Il capo della squadra mobile di Foggia nei guai per degli arresti non dovuti a Manduria

Il capo della squadra mobile di Foggia nei guai per degli arresti non dovuti a Manduria

ROMA – Nel 2007  l’allora commissario della Polizia di Stato Giuseppe Annicchiarico che dirigeva il commissariato di P.S. di  Manduria,  aveva indagato e fatto arrestare Agostino Dimitri, medico neurologo professionista ben conosciuto e stimato a Manduria e Angelo Caroli, rispettivamente presidente e consigliere della Vis Nova Messapica, società dilettantistica di pallacanestro che milita in serie D , con l’accusa di estorsione nei confronti di due loro tesserati (secondo l’accusa avrebbero preteso denaro per lo svincolo del tesserino), successivamente assolti.

Infatti, dopo tre anni  per Di Mitri e Caroli è arrivata l’assoluzione “perché il fatto non sussiste“, che confermò l’errore di valutazione giudiziaria compiuta a carico dei due dirigenti sportivi, i quali non dovevano essere indagati e quindi conseguentemente tantomeno arrestati. Conseguentemente all’arresto effettuato il 15 settembre del 2007 dagli agenti del locale commissariato che l’ Annicchiarico dirigeva all’epoca dei fatti, arrivò la gogna mediatica per i dirigenti sportivi con articoli dei giornali che senza le dovute cautele si buttarono sulla notizia distruggendo  la reputazione dei due. Successivamente il commissario di P.S. Annichiarico   è stato invece indagato per “abuso d’ufficio”.

La giustizia italiana, tanto criticata a volte restituisce l’onore ai malcapitati con la coscienza a posto, che sanno attendere ed avere fiducia nei giudici. A seguito della denuncia presentata da Di Mitri e Caroli , il giudice per le indagini preliminari dr.ssa  Anna De Simone ha respinto la richiesta di archiviazione presentata dal pm Remo Epifani della Procura di Taranto,  accogliendo i giusti i motivi di opposizione presentati dall’avvocato Nicola Marseglia  difensore dei due professionisti arrestati, e ritenuti innocenti dalla sentenza di 1° grado in primo grado, imputando invece al dirigente del commissariato di Polizia di Manduria Giuseppe Annicchiarico  (trasferito nel dicembre del 2013 e promosso capo della squadra mobile presso la Questura di Foggia), di aver omesso in maniera parziale le evidenze delle delle indagini che effettuò nei confronti del Quaranta e Caroli inducendo quindi il magistrato a decidere per l’arresto dei due dirigenti sportivi.

Giuseppe Annicchiarico

Durante il processo erano state le dichiarazioni di Roberto Alabisio  procuratore federale della Fip la Federazione Italiana Pallacanestro , a confutare l’operato del dirigente della Polizia di Stato Giuseppe Annicchiarico mettendolo nei guai .  Il procuratore federale Alabisio   spiegò infatti che non esiste nessuna norma che vieti il passaggio di denaro tra atleti e società, in occasione dello svincolo dei tesserini, aggiungendo anzi che vi è una dinamica regolare e ben nota nel settore delle società sportive, che consiste nel richiedere  ai propri tesserati che vogliono riscattarsi, cioè liberarsi per passare ad altre società, un rimborso compensativo.  Affermazioni queste che indussero persino il  giudice monocratico del Tribunale di Manduria  dr.ssa Patrizia Romano ad accogliere la richiesta d’ assoluzione per Di Mitri e Caroli formulata dal pubblico ministero onorario Michela Giorgino.

Nell’ udienza preliminare, il procuratore federale Alabisio dichiarò al giudice ed aggiunse che tale circostanza era stata molto bene spiegata dettagliatamente al dirigente della Polizia di Stato Giuseppe Annicchiarico allorquando lo sottopose ad interrogatorio. A seguito di tutto ciò è arrivata conseguentemente, e legittimamente aggiungiamo noi, l’imputazione coatta decisa dal gup De Simone questa volta a carico del dirigente di Polizia   Annicchiarico per “abuso d’ufficio“, e per i due atleti Stefano ed Alessandro Quaranta, che denunciarono la presunta estorsione e dovranno rispondere del reato di “calunnia“. I due giocatori dilettanti nel processo si erano persino costituiti parte civile chiedendo un risarcimento di 15mila euro a testa.

Una vicenda questa che lascia pensare su come talvolta vengono svolte troppo approssimativamente e superficialmente  le indagini di Polizia da parte di alcuni inquirenti,  che pur di finire sui giornali, rischiano di rovinare la vita a delle persone che non hanno fatto nulla di illegale, e tutto ciò  dovrebbe indurre alcuni giornalisti a riflettere prima di sbattere degli indagati sui propri giornali. E come in questo caso, a chiedere scusa e restituire l’onore e la dignità al dr. Agostino Dimitri, ed a Angelo Caroli, che sono due dirigenti sportivi e non due delinquenti ! Lo faranno ? Abbiamo dei forti dubbi…

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