Mafia: altri 10 anni di carcere per il boss Savinuccio Parisi

Mafia: altri 10 anni di carcere per il boss Savinuccio Parisi

Sentenza del  Tribunale di Bari che  ha condannato oggi  il boss Savino Parisi, capo dell’omonimo clan del quartiere Japigia di Bari, alla pena di 10 anni di reclusione per associazione mafiosa e traffico di droga. La condanna si aggiunge a quella precedentemente inflitta di 18 anni di carcere per gli stessi reati e peraltro scontata già in parte arriva al termine del processo ‘Domino’ di primo grado, in cui il boss era imputato con altre 25 persone . Quindi i giudici baresi hanno inflitto nei confronti di Savinuccio Parisi  una pena complessiva di 28 anni di carcere per essere un “capo mafia” da più di 20 anni. Il “boss” di Japigia nell’ambito di questo procedimento  venne arrestato il primo dicembre 2009 insieme con altre 80 persone, e successivamente scarcerato per scadenza termini nel dicembre 2012.  Attualmente detenuto nell’ambito di un’altra inchiesta della Dda di Bari sulle estorsioni ai cantieri.

I giudici hanno condannato anche  altri  imputati pregiudicati a pene comprese fra i dieci anni e 6 mesi e i 2 anni e 2 mesi di reclusione in qualità di componenti della associazione mafiosa fra cui  Giacinto Carvutto a 7 anni, Battista Lovreglio, il “braccio destro” del boss, a 9 anni di carcere,  Pasquale Lazzazzara a 5 anni, Luigi Spinelli ed Antonio Paolo Zefferino entrambi a 7 anni e 6 mesi accusati a vario titolo anche di usura, estorsione, ricettazione e armi.

Assolto gli altri diciassette imputati, tra i quali  i “colletti bianchi” che erano  coinvolti nell’affare del campus universitario di Valenzano, fra i quali Donato Amoruso e Vitantonio Leuzzi ex amministratori pubblici del Comune di Valenzano , l’ avvocato Vincenzo La Gioia, l’imprenditore della Sport&More Angelo Tassielli che inizialmente era stato accusato di aver aiutato a ‘ripulire i soldi sporchi del clan Parisi , e Sergio Martino della società Uniedil che aveva acquistato i terreni per i il campus .

Il Tribunale ha condannato gli imputati anche al pagamento del risarcimento danni nei confronti delle  parti civili costituitesi fra cui  l’ Associazione provinciale Antiracket di Bari , la Fondazione Antiusura San Nicola e Santi Medici  ed il Comune di Bari, Città Metropolitana .

 

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