Rousseau costa 1,1 milioni, addetti raddoppiati. Contributi M5S decisivi per sopravvivenza

ROMA – Le restituzioni rappresentavano dall’epoca dei primi giorni in Parlamento le due facce dei “grillini”: una nota di merito e nello stesso tempo il grande controsenso del Movimento 5 Stelle . Pochi elettori e sostenitori del M5S sono a conoscenza che rispetto alla precedente legislatura, è sparita la trasparenza degli scontrini e sopratutto il fondo per il microcredito.

Nel febbraio 2018, in piena campagna elettorale, i mancati bonifici (e quelli “taroccati”) di alcuni parlamentari furono al centro di una inchiesta televisiva del programma Le Iene , al punto tale da indurre i vertici a cambiare regole per la seconda legislatura in Parlamento. Da qui quindi la decisione di cambiare: stop al fondo per il microcredito e agli scontrini, restituzioni a forfait su un conto creato ad hoc. Che però è intestato a Luigi Di Maio (capo politico ed anche tesoriere) ed ai capigruppo della Camera e del Senato.

Una decisione questa che nel corso dei mesi della seconda legislatura parlamentare corrente, ha creato il dissenso di deputati e senatori diventando oggetto nevralgici delle rimostranze in assemblea. Molti hanno chiesto l’estratto conto bancario, pretendendo di conoscere i movimenti. In queste ore agitate anche i ritardatari delle donazioni sono d’accordo con i dissenzienti: “E’ necessaria trasparenza” . Sul sito tirendiconto.it sono presenti alcune destinazioni con tanto di importi devoluti: dalle popolazioni colpite dalle alluvioni, al fondo di ammortamento dei titoli di Stato.

I contestatori battono anche un altro punto, e cioè quello dei 300 euro mensili , oltre ai 2000 forfettari, da versare obbligatoriamente come contributo per l’ Associazione Rousseau che così facendo aggira le norme sul finanziamento ai partiti. I 33-35 “morosi” che finiranno nel mirino dei probiviri sui 45-47 segnalati, di fatto contestano i costi della piattaforma ma anche il ruolo di Davide Casaleggio. “Un po’ strano che ci sia chi firma una candidatura in cui viene messo nero su bianco quel versamento per la piattaforma, viene votato su quella piattaforma e poi la contesta“, reagiscono alcuni “fedelissimi” di Di Maio e Casaleggio .

Secondo alcuni parlamentari grillini i soldi da versare obbligatoriamente sotto forma di donazione all’ Associazione Rousseau sono esagerati : in totale circa 1,1 milioni di euro l’anno. Una cifra che costituisce l’ossigeno per le casse di Rousseau. Infatti, dal 2017 al 2018 la piattaforma “controllata” da Davide Casaleggio ed i suoi soci,  ha incredibilmente quasi triplicato i suoi costi di funzionamento.

I costi sono lievitati da 493mila euro a 1,1 milioni di euro. A “pesare”  oltre alle spese legali (24,3%) sono sopratutto quelle triplicate per il personale (29,8): dai 103mila del 2017 si è arrivati ai 335mila euro nel 2018. Attualmente i dipendenti sono 10 , mentre in precedenza erano 4 part time, 2 full time, uno stagista e un collaboratore coordinato e continuativo. Costi che rischiano di diventare una voce “fissa” e pesante nel bilancio dell’ Associazione Rousseau .

I costi di mantenimento per la l’infrastruttura informatica pesano per il 19,6%, mentre sono schizzati i costi  per la comunicazione balzati da 14mila a 87mila euro.  I “pasdaran” del M5S si difendono: “Poco se si considera che stiamo parlando della piattaforma che regge la vita politica del primo partito in parlamento” , dimenticando però di non essere più il partito leader per voti in Italia motivo per cui alle prossime elezioni è prevedibile un forte ridimensionamento del peso politico.

I costi dovrebbero ancora aumentare, in quanto nel 2019 è stata sviluppata una nuova versione della piattaforma per ovviare sopratutto  alle falle evidenziate dal Garante della Privacy. . Ma la piattaforma Rousseau, che doveva essere messa a disposizione agli “alleati” europei è rimasto inutilizzato a Bruxelles, il che la dice tutta sulla inesistente influenza politica degli europarlamentari a 5 Stelle. Rimangono quindi elevati ed ingiustificati gli ingenti costi di mantenimento che solo una pattuglia di oltre 300 parlamentari potrebbe garantire . Ed è per questo che Di Maio e Casaleggio hanno paura del voto degli italiani,