Sospesi dall’ Arma i Carabinieri accusati di stupro a Firenze. Uno si presenta in procura e dichiara: “rapporto consenziente”

Sospesi dall’ Arma i Carabinieri accusati di stupro a Firenze. Uno si presenta in procura e dichiara: “rapporto consenziente”

Sotto esame le tracce biologiche del palazzo dove si sarebbe consumata la violenza sulla base il racconto delle due ragazze americane

FIRENZE – Uno dei due carabinieri indagati a Firenze per la violenza sessuale nei confronti di due ragazze americane oggi si è presentato spontaneamente in procura, accompagnato dal suo legale, e secondo indiscrezioni filtrate avrebbe parlato di un rapporto sessuale “consenziente” con una delle due giovani statunitensi., dopo aver ammesso di aver avuto un rapporto con una delle due studentesse americane, ma ha spiegato che “lei era consenziente” e lo ha invitato a salire.

Gen. Tullio Del Sette

Il comandante generale dell’Arma, generale Tullio Del Sette, interpellato dall’Agenzia ANSA in merito al presunto stupro avvenuto la scorsa notte a Firenze, ha dichiarato che  “se fosse vero, cosa che auspichiamo tutti venga accertata quanto prima, si tratterebbe di un fatto di gravità inaudita che rende i protagonisti indegni dell’uniforme che indossano e che comporterà gravi conseguenze, anche immediate, sul piano disciplinare e della condizione di stato”. Il Comando Provinciale dei Carabinieri di Firenze, infatti, su indicazione ricevuta da Roma dal Comando Generale dell’ Arma , ha immediatamente “disposto un provvedimento di sospensione precauzionale dall’impiego” nei confronti dei due Carabinieri ai quali  è già stato notificato il provvedimento disciplinare.

Oltre alla Procura di Firenze anche la Procura Militare di Roma ha aperto un’indagine per i propri aspetti di competenza in relazione alla denuncia di due studentesse americane.

Il Ministro della Difesa Roberta Pinotti ha dichiarato che “gli accertamenti sono ancora in corso ma risulta una qualche fondatezza rispetto alle accuse che vengono mosse“.

Gli sviluppi dell’inchiesta della procura per accertare le responsabilità dei militari sono strettamente collegati agli accertamenti sulle tracce biologiche trovate nel palazzo di Firenze, dove due ragazze statunitensi hanno denunciato alla Polizia di Stato di essere state violentate da due Carabinieri . Esami in queste ore sul materiale trovato nell’androne nel palazzo del centro storico dove vivono le due giovani, e su oggetti sequestrati nell’appartamento e sugli abiti delle due studentesse.

Le due ragazze, diciannove anni uno e ventuno l’altra, sono in Italia dalla fine di agosto. Arrivate a Firenze provenendo una dal New Jersey, l’altra del Maine,  due Stati della costa atlantica, e conoscono solo poche parole di italiano, dovevano passarci sei mesi per studiare l’arte, l’italiano, Hanno appena incontrato i due militari intervenuti con altre pattuglie per una lite nel locale il Flò, terrazza danzante affacciata sui monumenti in cui si era radunata una comitiva a stelle e strisce dell’università, dove le ragazze avevano alzato il gomito, bevendo oltremisura . Salgono sulla gazzella, percorrono i viali, entrano nelle strade del centro storico e arrivano al portone della casa presa in affitto. Senza sapere di cosa accadrà loro una volta arrivate a destinazione.
Sulla base delle dichiarazioni delle due ragazze rese alla Polizia, i due Carabinieri, che peraltro hanno anni di esperienza alle spalle, erano  intervenuti insieme ad altre pattuglie per disordini in una discoteca nei pressi del piazzale Michelangelo. E’ stato qui che  hanno incontrato le ragazze, e successivamente le avrebbero fatte salite sull’auto di servizio offrendosi di accompagnarle a casa. Infatti sarebbero anche alcuni testimoni, che affermano di averle viste salire sulla gazzella dei carabinieri. L’auto è quindi partita – erano da poco passate le tre del mattino – in direzione del centro di Firenze, raggiungendo l’abitazione dove le due studentesse vivono in affitto, poco lontano da via Tornabuoni.

Gli spostamenti della gazzella dei Carabinieri sono stati confermati dalle immagini di alcune telecamere cittadine. Due in particolare, avrebbero registrato l’ingresso dell’auto e la sua uscita dalla zona nell’arco di tempo di circa 20 minuti. Una volta arrivati, parcheggiata la vettura, uno dei Carabinieri avrebbe abusato di una delle due ragazze nell’androne del palazzo e l’altro della seconda nella cabina dell’ascensore. I due Carabinieri sono stati subito identificati. Il capo pattuglia ha 40 anni e presta in servizio da 20, l’altro residente a Pratoha 30 anni  è arruolato da molto meno tempo ed invece stato assegnato da poco al nucleo radiomobile, il pronto intervento, il 112.

L’avvocato Gabriele Zanobini, legale di una delle due studentesse statunitensi che a Firenze accusano di aver subito uno stupro due carabinieri. “La ragazza è ancora sconvolta, nello stato d’animo che ovviamente prova una ragazza che ha subito un fatto come quello che ha denunciato. Le due ragazze non hanno stipulato alcuna assicurazione specifica sulla violenza sessuale – tiene a precisare Zanobini contro ogni messa in dubbio della veridicità delle parole delle ragazze – ma la polizza è automatica per tutti gli studenti americani che vengono in Italia ed è di natura generica di quelle che l’università americana fa in automatico per tutte le allieve che vengono in Italia“. Questo per smontare innanzitutto l’ipotesi che le ragazze possano aver inventato l’aggressione per un profitto economico. I genitori della ragazza che assiste arriveranno in Italia all’inizio della prossima settimana, condizioni meteorologiche permettendo. Quelli dell’altra sono già arrivati nel nostro Paese.

 

I venti minuti in cui le due studentesse raccontano l’orrore di uno stupro consumato fra l’androne del palazzo e l’ascensore. Ne rivelano i particolari più crudi. In tutto l’edificio vi sono soltanto due inquilini che non hanno sentito voci, e non si sono accorti di nulla.  Una delle ragazze americane dice  “Non ho gridato perché erano armati”  come riportato nella denuncia. L’altra singhiozzando: “Non ho chiesto aiuto, non ho gridato perché ho avuto paura e mi sentivo confusa“. Doverne parlare è come riaprire una bruciante ferita interna.
L’alcool che avevano bevuto in discoteca, non le ha certamente aiutato inizialmente a rimettere in fila i loro pensieri e quasi incapaci di rispondere alle domande dei poliziotti che volevano capire, controllare gli orari per poi verificare la fondatezza delle pesanti dichiarazioni . Nella ricostruzione inizialmente ci sono state delle lacune, qualche contraddizione. Altre domande, altre risposte. Allora vengono mostrate loro le fotografie di alcuni carabinieri, ma le ragazze sono  molto provate ed ancora  in uno stato di shock. I poliziotti allora chiamano un’ambulanza, le due studentesse vengono portate in ospedale dove c’è stato bisogno di una psicologa.
Le loro dichiarazioni congelate, una delle due paralizzata dallo choc post traumatico. Riesce a dire solamente: «Non ricordo nulla». L’altra raccoglie le forze: è uno sforzo ma sa che è importante. Inizia a parlare: «Come è potuto succedere?». E’ la tutor del Lorenzo de’ Medici, l’istituto per stranieri di via Faenza dove le due giovani studiano, la quale traduce per loro in ospedale. Racconta i fatti, quello che è successo nella notte: dalla ricerca del taxi alla violenza. Una notte maledetta. Non ridice tutte le parole di una disperazione evidente. Che però i medici e le ostetriche capiscono e riconoscono soprattutto dai silenzi, dalla gestualità

I medici che le hanno visitate confermano che i tamponi sono positivi cioè entrambe hanno avuto un rapporto sessuale. Gli investigatori della squadra mobile  fiorentina allora sono ritornati a quei venti minuti di immagini video registrate dalle telecamere, e  scrutano, analizzano da un fotogramma all’altro.

L’auto dei Carabinieri che entra nella strada stretta dove abitano le ragazze, l’auto dei Carabinieri che esce dalla via. Probabilmente parcheggiano davanti a un hotel, in una piccola piazza. C’è una telecamera lì, ma non registra le immagini. I due militari avevano avvertito la centrale radio del 112: “Ci fermiamo per un controllo“. Decisivo a questo punto sarà l’esame del Dna.  Gli uomini della Polizia Scientifica che hanno svolto i prelievi nella casa hanno trovato infatti delle tracce biologiche nell’ascensore e davanti all’appartamento che ospitava le ragazze. Anche sulla gonna e sulla maglietta di una delle due studentesse .

Sulla vicenda è intervenuto il Dipartimento di Stato Usa, che ha spiegato di “prendere queste accuse molto seriamente“.  Il console generale Usa a Firenze, Beniamin Wohlauer, si è recato in Questura, dove ha avuto in colloquio di circa un’ora col questore Alberto Intini, e successivamente presso il Comando provinciale dei Carabinieri. I Carabinieri ed entrambi i massimi responsabili e tutori delle forze dell’ordine dal capoluogo toscano, hanno assicurato e garantito al console americano  “la massima trasparenza, rigore e sforzo per arrivare alla verità”.

La notizia è subito apparsa sui siti dei quotidiani americani più prestigiosi come il New York Times ed il Whashington Post , e diffusa dall’ agenzia di stampa Associated Press.

 

“Se le accuse dovessero essere confermate, sarebbe un caso di una gravità inaudita che andrebbe punito in modo esemplare“. Lo ha detto il Procuratore nazionale Antimafia Franco Roberti, nel pomeriggio a Potenza, a margine della quinta festa regionale della Cgil, rispondendo alle domande dei giornalisti sulla presunta violenza sessuale avvenuta, a Firenze, da parte di due carabinieri ai danni di due ragazze statunitensi. “Purtroppo – ha aggiunto Robertinon é la prima volta che assistiamo a vicende che riguardano le forze dell’ordine, ma questo é un fatto particolarmente grave, che colpisce l’opinione pubblica perché si tratta di una violenza sessuale“.

 

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