Gli effetti del “NO” referendario. Salta il tavolo istituzionale per Taranto. “La questione passa al prossimo governo”

Gli effetti del “NO” referendario. Salta il tavolo istituzionale per Taranto. “La questione passa al prossimo governo”

Il tavolo era legato a doppio filo all’emendamento sui 50 milioni di euro per la salute, saltato dopo la crisi di governo. L’annuncio del sottosegretario alla presidenza del Consiglio De Vincenti con una telefonata al sindaco Stefano .

Il tavolo istituzionale del Cis il Contratto istituzionale per Taranto previsto, previsto dalla legge 20 del 2015 nata dal decreto legge 1 del 2015, e  sinora gestito e “guidato” da Palazzo Chigi,  convocato per il 12 dicembre nella Prefettura di Taranto, non si svolgerà più lunedì 12 com’era facilmente prevedibile all’indomani delle dimissioni del premier Renzi. Lo ha reso noto  una telefonata del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti al sindaco di Taranto, Ippazio Stefano.  Il Contratto istituzionale aveva riassegnato e riprogrammato per l’area di Taranto, una serie di progetti pubblici finanziati da circa 850 milioni di risorse già previste o stanziate per il capoluogo jonico, ma che causa dell’inefficienza delle amministrazioni pubbliche locali erano a rischio disimpegno

Il tavolo per Taranto era molto atteso in città anche per la vicenda dell’ emendamento ovvero il testo che avrebbe garantito alla sanità tarantina 50 milioni di euro per assumere 1.800 fra medici e infermieri, che è stato ritenuto inammissibile  dal presidente della commissione Bilancio, il barese Francesco Boccia, alleato di Emiliano nella guerra interna nel Pd contro Renzi . L’emendamento che era stato annunciato dai deputati pugliesi del Partito Democratico non è mai passato in commissione bilancio della Camera, facendo nascere un violento scontro di accuse verbali tra la Capitale ed il capoluogo barese, in quanto oltre a Boccia anche il presidente della Regione, Michele Emiliano, hanno cercato strumentalmente di far ricadere le responsabilità della scomparsa sul Governo, che per voce dello stesso presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e del suo sottosegretario Claudio De Vincenti, hanno giustamente ricordato e rivendicato quanto già fatto dal Governo che ha sbloccato oltre 1.600 milioni  per Taranto  al fine di sostenere la ripresa economica della città e garantire l’ambientalizzazione dell’ILVA.

Anche la ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, insieme al sottosegretario De Vincenti, rinviarono al tavolo istituzionale del 12 dicembre  la discussione per trovare una sulle problematiche sanitarie di Taranto, auspicando un successivo inserimento dell’emendamento nel passaggio della legge di Bilancio al Senato. Ma con le dimissioni del Governo  la legge è passata al Senato senza alcuna modifica di nessun genere. Ed adesso a Taranto sono in molti a temere sul proseguimento delle attività calendarizzate e programmate. Uno dei risultati dell’antipolitica locale….

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