La Cittadella della Carità…o dell’omertà ? Con qualche grembiulino e cappuccio di troppo….!

La Cittadella della Carità…o dell’omertà ? Con qualche grembiulino e cappuccio di troppo….!

 

di Antonello de Gennaro

 

La scorsa primavera venimmo invitati alla conferenza stampa della Fondazione Cittadella della Carità tenuta dal nuovo Presidente Giuseppe Mele, a lato nella foto, 68 anni nativo di Ginosa, ed a cui partecipò anche  il direttore generale e procuratore speciale Bruno De Causo, 66 anni nato a Specchie (LE) . Una bella accoppiata…
Una conferenza stampa “atipica”, in cui di fatto vennero fatte molte chiacchiere, ma in cui non venne esibito alcun documento, bilancio, nulla di nulla. Solo parole al vento (che abbiamo registrato) . Ci venne detto che appena approvato il bilancio della Fondazione che è peraltro “pubblico” essendo la Fondazione Cittadella della Carità  iscritta e registrata presso la Camera di Commercio di Taranto , ma nonostante le assicurazioni telefoniche ricevute dal dr. Mele in tal senso,  non abbiamo ricevuto mai nè alcuna risposta nè alcun bilancio, che chiaramente a questo punto ci procureremo attraverso i canali pubblici.
Nella conferenza stampa del marzo 2016 il presidente  Mele  dichiarò che “Si è provveduto a realizzare un contenimento ed una razionalizzazione della spese  e sono stati raggiunti risultati apprezzabili, pur nella salvaguardia dei 207 posti di lavoro. Possiamo dire che il bilancio del 2015 chiude in pareggio, anche grazie al differimento degli ammortamenti di alcuni mutui. Le quote annuali dunque sono divenute più leggere, attraverso la ristrutturazione dei debiti ed inoltre siamo riusciti a realizzare dei risparmi, anche con semplici operazioni”  come l’ esternalizzazione del  servizio della mensa per i degenti e per i dipendenti che venne affidato alla “Gam” di Lucera, che ha ristrutturato sia la cucina della Cittadella, che la sala destinata alla consumazione dei pasti a cui possono accedere (a pagamento) anche i parenti di quanti sono ricoverati all’interno della struttura.

In quell’ occasione il direttore generale  Causo aggiunse che “abbiamo voluto migliorare la nostra offerta sanitaria, proponendo innanzitutto un cambiamento culturale , dobbiamo avere a cuore non solo il benessere fisico dei nostri ospiti e dei pazienti tutti, ma anche la loro salute psicologica e le loro relazioni sociali. Stiamo quindi puntando ad assicurare a tutti un’ospitalità molto vicina a quella familiare”.

Nella conferenza stampa venne annunciata come  “la novità più importante”  una convenzione stipulata con l’ASL Taranto e con l’ Università degli Studi di Bari che dovrebbe  permettere alla Fondazione Cittadella della Carità di ospitare ben tre corsi di laurea: infermieristica, fisioterapia e tecnica della prevenzione degli ambienti e dei luoghi di lavoro. Gli studenti che attraverseranno gli spazi della struttura, al quartiere Paolo VI, saranno circa 450.  Gli studenti – secondo i vertici della Cittadella –  avranno così la possibilità di affrontare la parte teorica dei corsi e al tempo stesso sperimentare quella pratica, frequentando, sotto la guida del personale in servizio, i pazienti della Cittadella. “Abbiamo in mente ancora altre idee per rendere la struttura sempre più simile al modello che il suo fondatore aveva in mente – aggiunse il presidente Meleaspettiamo l’adozione del piano di riordino ospedaliero, che ancora non conosciamo nei dettagli, per poter valutare un loro possibile sviluppo. Crediamo con fiducia che dalla Regione possa arrivare un segnale positivo anche per la Cittadella”.

Tutto quello che venne raccontato ai giornalisti non era completamente vero, e non ci venne ed è stata mai fornita alcuna documentazione neanche successivamente seppure richiesta esplicitamente dal nostro giornale anche nei giorni scorsi via mail . Probabilmente alla Cittadella della Carità non hanno ancora “ingoiato” quel boccone amaro del nostro articoli del gennaio 2015 (vedi QUI) che di fatto impedì la nomina illegale a direttore generale del dott. Fabrizio Scattaglia proprio colui che sino a pochi giorni prima era stato  il direttore generale dell’ ASL Taranto, una carica quindi quella Cittadella  effettuata ed accettata in aperta violazione della Legge 190 del 6 nov. 2012  (sulla prevenzione e repressione della corruzione) che all’ Art. 1, comma 42, lettera L, contiene all’ articolo 53 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni,le seguenti indicazioni :  l) dopo il comma 16-bis e’ aggiunto il seguente: «16-ter. I dipendenti che, negli ultimi tre anni di servizio, hanno esercitato poteri autoritativi o negoziali per conto delle pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, non possono svolgere, nei tre anni successivi alla cessazione del rapporto di pubblico impiego, attivita’ lavorativa o professionale presso i soggetti privati destinatari dell’attivita’ della pubblica amministrazione svolta attraverso i medesimi poteri. I contratti conclusi e gli incarichi conferiti in violazione di quanto previsto dal presente comma sono nulli ed e’ fatto divieto ai soggetti privati che li hanno conclusi o conferiti di contrattare con le pubbliche amministrazioni per i successivi tre anni con obbligo di restituzione dei compensi eventualmente percepiti e accertati ad essi riferiti».

 

Quindi di fatto la nomina di  Scattaglia era fuori leggeIn un comunicato stampa della Cittadella condiviso ed autorizzato della Curia Arcivescovile  venne annunciato che “La Cittadella si avvarrà di una unità operativa compatta ed efficiente che supporterà il nuovo Consiglio di Amministrazione di cui è Vice presidente Mons. Emanuele Tagliente, Vicario Episcopale per gli Affari Economici dell’Arcidiocesi di Taranto.  Il dott. Fabrizio Scattaglia ha accettato l’incarico di Direttore Generale della Cittadella: le sue capacità manageriali riconosciute e la sua alta professionalità sono garanzia per un cammino di rinascita. Le prime risposte che in queste ore stiamo cogliendo sono di grande apprezzamento, sia all’interno del presbiterio diocesano, delle comunità parrocchiali, come anche della città e della gente della terra ionica!”

Nessun magistrato della Procura della repubblica di Taranto intervenne a partire dal procuratore capo in carica, e cioè quel Franco Sebastio ora per fortuna pensionato, che guarda caso… ora il Vescovo Mons. Santoro ed i suoi amichetti di “Comunione e Liberazione” vorrebbero portare sulla poltrona di primo cittadino di Taranto attraverso un accordo politico con il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, che  mantiene ad interim la delega alla sanità regionale .

Nessun magistrato della Procura della repubblica di Taranto ebbe il coraggio ed il senso del dovere e sopratutto della Legge di aprire un procedimento d’ufficio, un fascicolo con notizia di reato. Nessuno fece nulla. Come non dare ragione quindi a chi definiva la Procura di Taranto il “porto della diossina”…???

 

Ma il destino a volte è imprevedibile. Infatti soltanto 10 mesi dopo,   il pm Maurizio Carbone ( a lato nella foto) a seguito delle indagine svolte dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Taranto  dovette giungere alla conclusione delle indagini svolte ed adottare la decisione di ipotizzare il reato di “concorso in abuso d’ufficio” nei confronti di quattro dirigenti dell’ ASL TARANTO : l’ex direttore generale Fabrizio Scattaglia, il direttore amministrativo  Paolo Quarato,   il dirigente istruttore Francesco Bailardi ed il direttore sanitario Maria Leone.

Ma ciò nonostante,  nessun procedimento giudiziario venne mai aperto per quella nomina illegale di Scattaglia alla Cittadella della Carità  , che era stata voluta e decisa dalla Curia Arcivescovile di Taranto nella persona del suo vescovo Mons. Filippo Santoro, ed  accettata di Scattaglia. Nessun magistrato si accorse di nulla…, anche se ci è ben noto che il Corriere del Giorno conta non pochi seguaci e lettori anche all’interno nel Palazzo di Giustizia di Taranto.  Ma cosa aspettarsi da una Procura retta da Franco Sebastio, campione nell’oscuramento dei numerosi conflitti d’interesse, a partire dal suo che faceva il procuratore pur esercitando suo figlio la professione di avvocato nello stesso foro  ? Lo scandalo della procura di Trani in confronto, credetemi è una barzelletta….

 

Ma le sorprese non finiscono mai. Infatti il Corriere del Giorno è venuto a conoscenza di altre vicende imbarazzanti dietro le quinte della Fondazione Cittadella della Carità, a partire dalla triste notizia che anche quest’anno, per il secondo anno di seguito i dipendenti, medici, impiegati non hanno ricevuto la 13ma ! E nel frattempo vengono stipulati contratti inquietanti   come il contratto della ASL per la scuola infermieri, e quello il fitto del ramo d’azienda alla cooperativa sociale Domus cons sede in Taranto in via Acclavio 49, gestita di fatto dai fratelli Maniglia 

 

 

E’ infatti a dir poco inusuale che la ASL si accordi con una Casa di Cura  nei confronti della quale vanta un credito un milione e seicentomila euro, attraverso manovra  di “compensazione” derivante dal fitto dei locali della Cittadella, il cui il fitto è stato convenuto in  100.000 euro all’anno, come si legge nella documentazione che il Corriere del Giorno è in grado di pubblicare e che quindi comporterebbe un impegno da parte della ASL Taranto di ben 16 anni !  Peraltro secondo fonti ben informate e da noi verificate l’ intenzione dell’Università di Bari è quella di cambiare sede trasferendola presso l’ Ospedale vecchio (dove sono in corso i lavori di ristrutturazione dello stabile) o l’ Ospedale Militare ubicati entrambi nel centro della città e quindi più facilmente raggiungibili per gli studenti
L’ accordo stipulato fra ASL Taranto e la Fondazione Cittadella della Carità è frutto in realtà di una stretta amicizia tra il dr. Rossi, Direttore Generale della ASL Taranto  ed il Direttore Generale della Cittadella I due infatti sono entrambi leccesi , e Rossi all’inizio della sua carriera ha lavorato sotto De Causo a cui è rimasto molto “lgeato” come il contratto di “favoritismo” stipulato comprova.  Per quanto riguarda il fitto di ramo d’azienda RSSA (che è un’attività extraospedaliera che fa capo alla Cittadella e che riguarda l’assistenza ai vecchietti con la presenza di un medico per poche ore la settimana), la cosa incredibile è che sia stata fittata per 8 anni alla Domus dietro  e dentro la quale ci sono i fratelli Maniglia (legati a Comunione e Liberazione)  e quindi molto vicini al Vescovo Santoro.

 

Infatti l’accordo deriva dal fatto che la Domus ( nella foto a lato la sua sede “diroccata” nel centro di Taranto) gestiva il ramo d’azienda RSSA  della Fondazione Cittadella della Carità e che aveva accumulato un credito di 800mila euro  ed a fronte di questo debito, la Cittadella ha pensato bene di affidare alla Cooperativa Domus l’intero ramo d’azienda per 8 anni  per un valore di oltre 2milioni e mezzo di euro all’anno, anziché raggiungere un più vantaggioso accordo economico e concordare un piano di rientro come avrebbe fatto chiunque. Il risultato della “malagestione” della Fondazione è che l’ultimo  bilancio di gestione  ha subito con una perdita secca di 2milioni e mezzo.

 

Desta imbarazzo anche la presenza nel consiglio di amministrazione della Fondazione come vice presidente dell’ Avv. Angelo Esposito, a carico del quale sono in corso delle indagini del sostituto procuratore della repubblica Maurizio Carbone, a seguito di un esposto-denuncia cautelativo presentato dall’ Ordine degli Avvocati di Taranto, di cui Esposito è stato presidente, per degli ammanchi di circa 114 mila euro di spese personali dell’ Esposito prive di giustificativi.  Oltre a quattro contratti di lavoro-consulenza firmati e prorogati nonostante la sua nomia fosse scaduta.Una nostre fonte interna al consiglio dell’ ordine ci ha riferito che al momento l’ avv. Esposito ha restituito solo 38 mila euro, mentre l’ Ordine degli Avvocati di Taranto è in attesa della revisione degli anni precedenti della gestione Esposito, affidata all’ Ordine dei Dottori Commercialisti di Taranto.

 

Massoneria e dintorni. Un bel risultato…quello della  gestione Mele-Esposito-De Causo,  e questa sarebbe una ristrutturazione per un’azienda in crisi ?  Ma dietro alle quinte della Fondazione si muove anche la presenza massiccia di non pochi dirigenti appartenenti alla massoneria tarantina, attivi nel settore sanitario, in quello fisioterapico, nell’ufficio tecnico che stanno cercando attraverso loro colleghi “grembiulini” che esercitano la professione di avvocato di “sostenere” l’imbarazzante posizione dell’ Avv. Esposito a Palazzo di Giustizia.

 

Fonti interne, ciliegina sulla torta….. raccontano che il , Dr. Causo Direttore Generale della Fondazione Cittadella della Carità avrebbe trovato… un contratto di lavoro per suo figlio, presso la Gam di Lucera cioè  la società a cui ha affidato la gestione della cucina della struttura ospedaliera. Illegalità ? Conflitti d’ interesse ?

 

Ma no figuriamoci …è solo la Cittadella della  Carità !  Quella del Vescovo di Taranto mons. Filippo Santoro., esponente di Comunione & Liberazione.

 

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