Operazione “Pura Defluit” della Guardia di Finanza e Carabinieri di Bari per corruzione nelle gare d’appalto

Operazione “Pura Defluit” della Guardia di Finanza e Carabinieri di Bari per corruzione nelle gare d’appalto

ROMA – Questa mattina i Finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria Bari e Carabinieri del Comando Provinciale Bari, stanno eseguendo numerose perquisizioni e due ordinanze di custodia cautelare nei confronti di 12 persone,  2 in carcere, 10 agli arresti domiciliari ed 1 obbligo di dimora, sono state emesse dal GIP del Tribunale di Bari su richiesta della locale Procura della Repubblica .

Le ordinanze costituiscono l’esito di complesse indagini svolte su un consolidato sistema di corruzione di pubblici ufficiali e di alterazione delle procedure di affidamento dei pubblici appalti che ha riguardato alcuni comuni della Provincia di Bari.

I provvedimenti restrittivi e le perquisizioni sono in corso in Bari, Roma, Altamura, Acquaviva delle Fonti e Castellana Grotte ed altri comuni del Sud –Barese.

I soldi della presunta tangente erano in una busta bianca nascosta sotto il tappetino della ruota di scorta: dentro 2mila euro in contanti, . Quando il vice-segretario cittadino del Pd Roberto Ottorino Tisci , ora arrestato e ristretto in carcere, l’ha consegnata all’ex vicesindaco di Acquaviva delle Fonti Austacio Domenico Busto, attualmente assessore ai Lavori Pubblici, quest’ultimo non ha avuto alcuna esitazione: ha contattato telefonicamente il suo sindaco, Davide Carlucci, ed insieme hanno denunciato l’accaduto ai Carabinieri.

Due anni fa, sono partite così  le indagini della Procura di Bari che hanno portato all’arresto di 11 persone (2 in carcere e 9 ai domiciliari) e un obbligo di dimora, per presunte mazzetta in cambio di appalti. Le due inchieste hanno smascherato autonome vicende corruttive relative ad appalti nei Comuni di Acquaviva, Altamura (arresti domiciliari anche per il sindaco di centrodestra Giacinto Forte) e Castellana Grotte.

Le indagini svolte dai Carabinieri e Guardia di Finanza, sotto il coordinamento dai pm Marco D’Agostino e Claudio Pinto, hanno portato alla luce anche il coinvolgimento dell’assessore ai Lavori Pubblici della Regione Puglia, Gianni Giannini, in un’altra vicenda, il quale appena ha appreso la notizia dell’indagine nei suoi confronti,professando la sua totale estraneità ai fatti ha rassegnato le dimissioni . La vicenda che lo riguarda si riferisce ad un salotto ricevuto in regalo dalla figlia dell’assessore, donatole da  Modesto Scagliusi, un imprenditore di Polignano a Mare, titolare del celebre ristorante “Grotta Palazzese” e del mobilificio ‘Soft Line srl” di Modugno. Secondo la Procura Scagliusi in cambio  avrebbe ottenuto un finanziamento regionale da 2 milioni di euro per lavori di ristrutturazione al ristorante.

Ci sono anche intercettazioni ambientali, telefoniche e video, agli atti delle due inchieste che avrebbero ricostruito ben cinque appalti “pilotati” . Le presunte procedure pilotate riguardano la ristrutturazione del Teatro Comunale di Acquaviva delle Fonti (oltre 3 milioni di euro di fondi regionali), la progettazione e i successivi lavori per il depuratore di Acquaviva, i lavori di manutenzione di una scuola media di Castellana Grotte che è costata l’arresto ai domiciliari per un dirigente comunale Giuseppe Cisternino, il quale avrebbe intascato una tangente di 6mila euro per i lavori del depuratore di Altamura.

Per l’  appalto dei lavori del depuratore Forte il sindaco di Altamura ,  nelle intercettazioni indicato per non renderlo riconoscibile come “il pediatra di Sammichele” ,  avrebbe accettato una mazzetta di 15mila euro dall’imprenditore albanese Bertin Sallaku (finito in carcere),  proprietario  della società  ‘Besa Costruzioni srl’ . Nel corso delle perquisizioni eseguite contemporaneamente agli arresti, a casa di alcuni familiari dell’imprenditore che parlava nelle intercettazioni captate con la sorella dell’urgenza di portare i soldi in Albania per metterli al sicuro, è stato trovato denaro contante per circa 300mila euro, già diviso in mazzette che secondo gli investigatori sarebbero state usate per pagare altre tangenti.

Gli altri appalti. Nella stessa ordinanza sono contestate due turbative d’asta: una relativa alla composizione della commissione che avrebbe aggiudicato l’appalto per il teatro (secondo la Procura concordata dagli imprenditori con i dirigenti degli uffici tecnici di Acquaviva e Gioia del Colle, rispettivamente Marco Cuffaro e Vito Raffaele Lassandro, anch’essi ai domiciliari,  e l’altra riguardante la procedura negoziata per l’affidamento allo studio di Giovanni Francesco Boscia (arrestato con concessione dei domiciliari) della progettazione del depuratore di Acquaviva, grazie alla mediazione di un altro imprenditore, Nicola Valerio Lamanna, sottoposto a obbligo di dimora.

Sono arrivate  in serata le dichiarazioni  dell’assessore  Giannini,  che definisce “del tutto infondate” le accuse per le quali risulta indagato dalla procura di Bari. In una lettera inviata al presidente della Regione, Michele Emiliano, nella quale rimette le deleghe assessorili, Giannini si dice certo “che sarà rapidamente accertata la correttezza del mio comportamento e, comunque, la mia estraneità a qualsiasi illecito“.

Caro Presidente – scrive Gianninistamattina mi è stata notificata una informazione di garanzia per i reati di cui agli artt. 110, 318, 319 e 321 c.p. Per quanto ho potuto evincere dall’avviso, si tratta di fatti distinti da quelli contestati ad imprenditori, esponenti politici e funzionari pubblici con le ordinanze di custodia cautelare pure eseguite nella prima mattinata. Mi si contesta, in sostanza, di essere intervenuto a favore di due imprenditori, ricevendo in cambio non meglio specificate «utilità», fra cui la fornitura di un «salotto» in favore di mia figlia».

Si tratta di accuse del tutto infondate – prosegue Giannini – Come credo sia noto, e non solo in Regione, nella mia attività istituzionale non ho mai favorito nessuno, tanto meno per riceverne a mia volta favori o prebende di qualsiasi genere. Sono certo, pertanto, che anche in questo caso sarà rapidamente accertata la correttezza del mio comportamento e, comunque, la mia estraneità a qualsiasi illecito”. «Ritengo tuttavia doveroso – conclude – per ovvie considerazioni di opportunità politica, rimettere nelle Tue mani le deleghe a suo tempo conferitemi».

La Regione Puglia in una nota ha precisato sulla posizione dell’ assessore Giannini  che, riguardo alle dimissioni, la “decisione è motivata esclusivamente dall’intento di tutelare l’amministrazione regionale e di consentire una serena prosecuzione delle indagini”. Il Governatore Michele Emiliano,  che soltanto 24 ore fa dinnanzi al CSM si vantava che nessuno dei suoi assessori fosse mai stato coinvolto in vicende giudiziarie,  nella nota ha ringraziato  “Gianni Giannini per la sensibilità dimostrata, qualità lo contraddistingue da sempre” . “Conosco bene la sua competenza e la sua onestà – ha aggiunto il governatore – e per questo sono fiducioso che egli saprà dimostrare la sua totale estraneità alle accuse contestate”.

Evidentemente Emiliano confida più nei suoi uomini che nell’operato dei magistrati e forze dell’ ordine che lo hanno indagato…

 

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