Baby gang a Taranto sequestra un anziano in casa e lo picchia a morte

Baby gang a Taranto sequestra un anziano in casa e lo picchia a morte

Il vice premier e ministro dell’ Interno  Matteo Salvini, apprendendo della notizia del 66enne di Taranto che sarebbe stato picchiato a morte da una banda di giovanissimi, ha commentato “Se confermati colpevoli, pene esemplari per tutti, anche per i minorenni, che devono essere trattati (e puniti) come tutti gli altri. Di fronte a simile violenza, per me non esiste la distinzione fra minorenni e maggiorenni”.

ROMA – L’anziano uomo 66enne, Antonio Stano di Manduria (Taranto), ex dipendente dell’Arsenale M.M. , soffriva di disagio psichico, era stato costretto a rinchiudersi in casa e a non alimentarsi per giorni è deceduto tre giorni fa in ospedale, in seguito alla feroce violenza subita.  Una “baby-gang” composta da 14 giovanissimi, 12 dei quali minorenni, alcuni dei quali come si suol dire “di buona famiglia” che ora sono indagati avrebbero prima assaltato più volte la casa dell’ uomo, per rapinarlo ed aggredirlo. Poi, nel corso dell’ultimo assalto, lo avrebbero segregato in casa e picchiato a sangue fino ad ucciderlo.

A soccorrere il pover’uomo sono stati gli agenti  della Polizia di Stato del Commissariato  di Manduria (Taranto) , lo scorso 6 aprile  chiamati ad intervenire sul posto dai vicini di casa , che lo hanno trovato legato a una sedia.  I baby criminali non solo lo avrebbero seviziato e picchiato a sangue , ma addirittura avrebbero anche girato alcuni video fatti messi in circolazione su Whatsapp, che sono adesso al vaglio degli investigatori.

I particolari che parlano di crudeli violenze vengono descritti dal quotidiano online  “La Voce di Manduria” diretto dal nostro amico e caro collega Nazareno Di Noi , che parla di abusi commessi in stile “Arancia Meccanica“. Il pensionato manduriano  che sembra avesse problemi psichici, pare che da tempo fosse finito nelle mire di quel gruppo di ragazzi, lo chiamavano “il pazzo del Villaggio del Fanciullo“, dal nome dell’oratorio che si trova proprio davanti alla casa dell’uomo. Uno degli educatori dell’oratorio Roberto Dimitri, racconta  su Facebook  di come personalmente avesse “ripreso tante volte i ragazzi che bullizzavano il signore, chiamato le forze dell’ordine e chiamando i genitori, ma senza risultati“. Ora  aggiunge “provo dispiacere per l’uomo, ma anche per i ragazzi che, ahimè hanno perso l’occasione di vivere serenamente la propria età come tanti altri. Mi piacerebbe che da queste occasioni i centri come l’oratorio, le strutture di aggregazione sociale, potessero avere una rivalutazione da parte delle famiglie che devono sentirsi scomodate nel bene e per il bene dei propri figli“.

L’anziano uomo si era barricato in casa in stato di indigenza e degrado, letteralmente in stato di terrore a seguito delle reiterate rapine ed di violenza subìti. Per paura non voleva aprire la porta di casa neanche agli agenti del commissariato di P.S. di Manduria, che si sono dovuti impegnare a fondo per farsi aprire la porta e convincerlo che erano lì soltanto per aiutarlo. Gli agenti hanno chiesto l’intervento sul posto del personale del 118 e con grande spirito umanitario si sono preoccupati di acquistare acqua e qualcosa da mangiare per il pensionato 66enne  il quale si è rifiutato di mangiare. nonostante i ripetuti appelli ed inviti, probabilmente deciso ormai a lasciarsi morire.

foto tratta dal quotidiano La Voce di Manduria

Durante l’intervento di soccorso all’anziano, i poliziotti sono riusciti a farsi raccontare le diverse rapine subite durante il mese di marzo da parte di un gruppo di giovani delinquenti locali privi di alcuno scrupolo che gli avrebbero sottratto anche 300 euro in contanti. A seguito del suo ricovero presso l’ Ospedale Giannuzzi di Manduria , le sue condizioni sono peggiorate, venendo sottoposto a due interventi chirurgici per ferite interne all’addome.

Immediatamente sono scattate le indagini ed i sospetti si sono subito concentrati intorno a una banda composti da ragazzi, nati per la maggior parte tra il 2001 e il 2002. Gli agenti della Polizia hanno ascoltato anche i vicini di casa, i quali hanno confermato le circostanze che alcuni giovanissimi si erano introdotti in casa dell’anziano in più occasioni  per derubarlo e  quindi come si è scoperto sottoporlo a violenze e sevizie. Gli investigatori hanno sequestrato i cellulari dei ragazzi e alcuni indumenti che adesso sono al vaglio della Polizia Scientifica.

Il procuratore capo della Repubblica presso il Tribunale dei minori di Taranto dr.ssa Pina Montanaro ed il pubblico ministero dr. Remo Epifani della Procura della Repubblica jonica,  hanno aperto dei fascicoli d’indagine per i reati di omicidio preterintenzionale, stalking, lesioni personali, rapina, violazione di domicilio e danneggiamento. E stato affidato l’incarico al medico legale di Bari dr.ssa Liliana Innamorato di svolgere tutti gli accertamenti ed esami del caso per fare luce sulle cause che hanno portato al decesso dell’uomo dopo 18 giorni di agonia.  L’esame potrebbe essere eseguito già oggi stesso nell’obitorio dell’ospedale di Manduria dove si trova la salma.

L’esame autoptico accerterà se la morte del sessantaseienne è stata causata dai traumi subiti ripetutamente dall’uomo o dall’esito di fattori patologici propri, magari aggravati dallo stato di profonda prostrazione in cui era caduta la vittima costretta a non uscire da casa per timore di incontrare i suoi aguzzini.I due indagati maggiorenni, L.G. di 19 anni e A.S. di 22, sono rispettivamente difesi dai legali  Armando Pasanisi il primo e da Lorenzo Bullo e Gaetano Vitale il secondo. Il collegio difensivo dei minorenni è invece composto dagli avvocati Davide Parlatano, Antonio Liagi, Cosimo Micera, Antonio Carbone, Lorenzo Bullo e Dario Blandamura.

Il vice premier e ministro dell’ Interno  Matteo Salvini (Lega), apprendendo della notizia del 66enne di Taranto che sarebbe stato picchiato a morte da una banda di giovanissimi, ha commentato “Se confermati colpevoli, pene esemplari per tutti, anche per i minorenni, che devono essere trattati (e puniti) come tutti gli altri. Di fronte a simile violenza, per me non esiste la distinzione fra minorenni e maggiorenni“. Sulla stessa linea anche il Vicepremier e Ministro Luigi Di Maio (M5S) che in una nota dice ” Bullizzato, rapinato, segregato in casa e picchiato fino alla morte. È inaccettabile quanto successo al 66enne di Manduria, un fatto vergognoso che non può passare in secondo piano. La morte di Antonio deve farci capire che la sicurezza dei nostri cittadini deve essere la priorità di questo Governo. E dobbiamo lavorare per garantire maggiore sicurezza anche ai nostri anziani, troppo spesso abbandonati. Una cosa è certa: questi soggetti la pagheranno“.

Speriamo che non siano solo slogan di campagna elettorale.

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