore regionale ed il Sen. Roberto Marti coordinatore provinciale di Taranto della Lega in Puglia, ha smentito ufficialmente la “FAKE NEWS” pubblicata questa mattina sulla prima pagina dell’edizione di Taranto della Gazzetta del Mezzogiorno .

Secondo i disinformati giornalisti locali del quotidiano barese(come potete leggere sotto),  vi sarebbero stati degli inesistenti accordi politici intercorsi fra la Lega ed il consigliere comunale tarantino Mario Cito, quest’ultimo rinviato a giudizio dalla Procura della repubblica di Taranto, per la nota truffa sui rimborsi del Comune di Taranto.

Questo  il testo integrale del comunicato della Lega : “Con riferimento all’articolo odierno pubblicato nell’ edizione di Taranto della Gazzetta del Mezzogiorno, si smentisce ogni e qualsiasi ipotesi di candidatura nella Lega dell’ attuale consigliere comunale Mario Cito e di appartenenti al movimento politica At6.

“La fotografia pubblicata –  prosegue la nota ufficiale della Legaè una delle migliaia di selfie fatti da Matteo Salvini ad Ostuni in occasione della sua presenza elettorale di martedì scorso. Non si scambi dunque la partecipazione libera e spontanea da cittadino con accordi politici che smentiamo categoricamente.

Ancora una volta il CORRIERE DEL GIORNO sbugiarda le “FAKE NEWS” di una certa stampa che definire “schierata”, inaffidabile ed assolutamente priva di alcuna autorevolezza, è ben poca cosa. Prima di scrivere “fesserie”, peraltro a poche ore dal voto, occorrerebbe fare dei dovuti controlli . Ma certi scribacchini non sanno neanche cosa sia la parola ” giornalismo“.

Questo è il vero problema. O meglio il loro dramma ! E poi certi pseudo-giornalisti si lamentano anche che restano senza stipendio….e che nessuno compra e legge più il loro giornale !!!




Dirigenti e funzionari del Comune di Taranto denunciati. La Guardia Costiera sequestra stabilimento balneare

ROMA – I militari della Guardia Costiera di Taranto, guidati dal Comandante Giorgio Castronuovo, hanno dato quest’oggi esecuzione ad un provvedimento di sequestro disposto dalla Procura di Taranto, relativo al complesso balneare Maracaibo Beach in località Morrone/Torretta del Comune di Taranto, composto da diverse strutture, tra cui il locale-bar della litoranea salentina, con annessa “area di somministrazione coperta e scoperta”, oltre agli impianti di stoccaggio e smaltimento reflui dell’attività commerciale, con le relative pertinenze per un totale di più di 2000 mq., tutte opere ricadenti in parte su area demaniale marittima ed in parte sulla confinante proprietà privata. Incredibilmente i titolari dello stabilimento “Maracaibo Beach” si auto-descrivevano sui social come “una spiaggia libera attrezzata, che soddisfa le esigenze di ogni fascia d’età. Ottimo recarvisi con famiglia o fra amici. Lo stabilimento balneare Maracaibo Beach è una vera e propria perla del territorio: il fiore all’occhiello della nostra bellissima e invidiata litoranea. Esiste da circa dieci anni ed è gestito da uno staff giovane e competente, con la simpatia e la cortesia di Mary e Raffaele”.

Le strutture sequestrate in realtà erano difformi o prive dei titoli edilizi, di quelli paesaggistici e sanitari – ed erano state realizzate in aree sottoposte a stringenti vincoli paesaggistici/ambientali ed idrogeologici, tra cui quello relativo alla presenza di cordoni dunali e macchia mediterranea.

La prolungata attività di indagine  condotta dai militari della Guardia Costiera di Taranto sotto il coordinamento del pm dr. Mariano Buccoliero della locale Procura della Repubblica,  iniziata al termine della scorsa stagione estiva, ha consentito di accertate che le relative concessioni demaniali marittime a partire dall’anno 2012 sino al 2018, erano state  rilasciate illegittimamente dal Comune di Taranto in violazione di più norme, avendo omesso la prevista istruttoria e concesso aree inconcedibili perché sottoposte, per legge, a vincoli paesaggistici e quindi meritevoli di particolare tutela. In particolare, l’attività investigativa condotta dagli ufficiali della Polizia Giudiziaria operante, ha messo in luce come le strutture incriminate determinassero il deturpamento delle bellezze naturali costiere e del sistema dunale .

Gli accertamenti hanno così consentito il deferimento all’Autorità Giudiziaria di ben sei dirigenti e funzionari del Comune di Taranto, oltre ai titolari delle stesso stabilimento, con conseguente emissione da parte della stessa Autorità Giudiziaria dei relativi avvisi di garanzia. I reati contestati ai titolari dell’impianto balneare, spaziano dal deturpamento di bellezze naturali alle violazioni in materia paesaggistico-edilizia, mentre ai funzionari e dirigenti comunali è stato contestato il reato di abuso di ufficio, avendo quest’ultimi, con l’aggravante della continuità, con azioni ed omissioni esecutive di un inconfutabile disegno criminoso, procurato intenzionalmente un ingiusto vantaggio economico alla parte, favorendo l’esercizio abusivo della stessa attività commerciale.

La gravità della situazione accertata consiste nella gestione a dir poco non trasparente di pratiche amministrative di competenza del Comune di Taranto con il coinvolgimento di dipendenti dell’ amministrazione comunale.

Questi i nomi degli indagati dalla procura della Repubblica di Taranto : Michele Matichecchia, dirigente ed attuale comandante del corpo di Polizia Locale, Carmine Pisano (già indagato in passato per altri abusi sottaciuti) attuale dirigente dello Staff dell’Ufficio di Gabinetto del Sindaco di Taranto  , l’ architetto Marcello Vuozzo, i funzionari Gaetano Paladino, Maria Ausilia Mazza, l’ex dirigente  Marta Basile (rientrata in servizio a Bari dopo una “dura” polemica con il Sindaco di Taranto) , oltre chiaramente ai coniugi titolari dello stabilimento abusivo sequestrato

 

Ed ancora una volta la stampa“locale” non fa i nomi ! 




Arrivano 90 milioni per Taranto dal tavolo tecnico con Mibac e Ministero del Sud

ROMA – Si è riunito negli uffici del Ministero per i beni e le Attività Culturali a Roma il Tavolo Tecnico Istituzionale Cis per sviluppare il progetto di assegnazione delle risorse “Cultura e Turismo” che ha assegnato alla città di Taranto 90 milioni attraverso il Cipe per la riqualificazione di aree culturali del centro storico.

Alla riunione, per il MIbac, oltre al ministro Bonisoli, hanno partecipato il Capo di Gabinetto Tiziana Coccoluto e la segretaria regionale della Puglia Eugenia Vantaggiato. Per il ministero per il Sud, il vicecapo dell’ufficio legislativo del ministero per il Sud, Fabiana D’Onghia.

Al tavolo istituzionale erano presenti esponenti del Comune di Taranto, della Provincia di Taranto, Regione Puglia e Prefettura.

Si trattava del primo incontro tra le parti che si rivedranno in tempi brevi, quando saranno state sviluppate le idee messe in campo ieri. “Abbiamo lavorato in maniera molto proficua e con identità di vedute e programmatiche. Sono certo che una volta che avremo definito le cose da fare nei dettagli andremo avanti speditamente. Taranto ha necessità di essere valorizzata e riqualificata. La riqualificazione culturale è solo un primo passo, altri ne seguiranno”.

Anche il ministro per il Sud, Barbara Lezzi, ha commentato positivamente l’incontro: “Ringrazio il ministro Bonisoli per l’attenzione e l’impegno che sta dedicando al Cis di Taranto. Nel Contratto ci sono risorse importanti, già stanziate, per cui è fondamentale fare presto e procedere quanto più rapidamente con i primi interventi. Taranto ha un estremo bisogno di segnali tangibili e questo deve essere la prima di una serie di misure dedicate alla città“​




La prima sentenza del Tribunale di Milano nella causa "pilota" dei creditori ILVA in Amministrazione Straordinaria

ROMA – Ecco la prima sentenza del Tribunale di Milano nella causa pilota relativamente alle opposizioni allo stato passivo proposte dai creditori di Ilva S.p.A. in amministrazione straordinaria. Nel gennaio 2015, a seguito dell’avvio del procedimento di amministrazione straordinaria delle aziende del gruppo Ilva tutte le società creditrici si erano rese drammaticamente  conto che i loro ingentissimi crediti sarebbero stati pagati in moneta fallimentare

Per le piccole medie imprese rappresentò un gravissimo danno quantificato in circa 150 milioni di euro. La politica cercò di ovviare a questo problema, inizialmente non considerato, introducendo in sede di conversione del “Decreto Taranto” (n. 1/2015) una norma che modificando la legge Marzano inseriva nell’art.3 il comma 1-ter  testualmente prevedendo l’attribuzione del beneficio della prededuzione per i crediti vantati dalle P.M.I. nei confronti delle aziende poste in amministrazione straordinaria che gestiscono (come Ilva) uno stabilimento di rilevanza strategica nazionale.
Tutto ciò  a condizione che le forniture e lavorazioni fossero atte a consentire l’attuazione di interventi necessari alla salvaguardia ambientale, alla sicurezza ed alla continuità produttiva degli impianti essenziali, nonchè a  tutti quegli interventi necessari a consentire l’attuazione del D.P.C.M. 2014 ( c.d. A.I.A.) . Importante ricordare che il 19 febbraio 2015 sul sito del MISE  apparve una dichiarazione stampa nella quale si enfatizzava l’approvazione da parte del Senato della Repubblica di tale norma precisando che la stessa avrebbe riguardato tutti gli interventi necessari a consentire la manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti posti all’interno dello stabilimento Ilva.
Da parte del legislatore di fatto venne compiuta un’attività di evidente giustizia sociale, nell’espressa considerazione che gli sventurati imprenditori, soprattutto quelli locali, si erano visti di fatto opporre una procedura concorsuale che aveva riguardato un’azienda che prima della gestione dalla parte dello Stato, aveva dei bilanci assolutamente floridi. Peraltro i politici dell’epoca ed il commissario governativo Piero Gnudi avevano ripetutamente assicurato nel secondo semestre 2014 che alcun pregiudizio ci sarebbe stato per le aziende locali che con il loro operato avevano di fatto contribuito a mantenere in piedi l’ Ilva.
Ma purtroppo come molto, troppo spesso accade in Italia una volta fatta la Legge ecco che si oppone l’eccezione! Infatti i Commissari Straordinari nominati dal Governo si opposero  sin dal primo momento della fase di verifica dei crediti, negando con fantomatiche  argomentazioni il beneficio fiscale richiesto della prededuzione. Tutto questo ha reso necessarie ed indispensabili centinaia di  opposizioni allo stato passivo  del fallimento ILVA, che hanno letteralmente ingolfato il Tribunale di Milano.
Alcuni magistrati consapevoli  di queste problematiche, circa un anno fa,   invitarono le parti a definire transattivamente i contenziosi, concedendo loro un rinvio di circa otto mesi per raggiungere un accordo. Ma ancora una volta i Commissari, nello scorso mese di febbraio sono clamorosamente venuti meno alle loro precedenti promesse ed assicurazioni chiaramente verbali, e quindi il Tribunale di Milano ha dovuto decidere.
La sentenza del tribunale di Milano è quella resa nella causa “pilota”, patrocinata dagli avvocati Pierfrancesco Lupo e Lorenzo Vieli del Foro di Taranto, sarà continuamente citata richiamata in tutti i giudizi pendenti. La decisione del tribunale di Milano, seppure vittoriosa per i due legali tarantini non li soddisfa pienamente, in quanto  disconosce il carattere di prededucibilità dei crediti maturati per prestazioni rese nell’ambito della cosiddetta  area a freddo, ma d’altra parte costituisce indubbiamente una affermazione delle tesi faticosamente propugnate. “Sono particolarmente soddisfatto – commenta l’ Avv. Luponella espressa considerazione che la mia battaglia oltre che giuridica è stata portata avanti nei confronti del Governo, ed in particolare del MISE., che nelle varie rappresentanze politiche succedutesi dal 2015 si è di fatto sempre posto di traverso nei confronti dei sacrosanti diritti della imprenditoria locale”
Sottrarre alle imprese di un territorio martoriato – che già aveva risentito del default del Comune  di Taranto – ulteriori 150 milioni di euro,  ha costituito una insopportabile mazzata economica per l’impresa jonica. Va reso merito e va considerato che la stragrande maggioranza degli imprenditori tarantini non hanno mai fatto mancare ai loro dipendenti alcuno stipendio, mentre nello stesso tempo si sono visti richiedere dallo Stato, con un vergognoso rigore,  il pagamento dell’Iva sulle fatture mai incassate dall’ Amministrazione Straordinaria dell’ ILVA.
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Ovviamente questa è una prima battaglia vinta, ma la guerra è ancora lunga. Tra l’altro resta da comprendere se alla fine ci sarà un attivo utile che consenta il pagamento dei crediti prededucibili. Ma questa è tutta un’altra storia!



La Fondazione Cittadella della Carità di Taranto in crisi. I sindacati proclamano lo sciopero generale per gli stipendi non pagati

Sergio Prete

di Antonello de Gennaro

La conferma dello sciopero generale dei lavoratori della Cittadella della Carità di Taranto proclamato per il prossimo 20 marzo 2019 arriva dal sindacato UIL FPL , che di fatto ha smentito quanto dichiarato  un mese fa dal nuovo presidente della Fondazione avv. Salvatore Sibilla, il quale aveva preso il posto dell’ Avv. Sergio Prete (nominato il 2 agosto 2018 e dimessosi il 30 gennaio 2019) , che aveva preso il posto di Giuseppe Mele, quest’ultimo nominato ad agosto 2015 (dopo un breve periodo circa un anno come city manager del Comune di Taranto, su nomina del sindaco Ippazio Stefàno) affiancato come vice presidente dall’ Avv. Angelo Esposito, ex presidente dell’ Ordine degli Avvocati di Taranto (mandato a  processo dalla Procura per una triste storia di gravi ammanchi di cassa n.d.r.), che era subentrato al  posto dell’ Avv. Lelio Miro (attuale presidente della BCC di Taranto)  che a sua volta aveva sostituito di don Franco Semeraro e monsignore Emanuele Tagliente i quali avevano preso a loro volta il posto  della dr.ssa  Gianna Zoppei ( a lungo braccio destro di Don Verzè ed ex- Sovrintendente Sanitario dell’Istituto Scientifico Universitario San Raffaele di Milano). Un turn-over di presidenti che neanche la più discutibile squadra di calcio come quella  Palermo Calcio sotto la gestione del vulcanico presidente Zamperini, noto mangia-allenatori, ha mai avuto !

“Le chiediamo di intervenire ancora una volta in nostra difesa” scrivevano sin dal gennaio 2015 i dipendenti della Cittadella della Carità che rivolgevano  un appello all’arcivescovo di Taranto, Filippo Santoro. C’erano  pesanti problemi economici da affrontare che hanno già comportato disagi: tredicesima non pagata, stipendi in bilico e si andava verso l’applicazione dei contratti di solidarietà al personale. Poi c’era un contenzioso con l’Asl. Gli operatori della struttura ospedaliera cattolica  del quartiere Paolo VI  di Taranto (che opera in convezione con il servizio sanitario nazionale tramite la Regione Puglia  n.d.r.) chiedevano a monsignor Santoro di fare in modo che “non avvenga la nomina che taluni “nemici” della Cittadella già danno per certa proprio del dottor Scattaglia (ex direttore generale dell’ASL Tarantondr) a nostro nuovo direttore generale“.

il vescovo di Taranto, mons. Filippo Santoro

Una nomina questa “bloccata” solo e soltanto grazie ad un articolo del nostro giornale in cui documentavamo l’illegalità della nomina che indusse Scattaglia a non accettare l’incarico dimettendosi ancor prima di aver preso possesso del suo nuovo ufficio alla Fondazione Cittadella della Carità . Basta andarsi a rileggere le dichiarazioni a suo tempo di monsignor Santoro per provare imbarazzo per lui…

Veniamo a sapere sgomenti – scrivevano quattro anni fa  i lavoratori – che lo stipendio di dicembre non ci verrà corrisposto per intero in quanto, con opinabile tempismo, il direttore generale dell’ASL di Taranto, Fabrizio Scattaglia, ha richiesto alla Fondazione il pagamento immediato di somme milionarie per prestazioni rese dal 2003 al 2009 a loro dire indebitamente percepite, in ciò confortati da una sentenza del Tar che grida vendetta“. “Solo noi – aggiungevano – sappiamo se è vero o non è vero che quelle prestazioni, rese a favore di pazienti con patologie complesse che ci venivano ricoverati dalla Asl per risparmiare i loro preziosi posti letto e raggiungere i livelli di deospedalizzazione che gli garantivano lauti premi, erano coerenti o meno con le somme che oggi ci chiedono indietro. Perché eravamo noi ad assistere, spesso fino alla fine del loro cammino, quei pazienti che il “pubblico” rifiutava».

“Siamo consapevoli che il percorso da intraprendere è irto di difficoltà, – ha dichiarato all’ atto del suo insediamento l’ Avv. Sibilla ( a lato nella foto)ma siamo anche sereni e certi di operare al meglio per il proseguimento del lavoro già impostato da coloro che, appartenenti alla precedente consiliatura, hanno lavorato per il bene della Cittadella della Carità negli ultimi anni”. Un comunicato stampa dello scorso 16 febbraio 2019 con il quale il neo Presidente (in precedenza era vice presidente n.d.r.) della Fondazione informava che  “sta operando perché il piano di risanamento sia portato avanti, nell’ottica del perseguimento del benessere della persona e del mantenimento dei posti di lavoro“, rendendo noto alcuni avvenimenti di quei giorni che  si voleva far passare per “molto importanti“: era stato pagato lo stipendio del mese di dicembre 2018 , ed a loro dire era “stato realizzato un incontro molto proficuo con i vertici della ASL Taranto, rispettivamente rappresentati dal Direttore Generale avv. Stefano Rossi, dal Direttore Amministrativo dott. Andrea Chiari e dal Direttore Sanitario dott. Vito Gregorio Colacicco“. Il comunicato si concludeva con l’informazione che “le oo.ss. (organizzazioni sindacali n.d.r.) in un clima di massima collaborazione ed apertura, sono state convocate per un incontro con i vertici della Fondazione”

l’avv. Stefano Rossi, direttore generale ASL Taranto

Ma evidentemente tali notizie erano assolutamente contrastanti a quanto aveva dichiarato la Fondazione rispetto a  quanto invece stanno vivendo, in termini di incertezza lavorativa i dipendenti dell’ente, come si legge in una nota sindacale. E non sono segnali che la UIL FPL intende sottovalutare. I dipendenti della Cittadella della Carità infatti, aspettano ancora di ricevere due mensilità di stipendio, mentre fornitori e personale medico ospedaliero-sanitario (medici , infermieri ecc. tutti a partita Iva ) non vengono pagati da oltre un anno ! Una gestione dissennata dalla quale emerge anche l’imbarazzante presenza nel Collegio dei Revisori  della Cittadella, come Presidente , del commercialista Cosimo Damiano Latorre,  recentemente rinviato a giudizio dalla Procura di Taranto per una squallida storia di vessazioni e stalking nei confronti di una dipendente dell’ Ordine dei Commercialisti di Taranto , del quale Latorre è  incredibilmente ancora oggi Presidente !

Cosimo Damiano Latorre Presidente del Collegio dei Revisori della Cittadella della Carità

Così come non viene “spiegata” all’esterno della Fondazione la rimozione dalla Direzione Generale di Bruno Causo (considerato molto “vicino” al direttore generale dell’ ASL Taranto, Stefano Rossi n.d.r.) che però è rimasto incredibilmente nel consiglio di amministrazione, e la nomina di un primario attualmente sotto processo dalla Procura di Taranto per “ricettazione

Secondo fonti non ufficiali la Fondazione verserebbe in grave difficoltà finanziaria (si parla di oltre due milioni di euro di debiti) ma il vertice della Cittadella non ha mai voluto fornire i propri bilanci al nostro giornale , così come la UIL ha chiesto ripetutamente alla Direzione della Cittadella della Carità di fornire la documentazione relativa allo stato delle casse dell’Ente, richieste puntualmente cadute in un nulla di fatto. Risultato ? Un muro di gomma !

Il segretario generale della UIL FPL, Emiliano Messina, manifesta una forte preoccupazione dell’atteggiamento della Fondazione Cittadella della Carità che a tutt’oggi non ha risposto ad alcuna “sollecitazione sindacale”. Un silenzio quello della Direzione e del vescovo Mons. Filippo Santoro che non fa molta chiarezza anche, in considerazione dei numerosi e repentini cambi di vertice avvenuti negli ultimi anni. La UIL FPL, per voce del suo segretario Emiliano Messina, vuole fare chiarezza senza tanti giri di parole inutili e chiede di sapere cosa è avvenuto  dopo l’accordo sindacale siglato nella primavera del 2018. Un accordo che venne siglato dai rappresentanti della  CISL, UIL ed UGL , nel quale la Fondazione Cittadella della Carità si impegnava a fronte di un Piano Industriale di risanamento nel quale assicurava, tra l’altro, ai dipendenti tre tredicesime e il premio produzione.

Sempre nello stesso Piano Industriale era previsto l’ammodernamento della struttura esistente e l’apertura di un nuovo reparto di Medicina e un Hospice rispettivamente per 30 e 15 posti letto. L’accordo stipulato con i sindacati includeva che la Direzione della Cittadella della Carità avrebbe informato le organizzazioni sindacali sullo stato dell’andamento del piano di risanamento dell’Ente. “Accordi”  afferma il sindacato “del tutto disattesi” (che non è sbagliato definire autentiche promesse di Pulcinella n.d.r) , così come è stata  disattesa l’apertura delle nuove strutture sanitarie.

La UIL FPL  teme che strutture in difficoltà a causa di gestione poco “illuminate” possano finire insieme al capitale umano e professionale,  come è accaduto frequentemente nel territorio del tarantino, sotto il controllo del miglior offerente, ed in particolare di una famiglia tarantina legata alla “massoneria” cattolica della Compagnia delle Opere il braccio armato economico di  Comunione e Liberazione, della quale questo giornale si è già occupato in un recente passato . Una ipotesi che purtroppo dicono dalla UIL “non possiamo escludere totalmente e che sta mettendo a dura prova la serenità dei circa 160 lavoratori che da anni quotidianamente operano all’interno della struttura”.

Un clima di incertezza  causato anche dalle note inviate dalla Direzione della Cittadella della Carità ai lavoratori. Infatti con una comunicazione inviata a gennaio 2019, la Direzione della Cittadella della Carità annunciava che a fronte del ritardo nel pagamento dello stipendio la Direzione si stava adoperando per ottenere nuove coperture di credito onde evitare ulteriori ritardi nell’erogazione degli stipendi. La nota di gennaio scorso, ricorda  il sindacato, non è stata neanche l’unica, pochi mesi dopo dalla sigla del Piano Industriale dell’Ente, con una lettera inviata ai lavoratori con la quale  la Fondazione rendeva noto la circostanza di una necessaria ulteriore ricapitalizzazione dell’Ente. Ha ragione quindi  il segretario generale della UIL FPL, Emiliano Messina a sostenere che “le rassicurazioni a mezzo stampa diffuse nei giorni scorsi dall’ente, in cui veniva sottolineato l’impegno del management, in continuità con il lavoro già impostato da parte della precedente consiliatura, per il bene della Cittadella  valgono ben poco alla luce dei fatti accaduti successivamente e degli accordi disattesi“.

Il segretario della UIL FPL, Emiliano Messina, sottolinea che “al momento sono stati i lavoratori ad aver lavorato affrontando non pochi sacrifici, per il bene della Cittadella della Carità, affinché restasse un presidio sanitario di riferimento per il territorio di Taranto e provincia,   e che forse sarebbe ora che arrivassero risposte altrettanto capaci, per il rilancio della struttura, da parte degli organi di vertice della Fondazione. In attesa che ciò avvenga la UIL FPL conferma la proclamazione dello sciopero generale e invita tutti i lavoratori e i cittadini a partecipare alla mobilitazione in difesa del futuro occupazionale dei 160 lavoratori che assicurano al territorio un servizio sanitario di qualità”.

Forse è arrivato il momento che anche la Prefettura di Taranto (che ha competenza per legge sulle Fondazioni) e la Procura della repubblica diano un’occhiata più approfondita e legalitaria sulla gestione “allegra” della Fondazione Cittadella della Carità. Non è in nome dell’assistenza caritatevole infatti, che si possono fare strani affari ed operazioni sospette…E noi lo stiamo scrivendo e denunciando da anni !

Ecco i nostri articoli-inchiesta  sulla Cittadella della Carità  

La scelta poco chiara di Mons. Santoro sulla Cittadella: quello che i giornali tarantini non dicono sulla “vicenda Cittadella” (leggi QUI

 

La Cittadella della Carità…o dell’omertà ? Con qualche grembiulino e cappuccio di troppo….! (leggi QUI

Cittadella della Carità campus delle facoltà sanitarie ? Ma dietro le quinte c’è qualcosa di poco chiaro e la Procura indaga (leggi QUI)

Sit-in di protesta e sciopero del personale della Cittadella della Carità, da 2 mesi senza stipendio (leggi QUI

 

Il decesso alla Cittadella della Carità a Taranto : storia di una morte prevedibile. Purtroppo… (leggi QUI

La Cittadella della Carità…o dell’illegalità ? (leggi QUI

Sfiorata tragedia alla Cittadella della Carità a Taranto (leggi QUI




"Tutto l'acciaio del mondo non vale una sola vita": a Taranto in migliaia alla fiaccolata per ricordare i bambini morti di tumore

Giorgio Di Ponzio ed il suo papà

TARANTO – Un mese dopo la prematura scomparsa di Giorgio Di Ponzio, il 15enne morto a causa di un sarcoma contro il quale ha lottato per tre anni, si è svolto un corteo per le vittime dell’inquinamento a Taranto. Sono scesi  in migliaia  tarantini in strada per partecipare alla ‘Fiaccolata per i nostri angeli‘ organizzata  in memoria dei bimbi morti per il cancro e per le malattie connesse all’inquinamento.

L’immagine del sorriso di Giorgio stampato sulle magliette dei partecipanti al corteo che attraversa le vie della città in cui è cresciuto e in cui coltivava le sue passioni, quella per il Taranto Calcio, per il mare, la pesca e le moto  ancora oggi continua a vivere.  La marcia è partita dopo il raduno davanti all’ingresso principale dell’Arsenale, percorrendo tutta la via Di Palma, piazza Immacolata, via D’Aquino, corso ai Due Mari, con la commemorazione conclusiva in piazza Carbonelli. In uno degli striscioni compare la scritta: “Tutto l’acciaio del mondo non vale la vita di un solo bambino“.

I genitori di Giorgio, Angelo e Carla Di Ponzio hanno raccolto decine di offerte destinate all’organizzazione della fiaccolata. “Questa giornata l’abbiamo pensata con gli altri genitori che hanno perso i loro piccoli per il cancro. Qui abbiamo una città malata. Vogliamo sensibilizzare quanta più gente possibile, perché le morti dei nostri figli devono diminuire”. Una fiaccolata che quindi non è solo per il piccolo Giorgio,  ma che è in ricordo di tutti i bambini morti di cancro e le vittime di malattie che si ritengono connesse all’inquinamentoNoi vorremmo che il 25 febbraio diventasse giornata nazionale per le piccole vittime dell’inquinamento”, spiega papà Angelo

Nei giorni scorsi, in nome dell’ “Associazione Giorgio forever, il papà del ragazzo aveva chiesto simbolicamente ad “Arcelor Mittal e alle altre industrie fonte di inquinamento a Taranto di spegnere i propri impianti” per la giornata di lunedì 25, in rispetto alle vittime. Una richiesta tecnicamente impraticabile, ma accolta dal nuovo vertice dell’azienda ha abbassato le bandiere a mezz’asta in segno di rispetto.

 

La multinazionale franco-indiana dell’ acciaio ha voluto manifestare la propria presenza e solidarietà in questa giornata “Per esprimere la nostra vicinanza alla comunità di Taranto – riporta in un post di ArcelorMittal  su Facebook – in ricordo di Giorgio Di Ponzio e dei giovani tarantini scomparsi, oggi abbiamo esposto a mezz’asta le bandiere dello stabilimento di Taranto e invitato i colleghi a unirsi al lutto cittadino proclamato dal Comune“. I dipendenti del siderurgico di Taranto hanno osservato un minuto di silenzio alle ore 18, in concomitanza con la partenza della fiaccolata . Un comportamento sicuramente degno di cronaca e ben differente da quello della famiglia Riva, proprietaria dell’ ex-Ilva.

Analoga alla tragedia che ha colpito la famiglia Di Ponzio c’è anche quella di Domenico Palmisano, il 26enne di Palagiano morto dopo aver dato l’ultimo esame universitario prima della laurea in informatica. Le vicende piene di dolore che hanno colpito non poche famiglia a Taranto sono veramente molte  e la marcia di ieri sera ha rappresentato non soltanto una maniera per ricordarli ma sopratutto per far sentire la propria voce. Ricordando  Vincenzo Mero, scomparso due giorni prima dello scorso Natale a soli 19enne per una leucemia. Per non dimenticare Alessandro, un bambino morto di cancro a soli 7 anni.

I coniugi Di Ponzio hanno scritto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella per chiedere che ai bambini di Taranto venga riconosciuta una medaglia al Merito che “riconosca il loro calvario e il loro sacrificio avverso alle ingiustizie sociali e ambientali subite“. L’appello dei genitori di Giorgio è stato rivolto anche a Papa Francesco per chiedere “se l’enciclica ‘Laudato Siì abbia effetto su questa città martoriata dove ogni legge è stata sorpassata a favore del profitto e ogni matrice ambientale è stata violentata” e descrivere la situazione in cui ha vissuto la città dei due mari.

Al sindaco del Comune di Taranto è stato chiesto di intitolare una piazza o un giardino della città della città alle vittime innocenti dell’inquinamento,  ed apposta una lapide in marmo con i nomi dei bimbi deceduti incisi sopra. Sperando, una volta realizzata ed apposta, di non doverla aggiornare con il passare del tempo. (D.D.M.)