Serracchiani a Beppe Grillo: "Sei colpevole anche tu, taci sciacallo"

Serracchiani a Beppe Grillo: "Sei colpevole anche tu, taci sciacallo"

La deputata dem Debora Serracchiani attacca Beppe Grillo sul crollo del ponte Morandi e dice: “Taci, perché è proprio il tuo parlare che somiglia in modo inquietante allo stridulo verso dello sciacallo”

ROMA“Abbiamo appena finito di contare le vittime di Genova e già dai spettacolo, ti sporgi dal tuo balcone virtuale a secernere metafore barocche e minacce nemmeno velate. Un pò di dignità, un pò di pietà non la conosci, solo fredda arroganza e bava alla bocca”. Così la deputata  Debora Serracchiani (Pd)  attacca a Beppe Grillo che,chiede giustizia sul suo blog, dopo il crollo del ponte Morandi a Genova.

“Il tuo partito sta governando l’Italia non il Paese dei Balocchi, –  continua Serracchiani–  uno Stato in cui c’è ancora libertà di dire quello che si vuole, anche se non piace, anche se viene vomitato da uno o l’altro dei tuoi blog amici, o dalla stampa simpatizzante del tuo regime”. L’ex governatrice della Regione Friuli Venezia Giulia, poi, contesta l’alleanza con i leghisti: “Uno Stato in cui la democrazia parlamentare che vuoi abbattere ti permette di allearti con la Lega, il partito che – sottolinea – ha reso ministro delle Infrastrutture l’ing. Roberto Castelli, che non vuole restituire 40 milioni come da sentenza definitiva, che si fregava i diamanti di Belsito e che pure vuole abolire il reato di razzismo”.

“Non sei meglio di nessuno e – dice la dem rivolgendosi ancora a Beppe Grillo – non puoi giudicare nessuno: sei come tutti gli altri perché stai con chi ha governato per anni con Berlusconi, fai le cose che fanno tutti gli altri, parentopoli inclusa”. Del crollo di quel maledetto ponte – attacca Serracchiani – sei colpevole quanto tutti gli altri che non hanno denunciato, non hanno vigilato o che non hanno fatto le manutenzioni. Anzi, sei più colpevole, perché tu e i tuoi non volevate né il ponte Morandila Gronda né niente”. “Non parlare di cosa si deve fare delle grandi opere, mentre una di queste è ancora bagnata del sangue delle vittime. Taci, perché è proprio il tuo parlare che somiglia – conclude Serracchiani – in modo inquietante allo stridulo verso dello sciacallo”.

 

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