Parlamento: una prima lista dei big che non si ricandidano

Parlamento:  una prima lista dei big che non si ricandidano

ROMA – Se siete già stanchi della campagna elettorale, fermatevi a pensare a quei politici che non vedrete e sentirete più, almeno in Parlamento,  perché esiste il rischio qualcuno potremmo anche ritrovarceli persino come ministri. L’unica certezza è che alle prossime elezioni del 4 marzo diversi non si ricandideranno, o per “dedicarsi ai figli” oppure per fare un passo indietro dopo tanti anni, forse troppo per alcuni nelle istituzioni. Questi sono i primi  otto che abbiamo selezionato .

A dire addio alla politica per volersi dedicare al figli appena nato, è stato  Alessandro Di Battista (M5S) : “Non mi ricandido. È una scelta mia, alla quale la nascita di mio figlio ha dato più benzina”, ha annunciato ai suoi amici ed elettori sulla sua pagina Facebook. Anche se in realtà bisognerà aspettare cosa succederà dopo il risultato del 4 marzo. Un altro addio alla politica di primo piano è sicuramente quello di Angelino Alfano, il quale ha spiegato che non correrà alle prossime elezioni.

Non rivedremo più in Parlamento una”veterana” come Anna Finocchiaro (Pd) eletta al Senato nelle ultime elezioni nel collegio di Taranto, dove nessuno l’ ha più vista all’indomani del voto : “Finisco qui il mio mandato”, ha annunciato la ministra dei Rapporti con il Parlamento in una recente intervista al quotidiano La Stampa. Come lei, anche un altro volto “storico” del Pd Rosy Bindi, ha annunciato che tempo fa la decisione di non volersi più candidare.

 Niente più Transatlantico anche per Carlo Giovanardi, eletto  ininterrottamente in Parlamento dal 1992, che così giustifica e spiega la sua scelta:  “Ho 68 anni. Nessun accanimento. Bisogna sapere quando dire basta“.  Non si candiderà  neanche Vannino Chiti: “La legislatura che si sta concludendo per me sarà l’ultima”, ha spiegato senza nascondere più qualche nota critica: “Non ho condiviso la scelta del Pd sulla legge elettorale“.  Anche il giornalista Massimo Mucchetti eletto al Senato nel Pd non sarà della competizione elettorale.A rifiutare una candidatura in Parlamento è stato il ministro Carlo Calenda, candidatosi nel 2013 con Scelta Civica alla Camera senza essere eletto. Per lui un posto in lista lo avrebbe trovato volentieri il Pd. Ma potrebbe essere il “jolly” in caso di governo delle “larghe intese” essendo molto stimato sia da Gianni Letta di Forza Italia, che da Matteo Renzi che lo ha voluto ministro del suo Governo.

 

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