Gli stipendi "gonfiati" del Ctp Taranto: per la Procura "Dirigenti da condannare"

ROMA – La Procura della Repubblica di Taranto ha chiesto la condanna a 6 anni di reclusione A febbraio 2016, poco per ciascuno dei 4 ex dirigenti del Ctp mandati a processo per peculato a seguito dell’inchiesta sugli “stipendi d’oro” del Consorzio Trasporti Pubblici di Taranto, avviatasi grazie alla denuncia di un dirigente interno.

Le richieste di condanna sono a carico  l’ex direttore generale Cosimo Rochira, dell’ex direttore d’esercizio Michele Ciccimarra, stranamente visto circolare nei giorni scorsi negli uffici della società insieme all’attuale amministratore unico Egidio Albanese, Luigi Pacucci dirigente del settore economico finanziario del Ctp e del dirigente di movimento Giuseppe Portulano .

Le indagini sui presunti stipendi d’oro al Ctp, che prese il via dopo la denuncia presentata dall’attuale dirigente Vito Marinelli, venne condotta dai finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria, diretti all’epoca dal tenente colonnello Renato Turco (ora andato in pensione)  coordinata dal pm Maurizio Carbone ed hanno accertato, come risulta in atti,  la presenza di alcune voci delle loro buste paga che contenevano “voci non dovute relative a retribuzione variabile incentivante pur in assenza della documentazione attestante gli obiettivi da realizzare”.

Secondo le indagini svolte dalla Guardia di Finanza, le buste paga dei dirigenti,  sarebbero state illegittimamente gonfiate e qualcuno avrebbe intascato il doppio di quanto dovuto, Michele Ciccimarra il quale nel 2010 a fronte di un reddito di 104mila euro avrebbe percepito altri 60mila euro non dovuti.

Nel 2018 il giudice dr. Maria Leone  del Tribunale del Lavoro di Taranto  ha condannato Ciccimarra, al pagamento di oltre 15mila euro,  ma questi incredibilmente attraverso il suo legale aveva richiesto al Ctp la somma di 50mila euro per evitare il ricorso in appello !secondo i calcoli dei finanzieri.

Per la Procura della Repubblica Michele Ciccimarra, avrebbe incassato in totale 456mila euro  tra il 2005 e il 2015, .  L’ ex direttore generale di Ctp Cosimo Rochira, ex tesoriere del Pd di Taranto, e braccio destro del consigliere comunale Piero Bitetti (del quale è stato il mandatario nel corso della sua ultima campagna elettorale)  rispetto a un reddito annuale di 121mila euro nel periodo intercorrente tra il 2008 e il 2015,   avrebbe percepito indebitamente somme non dovutegli, circa 210mila euro.

Nella busta paga di Luigi Pacucci, dal 2006 al 2014 sarebbero state inseriti  illegittimamente compensi per 144mila euro . Dulcis in fundo…si fa per dire, chiaramente,  il dirigente del movimento mezzi Giuseppe Portulano,   avrebbe visto gonfiarsi indebitamente dal 2008 al 2014 la propria busta paga incassando 135mila euro non dovutegli.

Un totale complessivo di 947mila sottratto alle casse pubbliche di Ctp in 10 anni che la Procura ha cercato di recuperare nel luglio 2017 attraverso il sequestro di conti correnti, beni mobili e immobili degli indagati, sequestrando 7 autovetture (fra le quali Mercedes Classe E, Bmw Serie 5 e ), 8 immobili, tra i quali alcune ville ubicate sulla la litoranea salentina, e conti correnti bancari e fondi comuni d’investimento per ingenti importi.

Dopo la diffusione della notizia sull’inchiesta, i dirigenti sotto pr0cesso incredibilmente inviarono una lettera a febbraio 2016,  a Roberto Falcone, che in quel periodo era diventato il nuovo amministratore unico del Consorzio,  sostenendo che “pur nella convinzione che le nostre retribuzioni rispondano alle determinazioni assunte dalla società dalle disposizioni contrattuali chiediamo che il nostro stipendio venga uniformato al trattamento minimo di garanzia“. Della serie: la vergogna questa illustre sconosciuta….

Le prossime udienze sono state fissate per il prossimo 20 febbraio e il 13 marzo.