Ponte Morandi, Oliviero Toscani: "Chiedo scusa ai parenti delle vittime". I Benettono lo licenziano.

Ponte Morandi, Oliviero Toscani: "Chiedo scusa ai parenti delle vittime". I Benettono lo licenziano.

“Il conduttore continuava a chiedermi di Benetton e del Ponte, avremmo dovuto parlare della realtà di Fabrica: e anche se noi di Fabrica non abbiamo nulla a che fare col Ponte, lui continuava ad insistere Volevo dire che il Ponte in quel contesto non c’entrava nulla, si doveva parlare di comunicazione e di futuro”. ALL’INTERNO IL VIDEO INTEGRALE

ROMA –  In un’intervista al quotidiano la Repubblica, il fotografo Oliviero Toscani che ha reso celebre in tutto il mondo l’immagine dei Benetton produttori di maglioni con le sue pubblicità e le sue foto, è corso ai ripari per rettificare quanto aveva dichiarato ai microfoni di “Un giorno da pecora” trasmissione radiofonica di Radio Rai.

“Ho pronunciato quelle parole infelici, ma la mia frase è stata estrapolata dal contesto” seguita, anche se lui voleva solo dire che “Fabrica“, la farm creativa della Benetton, “è un centro culturale che non ha nulla a che fare con Autostrade” e “che non stavamo discutendo di quello, del ponte Morandi che è cascato“.

Oliviero Toscani precisa: “Il ponte non c’entra nulla con le nostre attività, noi ci confrontavamo sulle forme di comunicazione moderna. E insomma tutto il casino che è stato montato ad arte su quell’incontro con le Sardine, Benetton, il ponte… ecco quello non ci interessa“. E  ritornando a chiedere scusa a quanti ha offeso, in particolare il parenti delle vittime del crollo del ponte alla vigilia di Ferragosto di tre anni fa, Toscani ricorda di aver “sempre ammirato il riserbo, la dignità dei parenti delle vittime, la forza con la quale chiedono giustizia, la tenacia di un dolore mai esibito“.

“Sono un esperto e mi intendo di facce belle – aggiunge il fotografo – ebbene, tra quelle rivelate dal dolore in questo nostro disgraziato e magnifico paese, ricordo bene l’impressione che mi fece la signora Egle Possetti, che spesso li rappresenta, le parole che ha sempre saputo trovare, forti e persino scandalose nella richiesta di giustizia ma mai cupamente vendicative. Vorrei averli anche io dei parenti così se dovessi finire vittima di una tragedia come quella”.

 

In merito all’incontro con le Sardine organizzato al centro creativo di Ponzano Veneto, Oliviero Toscani  sostiene che è “il movimento più interessante che in questo momento c’è al mondo”. Ci siamo cercati, aggiunge l’art director, “abbiamo deciso di invitarli a Fabrica dove c’è un gruppo di giovani trentenni di ogni nazionalità per confrontarci sul futuro, sulle tematiche che hanno a cuore, quelle che hanno poi riassunto nella lettera a Conte. Di quello abbiamo parlato, non di autostrade. Poi è arrivato Luciano Benetton a salutare – spiega ancora Toscanianche lui curioso e abbiamo fatto una foto ricordo. Era un incontro privato e quella foto non era destinata alla pubblicazione, ma come ogni foto ricordo di questi tempi è finita online e il giorno dopo è successo il solito tiro a bersaglio: i poteri forti, il sistema...”.

Quanto alla trasmissione radiofonica Rai, Toscani , ha aggiunto al quotidiano La Stampa: “Il conduttore continuava a chiedermi di Benetton e del Ponte, avremmo dovuto parlare della realtà di Fabrica: e anche se noi di Fabrica non abbiamo nulla a che fare col Ponte, lui continuava ad insistere. Volevo dire che il Ponte in quel contesto non c’entrava nulla, si doveva parlare di comunicazione e di futuro” e così se ne è uscito sbottando con quella frase infelice.

al minuto 40′ l’intervento di Oliviero Toscani

Peccato che riascoltando la registrazione
 della puntata
del 3 febbraio, appare però evidente che la frase incriminata non è né estrapolata né confusa, tutt’altro. II fotografo di fiducia dei Benetton aveva affermato che “noi come Fabrica con le Autostrade non abbiamo niente da fare, i Benetton sono azionisti di una società della quale la famiglia ha il 30%”. “Magari anche lei se ha investito è azionista e responsabile“, prosegue rivolto al conduttore Giorgio Lauro, “ma a chi interessa che caschi un ponte, ma smettiamola”.

Non a caso con una nota l’amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, Roberto Tomasi, aveva immediatamente preso le distanze da Toscani, “Non comprendiamo assolutamente le affermazioni di Oliviero Toscani. In ogni caso, credo sia giusto ribadire che la tragedia del Morandi è stata e sarà sempre una tragedia gravissima e ingiustificabile, e che porteremo il dolore che ha causato dentro di noi per tutta la vita“, dichiara  “è un sentimento che unisce tutti gli uomini e le donne che operano ogni giorno nella nostra azienda“.

“Proprio per questo abbiamo cercato, con umiltà e per quanto possibile, di lenire le ferite della tragedia dimostrando la nostra vicinanza ai familiari delle vittime, a tutte le persone coinvolte e alla comunità genovese“, conclude il manager.

La frase, che ha suscitato l’indignazione di conduttori e ascoltatori, aveva infastidito anche i parenti delle vittime, che nel crollo dell’agosto del 2018 hanno perso la vita. In queste ore, Benetton Group, con il suo presidente, Luciano Benetton, nel dissociarsi nel modo più assoluto dalle affermazioni del celebre fotografo in radio, prende atto dell’impossibilità di continuare il rapporto di collaborazione con il direttore creativo. Decisione che è arrivata qualche giorno dopo la messa in onda dell’intervento dell’artista in radio che, incalzato dai conduttori, aveva commentato la foto con i fondatori del movimento delle Sardine.

In una nota a firma dell’azienda, si legge: “Luciano Benetton e tutta l’azienda rinnovano la loro sincera vicinanza alle famiglie delle vittime e a tutti coloro che sono stati coinvolti in questa tremenda tragedia“.  “Oggi sono arrivate le scuse e il licenziamento di Toscani dopo la mia mobilitazione, quella del sindaco Bucci e di tutta Italia contro le sue parole oscene. Lo abbiamo fatto perché le famiglie delle 43 vittime meritano rispetto e giustizia. Genova e la Liguria saranno sempre al loro fianco”. Lo scrive in una nota il governatore della Liguria, Giovanni Toti.

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