Roma, Facebook: la procura delega alla Polizia postale gli accertamenti sul “Datagate”

Roma, Facebook: la procura delega alla Polizia postale gli accertamenti sul “Datagate”

ROMA – La Procura di Roma ha delegato la Polizia Postale e delle Comunicazioni ad indagare sulle presunte violazioni della privacy sui social, nella vicenda “Datagate”. Il fascicolo risulta attualmente contro ignoti e senza ipotesi di reato, ma il procuratore aggiunto Angelantonio Racanelli, che dirige il pool di magistrati che si occupa di reati informatici, ha affidato agli inquirenti l’attività istruttoria che dovrà accertare se nello scandalo, che ha investito anche il social network Facebook ed il suo Ceo, Mark Zucherberg, siano stati coinvolti cittadini italiani. L’obiettivo dell’inchiesta è stabilire se siano stati acquisiti in modo illecito dati sensibili da società che gravitavano intorno al colosso web, come nel caso di Cambridge Analytica.

Negli Stati Uniti la Federal Trade Commission americana ha confermato di avere aperto un’inchiesta sulle pratiche del social network riguardanti la privacy. L’agenzia federale preposta alla protezione dei consumatori americani ha detto in una nota di essere “impegnata totalmente a usare tutti i suoi strumenti per proteggerne la privacy”, e tra quegli strumenti, ha spiegato la Ftc, ci sono azioni contro le aziende “che falliscono nell’onorare le loro promesse sulla privacy“.

Se la Federal Trade commission dovesse verificare che Facebook ha violato l’accordo sul consenso del 2011 raggiunto con le autorità sulle disposizioni per la privacy, potrebbe chiedere al social network di pagare una sanzione di migliaia di dollari per ogni giorno di violazione, arrivando ad una multa di miliardi di dollari. Zuckerberg, il fondatore di Facebook, si è scusato per quanto accaduto e si è detto disponibile a testimoniare davanti al Congresso americano: scuse che ha ripetuto pubblicamente acquistando una pagina sui giornali inglesi.

Il titolo Facebook  cede il 5% al Nasdaq scendendo a 150,93 dollari accelerando nettamente al ribasso portandosi sui minimi di giornata. L’azione – reduce dalla settimana peggiore da quella dell’Ipo nel 2012 per via dello scandalo legato all’abuso di dati di oltre 50 milioni di utenti del social network da parte di Cambridge Analytica – aveva aperto la seduta odierna a 160,82 dollari per poi arrivare al massimo intraday a 161,10 dollari.

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