Galletti: “se l’ Ilva fosse rischiosa la chiuderei”

Galletti: “se  l’ Ilva fosse rischiosa la chiuderei”

CdG galletti tarantoIl ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, partecipando  a Taranto insieme al senatore Pierferdinando Casini ad una iniziativa sul referendum costituzionale dei ‘Centristi per il sì‘, ha detto che  “Se ci fossero rischi per i cittadini di Taranto sarei il primo a chiudere l’ILVA. L’approfondimento sui dati epidemiologici è assolutamente giusto perché noi dobbiamo dare la massima garanzia e certezza a tutti”. Il riferimento del ministro è alle risultanze degli ultimi dati epidemiologici commissionati dalla Regione e alla richiesta del sindaco di Taranto, Ippazio Stefano, rivolta al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, di validare scientificamente quello studio e rassicurare la popolazione sugli interventi da adottare. “D’altra parte – ha aggiunto il ministro – noi nell’Ilva abbiamo diminuito la produzione da più di 9 milioni a sei milioni, abbiamo ambientalizzato per centinaia di milioni. C’è un monitoraggio molto determinato che ci dice che oggi sono rispettati tutti i limiti di legge. Io mi muovo su questo, non su altro“.

Abbiamo bisogno di regole –  ha aggiunto Gallettiche ci consentano di realizzare in maniera più veloce questi interventi,  e questa riforma costituzionale lo permette. Per le Regioni il referendum serve ad avere più chiarezza. Il titolo quinto della Costituzione, così come voluto dal legislatore nel 2001, fa molta confusione e questo non va né nell’interesse dello Stato, né nell’interesse della Regione”. “Bisogna stabilire una volta per tutte chi fa cosa in questo Paese. Prendiamo il Sin di Taranto – ha proseguito  il ministro – abbiamo dovuto fare 40 conferenze di servizi per avviare la bonifica. Questo vuol dire perdere mesi, se non anni. Allora, stabilire una volta per tutte a chi spetta fare quella bonifica, che si assume la responsabilità di farla, non farla, farla bene, farla male, questo vuol dire chiarezza”.

Galletti parlando del referendum ha  spiegato che “Se vincessero i «no», l’Italia perderebbe una grande occasione di rinnovarsi, di rinnovare le proprie regole, di abbattere i costi della politica, di ridurre il numero dei parlamentari. E lo dico proprio qui a Taranto dove noi abbiamo bisogno di nuove regole per le grandi sfide ambientali che abbiamo davanti, non solo dell’Ilva di Taranto: penso al mar Piccolo, penso alla bonifica del Sin, penso alla Cemerad

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