I magistrati Argentino e Petrucci si salvano “tecnicamente” in Procura a Potenza . Ma la vicenda finisce alla commissione disciplina del CSM. E non solo …

I magistrati Argentino e Petrucci si  salvano “tecnicamente” in Procura a Potenza . Ma la vicenda finisce alla commissione disciplina del CSM. E non solo …
nella foto il procuratore aggiunto dr. Pietro Argentino

nella foto il procuratore aggiunto dr. Pietro Argentino

Nell’ottobre scorso il nostro giornale ha pubblicato tutta la sentenza integrale della vicenda giudiziaria che ha portato prima agli arresti e poi alla sospensione dal servizio il pm Matteo Di Giorgio, precedentemente in servizio presso la Procura della Repubblica di Taranto, con a capo il procuratore Aldo Petrucci. per cui il Tribunale di Potenza ordinò ai sensi dell’ art. 207 c.p.p. la trasmissione degli atti alla Procura per procedere nei confronti del procuratore aggiunto Pietro Argentino ed il Petrucci  “per il reato di falsa testimonianza“, i quali alle rispettive udienze dibattimentali del 6 e 27 febbraio 2014 avevano reso “dichiarazioni che, alla luce delle altre acquisizioni processuali, venivano ritenute  non credibili dal Collegio giudicante“.

Nel frattempo dopo aver appreso direttamente dall’ avv. Franz Pesare, che per “motivi personali che non mi consentivano di esercitare serenamente il mio mandato” aveva abbandonato la difesa del magistrato lizzanese Pietro Argentino , questi si è affidato alle “cure” legali dello stesso avvocato del suo collega Di Giorgio, e cioè l’avvocato Donatello Cimadomo di Potenza. Abbiamo quindi provato a contattare per telefono Cimadomo ripetutamente,  per ottenere dei ragguagli sulla vicenda processuale ed anche per sapere se il suo assistito fosse disponibile ad un’intervista giornalistica, ma l’ avvocato lucano in maniera non molto “etica” e sopratutto poco gentile, non si è mai degnato di risponderci o richiamarci telefonicamente.

La registrazione audio della deposizione per pm. Pietro Argentino all’udienza del processo “Di Giorgio ed altri” che si è tenuta giovedì 6 febbraio 2014 a Potenza.

 

 

Chiaramente non ci siamo fermati ed abbiamo rintracciato quale “documento” e delle notizie imbarazzanti per il magistrato Argentino, che in questi giorni supplisce al pensionamento del suo ex-capo Franco Sebastio, nonostante tutti i suoi vari ricorsi e controricorsi amministrativi, in attesa che da Roma venga nominato ed arrivi un nuovo Procuratore Capo.

Il documento che siamo in grado di mostrarvi in esclusiva, conferma la teoria processuale del Tribunale di Potenza esposta in sentenza, e cioè che i procuratori Argentino e Petrucci abbiano mentito ben consapevoli di mentire dinnanzi al Tribunale di Potenza. Infatti la Procura di Potenza ha confermato la tesi accusatoria del Tribunale sulla circostanza delle loro deposizioni inveritiere

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Le accuse processuali espresse e contenute nella sentenza del Tribunale di Potenza nei confronti  dei magistrati Argentino e Petrucci , come anche il pm dr.ssa Laura Triassi della Procura di Potenza, ha precisato nella sua richiesta di archiviazione dello scorso 16 marzo 2015 , erano fondate e veritiere, ed i due si sono “salvati” soltanto  grazie al principio espresso da due sentenze della Corte di Cassazione per cui un testimone non è punibile in forza dell’esimente (art. 384 comma primo Cp) allorquando il testimone (è il caso dei magistrati Argentino e Petrucci – n.d.r.) rende false dichiarazioni per evitare di essere a sua volta incriminato per un reato precedentemente commesso.

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Ma la vicenda non è finita con l’ archiviazione, in quanto siamo un conoscenza di un procedimento pendente dinnanzi alla 7a sezione della Corte di Cassazione, così come sarebbe stato aperto un fascicolo a carico dell’attuale procuratore aggiunto Pietro Argentino dinnanzi alla Commissione disciplinare del CSM, il Consiglio Superiore della Magistratura. La vicenda processuale di fatto non si è conclusa, stante ancora in piedi l’appello richiesto dal pm. Matteo Di Giorgio, ma sopratutto si sarebbero aperti dei procedimenti penali dinnanzi alla Procura ed al Tribunale di Catanzaro fra i magistrati lucani e quelli tarantini. Una triste vicenda di scontri fra toghe.

Come vi dicevamo all’inizio, avremmo voluto parlare ed intervistare il dr. Argentino, ma il suo avvocato Cimadomo di fatto lo ha reso impossibile. Chiaramente non saranno certamente questi rifiuti o dei “sussurri” e “spifferi”di presunte indagini tarantine sul nostro conto ed operato, che ci impediranno  di informare correttamente i nostri lettori. A qualcuno a Palazzo di giustizia a Taranto evidentemente sfugge…. che il foro di eventuale competenza sul nostro operato editoriale e giornalistico è solo e soltanto quello di Roma, e quindi non rispettarlo sarebbe un “reato“.

Questo il provvedimento di archiviazione della Procura di Potenza nei confronti dei magistrati Argentino e Petrucci:

PDF Provvedimento archiviazione Argentino PZ

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